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Riceviamo e pubblichiamo un articolo da un blog esterno sulla situazione dei locali commerciali. N.B. Il contenuto dell'articolo non è espressione del pensiero dell' Arcigay Napoli Antinoo.


Può capitare che in una fresca notte d’estate la vita ci ricordi di risiedere in una città detentrice di mal valorizzate ambizioni turistiche e che qualche sconsiderato italiano del nord scelga, spinto da chissà quale atavico e coraggioso spirito d’avventura, di programmare una parte delle sue vacanze nella nostro benemerito capoluogo partenopeo. Sovente, può succedere, che questo atipico turista possa condividere non solo lo spirito d’avventura e un sui generis gusto artistico, ma voglia trovare in una città come Napoli una condivisa movida GLBT.
Ciò per alcuni aspetti potrebbe avere delle caratteristiche peculiari per la nostra città. Non sono tante le città italiane o estere, che offrono un posto aperto e integrato col contesto cittadino come Piazza Bellini, che al di là degli ultimi fatti di intolleranza resta pur sempre un gioiello di integrazione per quanto riguarda la comunità omosessuale, non solo partenopea ma campana tutta. In tale corrispondenza e in presenza di turisti desiderosi di vivere tra l’arte varia anche la mondanità dei locali gay napoletani, sorge spontaneo fare delle differenze con le altre città italiane o estere e di tirare le somme dei risultati di tali considerazioni. Cosa offre la nostra città a un turista gay? Quali sono le alternative alle altre città italiane? Quali sono le nostre punte di diamante e quali le nostre pecche?
Può considerarsi valida un primo excursus sui locali. Ultimamente le alternative sono poche. A parte la mala organizzazione di questa o quella alternativa ai Freelovers, resta concreta un’analisi su ciò che viene offerto dalla principale organizzazione ludica glbt di Napoli. Quindici euro, sottolineo quindici, per un ingresso più consumazione nella ridente e forse un po’ arrangiata location dell’arenile di Napoli. La quale location, rispetto agli anni passati ha subito un vistoso ridimensionamento degli spazi e delle scenografie diventando metafora della scontata classificazione della volta celeste, non più divisa tra cielo maschile e femminile, ma che qui viene divisa tra etero e non etero. Quindici euro che, a onor di cronaca va detto, resteranno invariati sia se verranno proposte serate “evento” sia nel caso contrario, la serata non presenti alcuna speciale organizzazione.
Confrontiamolo con le altre città.
A Roma, con una media ponderata tra i sette e i tredici euro, puoi partecipare a serate dal giovedì alla domenica, prevista la consumazione, in locali con una sicuramente più notevole presenza quantitativa e con un’inconfutabile notorietà nazionale (in tre settimane solo il Village ha raggiunto le 50mila presenze). Si vedano locali dal nome come GayVillage (Giovedì sette euro con consumazione e Venerdì e Sabato tredici con consumazione), Alpheus (ingresso sette euro senza consumazione, ma prima consumazione a sette euro non obbligatoria), Alien (ingresso dodici euro con consumazione) e Muccassassina (con i suoi dodici euro con consumazione) o in alternativa – e molte città un’alternativa la offrono – Circolo degli artisti, solo di venerdì con i suoi dieci euro con consumazione; e poi Alibi (dieci euro con consumazione), fino ad arrivare al top della convenienza – ammesso che possa essere quella un’esigenza per un turista o per un autoctono – del free entry al Phag, usanza spesso sovvertita con la sopportabile quota di cinque euro cinque richiesta talvolta.
E che dire di Milano, nota città italiana con alti livelli di inflazione col sempre conseguente carovita. Cito nomi come: Billy club (diciotto euro con consumazione, ma con serate quasi sempre evento), oppure Kitsch (free entry fino alle 24) dodici euro con consumazione, ridotto universitari 10 euro, almeno ogni tanto c’è chi pensa pure a loro, visto che in molte delle città sopra citate risiede una nutrita comunità di studenti fuori sede. A Torino poi, tutti gli happy hours della domenica con cibo a volontà prevedono quote non superiori ai dieci euro e c’è anche, udite udite, la consumazione alcolica; dove, inoltre, le serate del venerdì sono sempre free entry e il sabato variano tra i dieci e i dodici euro. Parliamo anche di Bologna con l’istituzione del Cassero, dove gli ingressi variano dai cinque ai dieci euro con consumazione, spesso free entry per i tesserati arci e dove solo la serata ufficiale per il Bologna Pride, organizzata malissimo bisogna ribadirlo, ha raggiunto quota quindici euro ormai di norma a Napoli.
Può capitare che questi turisti, un po’ colpiti dalla semplicità dei nostri allestimenti e quindi assaliti da malinconici ricordi di trascorse adolescenziali feste di maturità, taluni invidiando la ormai persa freschezza dei diciassette anni tanto ben rappresentati dalla clientela partenopea, decidano comunque di divertirsi, di spendere soldi in consumazioni e bagordi, ma di vedersi abbassare la musica alle 4 di notte senza nessuna ragionevole motivazione.
Volendo tralasciare gli aspetti veniali della questione per soffermarsi su aspetti sicuramente più aulici della promozione socio-culturale, non certo aiutata da un prezzario tanto speculativo e indecente, si potrebbe porre l’accento sulla funzione sociale e d'integrazione che i locali gay dovrebbero avere, con lo scopo di aggregare, emancipare e far uscire allo scoperto; non si può che, anche involontariamente, sottolineare la totale assenza di politica glbt in Campania. Nessuna propaganda nei locali se non per sponsorizzare questa o quella offerta viaggio presso una o l’altra meta da pride. Non si può non suscitare il ragionevole dubbio che le questioni omosessuali a Napoli siano sentite solo come elemento speculativo o di promozione personale d’interessi e protagonismi, dimostrati da troppe associazioni con le stesse finalità, nessuna concorrenza nelle organizzazioni dei locali, poca chiarezza verso il pubblico subissato da messaggi pubblicitari altisonanti, sempre meno spesso corrispondenti a realtà. Può capitare così di trovarsi in una fallimentare serata al LoveVillage, dove suolo pubblico viene pubblicizzato per locale notturno con dubbie finalità da cruising, e dove ad un certo punto ti vedi arrivare una volante della polizia; dove, inoltre, entri gratis, ma non puoi uscire prima delle due se non pagando e se chiedi spiegazioni o chiarimenti ti senti cacciar via dal locale in malo modo, tranciando di una buona metà, la consistente presenza umana di dieci, dico dieci persone.

