Sistema

Il Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli ONLUS, organizzazione di volontariato, iscritta al registro regionale del volontariato, è “nata“ il 22 ottobre 2005, ma Arcigay è attiva a Napoli dal 1984. L'associazione ha fini solidaristici, di volontariato sociale ed opera con l'azione diretta, spontanea, personale e gratuita dei propri aderenti nel settore della tutela dei diritti civili, della prevenzione e recupero dell'emarginazione, della promozione della cultura e di attività ricreative. Si impegna nella promozione dei diritti delle persone gay, lesbiche, transessuali e transgender contribuendo ad accrescere nella società una visione positiva dell'essere omosessuale o transessuale. Come supporto alla comunità LGBT napoletana svolge i seguenti servizi: Sportello Legale, Telefono Amico, supporto- socio-Psicologico, Sportello Salute, Migranti.

Nella nostra sede, aperta alla partecipazione ed al contributo di tutti e tutte le, puoi trovare il Gruppo Giovani, Gruppo Lesbo, Gruppo Trans, Gruppo Genitori. Per qualsiasi informazione Contattaci.
Ricorda che Arcigay Napoli cresce grazie all'aiuto dei volontari, quindi anche col tuo se vorrai.

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Aggiornamenti da Arcigay Nazionale

  • Omotransfobia, Regione Puglia presenta legge regionale. Arcigay: “Ora l’aula trovi ampio consenso per approvarla”

    Bologna, 15 novembre 2017 - "Una proposta importante, che segue iniziative analoghe già arrivate in porto in diverse regioni e che responsabilizza le comunità locali e le istituzioni sul tema del contrasto alle discriminazioni": Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay, commenta la proposta di legge regionale contro l'omotransfobia presentata oggi alla stampa dal presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. "Emiliano - ricorda Piazzoni - aveva preso un preciso impegno su questa legge quando neoeletto si trovò a celebrare il 17 maggio, giornata mondiale contro l'omotransfobia. L'adesione a quell'impegno perciò è un fatto del quale vogliamo dare merito al Presidente. Ora però occorre che il Consiglio regionale la approvi: in questo senso ci auguriamo un consenso ampio e trasversale che porti rapidamente all'entrata in vigore di questa norma. Perché in assenza di un legge nazionale che affronti sul piano penale i crimini e le parole d'odio contro le persone lgbti, è importante che gli enti locali si responsabilizzino e producano azioni di contrasto soprattutto sul piano della cultura e dell'istruzione. Non solo: questo testo pone alcuni accenti, primo fra tutti quello sulle persone intersessuali, del tutto invisibili finora sul piano legislativo. Un fatto nuovo che non deve assolutamente passare inosservato. L'auspicio è che quanto prima anche le altre Regioni in cui ancora non è stato avviato questo percorso, seguano l'esempio della Puglia e degli altri territori in cui questo traguardo è già stato tagliato. Solo così un tema che oggi affrontiamo su base locale può tornare a fare breccia sulla politica nazionale, finora impermeabile alle nostre sollecitazioni", conclude Piazzoni.
  • Trans uccisa a Roma, Arcigay: “Dolore e rabbia. Domenica prossima candlelight all’Eur”

    Bologna, 11 novembre 2017 - "Proviamo dolore e rabbia per l'omicidio di Laurentiu Ursaru, la ventisettenne transgender ritrovata ieri senza vita nei pressi dell'Eur a Roma": lo dichiara Ottavia Voza, responsabile politiche trans di Arcigay. "Siamo di fronte all'ennesimo fatto di violenza efferata ai danni di una persona trans, a meno di dieci giorni dalla ricorrenza del TDoR, il 20 novembre,  la giornata in cui in tutto il mondo si ricordano lue vittime di transfobia. L'Italia, come ribadiamo ogni anno in occasione di questa amara ricorrenza, è tra i Paesi col tasso più alto di violenza nei riguardi di transessuali e transgender e l'assassinio di Laurentiu non fa che obbligarci a fare i conti con l'inutilità dei nostri moniti e dei nostri allarmi. Occorre che l'indignazioni si canalizzi in rivendicazioni e risposte concrete: per il riconoscimento del diritto all'autodeterminazione, senza gabbie e labirinti procedurali, per lo sviluppo di politiche vere per l'accesso alla formazione e al lavoro, politiche in grado di rappresentare una possibilità per quelle esistenze drammaticamente provate dalle difficoltà prodotte dallo stigma, dall'emarginazione, e dalla disoccupazione, che ne costituisce il primo esito". "Intendiamo reagire a quest'ennesimo atto di violenza che colpisce la comunità romana", le fa eco Francesco Angeli, presidente di Arcigay Roma. "Domenica prossima, 19 novembre, ci troveremo alle 20 alla metro Eur Magliana, per dirigerci verso viale Murri, dove ieri è stato ritrovato il corpo della giovane transgender. Nel corteo, voluto da Arcigay Roma, Azione Trans, ArciLesbica Roma e Gay Center, porteremo in mano delle candele, elemento caratterizzante delle manifestazioni del TdoR in tutto il mondo, per ricordare tutte le vittime ferite o uccise dalla transfobia", conclude Angeli.
  • Aids, sancita intesa su piano nazionale. Arcigay: “Finalmente una strategia ma manca copertura finanziaria: provvedano Stato e Regioni”

