Comunicati stampa

Apprendiamo con grande sorpresa, rammarico e dispiacere della polemica innescata dal regista Mariano Lamberti in merito allo spot del Pompei Pride. Teniamo a prendere, come Arcigay Napoli e organizzazione Pompei Pride, chiaramente le distanze da questa nota del dr. Lamberti, pubblicata prima sulla propria bacheca social e successivamente ripresa da gay.it. Il contenuto di questa nota non corrisponde alla verità dei fatti e risulta per noi estremamente scorretto e poco rispettoso del lavoro del Comitato Pompei Pride e delle tante volontarie e dei tanti volontari che in questi giorni stanno dando il loro contributo alla costruzione di un evento importante per il territorio e per il Paese tutto, un evento, un Pride, estremamente complesso e faticoso.

Le nostre associazioni sono organizzazioni di volontariato e fondano la loro attività sulla passione e sul contributo gratuito di tante attiviste e di tanti attivisti, cosa ben nota allo stesso Lamberti dato che lo scorso anno ha contribuito alla causa LGBT realizzando lo spot nel Napoli Pride gratuitamente, e per questa sua vicinanza e per il suo essere originario di Pompei era stato da noi scelto per la realizzazione dello spot del Pompei Pride. Teniamo altresì a precisare che  quest’anno avevamo garantito un minimo supporto economico e logistico alla realizzazione dello spot per il Pompei Pride, contributo ritenuto però insufficiente dal dr. Lamberti per poche centinaia di euro, ma la cosa più grave è l’assoluta non corrispondenza con i fatti reali in merito a quanto si afferma sui permessi non ancora ricevuti dalla Soprintendenza, con la quale è attiva da diversi giorni una comunicazione leale finalizzata alla realizzazione di un prodotto corretto sotto ogni punto vista, da quello poetico a quello scientifico, da quello artistico a quello sociale.

Siamo certi che con il Soprintendente Osanna e con la passione dei tanti artisti attivisti, pronti a sostenere con generosità le nostre istanze, realizzeremo un meraviglioso spot pride negli scavi di Pompei. Non ci fermerà certo una polemica sterile a nostro avviso strumentale, assai poco utile per la comunità LGBT pompeana.

Il giorno 17 Aprile alle ore 19.30 si presenterà presso la Casina Pompeiana, alla Riviera di Chiaia - Napoli, il cortometraggio "Una Semplice Verità", scritto e diretto da Cinzia Mirabella, prodotta dal RVM  Entertainment  il progetto ha  il patrocinio morale dell'Arcigay di Napoli. Il direttore casting del progetto è Andrea Axel Nobile a firmare la fotografia è Antonio Grambone.

E’ comparso sui muri di Pompei il nuovo poster capolavoro di Tvboy, lo street artist recentemente assurto agli onori delle cronache per il “bacio” tra Salvini e Di Maio (apparso e repentinamente rimosso sui muri di Roma) con cui l’artista ha voluto prefigurare ironicamente i possibili risvolti dello scenario politico nazionale.

Protagonista del nuovo poster di TvBoy – lo street artist conosciuto e apprezzato a livello internazionale – è Papa Francesco: con il suo tipico volto sorridente e bonario, Jorge Mario Bergoglio è raffigurato mentre stringe un cartello con un cuore arcobaleno, simbolo dei diritti Lgbtqi, e la scritta Love wins. Stop homophobia. Il poster è stato apposto a due passi dal Comune di Pompei in piazza Bartolo Longo, nelle strade che il prossimo 30 giugno vedranno sfilare il Pompei Pride.

Una chiara risposta a chi, da quando è stato convocato il Pride prova a frenare la realizzazione della manifestazione nella città vesuviana: l’arte, la cultura e il bello contro l’oscorantismo di chi è ostile al riconoscimento dei diritti inviolabili delle persone.

 

 

Venerdì 6 aprile 2018, ore 17.30
Libreria Ubik, via Benedetto Croce 28, Napoli

 

Interverranno; Anton Emilio Krogh, Cristina Donadio Antonello Sannino
Letture di Andrea Fiorillo
Modera: Claudio Finelli

 

UN RAGAZZINO, LA MUSICA E RITA PAVONE: «COME ME NON C’E’ NESSUNO»,
ROMANZO DI ESORDIO DI ANTON EMILIO KROGH, STORIA DI UNA VITA CHE CAMBIA A RITMO DI TWIST.

