Comunicati stampa

Mentre l'opposizione politica al governo è impegnata in discussioni di cui non comprendiamo il senso e l'obiettivo, in Parlamento è nato l'intergruppo "Famiglie e vita", promosso dal leader del family Day in Italia Massimo Gandolfini e che, secondo i promotori, conterebbe già 150 adesioni, tra deputati e senatori.

L’intergruppo ha il chiaro obiettivo di comprimere i diritti delle donne, delle persone Lgbt+, dei cittadini che chiedono di poter decidere sulla propria morte senza essere sottoposti a cure mediche che non hanno richiesto. Il tutto mentre la violenza verbale di ministri e capi partito si abbatte su altre minoranze, tra cui migranti e Rom, e gli spazi di dissenso diminuiscono, come dimostra il caso dell’attrice Ottavia Piccolo fermata dalla polizia perché indossava un fazzoletto dell’Anpi.

La qualità della democrazia in Italia, intesa come capacità delle istituzioni di tutelare i diritti di tutte e tutti i suoi cittadini, sta rapidamente deteriorando. Come associazioni Lgbt siamo impegnati dentro la società civile per far crescere gli anticorpi a una deriva che, nelle città italiane, si sta traducendo in violenza fisica nei confronti di decine di persone: una coppia di uomini è stata aggredita a Verona, i muri della loro casa imbrattati e cosparsi di benzina per dargli fuoco. Persone di etnia rom e immigrati sono nel mirino dei fucili di chi pensa sia lecito sparare loro come si spara ai bersagli. E sono solo due esempi. Siamo preoccupati e non vediamo una risposta all’altezza dei pericoli che stiamo vivendo da parte dei parlamentari che si dovrebbero opporre a questa barbarie.

Dove sono i deputati e i senatori del Movimento Cinque Stelle che, negli anni passati, hanno combattuto per l’ambiente, i diritti dei precari, delle minoranze? Va bene loro sostenere un governo che va a braccetto di Paesi autoritari della UE come la Polonia e l’Ungheria o extraUE come la Federazione Russa?
Dove sono i deputati e senatori del Pd e delle forze della sinistra che troppo spesso sentiamo impegnati in dibattiti sterili su architetture di partito e nomine?
Dove sono i deputati e i senatori di una destra liberale che dovrebbero avere tra le loro stelle polari i diritti individuali?

Domani è già troppo tardi: avete il dovere di alzare la voce per difendere i diritto delle persone - di ogni orientamento, genere e generazione - che vivono e attraversano questo Paese, dando voce e corpo a un malessere e a un’opposizione sociale che, pur tra mille difficoltà, esiste e ha il diritto di avere rappresentanza politica.
Noi associazioni Lgbt+ continueremo a fare la nostra parte con responsabilità e coraggio, ora tocca a voi.

Agedo
ALFI Nazionale - Associazione Lesbica Femminista Italiana
Arcigay
Arcigay Napoli
Associazione Radicali Certi Diritti
Circolo di Cultura Omosessuale Mario Mieli
Coordinamento Torino Pride
Famiglie Arcobaleno
i - Ken
Omphalos LGBTI
Rete Genitori Rainbow
Rete Lenford - Avvocatura per i Diritti LGBTI

 

Arcigay Napoli esprime sdegno e riprovazione nei confronti della direzione del complesso Villa Tiberiade di Torre Annunziata che, come denunciato dal servizio giornalistico curato da Gaia Bozza per SkyTg24 (https://video.sky.it/news/cronaca/napoli-foto-vietate-a-coppia-gay-in-una-struttura-religiosa/v448422.vid), ha negato l’accesso nei giardini della struttura a una coppia di ragazzi, Ciro e Francesco, che volevano scattare in quella location le foto della propria unione civile. 

La direzione di Villa Tiberiade, che concede dietro compenso l’uso della villa come set per le foto dei matrimoni, ha negato alla coppia di accedere al servizio per ragioni di “morale”. 

“Sono estremante addolorato – dichiara Antonello Sanninonon solo come Presidente del Comtato Arcigay di Napoli, ma come cittadino torrese per questo ennesimo caso di discriminazione ai danni di una coppia di persone dello stesso sesso. Villa Tiberiade è solo gestita da religiosi, ma aprendo alla cittadinanza e dando servizi a pagamento deve rispettare le leggi dello stato italiano, di uno stato laico e democratico che ha voluto una legge sulle unioni civili”

“Nei prossimi giorni, insieme a Vesuvio Rainbow e coinvolgendo le altre associazioni del territorio, realizzeremo una serie di iniziative per contrastare le spinte omotransfobiche – continua Sannino – e questa vicenda ricorda molto da vicino quella di Ricadi, il paesino calabro in cui una struttura dichiarava di non fittare stanze ad omosessuali e cani. Queste vicende sono ancor più gravi perché perpetrate in luoghi che dovrebbero avere un’alta vocazione turistica. Convocheremo un’assemblea pubblica a Torre Annunziata per discutere di questa triste circostanza e, intanto, chiediamo a tutte le cittadine e i cittadini che hanno a cuore i valori di libertà e uguaglianza, di non usufruire più dei servizi di Villa Tiberiade” 

 

Arcigay Napoli, in seguito al presunto episodio d’omofobia che si sarebbe verificato presso l’Ospedale della S.S. Annunziata di Napoli – stando a quanto denunciato ieri da una studentessa napoletana – plaude alla tempestiva reazione sia dell’Ordine degli Psicologi della Campania sia della stessa Direzione della ASL NA1.

