Sistema

Le convenzioni sono opportunità e sconti rivolti ai/alle soci/e presso negozi ed esercizi che condividono i valori dell'associazione e rispettano i requisiti di efficienza, serietà ed accoglienza alle persone glbtqi.

Le convenzioni sono riservate a tutti i possessori della tessera Arcigay che hanno richiesto di essere iscritti al Comitato Provinciale Arcigay "Antinoo" Napoli. La validità della tessera può essere verificata  in alcuni esercizi convenzionati, attraverso la pagina dedicata https://arcigay.it/verifica. Il link alla pagina di verifica è presente anche sul retro della tua nuova tessera, anche tramite QR code.

Per ogni tipo di informazione, e, per gli esercizi commerciali, per proporre una convenzione scrivi a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. sarai ricontattato entro breve per un appuntamento.


 

Importante novità a partire da Gennaio 2018:

 

Tutte le convenzioni dei diversi Comitati locali di Arcigay sono state unificate nel Portale Nazionale Convenzioni di Arcigay.it per cui con la tessera rilasciata da qualsiasi comitato sarà possibile accedere ad una vasta rete di esercizi convenzionati su tutto il territorio nazionale. La piattaforma è accessibile da https://arcigay.it/convenzioni 

 

Gli esercizi convenzionati che vogliono possono esporre la seguente vetrofania (disponibile anche in formato stampato richiedibile inviando una mail a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. dietro versamento di un contributo di stampa e spedizione)

 

AVT TRAVEL

Via Eduardo Suarez, 3 (Vomero) - NAPOLI

Tel. +39 081 5586592 - Fax +39 081 2295454

Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

consulenze per viaggi e soggiorni in Italia e all'Estero. Sistemazioni ed offerte per la settimana del Napoli Pride (20 - 27 giugno). Sconti per i tesserati Arcigay

convenzione in definizione - 21/04/2010

Il Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli ONLUS, organizzazione di volontariato, iscritta al registro regionale del volontariato, è “nata“ il 22 ottobre 2005, ma Arcigay è attiva a Napoli dal 1984. L'associazione ha fini solidaristici, di volontariato sociale ed opera con l'azione diretta, spontanea, personale e gratuita dei propri aderenti nel settore della tutela dei diritti civili, della prevenzione e recupero dell'emarginazione, della promozione della cultura e di attività ricreative. Si impegna nella promozione dei diritti delle persone gay, lesbiche, transessuali e transgender contribuendo ad accrescere nella società una visione positiva dell'essere omosessuale o transessuale. Come supporto alla comunità LGBT napoletana svolge i seguenti servizi: Sportello Legale, Telefono Amico, supporto- socio-Psicologico, Sportello Salute, Migranti.

Nella nostra sede, aperta alla partecipazione ed al contributo di tutti e tutte le, puoi trovare il Gruppo Giovani, Gruppo Lesbo, Gruppo Trans, Gruppo Genitori. Per qualsiasi informazione Contattaci.
Ricorda che Arcigay Napoli cresce grazie all'aiuto dei volontari, quindi anche col tuo se vorrai.

Per tesserarsi ad Arcigay Clicca qui.

 

 


Aggiornamenti da Arcigay Nazionale

  • Basta tagli alla spesa sulla pelle delle persone con Hiv!

    HIV: protesta degli attivisti a ROMA domani sera, 22 maggio, in occasione dell’apertura del 10° Congresso Nazionale ICAR, Italian Conference on AIDS and Antiviral Research, che si terrà dal 22 al 24 maggio 2018, presso l’Ergife Palace Hotel. Un’azione diretta è prevista per le ore 20 durante i lavori della prima giornata del summit. La protesta è rivolta contro i tagli al sistema socio-sanitario che mettono a rischio gli standard di cura e assistenza necessari a garantire il diritto alla salute delle persone con HIV. A partire dalle 19.50 sarà possibile seguire l’azione diretta degli attivisti sulla pagina Facebook delle associazioni dove, dalla stessa ora, sarà disponibile anche il comunicato stampa congiunto con le dichiarazioni dei protagonisti dell’iniziativa. Questo il link per accedere alla diretta: https://www.facebook.com/communityICAR/ Contatti in loco (ICAR/ROMA): Filippo von Schloesser, Presidente Nadir Onlus – Mob: +393355244202, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Massimo Oldrini, Presidente LILA – Mob: +393666649831, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Sandro Mattioli, Presidente Plus Onlus – Mob: +393404863712, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Margherita Errico, Presidente NPS Italia Onlus – Mob: +393462368858, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. In rappresentanza di: ANLAIDS, ARCIGAY - Associazione LGBT Italiana, CIRCOLO MARIO MIELI, LILA Onlus - Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids, NADIR Onlus, NPS Italia Onlus, Plus Onlus
  • ONDA PRIDE, PARTE DA BERGAMO LA STAGIONE DELL’ORGOGLIO ARCOBALENO

