Il Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli ONLUS, organizzazione di volontariato, iscritta al registro regionale del volontariato, è “nata“ il 22 ottobre 2005, ma Arcigay è attiva a Napoli dal 1984. L'associazione ha fini solidaristici, di volontariato sociale ed opera con l'azione diretta, spontanea, personale e gratuita dei propri aderenti nel settore della tutela dei diritti civili, della prevenzione e recupero dell'emarginazione, della promozione della cultura e di attività ricreative. Si impegna nella promozione dei diritti delle persone gay, lesbiche, transessuali e transgender contribuendo ad accrescere nella società una visione positiva dell'essere omosessuale o transessuale. Come supporto alla comunità LGBT napoletana svolge i seguenti servizi: Sportello Legale, Telefono Amico, supporto- socio-Psicologico, Sportello Salute, Migranti.

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Aggiornamenti da Arcigay Nazionale

23 Gennaio 2019

  • Editoria, Arcigay contro titolo Libero: “Insinuazione becera, non informazione. Così si solletica l’odio tra le persone”

    Bologna, 23 gennaio 2019 - "Nel titolo di prima pagina con cui il quotidiano Libero è uscito in edicola questa mattina, c'è il tentativo becero di insinuare un legame tra due fenomeni, il calo del Pil e l'aumento della visibilità delle persone lgbti, che evidentemente non hanno alcun rapporto diretto di causa effetto": lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale Arcigay. Che prosegue: "Già soltanto parlare di aumento degli omosessuali significa fraintendere l'informazione che Libero stesso pubblica a pagina 3, nell'articolo a firma della giornalista Giovanna Cavalli, dove si  parla correttamente di aumento della visibilità (e non del numero) delle persone lgbti,  riportando con precisione dati e analisi assolutamente rispettabili, che scattano una fotografia interessante del nostro presente. Ma a costo di squalificare il lavoro degli stessi colleghi, il direttore ha scelto di puntare, nel titolo in prima pagina, sull'ambiguità e di insinuare ciò che l'articolo non dice mai e che è impossibile anche solo tratteggiare. Nel farlo, chissà se se ne rende conto, oltre a dire una falsità, crea un retropensiero, ammicca a un rapporto di causalità assolutamente strampalato (saranno i gay a far calare il Pil? O le crisi economiche rendono le persone omosessuali? O i gay speculano sulle crisi economiche?) e istiga all'odio, perché qualsiasi lettura si dia di quel titolo, il sapore che resta è sempre amaro. Libero, d'altronde, usa metodicamente l'hate speech come titolo sensazionalistico: lo ha fatto contro i migranti, i musulmani, le donne, le persone lgbti. Tuttavia, proprio perché a questi titoli corrisponde evidentemente una strategia, non siamo disposti a tollerarli né tantomeno a normalizzarli. Per questo, invieremo oggi stesso un esposto al Consiglio di disciplina dell'Ordine dei giornalisti della Lombardia affinché intervenga", conclude Piazzoni.
  • Sport, Arcigay scrive alle federazioni aderenti al Coni

    22 dicembre 2018 - "Il 4 maggio 2016 il 244° Consiglio Nazionale del Comitato Olimpico Nazionale Italiano ha modificato lo statuto inserendo fra i propri impegni la lotta contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale nello sport. Ma trascorsi più di due anni nessuna delle federazioni sportive aderenti al Coni ha recepito nel proprio statuto quella norma": lo denuncia Gabriele Piazzoni, segretario generale Arcigay, che ieri ha inviato una lettera alle federazioni per sollecitare quell'adeguamento. "Nella nostra società in mutamento - ha scritto Piazzoni - lo sport è un terreno decisivo dove costruire inclusione e rispetto verso ogni forma di differenza, dando pieno risalto a quei valori positivi che devono essere patrimonio di ogni atleta, migliorando la qualità della vita delle persone e costruendo un mondo più giusto.". "Negli anni - commenta ancora il segretario generale -  tanti e tante atlete si sono spesi personalmente per affermare il loro impegno nel contrasto di tutte le discriminazioni, comprese quelle per orientamento sessuale, aderendo a campagne e facendosi portavoce di messaggi importanti. Proprio in questi giorni i giocatori delle Zebre Rugby, squadra che esprime circa la metà dei giocatori della nazionale, assieme a quelli di Libera Rugby, hanno diffuso un calendario 2019, dal titolo Rainbow365, realizzato grazie al sostegno di Althea, che in maniera chiara prende una posizione sul tema e tenta di assolvere a una funzione formativa che è propria di tutti gli sport. Tuttavia le federazioni non hanno proceduto a formalizzare questo impegno tra i valori esplicitati nei propri statuti, come se il tema del contrasto alle discriminazioni, a tutte le discriminazioni, non dovesse essere al centro dei valori e dell'etica di chi pratica sport". "Per questo - scrive Piazzoni nella missiva - in occasione dell’approssimarsi del nuovo anno, siamo a chiedere" alle federazioni "di fare in modo che il 2019 sia l’anno in cui i principi enunciati nello statuto del Coni vengano finalmente recepiti pienamente negli statuti" affinché "il 2019 sia veramente un buon anno, un anno in cui tutti gli atleti, a prescindere dal proprio orientamento sessuale o identità di genere, possano dire con forza che quel campo da gioco, quello spogliatoio, quella squadra è pienamente e veramente casa loro.", conclude.
    Qui la lettera inviata alle federazioni.
  • Omofobia, due aggressioni in pochi giorni a Ragusa. Arcigay: “Violenza sfrontata”

    19 dicembre 2018 - "Quando i violenti, anziché scappare e temere la sanzione, reiterano le proprie prevaricazioni nello spazio pubblico, è segno che si sentono forti  e che c'è qualcosa nella politica e nella società che li legittima a sentirsi tali". Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay, commenta la notizia delle due aggressioni avvenute nell'arco di pochi giorni ai danni di persone omosessuali a Vittoria, nel Ragusano. La seconda ha coinvolto proprio la delegazione locale di Arcigay, che aveva appena lasciato l'incontro con il commissario prefettizio, convocato proprio per reagire al primo fatto violento. "Ciò che colpisce - prosegue Piazzoni - è la spavalderia con cui i violenti, nonostante la denuncia pubblica e la presa di posizione delle istituzioni, non arretrano ma anzi si impossessano degli spazi pubblici, come strade e piazze, rendendoli teatri delle loro scorribande. L'assenza totale di deterrenti, innanzitutto legislativi, unita a una propaganda  che eleva a politica l'omotransfobia, la misoginia e il razzismo, sono evidentemente ingredienti che stanno alla base di questi fatti. Al governo, che ci racconta di poter cancellare mafia e povertà a colpi di tweet, chiediamo la serietà di farsi carico innanzitutto della responsabilità di questo clima. Un passo in questa direzione, infatti, sarebbe già di per sé utile a ristabilire la differenza tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, fiaccando la sfrontataggine di chi è convinto  di godere del silenzioso appoggio di chi oggi occupa le posizioni di potere. Ai ragazzi aggrediti e al presidente di Arcigay Ragusa Igor Marco Garofalo - conclude Piazzoni - va tutta la nostra solidarietà".
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