Scuola

claudioApprendiamo con grande piacere della doppia nomina nazionale da parte del Sindacato UIL per il prof. Claudio Finelli, Presidente del Coordinamento Campania di Arcigay e responsabile cultura e scuola per il nostro Comitato.

Nel fare gli auguri di buon lavoro a Claudio, neo referente nazionale scuole per il Coordinamento Diritti UIL e neo responsabile per la UIL scuola per il Coordinamento Nazionale Pari Opportunità, ci felicitiamo della scelta da parte del Sindacato di "declinare" le pari opportunità anche in chiave LGBT e di aver voluto nel Coordinamento Diritti uno specifico riferimento LGBT per il mondo della scuola.

Il Consiglio Direttivo 
Comitato Arcigay Antinoo di Napoli

uil

 

claudioApprendiamo con grande piacere della doppia nomina nazionale da parte del Sindacato UIL per il prof. Claudio Finelli, Presidente del Coordinamento Campania di Arcigay e responsabile cultura e scuola per il nostro Comitato.

Nel fare gli auguri di buon lavoro a Claudio, neo referente nazionale scuole per il Coordinamento Diritti UIL e neo responsabile per la UIL scuola per il Coordinamento Nazionale Pari Opportunità, ci felicitiamo della scelta da parte del Sindacato di "declinare" le pari opportunità anche in chiave LGBT e di aver voluto nel Coordinamento Diritti uno specifico riferimento LGBT per il mondo della scuola.

Il Consiglio Direttivo 
Comitato Arcigay Antinoo di Napoli

uil

 

Anche il Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli e il Coordinamento Regionale Arcigay Campania hanno sostenuto con decisione lo sciopero della scuola indetto per oggi, martedì 5 maggio, in segno di protesta contro la riforma Buona Scuola del premier Matteo Renzi.
Un’adesione massiccia per uno sciopero particolarmente sentito non solo dalla categoria più colpita, cioè gli insegnanti, ma dalla società civile tutta che, nonostante i tempi di crisi e difficoltà, sa bene come sia importante la presenza di una scuola pubblica che garantisca a tutti gli studenti l’opportunità di esercitare il proprio diritto-dovere allo studio.
Non bisogna mai dimenticare che uno dei principi basilari della Costituzione italiana (artt. 3 e 34) è proprio quello secondo il quale tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione e di condizioni personali e sociali, hanno il diritto e il dovere di essere istruiti.
Come ha giustamente ricordato Susanna Camusso, leader della CGIL, il disegno legislativo che sta alla base della riforma della Buona Scuola, invece, oltre a precarizzare ancor di più il lavoro degli insegnanti e a smantellare di fatto la scuola pubblica, “lede il diritto costituzionale della libertà di insegnamento" e affida al Preside “la totale discrezionalità su chi debba insegnare o meno".
Carmelo Barbagallo, segretario nazionale della UIL, ha giustamente sottolineato che “nella scuola abbiamo bisogno di presidi e non di podestà”: consegnare tutto il potere in mano al Dirigente Scolastico non significa rinnovare la scuola ma mandarla indietro almeno di un cinquantennio, senza considerare le esigenze e le aspettative di chi davvero è coinvolto quotidianamente nell’universo scuola, e cioè studenti, docenti e genitori.
I volontari di Arcigay Napoli e Arcigay Campania, da sempre convinti dell’importanza di sostenere studenti, genitori e insegnanti in un comune percorso di crescita e di dialogo formativo, si spendono durante l’intero anno scolastico in molteplici interventi e progetti di contrasto alle discriminazioni che si basano sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.
Proprio nel corso di questi ultimi anni si è registrata una sempre maggiore collaborazione tra gli Istituti scolastici della Regione Campania e gli operatori di Arcigay, collaborazione da cui oggi nasce un comune e condiviso sentimento di indignazione verso questo subdolo attentato alla Scuola Pubblica. Attentato che  colpisce le istanze di libertà e democrazia che alimentano da sempre le battaglie della comunità lgbt.
Solo lavorando all’interno di una scuola laica, pluralista e democratica, potrà essere totalmente rimosso l’odioso seme del pregiudizio, dello stigma e delle discriminazioni tutte.
Piena solidarietà, dunque, ai docenti, ai genitori e agli studenti che oggi hanno gremito le piazze del Paese con la forza decisa e coesa della propria rabbia e della propria voglia di insegnare.
Antonello Sannino
Presidente Arcigay Napoli
Claudio Finelli
Presidente Arcigay Campania – membro Coordinamento Diritti UIL

Anche il Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli e il Coordinamento Regionale Arcigay Campania hanno sostenuto con decisione lo sciopero della scuola indetto per oggi, martedì 5 maggio, in segno di protesta contro la riforma Buona Scuola del premier Matteo Renzi.

