Venerdì 31 Ottobre 2014
 
 

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Poetè - Pedro Felipe di Emanuele Tirelli - Giovedì 30 ottobre
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Il Chiaja Hotel de Charme e il Centro di Poesia vi invitano al primo imperdibile appuntamento della stagione 2014–2015 – VI ANNO - di Poetè – ciclo di letture poetiche (e non solo) infuse di teina

Giovedì 30 ottobre
alle ore 18.30,
nel salottino del Chiaja Hotel de Charme
in via Chiaia 216 (1° piano) a Napoli,


CLAUDIO FINELLI

presenterà

Pedro Felipe
(Caracò)

di
Emanuele Tirelli

Interverranno:

Emanuele Tirelli

Mario Gelardi
(Editore)

Letture
Carlo Caracciolo

L’incontro sarà, come di consueto, condito da tè e biscottini.

Ingresso libero.
Per info e prenotazioni :
Claudio Finelli - tel. 349.4784545 - claudiofinelli1@virgilio.i t

Direzione Artistica: Claudio Finelli
Art Concept: Luciano Correale
Patron della manifestazione: Pietro Fusella
Comunicazione: Valter Catalano
Responsabile Comunicazione Network: Andrea Axel Nobile
Consulente alla Comunicazione Network: Federica Massari
Staff: Silvio Campione, Antonio Cuccurullo, Lella de Lucia, Filippo Ivan Fruggiero, Alessandro Grieco, Luca Mercogliano, Claudio Postiglione, Daniele Vaccaro.

Con il patrocinio morale di:

ASSESSORATO ALL’ISTRUZIONE E ALLA PROMOZIONE CULTURALE DELLA REGIONE CAMPANIA

COMUNE DI NAPOLI

INSTITUT FRANÇAIS DI NAPOLI

In collaborazione con:

BELLOMUNNO – Napoli

FONDAZIONE GENERE IDENTITA’ E CULTURA

ArciGay Napoli
Coordinamento ArciGay Regione Campania
ArciGay Salerno
Coordinamento Campania Raimbow
Lalineascritta – Laboratorio di Scrittura Creativa
Napoligaypress.it
NPS – Network Persone Sieropositive
Ass. Vololibero

«Pedro Felipe è uno che chiude gli occhi per non vedere. Chiude gli occhi mentre si afferra al passato e si illude che così possa fuggire al dolore. Pedro è nato in Spagna, si trasferisce poi a Milano con i suoi genitori, ma lo segna per sempre la sua città, come nella poesia di Kavafis (invecchierai nello stesso quartiere… sempre farai a capo a questa città). Pedro spesso non fa le scelte giuste, ma uno arriva alla vita senza libretto di istruzione. Lui stenta a vivere come stentiamo noi tutti, e perciò è vivo. Lo accompagniamo, fin dalla nascita, nelle sue incertezze, le sue paure, il suo amore. Emanuele Tirelli ha scritto una storia senza effetti speciali, con il gusto dolceamaro della vita vera. La sua scrittura è umile e lo ritengo un grande merito, perché umile doveva essere l’approccio a quel grande mistero che chiamiamo vita e che Pedro Felipe prova a decifrare. Come tutti noi.»
 
Pompei, Torre Annunziata e Piano di Sorrento aprono ai diritti civili

arcigaynapoli

 

COMUNICATO STAMPA

22-10-2014

Un nuovo importante traguardo in tema di diritti civili sarà tagliato nei prossimi giorni dai comuni di Pompei, Piano di Sorrento e Torre Annunziata.

I sindaci, UlianoRuggieroStarita, attraverso le pagine del quotidiano Metropolis, fanno sapere di essere favorevoli al riconoscimento delle Unioni Civili e di aver già avviato il percorso che condurrà a breve i tre comuni all’istituzione dei Registri Comunali per le Unioni Civili e/o al riconoscimento deimatrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso.
I Comuni di Pompei, Piano di Sorrento e Torre Annunziata quindi andrebbero ad unirsi ai 7 Comuni (Napoli, Portici, Pozzuoli, Torre del Greco, Casoria, Anacapri e Melito) dell’area metropolitana di Napoli che hanno già istituito da tempo i registri.