 

Sono i Favolosi Anni Sessanta quando nell’infanzia dorata e triste di Anton, figlio di genitori distratti dalla mondanità, esplode la voce di Rita Pavone con Amore twist, canzone che ascolta per la prima volta grazie al disco che gli regala l’amata zia, e che da quel momento diventa la colonna sonora della sua vita. 

Da questo incontro musicale nasce la trama di Come me non c’è nessuno. 

Come me non c’è nessuno, il romanzo d’esordio di Anton Emilio Krogh, avvocato di successo, si è aggiudicato il Premio speciale “Amici del Premio Elsa Morante”, assegnato dal Comitato omonimo in accordo con la direzione del prestigioso Premio letterario.

Il romanzo inizia con un viaggio, quello di Anton e Rita Pavone verso gli Stati Uniti. Anton le ripercorre la storia del loro primo incontro: un ragazzino biondo che un giorno si siede su un divano della hall di un albergo, e aspetta ore e ore, nella speranza di incontrare il suo mito, Rita Pavone. Anton fino a quel momento era un ragazzino triste, solitario e silenzioso. Unica cura alla sua disperata solitudine è la musica. E’ la Voce dirompente di Rita Pavone che lo salva da un profondo senso di abbandono e inadeguatezza. L’amicizia tra un giovane sognatore e un’artista aperta al mondo e alla vita, dalla ferma volontà di andare oltre le convenzioni, con tenacia e incoscienza scompigliano le trame del destino. Come me non c’è nessuno è un romanzo autobiografico e di formazione. Il protagonista grazie alla musica e all’incontro con il suo mito imprime una svolta alla sua vita. Riesce a fare pace con il mondo, a farsi accettare per quello che è, e a diventare un affermato professionista. Senza però rinunciare alla vita, alle serate e soprattutto alla musica.

 

Ennesimo caso di di abbandono e solitudine di una persona trans raccolto da Arcigay Napoli: la vicenda riguarda Alex, un ragazzo transgender che ha perso i familiari ed è stato poi abbandonato da tutti nel momento in cui ha deciso di lasciar venire fuori la sua vera identità e che attualmente vive per strada.

“Ho perso la mia famiglia alcuni anni fa – raconta lo stesso Alex – e per lungo tempo ho vissuto di stenti e di abbandoni, di discriminazioni da parte degli enti istituzionali ed ecclesiastici. Quando ho deciso che la mia vera identità doveva venire fuori, e volendo smettere di nascondermi e causare a me stesso ulteriori sofferenze sono rimasto definitivamente solo e incompreso. Attualmente mi trovo senza un alloggio, senza una fissa dimora e senza un sostentamento economico, in totale abbandono della mia persona. Resto per strada, senza cibo e senza aiuti. Nel tempo ho dovuto subire e accettare degli abusi pur di guadagnarmi da vivere. Ho cercato lavoro ma ho ricevuto continue porte sbattute in faccia perché ho scelto la mia dignità, il rispetto per me stesso e quei valori umani e i diritti che spesso vengono calpestati. Ho creduto, ma credo fortemente tutt'ora che la libertà di un essere umano non debba mai essere messa in discussione e a cui non bisogna rinunciare o barattare, ma il mio volermi sentire finalmente libero dentro ha fatto sì che io pagassi un prezzo molto alto e ha fatto sì che adesso la mia vita resti in bilico e appesa ad un filo. Ho provato a contattare le Politiche sociali e le Politiche giovanili del Comune di Napoli ma sino ad ora non ottenuto delle risposte e soluzioni di alloggio. Ciò per cui sto lottando è la dignità di un essere umano. L’Unità Mobile di Napoli che mi ha raccolto si è rivolta al Rainbow Center ma loro non hanno una struttura residenziale di accoglienza anche temporanea ma solo un'assistenza legale o psicologica. Li puoi restare solo 3 giorni e poi vai via. Attualmente dormo in un dormitorio pubblico che apre alle 19.30 di sera ma entro le 8 del mattino devo uscire e resto per strada senza nulla”.