    ONDA PRIDE, PARTE DA BERGAMO LA STAGIONE DELL'ORGOGLIO ARCOBALENO 
     
    Bologna, 18 maggio 2018 – Prende il via domani da Bergamo l’Onda Pride, la grande stagione dell’orgoglio arcobaleno organizzata da Arcigay in rete con le altre associazioni del movimento lgbti. Ventotto i cortei che quest’anno attraverseranno lo Stivale, quattro in più rispetto allo scorso anno e con numerose "prime volte":  innanzitutto l'Onda Pride arriverà quest'anno per la prima volta in Molise, a Campobasso per l'esattezza, ma saranno battesimi anche quelli di Novara, Pompei, Siena, Ostia, Salerno, Trento. Anche il primo primo pride della stagione  è nella lista degli inediti: appuntamento domani a Bergamo alle 14 in piazzale della Malpensata, dov'è previsto il concentramento del corteo che da lì raggiungerà piazza Matteotti. Slogan della manifestazione: "Educare alle differenze per combattere l'odio. Giù la maschera!". Il calendario dell'Onda Pride prosegue serrato già dal weekend successivo: il 26 maggio appuntamento con altre due "prime volte", quelle del Salerno Pride e del Novara Pride. Si prosegue il 9 giugno con tre parate dell'orgoglio, il Roma Pride, il Pavia Pride e il debutto a Trento del Dolomiti Pride. Il 16 giugno, poi, è in programma una grande giornata dell'orgoglio arcobaleno: sono ben 8 infatti i cortei in programma, a Torino, Caserta,Varese, Mantova, Siracusa, Genova, Barletta e Siena. Il 23 giugno toccherà al Catania Pride, mentre il 30 giugno sarà la volta di Milano, Palermo, Perugia, Pompei, Padova. Tre appuntamenti per il 7 luglio con il Bologna Pride,  il Piemonte Pride a Alba e il Sardegna Pride a Cagliari, e altri due cortei sono in programma il 14 luglio, a Napoli e Ostia. Il 28 luglio l'Onda Pride farà tappa per la prima volta in Molise, a Campobasso, e contemporaneamente sfilerà per il terzo anno sulla riviera romagnola con il Rimini Summer Pride. Infine, anche per quest'anno l'onda arcobaleno chiude la sua corsa in Puglia con il Salento Pride di Gallipoli.
    "In un Paese in piena paralisi politica - dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale Arcigay - in cui la questione diritti scivola costantemente in fondo alla lista degli impegni dei governi e dei partiti, sono strade e piazze i luoghi in cui ribadire e denunciare l'insufficienza delle politiche di inclusione delle differenze e di contrasto alle discriminazioni di gay, lesbiche, bisessuali e trans. Quest'anno l'Onda Pride è stata preceduta da una sorta di gara al ribasso tra sindaci di diversi colori politici, che negando patrocini e adesioni alle nostre manifestazioni hanno dato dimostrazione tangibile dell'arretratezza della nostra classe politica. L'orizzonte della piena uguaglianza pare non interessare questi amministratori, perciò è ancora più importante quest'anno portare nelle strade una mobilitazione fragorosa, piena di persone orgogliose e determinate, perché dalle strade deve ripartire la richiesta di diritti civili e social, più forte di qualsiasi opposizione, ostacolo o codardia. Appuntamento allora domani a Bergamo e da lì in tutte le altre 26 città di questa lunga stagione dell'orgoglio. La nostra onda è forte, impossibile fermarla", conclude Piazzoni.
  • Omotransfobia, nel report di Arcigay 119 storie raccontate in un anno dai mass media. Piazzoni: “Allarme alto nei contesti familiari”

