Cultura

BARCOLLANDO BARCOLLANDO CON…

GERRY DANESI

- aperitivo con l'autore al Barcollo Lounge Bar -
Vico Satriano 8Bis

Napoli

Mercoledì 29 aprile 2015
h19.30

Claudio Finelli & Lucilla Nele
presentano
Filo Spinato
di Gerry Danesi



Sul filo incrinato, su un "filo spinato", corrono storie: storie quotidiane stralciate dalle pagine dei giornali, storie di sguardi che s'intrecciano per strada, di amori malati, di dolore, di morte, di madri che piangono e tacciono, di figli traditi, di delusione e noia fitta. Vicende ferite avviluppate al grilletto di una rivoltella.
La poesia di Gerry Danesi riflette il male e lo dipinge sul confine di una Napoli opaca, che si piega al senso del peccato ma che guarda il cielo, incantata dal mistero. I versi incespicano nel ritmo crudo della pagina, esplorano il cuore del mondo informe, si fanno ferruginosi e dopo alati, simili al tempo sincopato della nostra vita, che a volte si ferma in cerca di spazio, di silenzio. Forse di significato.

Ingresso Libero.

in collaborazione con Arcigay Napoli e Arcigay Campania

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Strane Copppie 2015/3

Identità

W.H. Auden vs. Sandro Penna

Con Elio Pecora e Franco Buffoni
Coordinano Antonella Cilento e Claudio Finelli

Giovedì 23 aprile 2015 ore 18.00
Book Area Healthy - Via Merliani 118 Napoli (Vomero)

Ingresso libero

E' la poesia la protagonista del terzo appuntamento di  Strane Coppie 2015. Da un lato il lavoro del poeta britannico Auden, maestro e modello di tutti i poeti contemporanei, e dall'altro quello di Sandro Penna, fra i più fini, sensibili ed eleganti della nostra letteratura, narrati da due grandi poeti di oggi, Franco Buffoni ed Elio Pecora, che di Penna fu anche amico e sodale.

Sandro Penna nasce nel 1906 a Perugia e nel 1929 si trasferisce a Roma. Negli anni ’30 conosce Umberto Saba, che lo apprezza come poeta e lo spinge a entrare in contatto col mondo letterario fiorentino. La prima raccolta, Poesie, esce solo nel 1939. Seguono: Appunti (1950), Una strana gioia di vivere (1956), Croce e delizia (1958), L’ombra e la luce (1975), Stranezze (1976). Muore nel 1977. Dopo la sua scomparsa vengono pubblicate Il viaggiatore insonne (1977) e Confuso sogno (1980). Le sue prose sono raccolte in Un po’ di febbre (1973).

“Sempre fanciulli nelle mie poesie! / Ma io non so parlare d’altre cose. / Le altre cose son tutte noiose. / Io non posso cantarvi Opere Pie”. La poesia di Sandro Penna è essenzialmente legata al tema dell'amore omosessuale. Egli stesso si è definito “poeta esclusivo d’amore”: canta l’amore per i ragazzi (“i bianchi marinai”, “il tenero garzone di fornaio”, “l’adolescente odoroso di fichi”…). La sua poesia è popolata di figure di ragazzi, ritratti nella grazia inquieta dell’adolescenza: “Tu morirai fanciullo ed io ugualmente / ma più belli di te ragazzi ancora / dormiranno nel sole in riva al mare”, “Fuori il vento toccava le case degli uomini, le lente migrazioni dei fanciulli…”.

Colpisce di Penna la sua posizione appartata nel panorama della poesia italiana contemporanea, la sua indifferenza nei confronti delle mode culturali e ciò ha reso non sempre facile un pieno riconoscimento del suo autentico valore e la sua fortuna critica è stata sempre inferiore ai suoi meriti. Tra i sostenitori della sua poesia ci fu Pier Paolo Pasolini, che a Penna dedicò nel 1960 due capitoli del suo volume di saggi Passione e ideologia e una recensione di Un po' di febbre (Scritti corsari). “La poesia di Penna — ha osservato Pasolini — è costituita da «un delicatissimo materiale fatto di luoghi cittadini, con asfalto ed erba, intonaci di case povere, interni con modesti mobili, corpi di ragazzi coi loro casti vestiti, occhi ardenti di purezza innocente”.

