Cultura

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Giovedì 6 novembre
alle ore 18.30

nel salottino del Chiaja Hotel de Charme
in via Chiaia 216 (1° piano) a Napoli,

CLAUDIO FINELLI

presenterà

Jucci
(Mondadori)
di
Franco Buffoni


Interverrà:

Franco Buffoni


Letture:
Roberto Azzurro


L’incontro sarà, come di consueto, condito da tè e biscottini.

Ingresso libero.
Per info e prenotazioni :
Claudio Finelli - tel. 349.4784545 - claudiofinelli1@virgilio.i t

Direzione Artistica: Claudio Finelli
Art Concept: Luciano Correale
Patron della manifestazione: Pietro Fusella
Comunicazione: Valter Catalano
Responsabile Comunicazione Network: Andrea Axel Nobile
Consulente alla Comunicazione Network: Federica Massari
Staff: Silvio Campione, Antonio Cuccurullo, Lella de Lucia, Filippo Ivan Fruggiero, Alessandro Grieco, Luca Mercogliano, Claudio Postiglione, Daniele Vaccaro.

Con il patrocinio morale di:

ASSESSORATO ALL’ISTRUZIONE E ALLA PROMOZIONE CULTURALE DELLA REGIONE CAMPANIA

COMUNE DI NAPOLI

INSTITUT FRANÇAIS DI NAPOLI

In collaborazione con:

BELLOMUNNO – Napoli

FONDAZIONE GENERE IDENTITA’ E CULTURA

ArciGay Napoli
Coordinamento ArciGay Regione Campania
ArciGay Salerno
Coordinamento Campania Raimbow
Lalineascritta – Laboratorio di Scrittura Creativa
Napoligaypress.it
NPS – Network Persone Sieropositive
Ass. Vololibero

C’è una differenza sostanziale tra la cronaca e la narrazione di una storia e sta nel fatto che il soggetto, nella cronaca, perde talora la sua identità; qui invece, dentro la nuova raccolta di Franco Buffoni, c’è un movimento forte di acquisizione.
Jucci è un mantra: è uno strumento del pensare, del ricordare e del far rivivere la memoria. Un pensiero che agisce attraverso le immagini, ma soprattutto attraverso le parole, quelle della protagonista di allora e quelle attuali, oggidiane, del poeta, e che come una preghiera solo rammemorata o sussurrata si svolgono in grani concentrici per toccare gli estremi della comprensione e del distacco, fondendoli insieme.
Marco Corsi (Nazione Indiana)
Nel 1969, quando la conobbi, Jucci aveva ventotto anni, era laureata in tedesco, insegnava e faceva ricerca, in particolare si occupava di etnologia e antropologia. Di sette anni più giovane, io mi trovavo nella fase dell’ebrezza per l’acquisito affrancamento dalla mia cattolicissima famiglia. Il nostro legame durò fino al 1980, quando Jucci morì di cancro, dopo alcuni mesi infami costellati di interventi chirurgici. Per dieci anni condividemmo libri e avventure, vacanze e scoperte: con lei studiai le lingue e le letterature, con lei divenni poeta e traduttore. Con lei scoprii il mio territorio – quello che fa da sfondo al Profilo del Rosa - dalle Alpi al lago Maggiore. Sul nostro amore l’ombra costante, assoluta, della mia omosessualità, che in quegli anni si concretizzava in numerosi, fugaci e solo fisici rapporti. Si era ancora nella fase della ricerca della “cause”, ci si chiedeva come si diventi omosessuali… Ci sono quindi come due scalini, alti e scoscesi verso il disastro in questo libro. Il primo che consegue all’innamoramento – reciproco – nella quotidiana tenuta di un rapporto messo costantemente alla prova dai miei “tradimenti”. Che tuttavia consolidavano, pur nella sofferenza, il legame affettivo, perché dall’esterno nulla mi giungeva di minimamente somigliante all’amore. (Né sarebbe mai potuto giungere – capisco bene oggi – dato l’alto tasso di omofobia che avevo interiorizzato negli anni della crescita). Il secondo terribile scalino consegue alla diagnosi della malattia di Jucci e segna l’ultimo anno della sua vita, rafforzando il nostro amore.
Franco Buffoni

VENERDÌ 14 NOVEMBRE 2014 oRE 18:00

EN FINIR AVEC EDDY BELLEGUEULE DI EDOUARD LOUIS

Edouard Louis
En finir avec Eddy Bellegueule
(Seuil 2014)

Presentazione di Claudio Finelli
Letture di Roberto Azzurro*
In presenza dell’autore
I
ntervento di Eduardo Savarese
In collaborazione con Poetè - Arcigay Napoli e Campania

 

"Sono partito di corsa, all’improvviso. Appena in tempo per sentire mia madre dire Chi è questo stupido? Non volevo rimanere con loro, rifiutavo di condividere questo momento con loro. Ero già lontano, non facevo  più parte del loro mondo, la lettera lo diceva. Sono andato nei campi ed ho camminato per buona parte della notte, il fresco del Nord, le strade sterrate, l’odore di colza, molto forte in questo periodo dell’anno. Tutta la notte fu dedicata all’elaborazione della mia nuova vita lontano da qui."

