Giovedì 30 Giugno 2016
 
 

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ArcigayNapoli
Il fashion designer Fabrizio Casu a Napoli per raccontarci l'audacia della chemise!
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GIOVEDì 30 GIUGNO - ORE 18
L'ISOLA CHE C'E'
VIA G. GIGANTE, 45 - NAPOLI
presenta
Il lungo viaggio di una chemise
di
FABRIZIO CASU
presenta Marina Salvetti
Interventi di Ornella d'Anna
modera Claudio Finelli
Letture di Luisa Aiello
La chemise è un abito di rottura, anticonformista e audace.

Colei che lo indossa è una delle regine più famose di tutti i tempi: Maria Antonietta.

Con una scelta più intuitiva che ragionata, la moglie di Luigi XVI, ignara di danzare sull'orlo del baratro, decide di sovvertire il protocollo di Versailles, rigido come le stecche e i paniers che imprigionavano i corpi delle donne dell'epoca, e prende ad indossare abiti di mussola bianca, fino ad allora intesi come semplici sottovesti.
Inconsapevole di anticipare, con la moda, quello che sarà il pensiero dirompente della Rivoluzione, Maria Antonietta archivia le affettate consuetudini di un'aristocrazia autoreferenziale e ammuffita e si avvia, a grandi falcate, verso un destino ineluttabile che, nel bene e nel male, ne fisserà per sempre il nome nella Storia. 

Finalmente, dunque, arriva anche a Napoli il saggio di Fabrizio Casu, fashion designer ed esperto di storia della moda,
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5x1000 ad Arcigay Napoli

arcigaynapoli_5permille

 

Aiutaci a portare avanti la battaglia per il rispetto delle persone gay , lesbiche e trans. Puoi farlo senza spendere un centesimo in più: è infatti possibile chiedere allo Stato di donare il 5×1000 delle tue tasse ad un’associazione. Per scegliere Arcigay Napoli è sufficiente scrivere il codice fiscale dell’associazione

95076550631

nello spazio predisposto dell’apposita scheda allegata al modello 730, Unico o Cud. Non occorre indicare anche il nome dell’associazione. La scelta rimane quindi riservata.

 

Cos’è il 5×1000?
E’ il 5 per 1000 dell’Ire (Imposta sul reddito, ex Irpef), cioè delle tasse che ciascun contribuente paga in base al proprio reddito personale. Se, ad esempio, tu paghi 1000 euro di Ire in un anno, il tuo 5×1000 è pari a 5 euro. Alcuni (es. liberi professionisti) pagano quest’imposta presentando la dichiarazione dei redditi, tramite i modelli 730 o Unico. Altri (es. i dipendenti) ricevono a casa la comunicazione, tramite modello Cud, dell’avvenuto pagamento sottratto in busta paga. Puoi indicare un’associazione alla quale lo Stato girerà il 5×1000 delle tasse che paghi.
Come faccio a donarlo ad Arcigay Napoli?
Arcigay Napoli è una delle associazioni cui è possibile donare il proprio 5×1000. Per farlo è sufficiente firmare e scrivere il codice fiscale di Arcigay, 95076550631, nel riquadro riservato alle associazioni (il primo in alto a sinistra) dell’apposita scheda. La scheda è allegata ai modelli 730, Unico o Cud. Se non ti viene consegnata, puoi richiederla al tuo datore di lavoro o al tuo ente pensionistico (Inps, ecc.). Se fai il 730 o l’Unico devi presentare la scheda compilata insieme al modello. Se invece non fai la dichiarazione dei redditi e ricevi il modello Cud, devi consegnarla in busta chiusa, entro il 1° agosto, in posta, in banca, o ad altro intermediario abilitato (commercialista, Caf, ecc.).
Ma ci rimetto dei soldi se lo dono?
No. Si tratta infatti del 5×1000 delle tasse che pagheresti comunque. Donarlo ti offre solo una libertà in più. Stabilire personalmente che fine debba fare questa piccola parte delle tue tasse. Se non esprimi alcuna preferenza sulla destinazione il tuo 5×1000 finisce nelle casse dello Stato insieme al resto.
Devo scrivere Arcigay sulla dichiarazione?
No. Il nome dell’associazione non deve essere scritto, né nella dichiarazione dei redditi né nel modello Cud. Bisogna invece scriverne il codice fiscale. Inserendo o facendo inserire dal tuo commercialista o da qualcun altro il codice fiscale 95076550631, il tuo 5×1000 andrà ad Arcigay Napoli. L’associazione non riceverà informazioni personali e relative al reddito dei donatori.
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Trans aggredita a Fuorigrotta, terzo caso in poche settimane: “occorrono provvedimenti immediati”

transfobiaArcigay Napoli registra l’ennesima violenza perpretata ai danni di una donna trans: è accaduto questa notte a Fuorigrotta.

Dopo una vittima uccisa e un’altra accoltellata, si tratta del terzo caso di violenza a sfondo transfobico che si verifica proprio tra le strade in cui quest’anno la comunità lgbt napoletana ha voluto far passare il Mediterranean pride of Naples.