Il poeta Elio Pecora racconterà i momenti più importanti della vita di Sandro Penna: l'arrivo a Roma da Perugia, l'incontro con Saba che lo apprezza come poeta e lo introduce nel mondo letterario fiorentino, i rapporti con Montale e con Pasolini, gli ultimi anni di vita vissuti nel chiuso della sua casa.

Wystan Hugh Auden, poeta, drammaturgo e librettista inglese naturalizzato statunitense (York 1907 - Vienna 1973), è tra le massime personalità della poesia in lingua inglese del Novecento. Leader negli anni Trenta dei poeti di avanguardia, la sua produzione letteraria si contraddistingue per l'impegno politico, sociale ed ideologico. In questo primo periodo Auden si occupa dell'uomo abitante di anonime megalopoli e della crisi delle strutture sociali e ideologiche dell'Inghilterra (Poems, 1930; The orators, 1932). Nel 1937 prende parte alla guerra civile in Spagna come autista. Rimane scioccato dalle atrocità commesse sia dai Republicanos, che lui sosteneva, sia dai Nacionales, maturando quel senso di smarrimento ed ansia che lo accompagnerà per tutta la vita. Il risultato di questa esperienza, una volta tornato in Inghilterra, è la poesia Spain. Nel 1939 si trasferisce negli Stati Uniti con Christopher Isherwood, prendendo nel 1946 la cittadinanza americana. A New York conosce Chester Kallman, uno studente, con il quale avrà una lunga relazione sentimentale. Il periodo tra il 1940 ed il 1948 è piuttosto prolifico: Auden scrive Another Time, New Year Letter, For the Time Being e The Age Of Anxiety, con cui vincerà il premio Pulitzer per la poesia, che rappresenta il culmine della sua poetica. Inoltre, negli anni americani, rimane in contatto con intellettuali e scrittori tedeschi come Klaus Mann, Erich Heller ed Hannah Arendt. Dal 1948 al 1957 rimane a New York, ma trascorre molto tempo anche in Italia e soprattutto d'estate, nell'isola di Ischia. Auden è un abile sperimentatore di tutte le forme e gli stili poetici (ha scritto ballate, villanelle, sestine, terza rima, ha usato lo stile epigrammatico e quello colloquiale) ma con il passare degli anni la sua poetica registra una sensibile evoluzione in senso morale e religioso con l'uso di un linguaggio sempre più oscuro e l'adozione di una sperimentazione formale assai accentuata.

Franco Buffoni (Gallarate, 1948), vive a Roma. Ha pubblicato le raccolte di poesia Nell'acqua degli occhi (Guanda 1979), I tre desideri (San Marco dei Giustiniani 1984), Suora carmelitana (Guanda 1997), Il profilo del Rosa (Mondadori 2000), Guerra (Mondadori 2005), Noi e loro (Donzelli 2008), Roma (Guanda 2009), Jucci (Mondadori 2014). L’Oscar Poesie 1975-2012 (Mondadori 2012) raccoglie la sua opera poetica. Dirige il semestrale Testo a fronte. È autore dei pamphlet Più luce, padre (Sossella, 2006) e Laico Alfabeto (Transeuropa 2010) e dei romanzi Zamel (Marcos y Marcos 2009), Il servo di Byron (Fazi 2012), La casa di via Palestro (Marcos y Marcos 2014). Per infowww.francobuffoni.it.
Elio Pecora (Sant'Arsenio, 1936) è un poeta, scrittore e saggista italiano ma anche autore di testi teatrali, di libri per bambini sulle fiabe della tradizione italiana e direttore della rivista “Poeti e poesia”. Tra le raccolte poetiche: La chiave di vetro (1970), Poesie 1975-1995 (1997), Simmetrie (2007), Nel tempo della madre (2011). All’amico poeta Penna ha dedicato tra i vari scritti Sandro Penna: una cheta follia (1984).
Franco Buffoni (Gallarate, 1948), vive a Roma. Ha pubblicato le raccolte di poesia Nell'acqua degli occhi (Guanda 1979), I tre desideri (San Marco dei Giustiniani 1984), Suora carmelitana (Guanda 1997), Il profilo del Rosa (Mondadori 2000), Guerra (Mondadori 2005), Noi e loro (Donzelli 2008), Roma (Guanda 2009), Jucci (Mondadori 2014). L’Oscar Poesie 1975-2012 (Mondadori 2012) raccoglie la sua opera poetica. Dirige il semestrale Testo a fronte. È autore dei pamphlet Più luce, padre (Sossella, 2006) e Laico Alfabeto (Transeuropa 2010) e dei romanzi Zamel (Marcos y Marcos 2009), Il servo di Byron (Fazi 2012), La casa di via Palestro (Marcos y Marcos 2014). Per infowww.francobuffoni.it.