Se qui si è parlato solo di difetti e non di pregi, ci conforti che tali difetti e non pregi riguardano solo la capacità organizzativa delle associazioni partenopee; la bellezza della nostra città, in questa sede come in altre, non può e non viene minimamente confutata ed è in grado di ripagare un turista di tutte le emozioni auspicate. Il calore di molti di noi, cittadini residenti e non, diviene quasi un imperativo morale a sostituire dubbie pecche nella gestione dei servizi che se messi in dubbio, trovano risposta nella sempre appellata richiesta di libero arbitrio, espressa con la troppo abusata formula del “se non ti piace, non ci venire”. Noi napoletani che spendiamo soldi e che non ci arrocchiamo in rigide mentalità provinciali, che per lavoro o per diletto ci troviamo a decantare fuori dal napoletano le nostre possibilità, vorremmo finalmente veder valorizzate le nostre bellezze anche da più sensibili e oculate attenzioni organizzative e mondane. Il turista, consolato; a noi, quelli che restano, non rimane che di tornare in quei posti quando si può e di mettere in scena l’essenza dello spirito di un popolo che anche in questa occasione si attesta ogni fine settimana con: “Scurdammece o’passato, simme è Napule paisa’”.

Salvatore Cerullo      

Tratto da: http://la-trave.splinder.com/post/17978956/Speculiamo...

Commenti
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manlio converti  - W LA CENSURA     |12-08-2008 19:34:01
QUANTO SIETE INTELLIGENTI o CENSORI...

Non sono certo vecchio a 38 anni !! ma i locali gay sempre più di moda con un pubblico sempre più giovane in realtà sono una tremenda bolla di sapone. 1) tutte le persone old fascchion devono trovare altri modi per aggregarsi perché comunque anche piazza Bellini li ESCLUDE a priori )(cioè abbiamo piccoli e numerosi ghetti come scatole chiuse di amici gay ancora da scoprire( ) 2) tutte e persone giovani sono attratte dalla grande confusione della megadiscoteca ma in realtà lo fanno solo finché non diventano mature ed autonome e quindi abbandonano questi locali, l'età è sempre più bassa e il numero apparentemente maggiore perchégrazie ad ARCIGAY i giovani si accettano gay sempre prima! 3) Sarà però la politica e non l'associazionismo a creare nuove possibilità di aggregazione perché altriment i soldi alle associazioni chi li da'? 4) Arcigay ha un buon potenziale ma lo spreca con legami extraparlamentari... 5)La bolla sta per scoppiare: ecco perché altre realtà non partono solo UN POSTO con TANTI GIOVANI (cretini e con il burka in testa) può esistere in una città grande come Napoli 6) Non ci sono turisti a sostenere il mercato (carne fresca...) perché MAI NESSUN LOCALE HA PARTECIPATO AL GAYPRIDE! è questo è gravissimo!!! 7)I LOCALI SOSTENIBILI DA ARCIGAY DEVONO ANDARE AL GAYPRIDE ! lo stesso LOVE VILLAGE era il giorno del gaypride e questo è AUTOLESIONISTA ! MENO LOCALI più gaypride ! perché a NAPOLI NON C'E' il GAYPRIDE??? solo questo creerà il vero libero spirito e non andare a chiudersi in discoteca (fosse pure a gratis) 9) è tardi... ma mi pare di avere tracciato un quadro sufficiente... il punto 9 infatti e il punto 10 sono SOTTO CENSURA !
Simone   |12-08-2008 02:21:18
Caro/a (?) Medy, possiamo unirci in un gruppo di una decina di persone, prendere i giusti contatti con gestori di locali e organizzarci una nostra serata.

Diamo ad ognuno di questi una delega per occuparsi di un aspetto della serata (tipo musica, organizzazione, rapporti con il pubblico etc.).