«Sono particolarmente felice dell’apertura alle coppie omosessuali da parte sindaco del mio comune di residenza, Torre Annunziata» dichiara Antonello Sannino,  Presidente dell’Arcigay di Napoli e portavoce di Vesuvio Rainbow, «Ma è importantissima dal punto di vista simbolico la decisone del sindaco di Pompei, Nando Uliano,  di autorizzare la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso; un risultato inimmaginabile fino a qualche anno fa. Pompei, Città mariana, riconosce l’amore tra persone dello stesso sesso. E pensare che lo slogan del primo Pride nazionale a Napoli, nel lontano 1996, fu proprio: la Madonna di Pompei vuole bene a tutti i gay».

L’osservatorio vesuviano LGBT, Vesuvio Rainbow, frutto della collaborazione tra Arcigay Napoli, Catena Rosa, Federconsumatori e Verso Sud, attraverso richieste ufficiali, aveva avviato nei mesi scorsi una serie di  incontri con gli amministratori locali per attivare sul territorio vesuviano politiche volte al miglioramento delle condizioni di vita delle persone gay, lesbiche e trans: dall’istituzione dei Registri delle Unioni Civili al riconoscimento dei matrimoni contratti all’estero; dall’ampliamento delle politiche di pari opportunità all’adesione alla rete Re.a.dy che connette le Istituzioni territoriali per implementare le azioni di contrasto alle discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

Dopo i primi risultati positivi del lavoro di questi mesi, l’osservatorio Vesuvio Rainbow continuerà su questa strada estendendo la richiesta di un impegno concreto a tutte le amministrazioni vesuviane affinché possano essere adottate politiche di contrasto alle discriminazioni sui luoghi di lavoro, nella pubblica amministrazione e nelle scuole.

 

Ufficio Stampa Arcigay Napoli Antinoo

Vico San Geronimo 19, Napoli

Tel. 081 552 88 15

 
Lettera al direttore del "Il Mattino" di Napoli - Senza "rispetto per i gay". La verità è discriminata

Senza “rispetto per i gay”. La verità è discriminata.

In risposta all’editoriale di Alessandro Barbano

barbano

Foto del Direttore del "Il Mattino" di Napoli Alessandro Barbano


Egregio Alessandro Barbano,

l’editoriale da lei pubblicato sulle pagine de Il Mattino, domenica 19 ottobre, non è certo un editoriale che merita sbeffeggiamenti, come lei invece paventa e, le garantisco, non merita né ludibrio né, la pur comprensibile, irritazione.

Non ho riso leggendolo. Non mi sono limitato ad una momentanea irritazione.

Il suo editoriale, mi creda, merita grande attenzione perché genera in noi una viva preoccupazione.

Preoccupazione per la superficialità con cui affronta il delicatissimo tema dei diritti e delle dinamiche politiche che, in maniera partecipata e sistematica, stanno (speriamo) rendendo il nostro Paese un Paese più civile e più giusto, più vicino agli standard delle altre grandi democrazie occidentali e non solo (vedi i casi di Uruguay, Brasile o Argentina). Infatti, nell’editoriale in questione, lei confonde, in maniera pretestuosa, l’apertura ai diritti LGBT (Lesbian, Gay, Bisex e Trans) di alcune forze politiche, tradizionalmente ostili, ad una “gara per apparire più liberal”. Premesso che mi piace credere ad una sincera “nuova disponibilità” delle nostre forze parlamentari verso il destino d’esclusione da sempre patito dalle persone gay e transessuali, ritengo che una “gara per apparire più liberal”, tra tante squallidissime gare politiche che si consumano nel nostro Paese e sulla nostra pelle, potrebbe persino essere una gara “costruttiva”: essere più “aperti”, più “sensibili” è un traguardo che val bene una gara, e non c’è nulla di trasgressivo in una competizione del genere, le pare?