Elio Pecora (Sant'Arsenio, 1936) è un poeta, scrittore e saggista italiano ma anche autore di testi teatrali, di libri per bambini sulle fiabe della tradizione italiana e direttore della rivista “Poeti e poesia”. Tra le raccolte poetiche: La chiave di vetro (1970), Poesie 1975-1995 (1997), Simmetrie (2007), Nel tempo della madre (2011). All’amico poeta Penna ha dedicato tra i vari scritti Sandro Penna: una cheta follia (1984).

Per info e contatti Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo./www.lalineascritta.it
ufficio stampa: Luisa Maradei - 3335903471 - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
250415
- Lunedì 20 aprile 2015,  alle ore 18.00, inaugurazione della mostra di fotografia ed installazione, dal titolo “Mi chiamo Catherine”, a cura di Manuela Torre, allestita presso il Museo Civico de “Il Torrione”| Sala Mostre| Via del Torrione 32| Forio d’Ischia.
- Venerdì 25 aprile 2015 (e questo, forse, per motivi di evidente vicinanza, vi sarà, conseguentemente, più fattibile), alle ore 20.30, presso il Teatro San Ferdinando, piazza Eduardo De Filippo 20, Napoli, in scena “Boston Marriage” di David Mamet, per la regia di Leonardo Bilardi.
La programmazione artistica, proposta ed in previsione, di entrambi gli eventi, muove dal progetto artistico-culturale “Marriage”; un progetto, nato da un’idea del regista ed attore, ischitano, Leonardo Bilardi, con la cura della critica, curatrice d’arte, napoletana, Manuela Torre.
Un progetto, il suddetto, che sceglie un’unione, complice e continuativa, tra le varie arti; nello specifico e per la programmazione in corso: Letteratura, Teatro, Pittura, Fotografia e Musica.
Si parte dall’approfondire e portare in scena, presso il Teatro San Ferdinando – il regno del mai distante Eduardo De Filippo -, venerdì 24 aprile 2015, alle ore 20.30, uno testi più convincenti e divertenti dello scrittore statunitense David Alan Mamet: “Boston Marriage”; tra i fiori all’occhiello del teatro americano.
Con la traduzione italiana di Masolino d’Amico e per la regia di Leonardo Bilardi, in un ammaliante e trasognato salotto borghese di fine '800, si raccontano, tra dialoghi serrati ed accattivanti, passioni ed intrighi di una storia d’amore e di amicizia, unicamente al femminile; un legame profondo, che unisce le scaltre nobildonne, Anna e Claire, in un intreccio amoroso, di cui i primi spettatori saranno i pudichi occhi dell'ingenua domestica di Anna, Catherine.
Cosa si cela, sotto il profumo e le facce incipriate della nobiltà?
Quanto, amicizia ed amore, riescono a fondersi tra loro?
Questo, il plot di una commedia brillante, graffiante ed intensa.
Uno spettacolo, dai toni blues; così come, blues, sono le musiche che lo accompagneranno, suonate dal musicista Enrico Russo.
“Boston Marriage” si pone al pubblico come uno spettacolo di straordinaria e sagace efficacia, raffinato ed intonatamente armonioso, dove l’ironia e l’amore rappresentano le principali armi vincenti, mosse da un ritmo incalzante, frutto, soprattutto, della preziosa personalità delle protagoniste: donne capaci di divertire, stupire ed offrire spunti di riflessione allo spettatore: Milena Cassano, Maria Elena Verde e Doriana De Nicola.
Ad introdurre lo spettacolo, ponendosi in collegamento tematico al testo di “Boston Marriage”, vi sarà una mostra di pittura e fotografia, allestita nel foyer del medesimo teatro San Ferdinando, per la serata del 24 aprile.