Al di fuori del gruppo, coinvolgiamo quante più persone possibile, spingendole a finanziare l'operazione, promettendo, in caso di successo, una percentuale sul guadagno.

Esempio: il signor X mette 10€. Se la serata va bene, il signor X avrà indietro i suoi 10€ + 2€ di interessi. Così il signor X è interessato in prima persona affinché la serata abbia successo.

Ovviamente a seconda dell'incasso ci si muove, ma sono sicuro che se c'è un gruppo organizzativo molto bravo dietro e d'altro canto, c'è fiducia nella comunità, questo è un ottimo modo per far si che i gay si riescano a finanziare da soli, a lavorare e a guadagnare in proporzione all'investimento fatto.

Per quanto riguarda la proposta di boicottare la serata, la vedo un po' "idealistica".

Senza scoraggiare nessuno, i gay hanno bisogno di un luogo di aggregazione comunque e sarà difficile convincerli a non farli fuggire nella tana il sabato sera.
Si può provare, certo, ma quanti condividono il discorso che stiamo facendo qui, e quanti invece sono disposti ad accontentarsi pur di scopare?

Dunque siamo realisti e, se vogliamo davvero creare qualcosa di meglio, realizziamo!
Boigotto  - Boigottiamo   |11-08-2008 20:34:52
[size=large][/size][color=red][/color]RAGAZZI PUO' SEMBRARE UNA COSA BIZZARRA MA PROPONGO SABATO 23 AGOSTO 2008 COME "SERATA DEL BOIGOTTAGGIO". HO LETTO DAI VOSTRI COMMENTI, TANTA VOGLIA DI FARE E TANTISSIME BUONE INTENZIONI E COME DICE QUALCUNO A NOI MOLTO SIMPATICO "IL PAVIMENTO DELL'INFERNO E' LASTRICATO DI BUONE INTENZIONI". E ALLORA SCATENIAMOLO QUESTO INFERNO. SABATO 23 AGOSTO 2008, ORGANIZZATE UNA BELLA CENETTA FRA AMICI, CON DEL BUON VINO E BUONA MUSICA; USCITE A PRENDERE UN GELATO A MERGELLINA CON LE PERSONE CON CUI IN GENERE VI SBATTETE NEI LOCALI; ORGANIZZATEVI UN INCONTRO BOLLENTE CON QUALCUNO CHE DAVVERO POSSA FARVI TRASCORRERE UNA NOTTE INDIMENTICABILE; ANDATE AL CINEMA E CON QUEI 15EURO GUARDATE I DUE O TRE FILM CHE VI PIACCIONO DI PIU'; OPPURE, SEMPLICEMENTE STATE A CASA A LEGGERE UN BUON LIBRO; ANDATE IN PIAZZA BELLINI A BERE UNA BIRRA; ORGANIZZATEVI UN PARTY A CASA VOSTRA O SE PROPRIO SIETE IN CRISI DI ASTINENZA ANDATE A BALLARE A ROMA....MA VI PREGO NON ANDATE A BALLARE A NAPOLI. FACCIAMO QUALCOSA DI CONCRETO E SENTIRANNO COME POSSIAMO SMUOVERE LE ACQUE.SECONDO ME DEVONO AVVERTIRE ANCHE SOLO SUPERFICIALMENTE LA PAURA DI NON POTER CONTINUARE A SPECULARE, ED E' PER QUESTO CHE VI DO' DUE SETTIMANE DI TEMPO PER DIFFONDERE QUESTO MESSAGGIO, PER SCRIVERLO NELLA VOSTRA HEADLINE DI MSN O COMUNICARLO AI VOSTRI AMICI PIU' STRETTI...INSOMMA RAGAZZI NON MI SEMBRA UNO SFORZO COSI' ECCESSIVO...NON DOVRETE SPENDERE SOLDI, ANZI RISPARMIARLI!!!DUE SETTIMANE PER BOIGOTTARE...SPERO RIUSCIRETE A CAPIRNE IL SENSO E LO SCOPO...PROVIAMO A VEDERE COSA SUCCEDE! BACI A TUTTI
Medy   |11-08-2008 19:28:25
Simone, sono assolutamente d'accordo su ciò che hai scritto nei tuoi ultimi commenti e vedo che in fondo anche tu credi che ci sia una certa funzione sociale "nobile" che i luoghi di ritrovo per glbt hanno prima di tutto. Ed è proprio per essa che tutta l'economia che può girare intorno al divertimento gay dovrebbe essere reinvestita per la comunità stessa. Immagino, anche se non ho mai partecipato attivamente alle iniziative di alcuna associazione (ed è una colpa ne sono consapevole), che finanziare qualsiasi cosa seria, che sia un pride o anche una mostra, non sia cosa da poco. Per diversi motivi: in Italia non esiste una vera lobby gay, e questo è un danno. Inoltre chi potrebbe, e moralmente dovrebbe, mettere i soldi in tasca e agire per la comunità, se ne strafrega (basta pensare che la moda è forse l'industria più importante del belpaese...). Inoltre le nostre battaglie nella nostra bella Italia, non sono ritenute sufficientemente degne e prioritarie da meritare anche un blando aiuto da parte delle autorità pubbliche. Da ciò la mia convinzione che l'autofinanziamento è assolutamente necessario attraverso l'impegno delle associazioni anche nel campo ricreativo. Per me davverop non ha senso che si contribuisca all'arricchimento di una sola persona che non si degna neanche di allestire un carro per i pride. Quindi sì, è proprio così, i gay per i gay, dobbiamo lavorare per noi!!!
Mitsui  - ...     |11-08-2008 14:55:26
Ehm, possiamo leggere almeno privatamente l'intervento di Manlio, però? Se era indirizzato a me sarei molto curioso di sapere cosa ci sia scritto. Ad ogni modo i vostri commenti qui e sul mio blog diretto, da cui è tratto il pezzo, mi hanno dato nuovi spunti di riflessioni... vacanze, lavoro e straordinari mi stanno togliendo un pò di lucidità per rispondere concretamente al bel dibattito che sta suscitando ciò che ho scritto: qui si fa un'oculata analisi di mercato, mentre sul mio blog viene più o meno apertamente criticata l'utilità di certe associazioni... credo che almeno qualcosa di buono ne sia uscito, non mi aspettavo che tante persone avessero qualcosa da dire in merito... continuate!!!
Giuseppe   |11-08-2008 17:07:11
avatar Caro Mitsui.
Personalmente non mi va di inviare privatamente un commento. Questo è un posto libero dove tutti possono scrivere e di conseguenza tutti devono avere il diritto di leggere.

