Il Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli ONLUS, organizzazione di volontariato, iscritta al registro regionale del volontariato, è “nata“ il 22 ottobre 2005, ma Arcigay è attiva a Napoli dal 1984. L'associazione ha fini solidaristici, di volontariato sociale ed opera con l'azione diretta, spontanea, personale e gratuita dei propri aderenti nel settore della tutela dei diritti civili, della prevenzione e recupero dell'emarginazione, della promozione della cultura e di attività ricreative. Si impegna nella promozione dei diritti delle persone gay, lesbiche, transessuali e transgender contribuendo ad accrescere nella società una visione positiva dell'essere omosessuale o transessuale. Come supporto alla comunità LGBT napoletana svolge i seguenti servizi: Sportello Legale, Telefono Amico, supporto- socio-Psicologico, Sportello Salute, Migranti.

Nella nostra sede, aperta alla partecipazione ed al contributo di tutti e tutte le, puoi trovare il Gruppo Giovani, Gruppo Lesbo, Gruppo Trans, Gruppo Genitori. Per qualsiasi informazione Contattaci.
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Aggiornamenti da Arcigay Nazionale

  • Basta tagli alla spesa sulla pelle delle persone con Hiv!

    HIV: protesta degli attivisti a ROMA domani sera, 22 maggio, in occasione dell’apertura del 10° Congresso Nazionale ICAR, Italian Conference on AIDS and Antiviral Research, che si terrà dal 22 al 24 maggio 2018, presso l’Ergife Palace Hotel. Un’azione diretta è prevista per le ore 20 durante i lavori della prima giornata del summit. La protesta è rivolta contro i tagli al sistema socio-sanitario che mettono a rischio gli standard di cura e assistenza necessari a garantire il diritto alla salute delle persone con HIV. A partire dalle 19.50 sarà possibile seguire l’azione diretta degli attivisti sulla pagina Facebook delle associazioni dove, dalla stessa ora, sarà disponibile anche il comunicato stampa congiunto con le dichiarazioni dei protagonisti dell’iniziativa. Questo il link per accedere alla diretta: https://www.facebook.com/communityICAR/ Contatti in loco (ICAR/ROMA): Filippo von Schloesser, Presidente Nadir Onlus – Mob: +393355244202, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Massimo Oldrini, Presidente LILA – Mob: +393666649831, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Sandro Mattioli, Presidente Plus Onlus – Mob: +393404863712, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. Margherita Errico, Presidente NPS Italia Onlus – Mob: +393462368858, Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. In rappresentanza di: ANLAIDS, ARCIGAY - Associazione LGBT Italiana, CIRCOLO MARIO MIELI, LILA Onlus - Lega Italiana per la Lotta contro l'Aids, NADIR Onlus, NPS Italia Onlus, Plus Onlus
  • ONDA PRIDE, PARTE DA BERGAMO LA STAGIONE DELL’ORGOGLIO ARCOBALENO