Quello di Alex è uno tra gli innumerevoli casi di cui la nostra associazione si è occupata spesso ripristinando i rapporti coi familiari, spesso addirittura proteggendoli da altre violenze per vie legali e proprio dagli stessi familiari.

“Permane in Italia, e soprattutto al centro sud – dichiara Daniela Lourdes Falanga, responsabile per le politiche trans di Arcigay Napoli – una situazione di grave disagio per tutte le persone trans ed omosessuali che, rivendicando la loro identità sessuale, si trovano a dover fronteggiare la crudeltà della solitudine. Un dato di fatto che deve urgentemente trovare soluzione, come gridiamo ormai da anni, attraverso spazi adibiti all’accoglienza di chi non ha più dimora. Violenze, abusi e per finire la strada, ed un conflitto tra le istituzioni locali e il diritto a trovare un riparo da parte di persone indirizzate verso dormitori e altri enti mai preparati a relazionarsi con chi presenta istanze completamente diverse da chi abitualmente li occupa. Il caso di Alex è emblematico e grave”

Sollecitiamo l’amministrazione napoletana perché in breve venga garantito un riparo ad Alex, uno spazio che non lo faccia sentire ulteriormente “inadatto” e indifeso addirittura nel dramma. Sollecitiamo chi – tra gli amministratori della città – ha preso parte all’inaugurazione del Rainbow Center a far garantire che l’ente sia disponibile ad un’accoglienza che non sia di un tempo limitato, perché Alex possa fare, attraverso la rete cittadina delle associazioni LGBT e l’amministrazione, un percorso di vita sereno e non di sopravvivenza.

Ieri, 9 marzo 2018 si è tenuta presso il Forum dei Giovani Pompei l’assemblea del coordinamento organizzativo Pompei Campania Pride. All’ordine del giorno gli aggiornamenti circa il percorso, la piattaforma politico-programmatica, gli eventi culturali e ricreativi.

Edoardo Palescandolo, presidente del Coordinamento Campania Rainbow e Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli hanno avuto un ennesimo incontro con il questore. La discussione aveva come oggetto il percorso nella sua fattibilità: il questore ha assicurato circa la fattibilità del percorso come era stato proposto dal Coordinamento organizzativo e l’incontro ha dato un esito positivo, sarà inoltre convocata una conferenza per l’ordine e la sicurezza dalla stessa questura.

Gli organizzatori hanno inoltre incontrato la soprintendenza degli scavi archeologici, con la quale questi ultimi vedono concreta la possibilità di collaborazione per creare attività ed eventi in vista del Pride. Nel corso della prossima settimana, tutti gli addetti ai lavori saranno impegnati nel definire la linea politica e la serie di eventi di carattere culturale e ricreativo che accompagneranno il territorio e la cittadinanza, nonché la comunità lgbt verso il 30 giugno. Sono giunte inoltre altre positive notizie da parte dell’amministrazione che tramite la figura del Dottor Francesco Gallo, presidente del Consiglio Comunale, ha fatto sapere che l’istruttoria per la formalizzazione del patrocinio morale è in dirittura d’arrivo.

Molte delle attenzioni del Coordinamento sembrano essere rivolte alle attività di carattere ricreativo e culturale che si faranno nei prossimi mesi. La notizia del Pride oltre ad aver suscitato una polemica sterile ha dato anche riscontri positivi. Sono sempre di più gli esercizi commerciali e gli imprenditori locali che desiderano fortemente la manifestazione. In questo senso, il Pride, si inquadra anche come possibile volano per l'economia locale. I diritti civili come opportunità per ridare linfa vitale al territorio sia dal punto di vista economico sia dal punto di vista produttivo. Nell’ottica di questo risultato infatti lavorano molti volontari ed associazioni aderenti al Coordinamento.

Come avviene ormai da anni, il Kodokan Onlus Napoli si prodiga in attività sociali con l’organizzazione di manifestazioni sportive, sociali e culturali che possano sensibilizzare la comunità e le istituzioni su problemi di convivenza e di accettazione delle diversità. 