    Bologna, 3 novembre 2017 - E’ stata pubblicata nei giorni scorsi l’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni sul Piano Nazionale AIDS (PNAIDS), alla cui stesura anche Arcigay ha partecipato nell’ambito delle sezioni consultive del Ministero della Salute. Si tratta del primo serio piano strategico che affronta il tema dell’HIV fuori da un’ottica emergenziale e con l’obiettivo internazionale di mettere fine all’epidemia entro il 2030. “Per quanto vuoto sul piano dell’impegno finanziario, il Piano delinea un percorso articolato e preciso di cose da fare su cui le Regioni ora si sono impegnate: da oggi nessuna istituzione sanitaria e nessun politico potranno più dire di non sapere cosa serve per mettere fine all’AIDS in Italia” commenta Michele Breveglieri, Responsabile Salute e HIV di Arcigay, che è stato personalmente impegnato nella stesura del piano. Al momento il piano non ha alcuna copertura finanziaria speciale, pur prevedendo molte azioni innovative che ne avrebbero bisogno, ed è interamente a carico della spesa sanitaria ordinaria. “Ora il nostro impegno si sposta su due fronti paralleli: regionale, affinché le Regioni diano corpo al Piano non solo cambiando il loro approccio all’epidemia, ma anche impegnando nuove risorse, e nazionale affinché venga adeguata ai tempi attuali la legge 135/90 sull’HIV/AIDS che è per molti aspetti superata”, gli fa eco Gabriele Piazzoni, Segretario Nazionale di Arcigay. "La nostra associazione infatti - prosegue - si sta battendo affinché, tra le altre cose, anche i minori di 18 anni possano fare il test senza consenso dei genitori, i volontari appositamente formati delle associazioni possano effettuare test rapidi e il Piano sia dotato di una sua previsione speciale di spesa soprattutto per la parte di prevenzione".   Qui il comunicato stampa del Ministero, qui il testo dell’intesa Stato-Regioni sul PNAIDS.

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Cinque per Mille ad Arcigay Napoli. Grazie al tuo aiuto possiamo fare ancora di più!
L’omotransfobia è uno dei grandi nodi irrisolti del nostro Paese: sulle vite delle persone omosessuali e trans, in Italia, si gioca da anni una partita torbida, fatta di molte promesse mancate, baratti, silenzi ipocriti, collateralità evidenti e prepotenti censure. Il “nulla di fatto” non è solo il bilancio dell’azione parlamentare su questi temi ma anche l’amara constatazione dei tanti episodi che negli ultimi mesi raccontano un Paese più prossimo alla regressione che al progresso. L’idea che gay e lesbiche possano unirsi in matrimonio o  crescere un bambino viene trasformata in un allarme sociale, mentre quello che dovrebbe essere con ogni evidenza un allarme sociale – le discriminazioni, gli insulti e le violenze di cui le persone lgbt sono bersaglio – viene minimizzato, negato,  archiviato come fenomeno irrilevante. Anzi: contro la possibilità di una norma contro l’omotransfobia si muove una propaganda spietata e mistificatrice, che camuffa discorsi e crimini d’odio dietro la maschera della libertà di opinione.

 

Dai forza anche tu, allora,  alla lotta contro l’omotransfobia. Aiutaci a portare avanti la battaglia per il rispetto delle persone gay , lesbiche e trans. Puoi farlo senza spendere un centesimo in più: è infatti possibile chiedere allo Stato di donare il 5×1000 delle tue tasse ad un’associazione. Per scegliere Arcigay Napoli è sufficiente scrivere il codice fiscale dell’associazione

95076550631

nello spazio predisposto dell’apposita scheda allegata al modello 730, Unico o Cud. Non occorre indicare anche il nome dell’associazione. La scelta rimane quindi riservata.

 

 

Cos’è il 5×1000?
E’ il 5 per 1000 dell’Ire (Imposta sul reddito, ex Irpef), cioè delle tasse che ciascun contribuente paga in base al proprio reddito personale. Se, ad esempio, tu paghi 1000 euro di Ire in un anno, il tuo 5×1000 è pari a 5 euro. Alcuni (es. liberi professionisti) pagano quest’imposta presentando la dichiarazione dei redditi, tramite i modelli 730 o Unico. Altri (es. i dipendenti) ricevono a casa la comunicazione, tramite modello Cud, dell’avvenuto pagamento sottratto in busta paga. Puoi indicare un’associazione alla quale lo Stato girerà il 5×1000 delle tasse che paghi.

