Mercoledì 08 Febbraio 2012
 
 
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Violenze contro lesbiche in Sudafrica. Per guarirle. PDF Stampa E-mail
C'è ancora tanto da riflettere. . . dall'Italia all'Africa un mondo da difendere
Dalla redazione Rosa
Leggendo su alcuni siti notizie inerenti al mondo omosessuale si può capire e non comprendere che la violenza, quella vera, è una, sola e unica cosa anche se viene esercitata sotto diversi aspetti. La violenza verbale a quella fisica è arrivata a punti davvero vertiginosi per non parlare della violenza contro il "diverso".

Tutto fa pensare che chi esercita violenza contro un omosessuale può esercitare la stessa violenza contro una persona di colore, contro un barbone, insomma contro tutto e tutti. Ho letto una recensione sul Guardian di una nota giornalista lesbica inglese che ha trattato un argomento a dir poco sconvolgente
su quanto accade in Africa alle donne lesbiche, soprattutto su quelle più giovani. Un rapporto della Commissione per i diritti umani di Pretoria denuncia le frequenti violenze subite dai bambini a scuola. Il Sudafrica è uno dei paesi con il tasso di criminalità più alto al mondo. Ogni anno vengono denunciati circa 50.000 stupri. Il rapporto sostiene che le scuole sono il principale luogo in cui avvengono crimini e violenze fisiche e psicologiche sui bambini. Anche le violenze sessuali sulle giovani sono frequentissime. Da parte di compagni e insegnanti. E i bambini giocano a “stuprami stuprami”, si fingono
vittime o autori di violenze,” un gioco che dimostra il livello raggiunto nella brutalizzazione dei bambini e quanto sia endemica la violenza sessuale in Sudafrica», afferma la Commissione. E’ sempre più comune è lo “stupro correttivo” di ragazze lesbiche. I ragazzi spiegano che vogliono “renderle eterosessuali”.

Il 3 marzo, a Johannesburg c’è stata una manifestazione dopo che una ragazza era stata assalita in una stazione di taxi perché indossava una minigonna. La ragazza ha accusato i tassisti di averla toccata e di averle strappato i vestiti, mentre le versavano alcolici sulla testa e sul viso e lainsultavano. Un tassista ventenne, Thulani Nhlapho, intervistato dall’agenzia Afp, ha spiegato: «Se indossi una minigonna, dai l’impressione di voler essere stuprata».
Redi Direko, popolare presentatrice alla radio, lei stessa in passato vittima di abusi da parte di un tassista, ha detto: «Le bambine vengono stuprate, le nonne vengono stuprate. Quando è successo a me avevo 13 anni e indossavo la divisa della scuola».