    Bologna, 16 maggio 2018 - Come ogni anno, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale contro l'omo-lesbo-bi-transfobia, Arcigay, attraverso il suo ufficio stampa, diffonde il report degli episodi di omotransfobia raccontati negli ultimi 12 mesi dai mass media. Il report, per la sua stessa natura, ha un valore qualitatitivo e non quantitativo, cioè scatta una fotografia dei modi e delle forme attraverso cui il fenomeno si manifesta nella vita delle persone lgbti. Son 119 in tutto i casi censiti, meno di quelli dell'anno passato, in cui la radicalizzazione del dibattito sulle unioni civili aveva acceso un'inedita visibilità mediatica su questi fenomeni. Ma se l'attenzione dei mass media si è comprensibilmente abbassata, l'omotransfobia ha ancora connotati molto allarmanti. "Osservando le storie che compongono il nostro rapporto - commenta Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay - sono diversi gli elementi che meritano di essere sottolineati: innanzitutto tra le 119 storie ci sono ben 4 omicidi, tre di ragazzi molto giovani, tutti riconducibili a un movente omotransfobico. Questi tre fatti cruenti sono l'apice di un bollettino quotidiano che descrive un'oppressione martellante. E qui viene il secondo aspetto che emerge con chiarezza dal rapporto che consegniamo all'opinione pubblica: mentre l'attenzione negli ultimi anni si è spostata sul fenomeno degli haters sul web, sicuramente preoccupante, l'omotransfobia è ancora oggi, e forse sempre di più, un fenomeno che impatta concretamente  nella vita reale delle persone, nelle loro relazioni familiari e di vicinato, nei luoghi che frequentano o dai quali vengono allontanate o precluse. Colpisce allora leggere questa agghiacciante successione di figli e figlie allontanati da casa, di singoli e coppie insultati e picchiati per strada, di manifesti, striscioni, cartelli, scritte sui muri  che con grande violenza segnano i luoghi che attraversiamo. Pizzerie, discoteche, lidi balneari, ambulatori medici, scuole diventano campi minati in cui si prende forma una modalità di oppressione martellante, che spesso arriva  alla violenza fisica. Un report come questo va letto con le lenti dell'intelligenza empatica, cioè con la disponibilità a farsi un giro nelle scarpe degli altri: che esperienza è attraversare luoghi e relazioni n cui viene reiterato un messaggio di disprezzo e di marginalizzazione? Cosa resta alle persone che si sentono destinatarie di questi messaggi? La tanto richiesta e mai ottenuta legge contro l'omotransfobia è pensata per riconoscere un'aggravante ai violenti che colpiscono con questo movente. Ma il fenomeno è molto più complesso, è sociale e culturale assieme, e richiede una presa di responsabilità collettiva. Perché solo così si può produrre - negli anni, e ne serviranno tanti - un reale cambiamento. Chi non vive sulla propria pelle questi fenomeni tende a disinteressarsene, e questo disinteresse è parte del problema. Non stiamo parlando di privilegi da riconoscere a una "lobby", non siamo imprenditori a caccia della nostra flat-tax. Qui si parla delle condizioni minime di serenità e benessere che rendono possibile a una persona un legittimo desiderio di felicità. Ancora due considerazioni: la prima riguarda i suicidi, che sono un tema delicatissimo che non può essere censito attraverso questi monitoraggi se non compiendo forzature che non fanno parte del nostro modo di affrontare il problema. Ma i suicidi ci sono e in tutto il mondo circolano ricerche scientifiche che ne sottolineano l'allarmante frequenza all'interno della comunità lgbti. Ognuno di quegli eventi è il fallimento di una società. Infine, è doveroso tornare al tema delle famiglie, quelle che cacciano i figli e le figlie da casa, quelle che li picchiano, che tentano di sfregiarli con l'acido, che vogliono in tutti i modi punirli. Queste vicende sono pura follia e tutti e tutte dovremmo indignarci, reagire, denunciare. Invece, l'inferno che in quelle famiglie si scatena è direttamente collegato a una propaganda politica omotransfobia che sembra puntare direttamente a questi esiti. Sappiano allora questi predicatori che stanno giocando con la vita delle persone, che in nome dei loro capricci ideologici stanno compremettendo il futuro di tanti giovani. Come ogni anno il 17 maggio si spenderanno tante parole sull'omotransfobia. Che sono utili, ma che si dimostrano assolutamente inefficaci. Servono i fatti ma perché arrivino i fatti serve innanzitutto la consapevolezza: questo bollettino di storie merita di essere attraversato, di essere vissuto sulla  propria pelle. Questo è l'auspicio con cui lo rendiamo pubblico, ribadendo con la stessa ostinazione di sempre la richiesta di strumenti, in primo luogo legislativi, per affrontare questo fenomeno una volta per tutte", conclude Piazzoni. 
    Arcigay nei giorni scorsi ha lanciato una campagna di video e cartoline, realizzata in collaborazione con l'agenzia Pavlov (www.agenziapavlov.it), che ha come claim "Se è omofoba non è famiglia". A questo link  il comunicato che la descrive e tutti i materiali.
    Nota: le fonti cartacee consultate per il report sono scaricabili al link :  https://www.dropbox.com/s/f2s013xs0k9l3wp/20180511_0016_DISCRIMINAZIONI.pdf?dl=0