 

 

Come faccio a donarlo ad Arcigay Napoli?
Arcigay Napoli è una delle associazioni cui è possibile donare il proprio 5×1000. Per farlo è sufficiente firmare e scrivere il codice fiscale di Arcigay, 95076550631, nel riquadro riservato alle associazioni (il primo in alto a sinistra) dell’apposita scheda. La scheda è allegata ai modelli 730, Unico o Cud. Se non ti viene consegnata, puoi richiederla al tuo datore di lavoro o al tuo ente pensionistico (Inps, ecc.). Se fai il 730 o l’Unico devi presentare la scheda compilata insieme al modello. Se invece non fai la dichiarazione dei redditi e ricevi il modello Cud, devi consegnarla in busta chiusa, entro il 1° agosto, in posta, in banca, o ad altro intermediario abilitato (commercialista, Caf, ecc.).

 

 

Ma ci rimetto dei soldi se lo dono?
No. Si tratta infatti del 5×1000 delle tasse che pagheresti comunque. Donarlo ti offre solo una libertà in più. Stabilire personalmente che fine debba fare questa piccola parte delle tue tasse. Se non esprimi alcuna preferenza sulla destinazione il tuo 5×1000 finisce nelle casse dello Stato insieme al resto.

 

 

Devo scrivere Arcigay sulla dichiarazione?
No. Il nome dell’associazione non deve essere scritto, né nella dichiarazione dei redditi né nel modello Cud. Bisogna invece scriverne il codice fiscale. Inserendo o facendo inserire dal tuo commercialista o da qualcun altro il codice fiscale 95076550631, il tuo 5×1000 andrà ad Arcigay Napoli. L’associazione non riceverà informazioni personali e relative al reddito dei donatori.

 

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La presente Cookie Policy è relativa al sito www.arcigaynapoli.org (“Sito”) gestito e operato da Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli, con sede in Napoli, Vico San Geronimo,17 -  Italia, C.F.: 95076550631 (“Arcigay Napoli”)

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http://www.video.mediaset.it/video/tg5/full/489369/edizione-ore-20-00-del-18-ottobre.html

 

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COMUNICAZIONE DI SERVIZIO RELATIVA AL PROGETTO SIALON II
A tutti coloro che hanno partecipato al progetto effettuando il test salivare HIV si consiglia di seguire la procedura di seguito indicata:

Contattare, dopo tre settimane dal prelievo salivare, il numero telefonico 06.55170936 il Martedì (dalle 10 alle 13) ed il Giovedì (dalle 14 alle 16) per conoscere lo stato dell'analisi di laboratorio.
Se pronto, per ritirare il proprio risultato, recarsi all'Ospedale Cotugno in via G. Quagliariello 54 in Napoli.
Recarsi in IV divisione, terzo piano tutti i giovedì dalle ore 12 alle ore 14.30 presso la dott.ssa Busto.
Per qualsiasi informazione contattare il circolo territoriale Arcigay Napoli Antinoo al n. di seguito, negli orari di apertura

Dal 30 giugno 2014 il Comune di Napoli ha reso possibile la trascrizione di matrimoni celebrati all’estero tra due persone dello stesso sesso, che siano cittadini italiani o un cittadino italiano e un cittadino straniero. Tale trascrizione avverrà sui registri del Comune di Napoli per effetto della Direttiva emanata al riguardo dal Sindaco Luigi de Magistris in data 23 giugno 2014.

A richiedere la trascrizione potranno essere i diretti interessati, se possessori dei requisiti previsti, seguendo la procedura amministrativa prevista.

PAGINA SUL SITO UFFICIALE DEL COMUNE DI NAPOLI :
http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/24729

Requisiti per fare domanda

  • Almeno uno dei due sposi deve essere cittadino italiano e risiedere nel Comune ovvero essere iscritto all’AIRE del Comune.

Dove fare richiesta

  • Allo Stato Civile del Comune di Napoli - Ufficio trascrizioni matrimoni esteri
  • Indirizzo: II traversa dell’Epomeo Parco Quadrifoglio 5° piano, previo appuntamento

Documenti da presentare

  1. Atto di matrimonio in originale, munito di traduzione in lingua italiana eseguita da traduttore ufficiale (iscritto all’omologo albo presso il Tribunale di Napoli) e legalizzazione. Se l’atto è stato formato in un Paese aderente alla Convenzione dell’Aja del 5/10/61, è esente dalla legalizzazione ma dovrà essere munito del timbro “Apostille”. Qualora l’atto di matrimonio sia stato formato in uno Stato aderente alla Convenzione di Vienna dell’8/09/76, è sufficiente che sia prodotto su modello plurilingue (internazionale). In questo caso non occorrerà alcuna traduzione e legalizzazione;
  2. Istanza di trascrizione rivolta al Sindaco;
  3. Documento di identità.

