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Trans suicida in carcere: “Persone private della propria dignità anche nella morte”

E’ di ieri la notizia di una persona trans che, rinchiusa nel carcere di Poggioreale, si è suicidata all’interno della cella in cui era rinchiusa. La notizia è stata diffusa dal SAPPE (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria) e ripresa da alcune testate.

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“Provo sgomento – dichiara Daniela Lourdes Falanga, responsabile delle politiche trans per Arcigay Napoli – dinanzi alla notizia appena appresa dalla stampa, peraltro riportata senza alcun riguardo, del suicidio nel carcere di Poggioreale di una donna transessuale. Se quella nelle carceri resta, per la maggior parte dei detenuti, una situazione insopportabile, per le persone trans la detenzione diventa un periodo interminabile di privazioni, di umiliazioni che possono generare anche atti tanto estremi”

Arcigay Napoli denuncia infatti la situazione a cui sono costrette le persone trans in carcere: non è consentito loro, infatti, accedere alle cure ormonali, sono spesso oggetto di scherno da parte di altri detenuti, e sono private persino della possibilità di potersi curare l’aspetto.

“In poche parole, solitudine e disperazione – conclude Falanga – Allora diventa indispensabile che queste donne, emarginate nell’estremo angolo del mondo, trovino una possibilità di poter redimere le pene dignitosamente, riconoscendosi nella loro identità e confrontandosi con professionisti e pari che ne possano accogliere istanze e confessioni. La stampa, intanto, continua a riportare articoli che ledono la dignità persino nella drammaticità della morte”

Arcigay Napoli chiede vengano realizzati sempre più progetti atti a formare il corpo di polizia penitenziaria e rendere la detenzione più sopportabile per le persone transessuali e omosessuali.

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NAPOLI E' UN FEMMINIELLO: GRANDE EVENTO ALL'ISTITUTO FRANCESE DI NAPOLI

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LUNEDÌ 02 MAGGIO 201618:00 >

GIUS GARGIULO: NAPLES, VILLE TRAVESTIE

I LUNEDÌ DELLA MEDIATECA

Presentazione libro ed incontro con l’autore

GIUS GARGIULO

Naples, ville travestie entre Pasolini et Patroni Griffi
Michel Houdiard, Ed., 2015

Napoli, città orientale ed europea, ed in seguito italiana, nel corso della sua storia plurimillenaria, si presenta sotto il segno di una seducente ambiguità, come città liminale, tra cielo e terra, tra marginalità e centralità, luogo travestito di virilità matriarcale e di dolcezza efebica mediterranea. La città sembra l’insediamento d’una tribù restata pura e preservata attraverso il tempo, come l’aveva evocata Pasolini nelle sue opere e soprattutto nel suo Decamerone, girato a Napoli con degli attori napoletani e in “lingua” napoletana agli inizi degli anni 1970. Eppure alla stessa epoca, Napoli si mette in scena, visibilmente eccitante come New York. Prima località “me ne fottista”, postmoderna, secondo la visione artistica del drammaturgo, romanziere e cineasta, Giuseppe Patroni Griffi. Questo libro traccia una riflessione su Napoli e la sua identità antropologica “travestita”, attraverso gli aspetti contradittori del Decamerone “napoletano” di Pasolini e le opere di Patroni Griffi, centrati sul personaggio del femminiello-travestito.

I «femminielli»: così vengono chiamati i travestiti vivendo nel centro storico di Napoli, ricordando l’origine greca della città, in una specie d’ambiguità erotica e socioculturale. Rimettono in causa, in maniera teatralizzata, le regole di comportamento stabilite dalle norme.

Presentazione di: Annalisa Aruta Stampacchia

docente di Lingua e linguistica francese Università degli Studi Federico II di Napoli

Interventi:

Fortunato Calvino drammaturgo e regista

Mariano D'Amora Royal Holloway, University of London

Paolo Valerio docente di Psicologia Clinica alla Federico II

e Direttore della Fondazione Genere Identità Cultura

Antonello Sannino Presidente Arcigay Napoli

Coordinatore: Claudio Finelli

In collaborazione con Poeté Arcigay Napoli

Gius Gargiulo, narratologo, cineasta e drammaturgo, è docente universitario presso l’UFR LCE e il Laboratorio MoDyCo/CNRS dell’Università Paris Ouest Nanterre La Défense. Le sue ricerche riguardano la letteratura erotica diffusa «sottobanco» nel XVIII secolo, le opere di Giacomo Casanova de Seingalt, le modalità narrative cinematografiche, multimediali e gli studi italiani.
Ha tradotto e pubblicato:
l’edizione critica del Polémoscope di Casanova (Edizioni dell’Orso, 2003); 
Terrorismes : l’Italie et l’Allemagne à l’épreuve des années de plomb, in collaborazione con Otmar Seul (Houdiard 2008); 
Transductions: du western américain au western italien (Attal 2011);
Langue, langage et codes narratifs des sagas (Attal 2013);
Footsophie (Houdiard 2014
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Coming Out: togli la maschera
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Il coming out è un momento importante nella vita di ogni persona nella società di oggi, nel momento in cui scoprendo le carte si mette in gioco la realtà delle proprie emozioni, dei propri sentimenti, delle proprie volontà. Il coming out è anche un momento molto intimo che ogni persona vive a modo proprio, con i propri tempi e i propri modi, con questo dibattito vogliamo attraversare insieme a tutti voi, i dubbi, le aspettative e le paure e tutto l'insieme di emozioni che il coming out porta con sè. VI ASPETTIAMO, ORE 18.30, VENERDI' 22, VICO SAN GEROMINO 17!!!
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HUMAN (P)RIGHTS, mostra fotografica di Marco Tancredi dal 16 maggio alla Casina Pompeiana di Napoli.
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" HUMAN (P)RIGHTS vuole combattere lo stereotipo e il pregiudizio e lo fa attraverso i volti di chi, ogni giorno ci mette la faccia per dire BASTA all'omotrans fobia.
90 scatti ripresi durante i pride di Napoli e Foggia per raccontare una realtà non più formata solo da persone omosessuali o trans bensì anche da eterosessuali che non discrimina, non allontana, non marginalizza ma include, integra e accetta la 'diversità'
(Marco Tancredi)