arcigaynapoli_5permille

 

Cinque per Mille ad Arcigay Napoli. Grazie al tuo aiuto possiamo fare ancora di più!
L’omotransfobia è uno dei grandi nodi irrisolti del nostro Paese: sulle vite delle persone omosessuali e trans, in Italia, si gioca da anni una partita torbida, fatta di molte promesse mancate, baratti, silenzi ipocriti, collateralità evidenti e prepotenti censure. Il “nulla di fatto” non è solo il bilancio dell’azione parlamentare su questi temi ma anche l’amara constatazione dei tanti episodi che negli ultimi mesi raccontano un Paese più prossimo alla regressione che al progresso. L’idea che gay e lesbiche possano unirsi in matrimonio o  crescere un bambino viene trasformata in un allarme sociale, mentre quello che dovrebbe essere con ogni evidenza un allarme sociale – le discriminazioni, gli insulti e le violenze di cui le persone lgbt sono bersaglio – viene minimizzato, negato,  archiviato come fenomeno irrilevante. Anzi: contro la possibilità di una norma contro l’omotransfobia si muove una propaganda spietata e mistificatrice, che camuffa discorsi e crimini d’odio dietro la maschera della libertà di opinione.

 

Dai forza anche tu, allora,  alla lotta contro l’omotransfobia. Aiutaci a portare avanti la battaglia per il rispetto delle persone gay , lesbiche e trans. Puoi farlo senza spendere un centesimo in più: è infatti possibile chiedere allo Stato di donare il 5×1000 delle tue tasse ad un’associazione. Per scegliere Arcigay Napoli è sufficiente scrivere il codice fiscale dell’associazione

95076550631

nello spazio predisposto dell’apposita scheda allegata al modello 730, Unico o Cud. Non occorre indicare anche il nome dell’associazione. La scelta rimane quindi riservata.

 

 

Cos’è il 5×1000?
E’ il 5 per 1000 dell’Ire (Imposta sul reddito, ex Irpef), cioè delle tasse che ciascun contribuente paga in base al proprio reddito personale. Se, ad esempio, tu paghi 1000 euro di Ire in un anno, il tuo 5×1000 è pari a 5 euro. Alcuni (es. liberi professionisti) pagano quest’imposta presentando la dichiarazione dei redditi, tramite i modelli 730 o Unico. Altri (es. i dipendenti) ricevono a casa la comunicazione, tramite modello Cud, dell’avvenuto pagamento sottratto in busta paga. Puoi indicare un’associazione alla quale lo Stato girerà il 5×1000 delle tasse che paghi.

 

 

Come faccio a donarlo ad Arcigay Napoli?
Arcigay Napoli è una delle associazioni cui è possibile donare il proprio 5×1000. Per farlo è sufficiente firmare e scrivere il codice fiscale di Arcigay, 95076550631, nel riquadro riservato alle associazioni (il primo in alto a sinistra) dell’apposita scheda. La scheda è allegata ai modelli 730, Unico o Cud. Se non ti viene consegnata, puoi richiederla al tuo datore di lavoro o al tuo ente pensionistico (Inps, ecc.). Se fai il 730 o l’Unico devi presentare la scheda compilata insieme al modello. Se invece non fai la dichiarazione dei redditi e ricevi il modello Cud, devi consegnarla in busta chiusa, entro il 1° agosto, in posta, in banca, o ad altro intermediario abilitato (commercialista, Caf, ecc.).