Riguardo il Dott. Manlio:
Se Manlio vuole può inviare nuovamente il commento evitando di fare pubblicità a un partito politico.

Grazie.
Giuseppe  - X Manlio   |11-08-2008 03:06:25
avatar Carissimo Manlio, l'articolo verte sulle attività ricreative, no sul partecipare a QUEL partito politico, per questo non accetto il tuo post. La prox volte non avviserò. Se vuoi riproponi il tuo commento ma SOLO sulle attività ricreative. Grazie.
Simone   |09-08-2008 15:53:14
Caro Frang,
da ciò che leggo, deduco che il problema si può vedere in forme diverse, da diverse prospettive.

Da un analisi semplicistica, direi addirittura scontata, appare ovvio che se un'impresa offre un servizio scadente ad un prezzo maggiore, il consumatore si orienta verso un'altra impresa che offre magari lo stesso servizio, magari qualitativamente migliore, ad un prezzo minore.

Da quanto osservo, se questa facile legge di mercato valesse anche a Napoli, i freelovers avrebbero chiuso già da un pezzo.

Credo quindi, andando più in profondità, che ci sia una mistificazione di fondo nell'individuazione del servizio. Non stiamo parlando di soddisfare il bisogno di divertirsi e svagarsi il sabato sera, ma del bisogno di ogni gay, lesbica, bisex e trans, di sentirsi parte di una comunità, stringere relazioni, scopare.

I "locali gay" quindi cessano di essere luoghi del divertimento, ma luoghi di aggregazione e da rivestire un ruolo accessorio, secondario, hanno una funzione primaria, irrinunciabile, nella vita di ogni GLBT. Se l'uomo è un animale sociale, è in continua ricerca di suoi simili e a Napoli lo può fare soltanto andando da Vania & soci.

Dunque solo in questo senso, possiamo leggere la problematica, non dal punto di vista economico, ma sociale; dunque possiamo e dobbiamo politicamente agire con ogni mezzo a disposizione per trovare una soluzione.

I luoghi dell'associazione non ci bastano: abbiamo bisogno di luoghi neutri, nei quali a breve termine sia possibile aggregarci, stare insieme e conoscerci.

Non ci sono altre scusanti: siamo solo noi GLBT a dover risolvere da soli il problema.

La vera speculazione non è sul prezzo (da 13€ a 15€) ma è dare un costo alla libertà.
In quest'ottica non siamo solo uomini e donne in cerca di divertimento il sabato sera, ma vera e propria merce di scambio, dove una problematica sociale come quella dell'integrazione e inclusione all'interno della società, ci viene ritorta contro e utilizzata al fine di produrre ricavi pazzeschi.

Chi andrebbe più da Vania se potesse conoscere ragazzi anche al di fuori dell'Arenile?

Un esperimento in questo senso è piazza Bellini, che diventa un luogo per la comunità, dove i gay vanno senza essere poi "utilizzati" per scopi di cassa.

Questa può essere una soluzione a lungo termine: portare piazza Bellini fuori piazza Bellini e fare di Napoli una grande piazza Bellini, dove poterci integrare e vivere con serenità e armonia, essere gay alla luce del sole.

A breve termine credo che vale la proposta di Medy: i gay per i gay, costruirci noi delle serate, costruire noi i nostri luoghi di aggregazione, lavorare noi per noi.

