Mercoledì 08 Febbraio 2012
 
 
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Aids, in Italia sono 120mila i sieropositivi PDF Stampa E-mail

Sono cifre che mettono paura quelle diffuse durante la conferenza stampa di presentazione dello studio Adone sui malati di Aids in Italia: sembra che nel nostro paese siano ben 120mila i sieropositivi al virus dell'Hiv, e circa 30mila di loro non sanno di avere contratto la malattia.

Secondo Andrea Antinori, direttore del reparto di Malattie Infettive allo "Spallanzani" di Roma che ha curato lo studio Adone (mirato ad analizzare i risultati ottenuti con la terapia Atripla, un antiretrovirale in mono somministrazione quotidiana), "molti di questi scoprono di avere contratto il virus in fase avanzata. Gli inconsapevoli sono tanti, ed è un dato che dobbiamo cercare di diminuire.

Il test è molto importante, ed è un dovere civile farlo. E' l'unico modo, inoltre, per tenere sotto controllo il virus". "Il test - prosegue Antinori - è gratuito ed efficace, e soprattutto sicuro ed anonimo, Oggi l'aspettativa di vita di un malato può raggiungere i 50 anni per un paziente giovane", il ché significa che sono stati fatti notevoli passi in avanti nella ricerca per la cura della malattia del secolo.

"I nuovi infetti - continua il medico - hanno un'età più adulta, mentre le donne sono circa un terzo del totale".

Ma come si trasmette il virus? "Quasi esclusivamente per via sessuale - dice il direttore - La questione è cambiata rispetto agli anni ottanta, quando l'uso di sostanze stupefacenti per via endovenosa era correlato a gran parte delle trasmissioni del virus dell'Hiv. Oggi, invece, i tossicodipendenti sono meno del 10% dei nuovi infetti".