“Si tratta dell’ennesima vicenda di violenza – dichiara Daniela Lourdes Falanga, responsabile per le politiche trans dell’associazione – che ancora una volta ci mette a confronto con una realtà in cui l’odio transfobico è forte e continua a tradursi in una negazione violenta e omicida. Occorre che si prendano seri e immediati provvedimenti per tutelare quanti vivono con coraggio la propria identità”

Arcigay Napoli, nel chiedere alle istituzioni napoletane di aprire un tavolo di confronto con le associazioni lgbt napoletane per discuterne e creare soluzioni immediate, rilancia la proposta,  – già fatta all’epoca del Pride – di utilizzare la ex base Nato anche come luogo di accoglienza per persone lgbt vittime di violenza.

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Rapporto annuale sull'omotransfobia: grosso incremento di casi a Napoli, la comunità finalmente denuncia.

Vi riportiamo a seguire i dati e le tabelle del rapporto annuale sull'omotransofobia svolto da Arcigay. Si registra, nell'ultimo triennio 2012/2015, un grosso incremento di casi di omotransfobia a Napoli, che diventa un caso a livello nazionale. Certo non è che una grande città come Napoli si riscopre omofoba da un momento all'altro, ma va esaminata con molta attenzione, a nostro avviso, questa singolare apparente esplosione di omotransfobia nel capoluogo partenopeo. Da notare che Napoli nel corso di questo ultimo triennio è stata in prima linea, attraverso una serie di provvedimenti, avanzati dalle associazioni LGBT del territorio e fortemente voluti dall'Amministrazione guidata da Luigi de Magistris( Napoli prima grande città d'Italia ad aver avuto il Registro delle Unioni Civili, ad aver trascritto un matrimonio contratto all'estero tra persone dello stesso sesso, ad aver trascritto l'atto di nascita di un bimbo figlio di due mamme sposate all'estero di cui una napoletana, il caso Ruben, ad aver avviato un importante lavoro nelle scuole con il progetto Napoli DiverCity e con il Forum Internazionale delle Culture, ad aver avviato percorsi di inserimento lavorativo di persone lgbt discriminate sui luoghi di lavoro Diversity on the Job). Questi importanti provvedimenti e la crescente visibilità delle associazioni LGBT del territorio hanno prodotto probabilmente una maggiore consapevolezza all'interno nella comunità LGBT napoletana, che ha finalmente preso coscienza dei propri diritti e ha iniziato a denunicare alle associazioni e in molti casi alle Forze dell'ordine, le violenze e le minacce di stampo omotransfobico. Per questo siamo convinti che sentenze esemplari come quella del 2014 sul caso di Maria Luisa Mazzarella, aggredita nel 2009 a Piazza Bellini, insieme all'azione sinergica delle Istituzioni e delle Associazioni LGBT del territorio possano finalmente far emergere i casi di omotransfobia. Occorrono però provvedimenti strutturati, sia su scala regionale, sia su scala nazionale. E' urgente a nostro avviso una legge contro l'omotransfobia, soprattutto in questo momento storico e in previsione dell'approvazione della legge sulle Unioni civili, che porterà come successo in altri Paesi, un incremento e una emersione dei casi di omotransfobia.

 

OMOTRANSFOBIA 2013-2015: 325 vittime: poco meno di due ogni settimana.

 

12 omicidi, 22 suicidi, 3 tentati suicidi, 124 vittime di aggressioni isolate, 12 vittime di aggressioni a coppie o gruppi, 62 atti di pesante intimidazione o discriminazione (per l'elenco dei casi clicca qui).

Ma l'elenco è sicuramente incompleto perché raccoglie i soli casi denunciati. Mancano tutti i casi di bullismo nelle scuole, che spesso si risolvono senza denuncia, e quelli di tutte le vittime che, per loro motivi, forse non condivisibili ma da rispettare, non hanno avuto il coraggio di denunciare.

La presente ricerca è svolta per conto di Arcigay, a cura di Massimo Battaglio, nelle more del rapporto annuale sull'omofobia, eseguito per il Ministero delle Politiche Sociali.

omofobia13032016
mappa aggiornata al 13.03.2016 dopo l'uccisione di piccola Ketty a Napoli


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Arcigay NapoliIl Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli ONLUS, organizzazione di volontariato, iscritta al registro regionale del volontariato, è “nata“ il 22 ottobre 2005, ma Arcigay è attiva a Napoli dal 1984. L'associazione ha fini solidaristici, di volontariato sociale ed opera con l'azione diretta, spontanea, personale e gratuita dei propri aderenti nel settore della tutela dei diritti civili, della prevenzione e recupero dell'emarginazione, della promozione della cultura e di attività ricreative. Si impegna nella promozione dei diritti delle persone gay, lesbiche, transessuali e transgender contribuendo ad accrescere nella società una visione positiva dell'essere omosessuale o transessuale. Come supporto alla comunità LGBT napoletana svolge i seguenti servizi: Sportello Legale, Telefono Amico, supporto- socio-Psicologico, Sportello Salute, Migranti.

Nella nostra sede, aperta alla partecipazione ed al contributo di tutti e tutte le, puoi trovare il Gruppo Giovani, Gruppo Lesbo, Gruppo Trans, Gruppo Genitori. Per qualsiasi informazione Contattaci.
Ricorda che Arcigay Napoli cresce grazie all'aiuto dei volontari, quindi anche col tuo se vorrai.

Per tesserarsi ad Arcigay clicca qui.

 

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