Il problema della concorrenza sleale, della camorra, come ho già detto, è un problema secondario, che appartiene al mondo degli affari. Qui si parla della nostra vita, e se non siamo noi a decidere come viverla, resteremo solo cavie da laboratorio, sacchetti di plastica, che quando non servono più si gettano via, magari alle quattro del mattino, alla fine della serata.
Frang   |09-08-2008 14:35:29
Caro Simone,
io credo che il problema non sia organizzare. Il problema di base è uno... chi fa le serate vuole stare solo lui a tutti i costi.
Fateci caso... inaugurazione del Love Village e i Freelovers invitano Loredana Berté, un personaggio molto forte per bruciare l'inaugurazione di una nuova proposta ricreativa e sociale nel territorio partenopeo.
I freelovers che ricevono le liste solo in due ore del sabato sera, invece in quell'occasione i pr erano in pz bellini a fare le prevendite dei biglietti... costo 20euro (e non 15), serata aperta anche ad etero sessuali (però i buttafuori nella serate "normali" se ti identificano come etero - chi sà in che modo! - non ti fanno entrare)
Simone tu che sembri più preparato in economia se il biglietto costa 5 euro di più, e non c'è una restrizione sulla clientela significa che il personaggio è venuto a fare un botto, tale da provocare più una perdita che un guadagno.
Però il risultato è stato che poi il LoveVillage è andato male.

Quindi si capisce perfettamente in che posizioni di combattimento stanno certe persone.
I ragazzini stupidi diranno "che bello, è una grande ha invitato la Berté" e non se ne rendono conto che quella grande ha stroncato la possibilità di dare alla comunità LGBT la possibilità di scegliere. Ovviamente c'è da dire che più locali ci sono su un territorio più poi c'è una certa sensibilizzazione della gente e c'è anche più forza... Il risultato è stato che i napoletani hanno perso il Kapsula.

Quindi caro Simone e company, arcigay, kapsula2, o chi vi pare, il problema non è organizzare le serate, ma è di combattere il gioco sporco di chi vuole predominare la comunità gaia.

Io credo che sia una cosa stupenda che arcigay napoli ha dato spazio a questo articolo e lascia commentare la gente...

La cosa più brutta è che mentre noi stiamo criticando chi oggi specula, la gente pensa che sia la dea dei gay di napoli.
Giuseppe   |09-08-2008 14:04:37
avatar A Catania (dal sito principale):

PEGASO'S ESTATE: sabato €13,00 consumazione inclusa, animazione by guys angels, grande piscina, ricco programma di giochi in piscina.
Simone  - A Medy   |09-08-2008 13:15:17
Sono d'accordo Medy. Come ti ho già scritto, proponi al direttivo di Arcigay Napoli un ciclo di serate gay e un piano concreto di finanziamento delle stesse.
Medy   |09-08-2008 01:48:24
Non saprei Simone, ma resto sempre dell'idea che l'unico modo per dare un senso a queste serate sia quello di collegarle in qualche modo alle attività delle associazioni. Allora invece di fare l'ennesimo tentativo di concorrenza, poichè più di un certo numero di persone non si riuscirà ad attrarre sempre e comunque (e non so se c'è spazio per una vera alternativa), dal mio punto di vista dovrebbero essere quindi le associazioni stesse ad impegnarsi anche in attività ricreative. Sono le uniche (o meglio l'unica, in quanto ritengo Arcigay la sola in grado sul territorio) che possono dar vita a serate ed eventi duraturi e che possano divenire di riferimento e di garanzia per la collettività lgbt napoletana.
Simone  - re:   |09-08-2008 01:33:35
[quote=medy]Non me l'hanno pubblicato e nn capisco perchè, comunque avevo scritto:

Mi dispiace simone ma proprio non sono d'accordo. Il fatto che Napoli rappresenti l'eccezione, la sola eccezione, credo possa darmi ragione. Per me non c'è alcuna giustificazione in quel prezzo, è esagerato e basta! Dire che è marginale la funzione d'integrazione di un locale gay non nega l'esistenza di tale funzione (seppur secondaria ok).
Così come sarebbe falso negare l'evidenza di come chi generalmente "frequenta" abbia poi in seguito meno problemi ad esporsi al resto del mondo facendo un favore a sè stesso e al resto della comunità dandosi visibilità.
Per questo direi che ad esempio a Roma, così come dovrebbe essere logico, ad organizzare serate ed eventi sono le stesse associazioni lgbt che si affacciano prima di tutto alla politica, e che (almeno ufficialmente) non hanno alcun interesse economico.
Ciò basta a mantenere i prezzi contenuti. Associazionismo e divertimento, per me, in una realtà come quella di Napoli non dovrebbero camminare su due binari differenti. Saluti[/quote]

Beh ti faccio presente che arcigay è presente nel circuito ricreativo napoletano con 2 locali: il Depot e il Blue Angel.

Credo che - e magari qualcuno del direttivo te lo può confermare - se a Napoli l'arcigay non ha trovato un modo di finanziarsi tramite un proprio locale, sia colpa prevalentemente della mancanza di persone che fisicamente portino avanti quel progetto.

Da quanto vedo, credo che hai idee molto valide in questo senso, dunque ti sprono a presentarle al direttivo dell'arcigay e a cercare di realizzarle.

Continuare a lamentarsi che - Napoli è cara e Roma no, quindi è meglio andare a Roma, quindi fuggiamo a Roma, quindi è colpa di Vania se fa i prezzi troppo alti ed è colpa sua se emigriamo, quindi etc etc etc... - è da folli.