Il suo editoriale genera inoltre preoccupazione, per il modo in cui restituisce ai lettori l’immagine di una Chiesa che, finalmente, si esprime in maniera umana verso l’amore che lega me e il mio compagno da tanti anni, un amore che merita rispetto e dignità alla stregua di qualsiasi altro rapporto affettivo. Invece, in modo palesemente mistificatorio, lei racconta questa Chiesa come una Chiesa “formato ospedale da campo” utile a prestare i primi soccorsi a un’umanità smarrita invece di “guarirla dai mali”. Ecco: caro Alessandro Barbano la comunità LGBT non è affatto una comunità smarrita, ma  una comunità offesa e discriminata. Le offese e le discriminazioni, quelle sì, creano smarrimento in alcuni di noi e, infatti, almeno il 30% dei suicidi di giovani ed adolescenti è legata allo “smarrimento” che hanno vissuto nello scoprire di non essere previsti, in quanto gay o trans, da una società ingiusta, sessista ed eteropatriarcale (dati del Ministero).

Inutile, invece, ricordarle che non siamo malati. La scienza lo ha stabilito già nel lontano 1973 e la Comunità Europea promuove ufficialmente dal 17 maggio 1990 la Giornata Internazionale contro l’omofobia: l' attrazione sentimentale e sessuale tra individui dello stesso sesso è stata ufficialmente rimossa dalla lista delle malattie mentali stilata dall' Organizzazione mondiale della sanità. L'omosessualità è una variante naturale del comportamento umano, non è una malattia. Si documenti.

Il suo editoriale genera altra preoccupazione per l’implicita contraddittorietà. Lei dichiara che “la famiglia è un patrimonio perduto”. Osserva con apprensione i crolli dei matrimoni e l’incremento delle separazioni e dei divorzi. Dunque, ammette indirettamente che il modello di matrimonio tradizionale ha fallito. Mi dovrebbe spiegare, allora, perché non dare spazio a tante coppie che, al contrario, intendono sancire il proprio amore, unendosi in matrimonio. Coppie che chiedono con passione e determinazione di potersi unire per sempre. Teme forse che il fallimento del matrimonio tradizionale possa essere “rianimato” da un’arcobalenata esplosione “matrimoniale” a sessi non alternati? Non crede che riconoscere la dignità del matrimonio gay, sarebbe un’iniezione di positività e fiducia per la stessa idea di famiglia? Non crede che ne rilancerebbe le “quotazioni”, a prescindere dal genere e dall’orientamento sessuale degli sposi?

Il suo editoriale è molto preoccupante, poi, per la violenza transfobica con cui rafforza il suo  ragionamento. Con scarsa conoscenza dei fatti e delle circostanze, decide di scagliarsi contro Luxuria, grande amica e militante consapevole, che non è certo “leader” del partito dei gay – come lei ridicolmente scrive – in quanto non mi risulta esista alcun partito dei gay: i diritti delle persone omosessuali e transessuali non hanno alcun colore politico e se esiste una voce politicamente incisiva, a difesa dei diritti LGBT, non si tratta della voce di un presunto partito, ma di quella delle grandi associazioni nazionali di volontariato, in primis Arcigay, che sono quotidiano presidio di lotta alle discriminazioni e diffusione della cultura del rispetto e dell’inclusione.

Quel che è più grave, però, è che lei abbia ritratto una persona transessuale, cioè Luxuria, come “una caricatura dove l’esibizione ha sostituito il pudore”. Questa cosa – caro Alessandro Barbano – si chiama transfobia ed è un evidente incitamento all’odio e alla discriminazione.

Infine, nel suo “illuminatissimo” editoriale, ci spiega da cosa nasce tutta la sua malcelata avversione al riconoscimento delle unioni tra persone dello stesso sesso. E – sorpresa delle sorprese – ecco farsi strada l’ennesimo luogo comune: “nessun cambiamento culturale, nessun esperimento di ingegneria sociale dovrebbero poter privare chi nasce del diritto di dire mamma e papà”. Dunque la sua inquietudine riguarda l’omogenitorialità. Anche in questo caso un’inquietudine infondata poiché non esiste uno straccio di riferimento scientifico che attribuisca alla coppia formata da persone eteroseeuali maggiori capacità di amare, crescere ed educare i figli rispetto alla coppia gay. In tutta questa vicenda, ciò che dovrebbe davvero preoccuparci è la sedimentazione di luoghi comuni e preconcetti attentamente rielaborati all’interno dell’editoriale di un quotidiano ampiamente diffuso. Le opinioni sono sempre legittime ma, se vengono argomentate attraverso l’uso di cliché e stereotipi, diventano veicolo di disinformazione, di odio ingiustificato, di inutile stigma.

