Cultura

 

 

 

 

 

 

Venerdì 17, Sabato 18 alle ore 21,00 e Domenica 19 Febbraio alle ore 18.30

Guido Del Vento e Martina Montini 

in

L’ALTRUI MISURA

scritto e diretto da Lucilla Lupaiola e Alessandro Di Marco

ARCA’S TEATRO DI NAPOLI

via Veterinaria 63

 

 

Questa commedia, esilarante, leggera e coinvolgente, dà voce alle “diversità” e ai cosiddetti diversi, giocando sulla reciproca diffidenza: voci che, dissentendo, possono fare fronte comune e vincere l’intolleranza e il perbenismo.

L’altrui misura” indaga con ironia il tema della diversità e della difficoltà di gestire e integrare categorie che, spesso, sentiamo diverse e lontane da noi. Un giovane uomo, specchio del pensiero di molti di noi, si incontra e si scontra con la paura ancestrale di non essere abbastanza, di non essere adeguato, vestendo anche i panni di personaggi scomodi e disagiati più di lui. Lascia la parola a un disabile, immobilizzato su una carrozzina, arrabbiato con un gay che vive nel suo stesso palazzo, furente, a sua volta, con una mamma sotto pressione - presa e persa fra figli pannolini e pasti da preparare - che accenna a una trans che non tollera il disabile perché crede che un uomo in carrozzina non deve chiedere ogni giorno, a differenza di lei, il permesso di essere se stessa.

I personaggi di questo spettacolo giocano con le parole e con le loro vite, si passano la parola, interagiscono con il pubblico, alternano ritmi, risate e riflessioni per sondare il terreno dove si ancora la radice che li incatena al seme dell’intolleranza, provando ad estirparla.

Il testo, nato da un’idea di Guido Del Vento, scritto e rielaborato da Lucilla Lupaioli e Alessandro Di Marco segue uno schema irregolare, proprio come gli input che vengono dal pensiero e dal cuore ed è il frutto anche di un lavoro personale sulle proprie intolleranze e sul desiderio di trasformarle in accettazione e amore.

La presenza di un alter ego, altro sguardo, impersonato da Martina Montini, attrice e performer, focalizza il bisogno di confronto e di scambio su un tema che tocca ognuno di noi.

Guido Del Vento - “Un fiume in piena, ironico, riflessivo, brillante, camaleontico” (G.Doronzo- Magazine) - dopo aver completato un percorso di formazione attoriale (Centro Studi Acting di Lucilla Lupaioli e Officine della poesia-Teatro Quirino di Ugo De Vita) inizia la sua lunga gavetta calcando piccoli e grandi palcoscenici diretto da diversi registi fra i quali Lupaioli, Di Marco, Melchionna, Freiberg, Sena. Le diverse esperienze e la sua versatilità gli permettono di affinare il suo talento: gioca con il pubblico, lascia affiorare la sua sfera emotiva, diversifica le sue performance attraverso registri comici, drammatici e cabarettistici. Registi cinematografici come Luca Lucini e Davide Gentile si accorgono di lui e lo scelgono come protagonista di pubblicità televisive importanti e diventa testimonial di spot come Bio Presto e Chicco. Attualmente è impegnato con lo spettacolo “L’Altrui Misura”, un “One man Show” che evidenzia la sua poliedrica personalità.

Orario Spettacoli: Venerdì e sabato, ore 21.00 – Domenica, ore 18.30

Biglietti: € 10.00 – Ridotti € 8.00

Info e prenotazioni: cell. 3462100916

Mutamenti\Teatro civico 14

presenta

11 e 12 febbraio

Nuovo Teatro Sanità

Cenere’

da La gatta Cenerentola di Basile e da Cenerentola dei fratelli Grimm e Perrault

con Ilaria Delli Paoli, Roberto Solofria, Valeria Impagliazzo, Claudia Gilardi

regia Rosario Lerro e Luigi Imperato


I registi Lerro e Imperato spiegano così il loro lavoro teatrale: «Cenerentola è una fiaba “cruda”, che tratta temi importanti, che indaga nei rapporti familiari e affronta il tema dell’abbandono, dell’esclusione, della diversità. E' una storia che però racconta anche di speranze, di desideri, di sogni. E se nelle versioni più note il desiderio di “realizzazione” di Cenerentola si concretizza attraverso la magia, nella nostra Cenere' invece il tema del magico è accantonato e Cenerentola si ritrova sola, senza topini che diventano cavalli, senza zucca, senza abito ma con la voglia di crescere e di uscire dalla condizione di orfanella bistrattata da sorellastre e matrigna. Perché in fondo ci si può realizzare anche senza l’aiuto di una fata, basta soltanto avere il coraggio di attraversare una porta e mostrarsi al mondo per quello che si è. Senza finzioni, senza abbellimenti, contando soltanto sulle proprie forze».