L'unico modo per far calare i prezzi è quello di creare concorrenza.
Oppure - se proprio non vi sentite imprenditori - non accettate passivamente l'aumento dei costi, boicottate le serate, scioperate davanti ai cancelli, chiamate la CGIL, alla fine Vania pur dovrà calare i prezzi per non andare in perdita.
Kimberly  - Napoli... che me...   |09-08-2008 00:05:10
Bè il porblema per me non ci sarà piu.Tra poco mi trasferisco a roma.
DOvrebbero diminuire i prezzi, non se ne può piu di questi 15 euro per stare in uno spazio ristretto come l arenile con quella solita musica HOUSE che ti stona le orecchie.
Francesco   |08-08-2008 19:23:04
Sono perfettamente d'accordo con te...napoli deve sempre distinguersi dalla altre città italiane....nn solo paghiamo 15 euro...ma nn ci vengono offerte nemmeno serate una diversa dalle altre....x nn parlare della musica poi...sempre la stessa....c'è bisogno di un'ammodernamento...speriamo ke kuesto avvenga presto...
Simone  - A Fraig   |08-08-2008 16:29:52
Come hai detto tu, sfruttano una posizione di monopolio e fanno una legittima speculazione sui prezzi.

Hanno fatto un analisi di mercato e hanno visto che per quel determinato servizio, aumentare di 3€ il biglietto per entrare in discoteca avrebbe portato un ricavo maggiore di qualche perdita fisiologica di clienti scontenti che, causa aumento prezzi, non comprano più.

In termini tecnici hanno visto che la cardinalità dell'insieme dei clienti che, malgrado l'incremento, sono pronti a comprare comunque (ICC), moltiplicata per 15€ è più grande della somma delle cardinalità dell'insieme precendente con quella dell'insieme dei clienti persi (ICP), moltiplicata per 12€.

ICC * 15€ > (ICC+ICP) * 12€

Già ti ho detto che condivido la forma del ragionamento. Ti spiego come fare per cambiare concretamente la situazione.

Leggo commenti di tante persone che la pensano come noi, ossia che a Napoli bisogna cambiare la situazione in ambito ricreativo. Bene.

1. Mettiamo su una Società a Responsabilità Limitata (versando 3.000€/X dove x=numero di soci) ad esempio "GayLiberty srl".

2. Prendiamo contatti con un locale (tipo edenlandia o l'arenile) per organizzare una serata.

3. Coinvolgiamo qualsiasi gay, lesbica, etero o bisex che può essere interessato ad organizzare delle serate.

4. Fissiamo il costo della serata a 10€.

5. Facciamo la serata.

Dunque abbiamo raggiunto il nostro obiettivo: anche i freelovers o il Kapsula o il pingopallino dovranno adeguarsi al nuovo concorrente sul mercato, o aumentando la qualità del servizio, o diminuendo la quota partecipativa.

Perché? Perché aumenterebbe quel famoso insieme dei clienti persi (ICP) andando a sbilanciare quella famosa disequazione a loro svantaggio.

Per quanto riguarda l'altra questione che hai sollevato - ossia l'evasione fiscale - è compito di ogni cittadino riportare alle autorità danni economici di questo tipo: chi non paga l'IVA e le tasse procura un danno a tutta la collettività. Dunque se non ti vogliono fare lo scontrino o emettere fattura, da bravo cittadino, chiama i carabinieri o la guardia di finanza.
Giuseppe   |08-08-2008 19:40:00
avatar Ciao Simone =)
Faccio solo notare che una SRL per essere costituita deve avere un capitale sociale di 10mila euro.
Simone   |09-08-2008 01:18:08
Scusami Giuseppe,
in realtà al momento della costituzione della srl, la normativa prevede che bisogna versare almeno il 25% del capitale sociale minimo (10.000€), dunque la cifra corretta sarebbe 2.500€ e non 3.000€ come avevo erroneamente approssimato
Giuseppe   |09-08-2008 07:49:50
avatar ah Simone
questo particolare non lo sapevo, buono a sapersi.
Grazie
Simone   |09-08-2008 15:07:57
Eheheh figurati... comunque ho chiesto ad un amico che fa economia aziendale e mi ha detto che la vecchia normativa prevedeva un conferimento alla costituzione dei 3/10 del capitale sociale (quindi proprio 3.000€), oggi la nuova regolamentazione prevede un conferimento del 25% (dunque 2.500€). Però se aggiungi a questa cifra le spese accessorie (notaio, apertura conto etc.) si finisce sempre sui 3.000€
medy   |08-08-2008 15:13:21
Sul blog dell'autore è in corso una discussione molto accesa sull'argomento cmq
Simone  - A Medy   |08-08-2008 11:44:03
E' proprio in quella frase che non mi ritrovo: "i locali non possono - e non devono avere una funzione sociale."

O meglio, i locali possono avere una funzione marginale nel far integrare, emancipare, ma non esserne i fautori.

Mi spiego: quando tu vai in un locale, paghi, scambi moneta corrente comprando la possibilità di vivere per 3-4 ore in un mondo fantastico, in cui sei perfettamente emancipato e puoi fare quello che vuoi.