L’esatto contrario, insomma, di quello che dovrebbe perseguire con la sua attività professionale.

Ancora una volta, è la verità ad essere discriminata. Senza rispetto per milioni di persone gay, lesbiche e trans.

Editoriale di Alessandro Barbano: http://www.ilmattino.it/articolo.php?id=964378&sez=NAPOLI&ssez=CRONACA

Antonello Sannino

Presidente Arcigay Napoli

Claudio Finelli

Presidente Coordinamento Arcigay Regione Campania

 
Comunicato Stampa in risposta alle dichiarazioni di Silvia Giordano M5S‏

COMUNICATO STAMPA

20-10-2014

arcigaynapoli

Siamo sconcertati e allo stesso tempo rammaricati dalla dichiarazione fatta dall’onorevole Silvia Giordano del M5S in seguito alla sua mancata partecipazione al confronto “Diritti alla meta” di sabato scorso.
Fa sorridere che la deputata a cinque stelle definisca “sfilata politoco-elettorale” o “parata” un convegno-dibattito organizzato da un’associazione che da ben 30 anni si batte sui diritti civili e che più volte ha rimarcato la trasversalità politica del tema all’interno della società italiana. Risulta difficile poi comprendere la sua polemica sull’assenza di Ivan Scalfarotto in rappresentanza del Governo: le leggi vengono predisposte dal Parlamento, ed un confronto tra parlamentari, di diversi gruppi politici di maggioranza ed opposizione, ha una dignità che va ben oltre la presenza o all’assenza di un rappresentate del Governo, assente esclusivamente per motivi legati ad una incompatibilità con gli orari della nostra manifestazione.
Battersi in parlamento per condurre il dibattito sul tema è una condizione fondamentale per arrivare ad un risultato positivo ma ciò non significa che le altre arene di confronto vadano glissate solo per evitare confronti scomodi, soprattutto dopo aver sbandierato per anni un ipotetico monopolio grillino della democrazia partecipata e diffusa. Se la Giordano fosse stata presente, si sarebbe accorta che il convegno, oltre che un momento di confronto, è stato anche un’occasione reale per raccogliere le istanze dal basso, ma è evidente che al M5S ancora non è chiaro che le parti sociali da ascoltare sono gli attori collettivi del territorio. Siamo noi questi stakeholders, siamo noi gay, lesbiche, trans questi soggetti che chiedono il riconoscimento del proprio legame affettivo e in quella sede avevamo tutta l’intenzione di ascoltare anche il M5S. Inoltre, appare ancora più tortuosa la posizione espressa dalla deputata 5S, quando come ulteriore motivazione alla sua assenza, utilizza la retorica delle manovre elettorali oscure. In pratica, secondo lei, l’Arcigay di Napoli attraverso questo convegno avrebbe addirittura il potere di definire le sorti elettorali della Regione Campania nel 2015. Questa insinuazione la respingiamo con forza al mittente e invitiamo l’On. Giordano a riconsiderare la sua “sensazione” occulta inquadrandola in un contesto meno improbabile di quel che crede. Per diramare la sua “confusione” le spieghiamo noi cosa è stato “Diritti alla meta”: un dibattito storico per l’intero movimento LGBT in cui abbiamo ascoltato i punti di vista di diversi partiti che per la prima volta su questo tema si sono visti più vicini e si sono espressi unanimemente sull’urgenza di legiferare in materia. La voce della rappresentante del M5S avrebbe sicuramente impreziosito questo dialogo, ma ascoltare un punto di vista per noi non significa escluderne altri. Su questo siamo decisi a non tornare indietro, andiamo avanti nella convinzione che i diritti civili e le tematiche lgbt debbano essere un fiume in piena che non abbia argini politici ma che raggiunga tutti gli orientamenti presenti nel nostro paese. Ci auguriamo, in tal senso, che in una futura occasione Silvia Giordano abbia più “tempo da perdere” per le nostre istanze e per confrontarsi, anche in maniera serrata, con quelli che, volente o nolente, sono i suoi colleghi in parlamento. Infine, le ricordiamo che l’unica “parata” annuale che vede il Comitato tra gli enti organizzatori è il Pride, al quale già le estendiamo l’invito per il 2015.
Valter Catalano
Ufficio Stampa Arcigay Napoli Antinoo
Vico San Geronimo 19, Napoli
Tel. 081 552 88 15
Cell. +39 388 18 502 18
Antonello Sannino
Presidente Arcigay Napoli Antinoo
presidente@arcigaynapoli.org
Siamo sconcertati e allo stesso tempo rammaricati dalla dichiarazione fatta dall’onorevole Silvia Giordano del M5S in seguito alla sua mancata partecipazione al confronto “Diritti alla meta” di sabato scorso.
Fa sorridere che la deputata a cinque stelle definisca “sfilata politoco-elettorale” o “parata” un convegno-dibattito organizzato da un’associazione che da ben 30 anni si batte sui diritti civili e che più volte ha rimarcato la trasversalità politica del tema all’interno della società italiana. Risulta difficile poi comprendere la sua polemica sull’assenza di Ivan Scalfarotto in rappresentanza del Governo: le leggi vengono predisposte dal Parlamento, ed un confronto tra parlamentari, di diversi gruppi politici di maggioranza ed opposizione, ha una dignità che va ben oltre la presenza o all’assenza di un rappresentate del Governo, assente esclusivamente per motivi legati ad una incompatibilità con gli orari della nostra manifestazione.