Un’adesione massiccia per uno sciopero particolarmente sentito non solo dalla categoria più colpita, cioè gli insegnanti, ma dalla società civile tutta che, nonostante i tempi di crisi e difficoltà, sa bene come sia importante la presenza di una scuola pubblica che garantisca a tutti gli studenti l’opportunità di esercitare il proprio diritto-dovere allo studio.
Non bisogna mai dimenticare che uno dei principi basilari della Costituzione italiana (artt. 3 e 34) è proprio quello secondo il quale tutti i cittadini, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione e di condizioni personali e sociali, hanno il diritto e il dovere di essere istruiti.

Come ha giustamente ricordato Susanna Camusso, leader della CGIL, il disegno legislativo che sta alla base della riforma della Buona Scuola, invece, oltre a precarizzare ancor di più il lavoro degli insegnanti e a smantellare di fatto la scuola pubblica, “lede il diritto costituzionale della libertà di insegnamento" e affida al Preside “la totale discrezionalità su chi debba insegnare o meno".

Carmelo Barbagallo, segretario nazionale della UIL, ha giustamente sottolineato che “nella scuola abbiamo bisogno di presidi e non di podestà”: consegnare tutto il potere in mano al Dirigente Scolastico non significa rinnovare la scuola ma mandarla indietro almeno di un cinquantennio, senza considerare le esigenze e le aspettative di chi davvero è coinvolto quotidianamente nell’universo scuola, e cioè studenti, docenti e genitori.

I volontari di Arcigay Napoli e Arcigay Campania, da sempre convinti dell’importanza di sostenere studenti, genitori e insegnanti in un comune percorso di crescita e di dialogo formativo, si spendono durante l’intero anno scolastico in molteplici interventi e progetti di contrasto alle discriminazioni che si basano sull’orientamento sessuale e sull’identità di genere.

Proprio nel corso di questi ultimi anni si è registrata una sempre maggiore collaborazione tra gli Istituti scolastici della Regione Campania e gli operatori di Arcigay, collaborazione da cui oggi nasce un comune e condiviso sentimento di indignazione verso questo subdolo attentato alla Scuola Pubblica. Attentato che  colpisce le istanze di libertà e democrazia che alimentano da sempre le battaglie della comunità lgbt.
Solo lavorando all’interno di una scuola laica, pluralista e democratica, potrà essere totalmente rimosso l’odioso seme del pregiudizio, dello stigma e delle discriminazioni tutte.
Piena solidarietà, dunque, ai docenti, ai genitori e agli studenti che oggi hanno gremito le piazze del Paese con la forza decisa e coesa della propria rabbia e della propria voglia di insegnare.
Hai firmato la petizione contro l'omofobia a scuola? firma la petizione clicca qui

Antonello Sannino
Presidente Arcigay Napoli

Claudio Finelli
Presidente Arcigay Campania – componente Coordinamento Diritti UIL
scuola

In occasione della Giornata internazionale contro l'omofobia e la transfobia gli alunni e le alunne del Liceo Artistico Boccioni-Palizzi di Napoli hanno consegnato al Comitato Arcigay Antinoo di Napoli due opere da loro realizzate, entrambe raffiguranti il bellissimo Antinoo. Infatti, proprio al giovane amante greco di Adriano è dedicato il comitato Arcigay di Napoli che nel 2014 celebra il suo trentesimo anno di vita.

Gli studenti del Liceo Artistico Boccioni-Palizzi di Napoli, guidati dal Dirigente Scolastico,  e dalle Professoresse Nardiello e Scarpitti e dal Vicepreside, Prof. Montagano, hanno voluto dimostrare la propria vicinanza al comitato Arcigay di Napoli ribadendo, con la realizzazione di questi lavori, l’insolubile correlazione tra scuola, arte e lotta a qualsiasi forma di discriminazione.

Un gesto davvero rilevante che, probabilmente, trent’anni fa sarebbe risultato semplicemente impensabile.
Un gesto non solo simbolico, unico nel nostro Paese, e che intende esortare l’intera società a testimoniare in maniera concreta e tangibile la vicinanza alla comunità lgbt ancora priva, in Italia, di diritti fondamentali.

Scheda di lettura ai ritratti di Antinoo realizzati dagli allievi del liceo artistico “Boccioni/Palizzi” “ di Napoli

docenti Marcella Scarpitti e Angela Nardiello

“ERIGERÒ UNA STATUA CHE SARÀ

NEL FUTURO PROVA INCESSANTE DEL MIO AMORE.

