Giovedì 09 Settembre 2010
 
 
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Il 4 febbraio 2009 il Ministro della Gioventù Giorgia Meloni ha ricevuto una delegazione di Arcigay per un primo incontro istituzionale. Erano presenti Aurelio Mancuso, Presidente nazionale, Fabio Saccà, Responsabile della Rete Arcigay Giovani e Rebecca Zini, della Segreteria nazionale.

È stato un incontro cordiale, di conoscenza e di approfondimento.

Il Ministro è stato disponibile ad ascoltare la realtà delle condizioni di vita dei giovani lesbiche e gay, approfondendo l'esperienza che Arcigay conduce sul territorio e a livello internazionale nella promozione di servizi inclusivi rivolti ai giovani.

Abbiamo spiegato che il problema dell'omofobia riguarda tutti i giovani d'Italia, indipendentemente dal loro orientamento sessuale, e che questo è un tema che necessita l'attenzione del Ministro della Gioventù. Abbiamo chiesto che nello sviluppo di tutte politiche giovanili siano inclusi e riconosciuti i bisogni e le necessità dei giovani omosessuali.

Faremo col Ministero successivi approfondimenti sulle modalità con cui attuare questi propositi in alcune iniziative.

Il Ministro Meloni è stata invitata al Primo Convegno Nazionale sul disagio dei giovani omosessuali che si terrà all'interno delle iniziative del Genova Pride 2008.

Durante l'incontro sono stati presentati i dati più recenti sulla condizione dei giovani omosessuali in Italia.

In base a ricerche delle principali istituzioni italiane, oltre l'80% dei giovani omosessuali ha pensato al suicidio, e il 20% lo ha tentato (fonte: Ricerca Università degli Studi di Padova).

I principali episodi di discriminazione dei giovani omosessuali avviene a scuola (61,2%) e in famiglia (51,2%) (fonte: Report Europeo IGLYO).

Il 53% degli studenti sente pronunciare a scuola parole di offesa e insulto verso le persone omosessuali, e il 10% ha assistito a episodi di offesa o violenza nei confronti di studenti che sono o sono ritenuti omosessuali (fonte: Progetto Arcigay Schoolmates).

Infine il 18% delle vittime di bullismo è omosessuale e solo l'11,4% dei coetanei intervengono in loro difesa.

Di ulteriore attenzione è l'area delle molestie online, laddove i giovani omosessuali sono le vittime predilette dai molestatori e sono più disponibili a confidarsi e ad esporsi con sconosciuti per parlare dei dubbi che provano (fonte: Report Eurispes-Telefono Azzurro 2008).

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