Battersi in parlamento per condurre il dibattito sul tema è una condizione fondamentale per arrivare ad un risultato positivo ma ciò non significa che le altre arene di confronto vadano glissate solo per evitare confronti scomodi, soprattutto dopo aver sbandierato per anni un ipotetico monopolio grillino della democrazia partecipata e diffusa. Se la Giordano fosse stata presente, si sarebbe accorta che il convegno, oltre che un momento di confronto, è stato anche un’occasione reale per raccogliere le istanze dal basso, ma è evidente che al M5S ancora non è chiaro che le parti sociali da ascoltare sono gli attori collettivi del territorio. Siamo noi questi stakeholders, siamo noi gay, lesbiche, trans questi soggetti che chiedono il riconoscimento del proprio legame affettivo e in quella sede avevamo tutta l’intenzione di ascoltare anche il M5S. Inoltre, appare ancora più tortuosa la posizione espressa dalla deputata 5S, quando come ulteriore motivazione alla sua assenza, utilizza la retorica delle manovre elettorali oscure. In pratica, secondo lei, l’Arcigay di Napoli attraverso questo convegno avrebbe addirittura il potere di definire le sorti elettorali della Regione Campania nel 2015. Questa insinuazione la respingiamo con forza al mittente e invitiamo l’On. Giordano a riconsiderare la sua “sensazione” occulta inquadrandola in un contesto meno improbabile di quel che crede. Per dirimere la sua “confusione” le spieghiamo noi cosa è stato “Diritti alla meta”: un dibattito storico per l’intero movimento LGBT in cui abbiamo ascoltato i punti di vista di diversi partiti che per la prima volta su questo tema si sono visti più vicini e si sono espressi unanimemente sull’urgenza di legiferare in materia. La voce della rappresentante del M5S avrebbe sicuramente impreziosito questo dialogo, ma ascoltare un punto di vista per noi non significa escluderne altri. Su questo siamo decisi a non tornare indietro, andiamo avanti nella convinzione che i diritti civili e le tematiche lgbt debbano essere un fiume in piena che non abbia argini politici ma che raggiunga tutti gli orientamenti presenti nel nostro paese. Ci auguriamo, in tal senso, che in una futura occasione Silvia Giordano abbia più “tempo da perdere” per le nostre istanze e per confrontarsi, anche in maniera serrata, con quelli che, volente o nolente, sono i suoi colleghi in parlamento. Infine, le ricordiamo che l’unica “parata” annuale che vede il Comitato tra gli enti organizzatori è il Pride, al quale già le estendiamo l’invito per il 2015.