La mostra non sarà che un continuum dell'esposizione "Mi chiamo Catherine", iniziata presso il Torrione di Forio d'Ischia.
I costi dello spettacolo sono i seguenti:
POLTRONCINE: 15 euro
PALCHETTI: 20 euro
Ma vi sarà uno sconto di euro 5,00, sia per i palchetti che per le poltroncine, per le associazioni che parteciperanno in un numero superiore alle 15 persone.
Contatti per altre info: 342 30 55 063
- Lunedì 20 aprile 2015,  alle ore 18.00, inaugurazione della mostra di fotografia ed installazione, dal titolo “Mi chiamo Catherine”, a cura di Manuela Torre, allestita presso il Museo Civico de “Il Torrione”| Sala Mostre| Via del Torrione 32| Forio d’Ischia.
- Venerdì 24 aprile 2015 (e questo, forse, per motivi di evidente vicinanza, vi sarà, conseguentemente, più fattibile), alle ore 20.30, presso il Teatro San Ferdinando, piazza Eduardo De Filippo 20, Napoli, in scena “Boston Marriage” di David Mamet, per la regia di Leonardo Bilardi.
La programmazione artistica, proposta ed in previsione, di entrambi gli eventi, muove dal progetto artistico-culturale “Marriage”; un progetto, nato da un’idea del regista ed attore, ischitano, Leonardo Bilardi, con la cura della critica, curatrice d’arte, napoletana, Manuela Torre.
Un progetto, il suddetto, che sceglie un’unione, complice e continuativa, tra le varie arti; nello specifico e per la programmazione in corso: Letteratura, Teatro, Pittura, Fotografia e Musica.
Si parte dall’approfondire e portare in scena, presso il Teatro San Ferdinando – il regno del mai distante Eduardo De Filippo -, venerdì 24 aprile 2015, alle ore 20.30, uno testi più convincenti e divertenti dello scrittore statunitense David Alan Mamet: “Boston Marriage”; tra i fiori all’occhiello del teatro americano.
Con la traduzione italiana di Masolino d’Amico e per la regia di Leonardo Bilardi, in un ammaliante e trasognato salotto borghese di fine '800, si raccontano, tra dialoghi serrati ed accattivanti, passioni ed intrighi di una storia d’amore e di amicizia, unicamente al femminile; un legame profondo, che unisce le scaltre nobildonne, Anna e Claire, in un intreccio amoroso, di cui i primi spettatori saranno i pudichi occhi dell'ingenua domestica di Anna, Catherine.
Cosa si cela, sotto il profumo e le facce incipriate della nobiltà?
Quanto, amicizia ed amore, riescono a fondersi tra loro?
Questo, il plot di una commedia brillante, graffiante ed intensa.
Uno spettacolo, dai toni blues; così come, blues, sono le musiche che lo accompagneranno, suonate dal musicista Enrico Russo.
“Boston Marriage” si pone al pubblico come uno spettacolo di straordinaria e sagace efficacia, raffinato ed intonatamente armonioso, dove l’ironia e l’amore rappresentano le principali armi vincenti, mosse da un ritmo incalzante, frutto, soprattutto, della preziosa personalità delle protagoniste: donne capaci di divertire, stupire ed offrire spunti di riflessione allo spettatore: Milena Cassano, Maria Elena Verde e Doriana De Nicola.
Ad introdurre lo spettacolo, ponendosi in collegamento tematico al testo di “Boston Marriage”, vi sarà una mostra di pittura e fotografia, allestita nel foyer del medesimo teatro San Ferdinando, per la serata del 24 aprile.
La mostra non sarà che un continuum dell'esposizione "Mi chiamo Catherine", iniziata presso il Torrione di Forio d'Ischia.
I costi dello spettacolo sono i seguenti:
POLTRONCINE: 15 euro
PALCHETTI: 20 euro