 

 

Ma ci rimetto dei soldi se lo dono?
No. Si tratta infatti del 5×1000 delle tasse che pagheresti comunque. Donarlo ti offre solo una libertà in più. Stabilire personalmente che fine debba fare questa piccola parte delle tue tasse. Se non esprimi alcuna preferenza sulla destinazione il tuo 5×1000 finisce nelle casse dello Stato insieme al resto.

 

 

Devo scrivere Arcigay sulla dichiarazione?
No. Il nome dell’associazione non deve essere scritto, né nella dichiarazione dei redditi né nel modello Cud. Bisogna invece scriverne il codice fiscale. Inserendo o facendo inserire dal tuo commercialista o da qualcun altro il codice fiscale 95076550631, il tuo 5×1000 andrà ad Arcigay Napoli. L’associazione non riceverà informazioni personali e relative al reddito dei donatori.

 

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http://www.video.mediaset.it/video/tg5/full/489369/edizione-ore-20-00-del-18-ottobre.html

 

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COMUNICAZIONE DI SERVIZIO RELATIVA AL PROGETTO SIALON II
A tutti coloro che hanno partecipato al progetto effettuando il test salivare HIV si consiglia di seguire la procedura di seguito indicata:

Contattare, dopo tre settimane dal prelievo salivare, il numero telefonico 06.55170936 il Martedì (dalle 10 alle 13) ed il Giovedì (dalle 14 alle 16) per conoscere lo stato dell'analisi di laboratorio.
Se pronto, per ritirare il proprio risultato, recarsi all'Ospedale Cotugno in via G. Quagliariello 54 in Napoli.
Recarsi in IV divisione, terzo piano tutti i giovedì dalle ore 12 alle ore 14.30 presso la dott.ssa Busto.
Per qualsiasi informazione contattare il circolo territoriale Arcigay Napoli Antinoo al n. di seguito, negli orari di apertura

Dal 30 giugno 2014 il Comune di Napoli ha reso possibile la trascrizione di matrimoni celebrati all’estero tra due persone dello stesso sesso, che siano cittadini italiani o un cittadino italiano e un cittadino straniero. Tale trascrizione avverrà sui registri del Comune di Napoli per effetto della Direttiva emanata al riguardo dal Sindaco Luigi de Magistris in data 23 giugno 2014.

A richiedere la trascrizione potranno essere i diretti interessati, se possessori dei requisiti previsti, seguendo la procedura amministrativa prevista.

PAGINA SUL SITO UFFICIALE DEL COMUNE DI NAPOLI :
http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/24729

Requisiti per fare domanda

  • Almeno uno dei due sposi deve essere cittadino italiano e risiedere nel Comune ovvero essere iscritto all’AIRE del Comune.

Dove fare richiesta

  • Allo Stato Civile del Comune di Napoli - Ufficio trascrizioni matrimoni esteri
  • Indirizzo: II traversa dell’Epomeo Parco Quadrifoglio 5° piano, previo appuntamento

Documenti da presentare

  1. Atto di matrimonio in originale, munito di traduzione in lingua italiana eseguita da traduttore ufficiale (iscritto all’omologo albo presso il Tribunale di Napoli) e legalizzazione. Se l’atto è stato formato in un Paese aderente alla Convenzione dell’Aja del 5/10/61, è esente dalla legalizzazione ma dovrà essere munito del timbro “Apostille”. Qualora l’atto di matrimonio sia stato formato in uno Stato aderente alla Convenzione di Vienna dell’8/09/76, è sufficiente che sia prodotto su modello plurilingue (internazionale). In questo caso non occorrerà alcuna traduzione e legalizzazione;
  2. Istanza di trascrizione rivolta al Sindaco;
  3. Documento di identità.

Informazioni e contatti

Si consiglia, prima di presentare domanda, di contattare l’Ufficio Trascrizioni, data la notevolissima varietà dei casi, a seconda della Nazione in cui è stato contratto il matrimonio.