In realtà, la rivolta contro i miei genitori, contro la povertà, contro la mia classe sociale, il suo razzismo, la sua violenza, le sue abitudini, è venuta in un secondo momento. Perché prima di insorgere contro il mondo della mia infanzia, è il mondo della mia infanzia che si è rivoltato contro di me. Molto presto sono stato per la mia famiglia e gli altri motivo di vergogna, ed anche di disgusto. Non ho avuto altra scelta che la fuga. Questo libro è un tentativo per capire !

Édouard Louis ha 21 anni. Ha pubblicato Pierre Bourdieu: l'insoumission en héritage (PUF, 2013). En finir avec Eddy Bellegueule è il suo primo romanzo.

*Roberto Azzurro

Attore, regista e autore teatrale. Debutta in teatro con Antonio Casagrande e da allora ha recitato con: Mario Carotenuto, Nello Mascia, Pietro De Vico, Piera Degli Esposti, Giancarlo Cobelli, Antonio Calenda, con cui ha collaborato per sette anni da aiuto regista, assistendolo nella direzione di attori quali Anna Proclemer, Giorgio Albertazzi, Roberto Herlitzka, Gabriele Ferzetti.

Impegnato fortemente nella drammaturgia contemporanea, ha messo in scena, oltre i suoi testi, autori come Bassetti, Suskind, Bavastro e soprattutto Manlio Santanelli. Ha diretto in recital da lui ideati attrici come Piera Degli Esposti e Angela Pagano. Nella rassegna DRAMMATURGIA OGGI 1998 vince nel il Premio Miglior Regista e nel 1999, come Miglior Attore, il Premo Speciale della Giuria.

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Il Chiaja Hotel de Charme e il Centro di Poesia vi invitano al primo imperdibile appuntamento della stagione 2014–2015 – VI ANNO - di Poetè – ciclo di letture poetiche (e non solo) infuse di teina

Giovedì 30 ottobre
alle ore 18.30,
nel salottino del Chiaja Hotel de Charme
in via Chiaia 216 (1° piano) a Napoli,


CLAUDIO FINELLI

presenterà

Pedro Felipe
(Caracò)

di
Emanuele Tirelli

Interverranno:

Emanuele Tirelli

Mario Gelardi
(Editore)

Letture
Carlo Caracciolo

L’incontro sarà, come di consueto, condito da tè e biscottini.

Ingresso libero.
Per info e prenotazioni :
Claudio Finelli - tel. 349.4784545 - claudiofinelli1@virgilio.i t

Direzione Artistica: Claudio Finelli
Art Concept: Luciano Correale
Patron della manifestazione: Pietro Fusella
Comunicazione: Valter Catalano
Responsabile Comunicazione Network: Andrea Axel Nobile
Consulente alla Comunicazione Network: Federica Massari
Staff: Silvio Campione, Antonio Cuccurullo, Lella de Lucia, Filippo Ivan Fruggiero, Alessandro Grieco, Luca Mercogliano, Claudio Postiglione, Daniele Vaccaro.

Con il patrocinio morale di:

ASSESSORATO ALL’ISTRUZIONE E ALLA PROMOZIONE CULTURALE DELLA REGIONE CAMPANIA

COMUNE DI NAPOLI

INSTITUT FRANÇAIS DI NAPOLI

In collaborazione con:

BELLOMUNNO – Napoli

FONDAZIONE GENERE IDENTITA’ E CULTURA

ArciGay Napoli
Coordinamento ArciGay Regione Campania
ArciGay Salerno
Coordinamento Campania Raimbow
Lalineascritta – Laboratorio di Scrittura Creativa
Napoligaypress.it
NPS – Network Persone Sieropositive
Ass. Vololibero

«Pedro Felipe è uno che chiude gli occhi per non vedere. Chiude gli occhi mentre si afferra al passato e si illude che così possa fuggire al dolore. Pedro è nato in Spagna, si trasferisce poi a Milano con i suoi genitori, ma lo segna per sempre la sua città, come nella poesia di Kavafis (invecchierai nello stesso quartiere… sempre farai a capo a questa città). Pedro spesso non fa le scelte giuste, ma uno arriva alla vita senza libretto di istruzione. Lui stenta a vivere come stentiamo noi tutti, e perciò è vivo. Lo accompagniamo, fin dalla nascita, nelle sue incertezze, le sue paure, il suo amore. Emanuele Tirelli ha scritto una storia senza effetti speciali, con il gusto dolceamaro della vita vera. La sua scrittura è umile e lo ritengo un grande merito, perché umile doveva essere l’approccio a quel grande mistero che chiamiamo vita e che Pedro Felipe prova a decifrare. Come tutti noi.»
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