Ma vi sarà uno sconto di euro 5,00, sia per i palchetti che per le poltroncine, per le associate e gli associati di Arcigay Napoli se che parteciperanno in un numero superiore alle 15 persone.
Contatti per altre info: 342 30 55 063
Lunedì 20 Aprile 2015  ore 19:00

Frederic Martel: Global Gay

Frédéric Martel* presenterà il suo libro “Global Gay”
(Flammarion, 2013 – trad. it. Feltrinelli)
panorama della « questione gay » nel mondo.
in collaborazione con il Comitato Arcigay Antinoo di Napoli

Letture di Cristina Donadio


Frédéric Martel è entrato nei gay bar arabi e nei love hotels di Tokyo, nelle habitaciones cubane e nelle comunità indiane, per raccontare i successi e le sconfitte dei gay, trendy a New York e condannati a morte in Iran. Un racconto coloratissimo, drammatico, pieno di vita.

Dialogherà con Claudio Finelli, sull’evoluzione della società francese ed italiana, dopo l’approvazione del matrimonio per tutti in Francia e di fronte alle evoluzioni in corso in Italia.
Cristina Donadio leggerà brani tratti da Global Gay.
*Frédéric Martel (1967), dottore in sociologia, è direttore di ricerche presso l’Istituto di relazioni internazionali e strategiche di Parigi (2012). E’ stato addetto culturale a New York (2001 – 2005) e collaboratore dei ministri Michel Rocard e Martine Aubry.
Ha prodotto la trasmissione « soft power » per pour France Culture ed ha creato il portale : nonfiction.fr
« Global Gay » adattato per la televisione con il titolo « Pour qu’aimer ne soit plus un crime » ha ottenuto il Grand Prix dell’Organizzazione contro la tortura in occasione del festival del film di Ginevra a marzo 2014.
Tra i suoi scritti :
Le Rose et le noir. Gli omosessuali in Francia dal 1968 (Seuil, 1966)
De la Culture en Amérique (Gallimard, 2006)
Mainstream, inchiesta sulla guerra globale della cultura e dei media (Flammarion, 2010)
Smart, inchiesta sugli internet (Stock, 2014)
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Il Chiaja Hotel de Charme e il Centro di Poesia
vi invitano a un altro imperdibile appuntamento della stagione 2014–2015
VI ANNO - di Poetè – ciclo di letture poetiche (e non solo) infuse di teina

Mercoledì 15 aprile 2015
alle ore 18.30
nel salottino del Chiaja Hotel de Charme
in via Chiaia 216 (1° piano) a Napoli,

CLAUDIO FINELLI
presenterà
POETE’ SULL’AMORE

Incontro con Giuseppe Ferraro
su
Imparare ad Amare

Letture di Cinzia Cordella
L’incontro sarà, come di consueto, condito da tè e biscottini.

Ingresso libero.
Per info e prenotazioni :
Claudio Finelli - tel. 349.4784545 - claudiofinelli1@virgilio.i t

Direzione Artistica: Claudio Finelli
Art Concept: Luciano Correale
Patron della manifestazione: Pietro Fusella
Comunicazione: Valter Catalano
Responsabile Comunicazione Network: Andrea Axel Nobile
Consulente alla Comunicazione Network: Federica Massari
Staff: Silvio Campione, Antonio Cuccurullo, Lella de Lucia, Filippo Ivan Fruggiero, Alessandro Grieco, Luca Mercogliano, Claudio Postiglione, Daniele Vaccaro.

Con il patrocinio morale di:

ASSESSORATO ALL’ISTRUZIONE E ALLA PROMOZIONE CULTURALE DELLA REGIONE CAMPANIA

COMUNE DI NAPOLI

INSTITUT FRANÇAIS DI NAPOLI

In collaborazione con:

BELLOMUNNO – Napoli

FONDAZIONE GENERE IDENTITA’ E CULTURA

ArciGay Napoli
Coordinamento ArciGay Regione Campania
ArciGay Salerno
Coordinamento Campania Raimbow
Lalineascritta – Laboratorio di Scrittura Creativa
Napoligaypress.it
NPS – Network Persone Sieropositive
Ass. Vololibero

Riprendendo fin dal titolo la celebre sentenza della Gaia scienza di Nietzsche «si deve imparare ad amare», l’autore ripercorre la storia del rapporto tra ethos ed eros in filosofia, del sogno d’amore in psicanalisi fino ai legami di separazione. «Amare» non è un imperativo morale, l’impersonale «si deve» non è lo stesso del «tu devi»: imparare ad amare è ciò che impone la vita al mondo, non si può sfuggire, è un obbligo d’esistenza. La riflessione di Giuseppe Ferraro, tra i più attenti studiosi contemporanei dei rapporti tra filosofia, etica e pedagogia, si articola attraverso l’analisi di alcuni capolavori della letteratura, come Anna Karenina e Cime tempestose, e prosegue con l’interpretazione di diversi passi fondamentali dei dialoghi platonici, senza tralasciare uno sguardo attento al tema dell’eros nella psicanalisi freudiana. Imparare ad amare è un saggio intenso e rigoroso, scritto con piglio divulgativo, che interroga la verità della filosofia sui legami di desiderio, amore e amicizia.

 

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