Di quanto aiuto ha bisogno Cenerentola? Dove può arrivare con le sue forze, con la sua caparbietà e grazie alla costanza dei suoi desideri? Ha veramente bisogno della fatina o deve imparare a credere in se stessa? Cenere' è sì succube del trio sorellastre/matrigna, ma non si sottrae alla sfida che rappresenta per lei continuare a sognare nonostante tutto appaia grigio, color cenere appunto. I colori sono ancora là, basta impegnarsi a fondo, crederci e spazzare via tutta quella cenere. Pur tra pasticci, errori e momenti di paura o indecisione, la povera sguattera riesce a farsi carico del suo destino, salire tutti i gradini del castello e conoscere il figlio del re. Quando poi sarà costretta a scappare, lascerà qualcosa alle sue spalle.

Info e prenotazioni:

3396666426

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www.nuovoteatrosanita.it

Programmazione:

sabato 11 febbraio, ore 21.00

domenica 12 febbraio, ore 18.00

Nuovo Teatro Sanità, piazzetta San Vincenzo, Rione Sanità – Napoli

                                                                 

  Dall'8 al 12 febbraio 2017

Teatro Nuovo di Napoli

Amore

di Spiro Scimone

Sul palcoscenico partenopeo lo spettacolo vincitore di due premi Ubu 2016,

come miglior novità drammaturgica dell’anno e migliore allestimento scenico

 

Sarà in scena al Teatro Nuovo di Napoli, da mercoledì 8 febbraio 2017 alle ore 21.00 (repliche fino a domenica 12), Amore, il più recente spettacolo della Compagnia Scimone Sframeli, l’ottava commedia di Spiro Scimone, la quarta con la regia di Francesco Sframeli, in cui le tenere e, insieme, crudeli quotidianità del sentimento amoroso sono rappresentate con la consueta e delicata poesia delle cose semplici, dai gesti affettuosi e familiari, alla prova del tempo e dei ricordi, che non tornano più.

In scena, oltre a Spiro Scimone (il vecchietto) e a Francesco Sframeli (il comandante), Gianluca Cesale (Il pompiere) e, per la prima volta nella storia più che ventennale della compagnia, un’attrice, Giulia Weber che interpreta la vecchietta. La scena è di Lino Fiorito (già premio Ubu per lo spettacolo precedente della compagnia, Giù) e il disegno luci di Beatrice Ficalbi.

Quattro vite al tramonto si muovono tra le tombe di un simbolico cimitero. La scena è, infatti, composta da due tombe a due piazze, il tempo è sospeso e, forse, stanno tutti prendendo parte all’ultimo giorno della loro vita. Due coppie comuni, senza nome: il “vecchietto” e la “vecchietta”, il comandante e il pompiere. Moglie e marito i primi, clandestini i secondi.

Amore, oltre che titolo della creazione di Scimone e Sframeli, è anche l’appellativo con cui, quasi ossessivamente, la donna si rivolge al marito: un modo che è tipico del gergo degli affetti, in cui le parole si logorano fino a perdere il significato originario, per diventare qualcosa d’altro.

Entrambe le coppie si abbandonano ai ricordi, creando un universo parallelo abitato da memorie e rimpianti, giocose affettuosità, dimenticanze e amari sorrisi.

“Queste due coppie - spiega Spiro Scimone - sono vicine alla morte, ma con leggerezza infantile parlano di quello che hanno provato da giovani e di ciò che forse non è ancora perduto. Alla fine di tutto, il senso della vita si può trovare solo nell’amore”.

L’intimità scorre lungo un tempo sospeso, al ritmo di parole ripetute e ossessive, che evidenziano dettagli di intimità domestica, ormai trasfigurate dalla nebbia della vecchiaia.

Il testo, come tutti i lavori di Spiro Scimone, è costruito su dialoghi surreali, ritmi serrati che intercettano relazioni, attenzioni quotidiane e richieste fisiche che celano necessità sul limite tra la verità e la tragedia del quotidiano. Scimone prosegue il suo percorso drammaturgico ai bordi dell’umanità, all’interno di non luoghi, dove i personaggi non hanno nome e dove l’Amore è una condizione estrema e, forse, eterna.

La compagnia Scimone Sframeli, con Amore, costruisce un altro tassello della loro ricerca “verso l’essenza del teatro, non perdendo mai il legame fra gli attori, il testo e il pubblico”.

Amore di Spiro Scimone

Napoli, Teatro Nuovo – da mercoledì 8 a domenica 12 febbraio 2017

Inizio spettacoli ore 21.00 (mercoledì, giovedì e sabato), ore 18.30 (venerdì e domenica)

Info e prenotazioni al numero 0814976267 email  Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

 

"CinePride, il cineforum LGBT* di Caserta"

presenta

ORIENTEND

SERATA INAUGURALE
Ingresso gratuito con offerta libera e volontaria.