    ONDA PRIDE, PARTE DA BERGAMO LA STAGIONE DELL'ORGOGLIO ARCOBALENO 
     
    Bologna, 18 maggio 2018 – Prende il via domani da Bergamo l’Onda Pride, la grande stagione dell’orgoglio arcobaleno organizzata da Arcigay in rete con le altre associazioni del movimento lgbti. Ventotto i cortei che quest’anno attraverseranno lo Stivale, quattro in più rispetto allo scorso anno e con numerose "prime volte":  innanzitutto l'Onda Pride arriverà quest'anno per la prima volta in Molise, a Campobasso per l'esattezza, ma saranno battesimi anche quelli di Novara, Pompei, Siena, Ostia, Salerno, Trento. Anche il primo primo pride della stagione  è nella lista degli inediti: appuntamento domani a Bergamo alle 14 in piazzale della Malpensata, dov'è previsto il concentramento del corteo che da lì raggiungerà piazza Matteotti. Slogan della manifestazione: "Educare alle differenze per combattere l'odio. Giù la maschera!". Il calendario dell'Onda Pride prosegue serrato già dal weekend successivo: il 26 maggio appuntamento con altre due "prime volte", quelle del Salerno Pride e del Novara Pride. Si prosegue il 9 giugno con tre parate dell'orgoglio, il Roma Pride, il Pavia Pride e il debutto a Trento del Dolomiti Pride. Il 16 giugno, poi, è in programma una grande giornata dell'orgoglio arcobaleno: sono ben 8 infatti i cortei in programma, a Torino, Caserta,Varese, Mantova, Siracusa, Genova, Barletta e Siena. Il 23 giugno toccherà al Catania Pride, mentre il 30 giugno sarà la volta di Milano, Palermo, Perugia, Pompei, Padova. Tre appuntamenti per il 7 luglio con il Bologna Pride,  il Piemonte Pride a Alba e il Sardegna Pride a Cagliari, e altri due cortei sono in programma il 14 luglio, a Napoli e Ostia. Il 28 luglio l'Onda Pride farà tappa per la prima volta in Molise, a Campobasso, e contemporaneamente sfilerà per il terzo anno sulla riviera romagnola con il Rimini Summer Pride. Infine, anche per quest'anno l'onda arcobaleno chiude la sua corsa in Puglia con il Salento Pride di Gallipoli.
    "In un Paese in piena paralisi politica - dichiara Gabriele Piazzoni, segretario nazionale Arcigay - in cui la questione diritti scivola costantemente in fondo alla lista degli impegni dei governi e dei partiti, sono strade e piazze i luoghi in cui ribadire e denunciare l'insufficienza delle politiche di inclusione delle differenze e di contrasto alle discriminazioni di gay, lesbiche, bisessuali e trans. Quest'anno l'Onda Pride è stata preceduta da una sorta di gara al ribasso tra sindaci di diversi colori politici, che negando patrocini e adesioni alle nostre manifestazioni hanno dato dimostrazione tangibile dell'arretratezza della nostra classe politica. L'orizzonte della piena uguaglianza pare non interessare questi amministratori, perciò è ancora più importante quest'anno portare nelle strade una mobilitazione fragorosa, piena di persone orgogliose e determinate, perché dalle strade deve ripartire la richiesta di diritti civili e social, più forte di qualsiasi opposizione, ostacolo o codardia. Appuntamento allora domani a Bergamo e da lì in tutte le altre 26 città di questa lunga stagione dell'orgoglio. La nostra onda è forte, impossibile fermarla", conclude Piazzoni.
  • Omotransfobia, nel report di Arcigay 119 storie raccontate in un anno dai mass media. Piazzoni: “Allarme alto nei contesti familiari”