DELLA TUA BELLEZZA E DEL SENSO CHE LA BELLEZZA DÀ DEL DIVINO.

BENCHÉ LA MORTE CON SCARNE MANI

SPOGLI DEI PARAMENTI LA VITA

E DELL’IMPERO IL NOSTRO AMORE.

LA SUA NUDA STATUA, ABITATATA DAL TUO SPIRITO

TUTTE LE ERE FUTURE, CHE LO VOGLIANO O MENO

COME UN REGALO PORTATO DA UN DIO CHE IMPONE,

INEVITABILMENTE EREDITERANNO”

(FERNANDO PESSOA, ANTINOO, 1918)

Premessa

Per parlare di Antinoo non si può prescindere da Adriano colui che lo ha amato, e che poi alla sua morte lo ha pianto ed idolatrato come un dio.

Antinoo fu per qualche anno l'ombra di Adriano, l'imperatore lo voleva con sè dovunque andasse; lo volle accanto anche in un ennesimo viaggio iniziato nel 128 e interrotto tragicamente nell'ottobre del 130, quando Antinoo annega nelle acque del Nilo. Finisce qui la breve vita di un giovane e comincia la sua leggenda: la sua stessa morte, come si conviene ad ogni personaggio entrato nel mito, è avvolta nel mistero. Tre sono le versioni: secondo lo stesso Adriano si tratta di una disgrazia, di un incidente fortuito ed imprevedibile; Cassio Dione parla invece di un suicidio o, addirittura, di un sacrificio, senza tuttavia dare ulteriori spiegazioni. Altri autori, riprendendo l'ipotesi del suicidio, specificano che sarebbe avvenuto perchè l'imperatore aveva bisogno di qualcuno che "andasse incontro alla morte di sua volontà al suo posto". Secondo gli indovini infatti Adriano sarebbe dovuto morire a cinquantasei anni, nel 132; la scelta di Antinoo di immolarsi al suo posto due anni prima della fatidica data avrebbe garantito all'imperatore qualche anno di vita in più. Si codificò  ben presto il modello iconografico della statuaria dedicata al giovane: sebbene in numerose versioni e vesti rimane sempre inalterata la forma arrotondata del mento, il naso largo e dritto, il labbro superiore leggermente sporgente, lo sguardo malinconico e soprattutto la ricca, morbida e riccioluta acconciatura, che già in Omero è caratteristica degli eroi morti in giovane età.

palizzi1

“ANTINOO LUCE/OMBRA”

Il ritratto di Antinoo (disegno a matita su carta) ci mostra un volto  che domina la scena caratterizzato da forti contrasti chiaroscurali che ne esaltano la forza espressiva e la bellezza della forma. Tale scelta formale ci rimanda inevitabilmente al mistero che avvolge la sua figura e si fa metafora del buio che avvolge troppo spesso tutti coloro i quali ancora oggi sono costretti a nascondere il proprio orientamento sessuale perché vittime di pregiudizi, ingiuste discriminazioni e obbligati al buio delle loro intime inquietudini.

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“ANTINOO S/VELATO”

Il ritratto di Antinoo (scultura in gesso) seduce per la sua triste e straordinaria bellezza, il volto reclinato sul lato si nasconde dietro ad un panneggio che velandone il profilo lo sottrae allo s/guardo curioso dell’osservatore. Il senso è proprio in questo aspetto rimosso ed oscuro che, attraverso il destino simbolico dell’antico amante divinizzato, vuole riportare l’attenzione su una contemporaneità pronta a scagliare i suoi anatemi e le sue condanne senza appello sui “diversi” identificati in base all'orientamento sessuale e da cui, per difendersi, bisogna nascondersi ritraendosi.

In gioco, ed esposta agli occhi, qui c’è solo la mortificazione di un volto che si ritrae al di là di una cornice a difesa di uno spazio vitale che purtroppo e troppo spesso diventa esile e sottile.

CONSEGNA DELLE OPERE PER IL 17 MAGGIO 2014  in occasione della GIORNATA INTERNAZIONALE CONTRO L'OMOFOBIA E LA TRANSFOBIA

01 2

Le opere sono esposte permanentemente nella sede storica del Comitato Arcigay Antinoo di Napoli in vico San Geronimo 17 Napoli

PUBBLICHIAMO GLI OPUSCOLI UNAR
PER L'EDUCAZIONE ALL'AFFETTIVITA' NELLE SCUOLE

Cliccare sull'immagine per scaricare un file compresso contentente i pdf dei 3 opuscoli
progetto_UNAR
19/02/2014 NOTA SUL PROGETTO "EDUCARE ALLA DIVERSITÀ”
(Nota a cura dell'Istituto Beck)