E' come se un entità che possiamo chiamare "capitale" ti dicesse: dammi 15€ e io ti darò 4 ore di libertà. E tu glieli dai perché magari è la via più facile - a breve termine - per ottenere ciò che vuoi.

E' logico che ciò porta all'assuefazione di gran parte dei gay: come la droga porta a vivere in un mondo fantastico, ma irreale, distraendoti dai veri problemi che comunque hai, anche il locale gay ti porta a comprarti molto facilmente - e a buon mercato - una tua emancipazione che sarebbe faticoso lottare per averla.

Penso che invece il ruolo di emancipare, di integrare e fare uscire allo scoperto, competa a tutto il mondo gay come gruppo, che in sé trova la forza di riconoscersi, legittimarsi, emanciparsi. Dunque alle associazioni.

Per quanto riguarda "la questione dei 15€" resto del parere ancora una volta che il prezzo in ogni caso lo fa il mercato.

Dunque 15€ saranno il prezzo più basso - sul mercato di Napoli - per ottenere lo stesso servizio o prestazione che sia.

Ci sono però dei casi in cui accadono "vizi di concorrenza": ad esempio accade che i petrolieri "fanno cartello" quindi fanno salire la benzina in tutte le pompe contemporaneamente, unicamente per guadagnarci tutti e di più.

Nel caso di Napoli invece è risaputo che c'è molta più criminalità e slealtà, e quindi per un locale è più difficile - in questo senso - fare vera concorrenza senza essere minacciato e costretto magari a non far calare i guadagni del prepotente di turno.
Frang   |08-08-2008 15:23:45
Ciao Simone,

Può essere che si tratta di legge di mercato... ma in ogni modo quando viene sfruttata una situazione di "monopolio" avviene la speculazione.

Dal De Mauro:
Speculazione = attività, azione intesa a conseguire un vantaggio personale sfruttando senza scrupoli una situazione sfavorevole ad altri.

Quindi oltre ad avere il prezzo più alto, questo dall'anno scorso è anche aumentato (da 12 a 15euro), il servizio è sempre lo stesso (quindi chi gestisce la serata incassa più soldi, parliamo di 300euro in più ogni 100persone a sera - da più di un anno!).

Il servizio è lo stesso, lo scontrino non te lo danno (e per legge è obbligatorio: pena la chiusura dell'attività commerciale). Cosa succede? il prezzo aumenta.

Quindi si dà a mangiare un'attività illegale "e a tutti sta bene" perché se vuoi andare a ballare in un locale gay di sabato o vai lì o puoi anche restare a casa.

Ti ripeto la definizione del De Mauro:
Speculazione = attività, azione intesa a conseguire un vantaggio personale sfruttando senza scrupoli una situazione sfavorevole ad altri.

E sappiamo tutti che per i ragazzi la discoteca è come il pane. Io la "legge di mercato" non la vedo.
medy   |08-08-2008 17:01:35
Non me l'hanno pubblicato e nn capisco perchè, comunque avevo scritto:

Mi dispiace simone ma proprio non sono d'accordo. Il fatto che Napoli rappresenti l'eccezione, la sola eccezione, credo possa darmi ragione. Per me non c'è alcuna giustificazione in quel prezzo, è esagerato e basta! Dire che è marginale la funzione d'integrazione di un locale gay non nega l'esistenza di tale funzione (seppur secondaria ok).
Così come sarebbe falso negare l'evidenza di come chi generalmente "frequenta" abbia poi in seguito meno problemi ad esporsi al resto del mondo facendo un favore a sè stesso e al resto della comunità dandosi visibilità.
Per questo direi che ad esempio a Roma, così come dovrebbe essere logico, ad organizzare serate ed eventi sono le stesse associazioni lgbt che si affacciano prima di tutto alla politica, e che (almeno ufficialmente) non hanno alcun interesse economico.
Ciò basta a mantenere i prezzi contenuti. Associazionismo e divertimento, per me, in una realtà come quella di Napoli non dovrebbero camminare su due binari differenti. Saluti
Giuseppe   |08-08-2008 17:22:07
avatar Ciao Medy
Mea culpa... mi è sfuggito il commento mentre controllavo
Bye
medy   |08-08-2008 02:16:56
A Simone.
Ok questa è la regola del mercato, ma nell'articolo c'è una frase che dovrebbe far decadere almeno in parte alcune regole che varrebbero in ogni altro caso, ma non in questo. Copio e incollo:
"si potrebbe porre l’accento sulla funzione sociale e d'integrazione che i locali gay dovrebbero avere, con lo scopo di aggregare, emancipare e far uscire allo scoperto".