    Bologna, 16 maggio 2018 - Come ogni anno, in occasione del 17 maggio, giornata mondiale contro l'omo-lesbo-bi-transfobia, Arcigay, attraverso il suo ufficio stampa, diffonde il report degli episodi di omotransfobia raccontati negli ultimi 12 mesi dai mass media. Il report, per la sua stessa natura, ha un valore qualitatitivo e non quantitativo, cioè scatta una fotografia dei modi e delle forme attraverso cui il fenomeno si manifesta nella vita delle persone lgbti. Son 119 in tutto i casi censiti, meno di quelli dell'anno passato, in cui la radicalizzazione del dibattito sulle unioni civili aveva acceso un'inedita visibilità mediatica su questi fenomeni. Ma se l'attenzione dei mass media si è comprensibilmente abbassata, l'omotransfobia ha ancora connotati molto allarmanti. "Osservando le storie che compongono il nostro rapporto - commenta Gabriele Piazzoni, segretario nazionale di Arcigay - sono diversi gli elementi che meritano di essere sottolineati: innanzitutto tra le 119 storie ci sono ben 4 omicidi, tre di ragazzi molto giovani, tutti riconducibili a un movente omotransfobico. Questi tre fatti cruenti sono l'apice di un bollettino quotidiano che descrive un'oppressione martellante. E qui viene il secondo aspetto che emerge con chiarezza dal rapporto che consegniamo all'opinione pubblica: mentre l'attenzione negli ultimi anni si è spostata sul fenomeno degli haters sul web, sicuramente preoccupante, l'omotransfobia è ancora oggi, e forse sempre di più, un fenomeno che impatta concretamente  nella vita reale delle persone, nelle loro relazioni familiari e di vicinato, nei luoghi che frequentano o dai quali vengono allontanate o precluse. Colpisce allora leggere questa agghiacciante successione di figli e figlie allontanati da casa, di singoli e coppie insultati e picchiati per strada, di manifesti, striscioni, cartelli, scritte sui muri  che con grande violenza segnano i luoghi che attraversiamo. Pizzerie, discoteche, lidi balneari, ambulatori medici, scuole diventano campi minati in cui si prende forma una modalità di oppressione martellante, che spesso arriva  alla violenza fisica. Un report come questo va letto con le lenti dell'intelligenza empatica, cioè con la disponibilità a farsi un giro nelle scarpe degli altri: che esperienza è attraversare luoghi e relazioni n cui viene reiterato un messaggio di disprezzo e di marginalizzazione? Cosa resta alle persone che si sentono destinatarie di questi messaggi? La tanto richiesta e mai ottenuta legge contro l'omotransfobia è pensata per riconoscere un'aggravante ai violenti che colpiscono con questo movente. Ma il fenomeno è molto più complesso, è sociale e culturale assieme, e richiede una presa di responsabilità collettiva. Perché solo così si può produrre - negli anni, e ne serviranno tanti - un reale cambiamento. Chi non vive sulla propria pelle questi fenomeni tende a disinteressarsene, e questo disinteresse è parte del problema. Non stiamo parlando di privilegi da riconoscere a una "lobby", non siamo imprenditori a caccia della nostra flat-tax. Qui si parla delle condizioni minime di serenità e benessere che rendono possibile a una persona un legittimo desiderio di felicità. Ancora due considerazioni: la prima riguarda i suicidi, che sono un tema delicatissimo che non può essere censito attraverso questi monitoraggi se non compiendo forzature che non fanno parte del nostro modo di affrontare il problema. Ma i suicidi ci sono e in tutto il mondo circolano ricerche scientifiche che ne sottolineano l'allarmante frequenza all'interno della comunità lgbti. Ognuno di quegli eventi è il fallimento di una società. Infine, è doveroso tornare al tema delle famiglie, quelle che cacciano i figli e le figlie da casa, quelle che li picchiano, che tentano di sfregiarli con l'acido, che vogliono in tutti i modi punirli. Queste vicende sono pura follia e tutti e tutte dovremmo indignarci, reagire, denunciare. Invece, l'inferno che in quelle famiglie si scatena è direttamente collegato a una propaganda politica omotransfobia che sembra puntare direttamente a questi esiti. Sappiano allora questi predicatori che stanno giocando con la vita delle persone, che in nome dei loro capricci ideologici stanno compremettendo il futuro di tanti giovani. Come ogni anno il 17 maggio si spenderanno tante parole sull'omotransfobia. Che sono utili, ma che si dimostrano assolutamente inefficaci. Servono i fatti ma perché arrivino i fatti serve innanzitutto la consapevolezza: questo bollettino di storie merita di essere attraversato, di essere vissuto sulla  propria pelle. Questo è l'auspicio con cui lo rendiamo pubblico, ribadendo con la stessa ostinazione di sempre la richiesta di strumenti, in primo luogo legislativi, per affrontare questo fenomeno una volta per tutte", conclude Piazzoni. 
    Arcigay nei giorni scorsi ha lanciato una campagna di video e cartoline, realizzata in collaborazione con l'agenzia Pavlov (www.agenziapavlov.it), che ha come claim "Se è omofoba non è famiglia". A questo link  il comunicato che la descrive e tutti i materiali.
    Nota: le fonti cartacee consultate per il report sono scaricabili al link :  https://www.dropbox.com/s/f2s013xs0k9l3wp/20180511_0016_DISCRIMINAZIONI.pdf?dl=0
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