In relazione ai recenti articoli pubblicati sulla stampa appaiono necessarie e opportune le seguenti precisazioni.
  • L’Istituto A.T. Beck è un’associazione scientifico-professionale di psicologi e psicoterapeuti che, tra le attività che svolge, si impegna a diffondere e tutelare le posizioni, da tempo condivise, della comunità scientifica nazionale e internazionale sui temi del progetto "Educare alla diversità”.
  • Gli opuscoli sono stati predisposti su mandato dell’UNAR per la realizzazione di specifici moduli didattici di prevenzione e contrasto dell’omofobia e del bullismo omofobico nelle scuole e adottano una prospettiva scientifica, e non ideologica.
  • L’American Psychological Association (2009, 2012) scrive che "l’attrazione, i sentimenti e i comportamenti sessuali e romantici verso persone dello stesso sesso sono normali e positive varianti della sessualità umana indipendentemente dall’identità di orientamento sessuale”.
  • Le influenze che l’ambiente socio-culturale e religioso può esercitare nel generare omofobia e omofobia interiorizzata, non soltanto sono di pacifica osservazione[1], ma conclusioni a cui pervengono numerosi studi scientifici. L’impatto negativo del conflitto tra omosessualità e religione sulla salute mentale è stato ampiamente dimostrato (Hatzenbuehler, Pachankis, Wolff, 2012; Schuck, Liddle, 2001). Secondo Herek (1984, 1992, 1998) "…maggiore risulta il grado di ignoranza, di conservatorismo politico e sociale, di cieca credenza nei precetti religiosi, maggiore sarà la probabilità che un individuo abbia un’attitudine omofoba”. Harris, Cook, Kashubeck-West (2008) affermano che omosessualità e religione possono andare d’accordo: un più liberale e meno dogmatico rapporto con la religione si accompagna a livelli più bassi di omofobia interiorizzata e a un’identità sessuale più integrata. Hatzenbuehler e collaboratori (2009, 2010, 2012) rilevano come l’incidenza di disturbi psichici e alcolismo sia nettamente superiore tra le persone gay e lesbiche residenti in Paesi dove non esistono leggi specifiche contro le violenze e le discriminazioni omofobiche e/o in contesti dove le organizzazioni religiose sono meno accoglienti.
  • Gli opuscoli non mirano a sminuire l’importanza della famiglia tradizionale ma valorizzano anche la qualità affettiva ed educativa di famiglie omosessuali, delle quali la letteratura scientifica conferma l’adeguatezza (Patterson, 2000, 2004a; Perrin, 2002; Tasker, 1999; Tasker & Golombok, 1997).
Più nel merito del progetto l’Istituto A.T. Beck intende precisare che:
  • Gli opuscoli non sono stati distribuiti, ma – previa autorizzazione – sono stati messi a disposizione attraverso un download protetto con password per coloro che ne avessero fatto esplicita richiesta.
  • Gli opuscoli sono rivolti esclusivamente agli insegnanti e non agli alunni e, in quanto tali, possono essere utilizzati con le modalità che gli insegnanti e i genitori, coinvolti dalla scuola nel progetto, ritengano più opportune.
  • Il razionale dell’intervento non è la diffusione di una "teoria gender” ma la prevenzione e la lotta all’omofobia e al bullismo omofobico.
  • Gli esercizi e i moduli didattici, inappropriatamente estrapolati dal contesto, sono adattati da strumenti educativi prodotti dalle Università British Columbia, University of East London e dalla Global Alliance for Lgbt Education.
L’Istituto A.T. Beck ribadisce che quanto proposto negli opuscoli citati riflette le posizioni della comunità scientifica nazionale e internazionale sui temi dell’orientamento sessuale e del bullismo omofobico.
Che queste posizioni siano o non siano degne di ispirare e informare un intervento educativo nelle scuole italiane è una scelta sulla quale l’Istituto A.T. Beck non intende esprimere giudizi, riservandosi tuttavia di adire le vie legali per tutelare la propria immagine da attacchi ingiustificati.
Roma, 19 febbraio 2014
Dott.ssa Antonella Montano
Direttrice Istituto A.T. Beck
[1] Non molto tempo fa il Presidente dell’Ordine degli psicologi italiani scriveva "Ci ha colpito il tono offensivo e irrispettoso dell’intervento di Mons. Rigon, che ha usato parole quali "estirpare” o "incancrenire”, quasi a gettare una luce oscura sull’omosessualità, avallando, di fatto, una cultura omofobica, purtroppo ancora radicata in una parte autorevole del mondo della Chiesa e nel Paese”.
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