Valter Catalano
Ufficio Stampa Arcigay Napoli Antinoo
Vico San Geronimo 19, Napoli
Tel. 081 552 88 15
Cell. +39 388 18 502 18

Antonello Sannino
Presidente Arcigay Napoli Antinoo
presidente@arcigaynapoli.org
 
Sportello migra_Antinoo - Convenzione con Arci nell'ambito Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati (SPRAR)

Migra_Antinoo_logo

In data 07 ottobre 2014, il Comitato Prov. Arcigay Antinoo di Napoli ha sottoscritto una Convenzione con l’Arci Napoli dove si impegna a collaborare alla realizzazione dei Progetti “Accoglienza ed integrazione: diritti uguali per tutti” e “The City’s Keys”, finanziati nell’ambito del bando SPRAR –Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati – triennio 2014 – 2016 del Ministero dell’Interno.

In particolare, la convezione ha ad oggetto l’attivazione del sostegno legale, da parte del Comitato Provinciale Arcigay “Antinoo”, a favore dei beneficiari dei suddetti progetti sociali di cui Arci Napoli è il soggetto attuatore.

In particolare, è prevista la realizzazione delle seguenti azioni:

1. Predisposizione del fascicolo personale del richiedente o del titolare di protezione internazionale;

2. Affiancamento del beneficiario nella preparazione al colloquio con la Commissione territoriale;

3. Gestione dei rapporti con gli attori istituzionali;

4. Assolvimento delle pratiche burocratiche;

5. Possibilità di ricorrere alle decisioni assunte;

6. Produrre documentazione a supporto delle domande di protezione;

7. Orientamento alla tutela giurisdizionale.

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La convenzione si inscrive all’interno del lavoro dello Sportello Migra_Antinoo, attivo da Aprile 2014, dedicato alle persone proveniente da paesi esteri, in particolare ai richiedenti protezione internazionale, rifugiati ed in generale ai cittadini/e stranieri/e ammessi/e alla protezione sussidiaria, con una specifica attenzione per le persone LGBTI (Lesbiche, Gay, Bisex, Trans e Intersex).

Lo sportello si propone come servizio di accoglienza umana della persona, improntata su di una dialettica empatica tesa all’espressione dei proprio bisogni, di orientamento verso i servizi integrati del territorio di cui il cittadino/a straniero/a può avvalersi e di supporto nell’iter legale necessario per beneficiare delle misure di tutela, con particolare attenzione nel chiarire la normativa di riferimento, con riferimento alle procedure di asilo e di tutela ulteriore prevista ed alle relative pratiche da espletare.

Obiettivo è la conoscenza delle opportunità del territorio sotto molteplici punti di vista: dall’espressione della socialità attraverso momenti di animazione socio-culturale che favoriscano un positivo inserimento all’integrazione con e tra le comunità, straniere ed italiana, per il consolidamento di una rete volontaria di sostegno e conoscenza interculturale, per prevenire  l’insorgere di fenomeni di esclusione ed emarginazione; dall’accesso ai corsi di alfabetizzazione linguistica offerti dal territorio, primo passo per l’inclusione nel contesto sociale e di acquisizione di  strumenti per l’inserimento nel sistema economico verso la riconquista della propria autonomia, al ricorso alle prestazioni sanitarie, alle agevolazione ed ai servizi dedicati.

Obiettivo ulteriore dell’impegno del Comitato nella tutela dei diritti della popolazione straniera è la strutturazione ed il consolidamento di azioni di advocacy verso gli organi dello Stato, dagli operatori di Polizia all’universo Giustizia.

Intervento cardine sarà il dialogo, inteso in termini di scambio reciproco e conoscenza, con il supporto e la cooperazione con le Associazioni territoriali ed in termini di sensibilizzazione nelle comunità straniere presenti in Regione, per il contrasto di episodi di omotransofobia e di multidiscriminazione.

http://www.arcigaynapoli.org/notizie/85/690-migra-lgbt.html

 

Il Responsabile Migra_Antinoo 
Marco Marocco
+393334898567
migranti@arcigaynapoli.org

Il Presidente del Comitato Arcigay Antinoo Napoli
Antonello Sannino
+393468842498
presidente@arcigaynapoli.org

 

 
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