Rain Arcigay Caserta - via Giuseppe Verdi 15

MARTEDI 7 FEBBRAIO 2017 ALLE ORE 21:00
Inizio proiezione alle 21:20

Organizzato da

Rain Arcigay Caserta onlus

con la partecipazione di

Coordinamento Campania Rainbow, Nuovi Diritti Cgil Caserta, UAAR Caserta, Arcigay Napoli, Generazione Migrante, AraboCe - Associazione Culturale


Oriented è un film documentario che segue le vite di tre amici gay israeliani- palestinesi impegnati ad esplorare e confrontarsi con la loro identità sessuale e nazionale nella Tel Aviv contemporanea durante il conflitto Israele-Palestina del 2014.
Khader, uscito dalla sua famiglia mafiosa-mussulmana e senza più contatti con loro, è un amante della vita notturna di Tel Aviv e vive con il suo ragazzo ebreo David e il loro dalmata Otis. Fadi è un ardente nazionalista palestinese, accettato in famiglia come omosessuale, conquistato dall’amore di un israeliano “sionista”. Naim, ancora velato ai suoi parenti, deve affrontare la sua famiglia con un coming out sulla sua sessualità. Tutti e tre sono molto amici e si ritrovano spesso a cucinare e mangiare insieme. Li unisce un forte desiderio di cambiamento di fronte a una situazione apparentemente senza speranza. Determinati a “cambiare la loro realtà”, i tre migliori amici formano un gruppo chiamato “Qambuta”, per un movimento di resistenza non-violenta, una lotta culturale per la parità di genere e di nazione. Attraverso il loro attivismo, ci dimostrano cosa significa crescere con il peso di un’identità multi-sfaccettata.

Torna Enzo Moscato, grande protagonista della scena queer napoletana e nazionale, al Nuovo teatro Sanità di Napoli.

Torna con uno spettacolo tratto dai suoi racconti sulle Quattro Giornate di Napoli. Ne emerge, attraverso una lingua arcaica e modernissima al tempo stesso, una vivida e vivace descrizione di quei giorni che videro Napoli e i napoletani protagonisti di una piccola rivoluzione. Sono storie partenopee di quotidianità, inserite nel quadro della grande storia del ‘900, il cui filo conduttore non è l’emergere di contrasti sociali, economici o politici, ma la necessità di un recupero della memoria storica collettiva. Attraverso questi racconti coloriti e viscerali, non vi è distinzione tra vincitori e vinti, tra eroi e vittime, vi è la sensazione che tutti i protagonisti, che fanno parte della nostra storia, corrano il pericolo d’essere dimenticati e relegati in un passato lontano.

A mettere in scena Moscato è Mario Gelardi, regista "resistente", da sempre vicino ai temi dell'impegno civile e della lotta alle disuguaglianze.

Ed è proprio Mario Gelardi a raccontarci il suo lavoro teatrale, spiegando: «Abbiamo scelto quattro dei racconti presenti nel libro: Pedamentina, storia di una madre che ripete ossessivamente i gesti che hanno segnato la morte tragica dei propri figli; Bagattelle per un altro malinteso, squarcio amaro e violento sulla tragica morte di una giovane prostituta; Zwdi Taiblék Waise, romantica narrazione su una cantante cieca ed infine Tizzano, l’avventurosa e brillante storia di un giovane in piazza Dante. Nella nostra messa in scena, i ricordi sulla Napoli della seconda guerra mondiale sono accompagnati dall’eco delle romantiche canzonette dell’epoca, che sembravano evocare un mondo irreale. Abbiamo cercato, insieme alle due interpreti dello spettacolo, uno stile asciutto che mettesse soprattutto in luce l’affabulatoria capacità narrativa di Moscato, che ci conduce in un mondo dilaniato dalla guerra, che oggi non ci appare poi così lontano».

In scena Tina Femiano e Carmen Femiano, daranno vita ad un piccolo affresco, senza la solita separazione dicotomica, in bianco e nero, delle cose e le persone, con i Napoletani, puri e buoni, da una parte, e i Tedeschi, bruti e bestie, da quell’altra. Con i martiri e gli eroi, da un canto, e i vigliacchi e gli assassini, simmetricamente opposti a quelli.

 

ntS' | Nuovo Teatro Sanità

presenta

3, 4, febbraio ore 21:00

5 febbraio ore 18:00

presso Nuovo Teatro Sanità

Tempo che fu di Scioscia

di Enzo Moscato

con Tina Femiano e Carmen Femiano

regia di Mario Gelardi

L'appuntamento è al Nuovo Teatro Sanità in piazzetta San Vincenzo 1 (Rione Sanità) dal 3 al 5 febbraio.

Info e prenotazioni www.nuovoteatrosanita.it

 

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