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Rapporto annuale sull'omotransfobia: grosso incremento di casi a Napoli, la comunità finalmente denuncia.

Vi riportiamo a seguire i dati e le tabelle del rapporto annuale sull'omotransofobia svolto da Arcigay. Si registra, nell'ultimo triennio 2012/2015, un grosso incremento di casi di omotransfobia a Napoli, che diventa un caso a livello nazionale. Certo non è che una grande città come Napoli si riscopre omofoba da un momento all'altro, ma va esaminata con molta attenzione, a nostro avviso, questa singolare apparente esplosione di omotransfobia nel capoluogo partenopeo. Da notare che Napoli nel corso di questo ultimo triennio è stata in prima linea, attraverso una serie di provvedimenti, avanzati dalle associazioni LGBT del territorio e fortemente voluti dall'Amministrazione guidata da Luigi de Magistris( Napoli prima grande città d'Italia ad aver avuto il Registro delle Unioni Civili, ad aver trascritto un matrimonio contratto all'estero tra persone dello stesso sesso, ad aver trascritto l'atto di nascita di un bimbo figlio di due mamme sposate all'estero di cui una napoletana, il caso Ruben, ad aver avviato un importante lavoro nelle scuole con il progetto Napoli DiverCity e con il Forum Internazionale delle Culture, ad aver avviato percorsi di inserimento lavorativo di persone lgbt discriminate sui luoghi di lavoro Diversity on the Job). Questi importanti provvedimenti e la crescente visibilità delle associazioni LGBT del territorio hanno prodotto probabilmente una maggiore consapevolezza all'interno nella comunità LGBT napoletana, che ha finalmente preso coscienza dei propri diritti e ha iniziato a denunicare alle associazioni e in molti casi alle Forze dell'ordine, le violenze e le minacce di stampo omotransfobico. Per questo siamo convinti che sentenze esemplari come quella del 2014 sul caso di Maria Luisa Mazzarella, aggredita nel 2009 a Piazza Bellini, insieme all'azione sinergica delle Istituzioni e delle Associazioni LGBT del territorio possano finalmente far emergere i casi di omotransfobia. Occorrono però provvedimenti strutturati, sia su scala regionale, sia su scala nazionale. E' urgente a nostro avviso una legge contro l'omotransfobia, soprattutto in questo momento storico e in previsione dell'approvazione della legge sulle Unioni civili, che porterà come successo in altri Paesi, un incremento e una emersione dei casi di omotransfobia.

 

OMOTRANSFOBIA 2013-2015: 325 vittime: poco meno di due ogni settimana.

 

12 omicidi, 22 suicidi, 3 tentati suicidi, 124 vittime di aggressioni isolate, 12 vittime di aggressioni a coppie o gruppi, 62 atti di pesante intimidazione o discriminazione (per l'elenco dei casi clicca qui).

Ma l'elenco è sicuramente incompleto perché raccoglie i soli casi denunciati. Mancano tutti i casi di bullismo nelle scuole, che spesso si risolvono senza denuncia, e quelli di tutte le vittime che, per loro motivi, forse non condivisibili ma da rispettare, non hanno avuto il coraggio di denunciare.

La presente ricerca è svolta per conto di Arcigay, a cura di Massimo Battaglio, nelle more del rapporto annuale sull'omofobia, eseguito per il Ministero delle Politiche Sociali.

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mappa aggiornata al 13.03.2016 dopo l'uccisione di piccola Ketty a Napoli


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GRUPPO GENITORI

Il Gruppo Genitori di Arcigay Napoli è uno sportello di mutuo aiuto, nato per aggregare i genitori dei ragazzi gay e transessuali e delle ragazze lesbiche e transessuali, che hanno domande o vogliono semplicemente entrare in contatto con altri genitori che hanno vissuto la loro stessa esperienza e condividere emozioni e pensieri riguardanti i momenti del coming out dei propri figli e figlie. Per ogni informazione e per seguire gli eventi del Gruppo Genitori seguiteci su arcigaynapoli.org o inviate una e-mail all'indirizzo fabio@arcigaynapoli.org.

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Festival kju: - bando

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Il Nuovo Teatro Sanità, in collaborazione con ARCIGAY Napoli e con il sostegno di OPTIMA ITALIA, sta progettando un festival sul valore della differenza, sui diritti lgbt e contro tutte le discriminazioni fondate su orientamento sessuale e identità di genere.

Il festival si terrà a giugno a Napoli in diversi luoghi della città.

Il festival si terrà a giugno a Napoli in diversi luoghi della città. Gli interessati possono inviare il loro progetto (non occorre che sia inedito) a avvisopubbliconts@gmail.com, entro il cinque marzo.

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