Ufficio Trascrizioni Matrimoni esteri

  • Indirizzo: II traversa dell’Epomeo – Parco Quadrifoglio – Soccavo – Napoli, 5° Piano
  • Telefono: 081 7958552081 7958552
  • Orario: dal lunedì al venerdì dalle ore 9.00 alle 12.30 e dalle ore 15.00 alle ore 18.00
  • Email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
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Il Comune di Napoli insieme alle associazioni L.G.B.T., nell’ambito della propria autonomia e potestà amministrativa, ha creato uno strumento per tutelare la piena dignità delle unioni civili e promuovere il pubblico rispetto. Il Comune di Napoli ha ossequiato la nostra Costituzione Italiana (art. 29 in relazione all’art.2) che nel riconoscere e sottolineare l’importanza della famiglia, non esclude affatto l’esistenza di convivenze nelle quali si realizza la personalità individuale.

Perché un Registro per le Unioni Civili

Perché il Comune di Napoli già nel suo Statuto intende informare la propria attività ai valori espressi in Costituzione, la libertà, l’uguaglianza, la solidarietà.

Perché il Comune di Napoli intende rimuovere qualsiasi forma di discriminazioni esistenti al fine di realizzare condizioni di pari opportunità, libertà, di uguaglianza ed effettiva solidarietà.

Perché il Comune di Napoli intende garantire a tutti i cittadini i diritti civili e sociali (come sancito dagli artt. 2 e 3 della Costituzione), senza discriminare coloro che affidano i propri progetti di vita a forme diverse di convivenza siano esse tra persone di sesso diverso o dello stesso sesso.

Di che cosa si tratta?

Il registro Comunale delle Unioni Civili è un elenco dove iscrivere, secondo la distinzione operata dalla legge, le persone legate da vincoli non “Legali” (matrimonio, parentela, affinità, adozione, tutela), ma solamente da vincoli affettivi e di reciproca solidarietà.

A chi si rivolge?

Il Comune di Napoli con l’istituzione del registro comunale delle Unioni Civili ha inteso creare uno strumento che riconosca il rapporto tra 2 persone maggiorenni, di sesso diverso o dello stesso sesso, che non siano legate tra loro da vincoli giuridici (matrimonio, affinità, adozione, tutela e curatela).

Qual è il suo valore?

Il Comune di Napoli ha inteso creare uno strumento il cui valore simbolico è estremamente alto. Le coppie che chiederanno l’iscrizione nel registro comunale delle Unioni Civili potranno finalmente vedere riconosciuta la dignità di coppia nella società e nei diversi momenti della vita quotidiana.

Qual è la sua utilità?

Il Comune di Napoli ha creato il registro comunale delle Unioni Civili come strumento utile al possibile godimento di benefici o diritti di diversa natura previsti oggi dalla legislazione vigente come quelli più importanti che di seguito si riportano:

  • Iscrizione nelle graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia residenziale pubblica;
  • Graduatorie per l’agevolazione sui servizi rivolti alle coppie;
  • Utilizzazione della medesima classe di rischio nell’adozione di una assicurazione RC auto prevista per il convivente;
  • Rilascio permessi di sosta e circolazione in zone a traffico limitato Z.T.L. (convivenza di fatto)
  • Ottenimento di informazioni circa lo stato di salute del convivente nonché di assisterlo nelle strutture sanitarie in caso di degenza;
  • Ricorrendone le condizioni, risarcimento di danni morali e materiali in caso di morte del convivente causata colpevolmente da terzi

Come iscriversi al Registro?

Il Comune di Napoli ha previsto per l’iscrizione al registro comunale delle Unioni Civili che essa debba essere richiesta da entrambi i conviventi, residenti anagraficamente da almeno un anno nel Comune di Napoli e coabitanti dallo stesso periodo di tempo, i quali possono presentarsi presso l’ufficio comunale competente muniti di documento di riconoscimento e compilino:

  1. La dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà (all.1)
  2. La domanda di iscrizione nel registro amministrativo delle Unioni Civili

Dove?

I documenti possono essere prodotti presso l’ufficio Anagrafe in Via Dell'Epomeo - Parco Quadrifoglio, 2 - dal lunedì al venerdì dalle ore 8.30 alle ore 18.30.

La delibera del Registro

Il Registro sul sito vivere.napoli.it del Comune di Napoli

PAGINA SUL SITO UFFICIALE DEL COMUNE DI NAPOLI:
http://www.comune.napoli.it/flex/cm/pages/ServeBLOB.php/L/IT/IDPagina/17127

Credits: Grafica, Luciano Correale - Testi, Salvatore Romano, Salvatore Simioli

 

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