Sabato 10 marzo 2018 alle 10.00, presso il Kodokan Napoli all’Albergo dei Poveri in piazza Carlo III, n. 1, per la Giornata Internazionale contro ogni Discriminazione, col patrocinio dell’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Napoli, dell’Aics, dell’Arci Mediterraneo, e dell’Arcigay si terrà la manifestazione “DIVERSO? MA DA CHI?” 

Spettacolo con sketch, musica, canti e incursioni di atleti, giornalisti, operatori didattici, docenti, istruttori sportivi, musicisti, cantanti, mediatori culturali, restauratori, operatori sociali, artisti, medici, ballerini. 

Arcigay Napoli esprime, ancora una volta, tutto il proprio disappunto relativamente alle consuete dinamiche discriminatorie che, anche in questa tornata elettorale, hanno offeso e mortificato le persone transessuali e non solo: sono davvero moltissime le segnalazioni raccolte in seno alla comunità LGBT napoletana e in particolare in quella transessuale, di persone che hanno vissuto in maniera sgradevole e avvilente l’election day.

Infatti, poiché i registri elettorali sono divisi per genere, le lunghe file ai seggi si sono così trasformate anche oggi in molti casi in una vera e propria gogna pubblica per le persone transessuali che, a causa della ben nota assenza di leggi che riassegnino l’identità anagrafica in maniera celere ed opportuna, si trovano a dover esibire documenti che non esprimono l’identità sessuale socialmente restituita dall’individuo.

Ecco perché molte persone transessuali, pur di evitare pubbliche mortificazioni, hanno preferito anche questa volta non esercitare il proprio diritto di voto, mentre altre sono state costrette a dolorose umiliazioni, pur di esercitare il proprio diritto e contribuire responsabilmente alla democrazia e al benessere del nostro Paese.

In tale prospettiva, il Comitato Arcigay Antinoo di Napoli rinnova il proprio auspicio affinché si escogitino strategie più “civili” e inclusive per evitare che, anche in futuro, le persone transessuali debbano vergognosamente scegliere tra la propria dignità e l’esercizio di un proprio sacrosanto diritto nel momento più alto per la democrazia.

E’ stata raccolta dalla Gay Help Line la denuncia dell’ennesimo caso di violenza ai danni di un ragazzo gay, vittima di violenze in famiglia: schiaffi, pugni ma anche ustioni alle caviglie.

L’esposto alle forze dell’ordine è stato fatto da Fabrizio Marrazzo, portavoce del Gay Center con il supporto legale di Arcigay Napoli, associazione che si dimostra sempre più un presidio a difesa della comunità lgbt.

La Procura di Napoli, ascoltato il ragazzo e dopo aver monitorato la situazione (con supporto del Miur e dell’Oscad, l’Osservatorio contro le discriminazioni della polizia di Stato), ha deciso di trasferirlo in una struttura protetta.

“La vicenda di questo ragazzo – dichiara Antonello Sannino, presiente di Arcigay Napoli – si inserisce in una situazione complessiva molto tesa e preoccupante che qui a Napoli va avanti da molti mesi; casi gravi che hanno riguardato la comunità lgbt: ragazzi cacciati di casa, aggrediti che si sono rivolti al nostro comitato, fino alle recenti morti di Vincenzo e qualche giorno fa di Daniele (allontanatosi di casa e trovato purtroppo morto il 15 febbraio). La comunità lgbt napoletana ha bisogno di luoghi sicuri, come una casa di accoglienza per ragazzi vittime di violenza e di discriminazione”.

Il Comitato Arcigay Antinoo di Napoli si associa alla preoccupazione che attanaglia i genitori, i parenti e gli amici di Daniele, un giovane 31enne scomparso lo scorso 14 febbraio dalla stazione di Aversa (CE) alle 14.30.

Daniele, che è alto 1.70 circa, ha capelli biondi e occhi chiari, ha salutato i suoi genitori, dicendo che andava a fare delle commissioni e da allora non si hanno più sue notizie.

Chiediamo a chiunque fosse in grado di dare informazioni relative a Daniele, di mettersi tempestivamente in contatto con i numeri:
3313719286
3335293884

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