è una frase sacrosanta, altrimenti creiamo ghetti al solo scopo di trovare la scopata della sera? Di sicuro non agevoli altre finalità imponendo un prezzo difficilmente accessibile per gran parte di ragazzi, studenti e persone con meno possibiltà di altre. E cmq anche qui gli esempi sono numerosi. Si cita Torino, dove la concorrenza e ancor minore che a Napoli e dove sicuramente le possibilità economiche della clientela sono di gran lunga superiori. Bhe rileggiti quanto costa andare a ballare o a un happy hour di Torino. L'alpheus di Roma quando è venuta a cadere la concorrenza dell'Alien (l'unica paragonabile direi) non s'è sognata di toccare i suoi favolosissimi 7 euro per l'entrata, e direi ecc ecc. Il titolo Speculiamo ci sta tutto dire...

per quanto riguarda le associazioni, beh mi trovi d'accordo sull'arci. ovvio spesso e volentieri sono anche critico con loro, ma non è paragonabile con altre pagliacciate nate negli utlimi anni...
********   |07-08-2008 23:04:46
io nn so ke dire!!!
è normale ke dovunque ti muovi
devi aprire il portafoglio!!!
la concorrenza dei locali a napoli nn funziona (IL KAPSULA è fallito!!! NO COMMENT, ora gli ex PR + i Suerte ci riprovano cn il LIDO RIVA di mercoledì, ma secondo me con gli stessi risultati!!! voi ke dite???).....il monopolio oramai c'è l'ha freelovers!!!
l'arcigay!!! parlo da esterno nn ancora iscritto ma lo farò!!! funziona + ke bene!!!!
un bacio a tutti!!!!!!!!!!
amedeo   |07-08-2008 16:08:04
penso non abbia citato torre del lago per il semplice motivo che faceva una comparazione tra le grandi città italiane! tutto vero comunque...
Simone   |07-08-2008 16:05:38
Condivido pienamente la forma del discorso: una critica accesa sulla scena gay napoletana, su alcuni locali e talune associazioni.

Non posso dire, in eugual modo, di condividere la sostanza:

-riguardo alla polemica sulla spesa per entrare nei locali, messa a confronto con quelle di altre realtà italiane, non penso sia utile criticare ciò che non si può cambiare. Mi spiego: il valore di un certo oggetto, o di un certo servizio, lo fa sempre il mercato. E' logico che se oggi costa 15€ entrare in un locale gay, è perché sul mercato di Napoli non c'è nessun altro che offre quello stesso servizio ad un prezzo minore. Dunque, l'unico modo per farci qualcosa non è dare aria alla bocca o alle dita, ma entrare sul mercato e proporre quello stesso servizio ad un prezzo minore.

-riguardo invece la polemica sulle associazioni, la condivido in parte. E' vero: purtroppo in Italia - e specialmente a Napoli - l'obiettivo del politico è il proprio stipedio e non il bene comune. D'altro canto faccio notare che fare politica glbt in Campania in maniera gratuita e solidale ha come obiettivo il proprio stipendio, nel senso che si rischia solo di rimetterci - e non solo di soldi. A parte qualche cremina, non espressione sincera della comunità gay - ma di partiti politici che magari vedono nei gay propri elettori - credo che in generale possiamo dire che l'associazionismo gay di Napoli funziona, e bene.
Frang   |07-08-2008 22:33:28
Per il punto 1... è questo il motivo per cui l'articolo si chiama "Speculiamo...". Ma cmq c'è stato anche il Kapsula che faceva belle serate a volte anche a ingresso gratuito oppure ci si poteva mettere in lista in qualsiasi giorno (come succede in altri locali di Italia)... Aumentata la concorrenza... i freelovers da 12 euro passarono a 15 euro... e il servizio è rimasto lo stesso...
Frang  - Hai dimenticato Torre del Lago...   |07-08-2008 15:41:39
A Torre del Lago, che è la meta gay lesbo e trans di Italia, l'entrata nelle discoteche è gratuita... in una sera puoi andare in tutte le discoteche entrare e uscire liberamente... e in quei locali nel periodo estivo ci trovi persone da diverse città di Italia oltre ai numerosi stranieri.
ANONIMOOOO  - BRAVO   |07-08-2008 13:53:21
Alziamo la voce, mi so stancato di emigrare per passare una serata decente! saluti a tutti
Cristina   |06-08-2008 23:03:30
Non mi deludi mai, con te vado sempre sul sicuro: hai espresso cose giustissime in un linguaggio tecnico e molto ben fornito di dettagli, senza però annoiare. Concordo e sottolineo la vergogna del fatto che in una metropoli come la nostra non vi sia una vera concorrenza, per motivi che purtroppo conosciamo bene... E' la concorrenza che offre di più a prezzi convenienti, questa è la mano invisibile del mercato, ma di sicuro le istituzioni possono fare molto nel fissare un tetto massimo di prezzo del biglietto d'ingresso. Mentre le stesse istituzioni non hanno, o meglio non usano il potere necessario per debellare certe forme di imposizione da parte di alcuni gestori, e puntini puntini... Tornando al discorso di Napoli, be' io sono fiduciosa e credo che man mano, anche se più lentamente di altre città, la comunità gay si stia inserendo nel mondo dei cosiddetti "normali". Ad ogni modo mi auguro che gli omosessuali, per ribadire i loro diritti, non ricorrano a gesti eccessivi e ad immagini troppo forti che altrimenti produrrebbero un effetto contrario sulle persone che già nutrono timore verso un mondo che non conoscono.
Anonimo  - bhe...   |05-08-2008 04:59:13
condivido appieno lo spirito dell'articolo... allora una domanda sorge spontanea... perchè non cambiare?!
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