Informazioni e contatti

Si consiglia, prima di presentare domanda, di contattare l’Ufficio Trascrizioni, data la notevolissima varietà dei casi, a seconda della Nazione in cui è stato contratto il matrimonio.

Ufficio Trascrizioni Matrimoni esteri

  • Indirizzo: II traversa dell’Epomeo – Parco Quadrifoglio – Soccavo – Napoli, 5° Piano
  • Telefono: 081 7958552081 7958552
  • Orario: dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00
  • Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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Il Comune di Napoli insieme alle associazioni L.G.B.T., nell’ambito della propria autonomia e potestà amministrativa, ha creato uno strumento per tutelare la piena dignità delle unioni civili e promuovere il pubblico rispetto. Il Comune di Napoli ha ossequiato la nostra Costituzione Italiana (art. 29 in relazione all’art.2) che nel riconoscere e sottolineare l’importanza della famiglia, non esclude affatto l’esistenza di convivenze nelle quali si realizza la personalità individuale.

Perché un Registro per le Unioni Civili

Perché il Comune di Napoli già nel suo Statuto intende informare la propria attività ai valori espressi in Costituzione, la libertà, l’uguaglianza, la solidarietà.

Perché il Comune di Napoli intende rimuovere qualsiasi forma di discriminazioni esistenti al fine di realizzare condizioni di pari opportunità, libertà, di uguaglianza ed effettiva solidarietà.

Perché il Comune di Napoli intende garantire a tutti i cittadini i diritti civili e sociali (come sancito dagli artt. 2 e 3 della Costituzione), senza discriminare coloro che affidano i propri progetti di vita a forme diverse di convivenza siano esse tra persone di sesso diverso o dello stesso sesso.

Di che cosa si tratta?

Il registro Comunale delle Unioni Civili è un elenco dove iscrivere, secondo la distinzione operata dalla legge, le persone legate da vincoli non “Legali” (matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela), ma solamente da vincoli affettivi e di reciproca solidarietà.

A chi si rivolge?

Il Comune di Napoli con l’istituzione del registro comunale delle Unioni Civili ha inteso creare uno strumento che riconosca il rapporto tra 2 persone maggiorenni, di sesso diverso o dello stesso sesso, che non siano legate tra loro da vincoli giuridici (matrimonio, affinità, adozione, tutela e curatela).

Qual è il suo valore?

Il Comune di Napoli ha inteso creare uno strumento il cui valore simbolico è estremamente alto. Le coppie che chiederanno l’iscrizione nel registro comunale delle Unioni Civili potranno finalmente vedere riconosciuta la dignità di coppia nella società e nei diversi momenti della vita quotidiana.

Qual è la sua utilità?

Il Comune di Napoli ha creato il registro comunale delle Unioni Civili come strumento utile al possibile godimento di benefici o diritti di diversa natura previsti oggi dalla legislazione vigente come quelli più importanti che di seguito si riportano:

  • Iscrizione nelle graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica;
  • Graduatorie per l’agevolazione sui servizi rivolti alle coppie;
  • Utilizzazione della medesima classe di rischio nell’adozione di una assicurazione RC auto prevista per il convivente;
  • Rilascio permessi di sosta e circolazione in zone a traffico limitato Z.T.L. (convivenza di fatto)
  • Ottenimento di informazioni circa lo stato di salute del convivente nonché di assisterlo nelle strutture sanitarie in caso di degenza;
  • Ricorrendone le condizioni, risarcimento di danni morali e materiali in caso di morte del convivente causata colpevolmente da terzi

Come iscriversi al Registro?

Il Comune di Napoli ha previsto per l’iscrizione al registro comunale delle Unioni Civili che essa debba essere richiesta da entrambi i conviventi, residenti anagraficamente da almeno un anno nel Comune di Napoli e coabitanti dallo stesso periodo di tempo, i quali possono presentarsi presso l’ufficio comunale competente muniti di documento di riconoscimento e compilino:

  1. La dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (all.1)
  2. La domanda di iscrizione nel registro amministrativo delle Unioni Civili

Dove?

I documenti possono essere prodotti presso l’ufficio Anagrafe in Via Dell'Epomeo - Parco Quadrifoglio, 2 - dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 18.30.

La delibera del Registro

Il Registro sul sito vivere.napoli.it del Comune di Napoli

PAGINA SUL SITO UFFICIALE DEL COMUNE DI NAPOLI:
http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17127

Credits: Grafica, Luciano Correale - Testi, Salvatore Romano, Salvatore Simioli

 

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