Arcigay Napoli raccoglie con evidente preoccupazione la testimonianza di una giovane studentessa napoletana che, in queste ore, ha contattato la pagina Facebook dell’associazione per raccontare un esecrabile episodio di omofobia che sarebbe accaduto in ambiente sanitario. 

La ragazza, infatti, racconta di essersi recata lo scorso martedì 31 luglio, presso l’Ospedale Annunziata di Napoli per un colloquio psicologico con la dottoressa Annalisa Ferrara. Stando al racconto della giovane, quando la stessa avrebbe esposto alla dottoressa Ferrara la problematica relativa al suo orientamento sessuale, la dottoressa avrebbe espresso una serie di giudizi sull’omosessualità decisamente allarmanti.

Infatti, sempre secondo quanto narrato dalla studentessa, la dottoressa avrebbe asserito che gli omosessuali sono affetti da una forma di squilibrio psichico, perché uomo e donna sono complementari a prescindere dalle scelte che si fanno in fatto di partner, inoltre, in questa e in altre circostanze, la dottoressa avrebbe classificato l’omosessualità come una scelta e non come un orientamento sessuale, sostenendo che non vi sono prove che una persona sia omosessuale sin dalla nascita e che non lo diventi successivamente (per scelta, appunto). Infine, avrebbe affermato che l’omosessualità è stata depennata dall’elenco delle malattie mentali soltanto a causa di pressioni politiche sopravvenute perché il numero dei gay stava diventando troppo alto per esser gestito. La studentessa ha raccontato, inoltre, che la dottoressa Ferrara avrebbe sostenuto che l’omosessualità è una moda del momento, alimentata dai media e dal mondo dell’intrattenimento perché fa comodo avere più gay in giro (a chi faccia comodo non è dato saperlo). 

 

Si terrà mercoledì 25 luglio, alle ore 11:00, presso l’aula consiliare del Comune di Torre Annunziata in via provinciale Schiti 51 la conferenza stampa del progetto “ Facciamo l’impresa” nell'ambito delle misure previste per "Benessere Giovani – Organizziamoci"  finanziamento per  i FSE - POR Campania 2014-2020.

La Regione Campania promuove ”Benessere Giovani” con la linea di intervento “Organizziamoci” che mira a sensibilizzare ed accompagnare i giovani dai 16 ai 35 anni alla cultura d’impresa, alla loro autonomia e all'acquisizione di esperienze e competenze utili a favorire la loro crescita personale, la cittadinanza attiva e la conoscenza dei territori e a dare spazio alle loro propensioni artistiche e creative.

Il progetto "Facciamo l'impresa", che si svilupperà nell’arco dei prossimi 24 mesi, è stato voluto dal Comune di Torre Annunziata, in partenariato Arci Mediterraneo, Arcigay NapoliLegambiente “Giancarlo Siani” di Torre Annunziata e la società SSI (Servizi Sistemi Innovativi), e si prefigge di realizzare attività volte alla valorizzazione dei giovani residenti in Campania, attraverso n. 3 macroattività, pensate ad hoc per rispondere a tutte le esigenze dei suddetti, e della comunità alla quale appartengono.

Interverranno in conferenza il Sindaco di Torre Annunziata, Vincenzo Ascione, l’assessore regionale per le Pari Opportunità e la Formazione, Chiara Marciani, la Consigliera regionale Loredana Raia, l’assessore per le politiche giovanili del Comune di Torre Annunziata, Floriana Vaccaro e per il partenariato, Antonello Sannino.

Arcigay Napoli sarà partner di questo importante progetto rivolto ai giovani dai 16 ai 35 anni e finalizzato alla costruzione e al consolidamento di una nuova cultura d'impresa che sappia valorizzare le differenze e le diversità mirando al contrasto di ogni forma di discriminazione in ambito lavorativo.

Con il progetto "Facciamo l’Impresa" intendiamo, insieme ai nostri partner, costruire spazi e momenti di formazione utili in un mondo che richiede per i ragazzi una capacità sempre più elevata di mettersi in gioco - dichiara Mariano Anniciello, Presidente di Arci Mediterraneo, capofila del progetto Facciamo l’Impresa - Intendiamo declinare insieme la formazione “tradizionale” con una forte spinta alla formazione civica contro le discriminazioni, condizione fondamentale per uno sviluppo sano.

L'amministrazione comunale di Torre Annunziata è orgogliosa di poter offrire ai giovani Torresi un'opportunità del genere - Dichiarano il Sindaco Vincenzo Ascione e l'assessore Vaccaro - Essere giovani al giorno d'oggi non è facile; sono tante le difficoltà che finiscono per incidere negativamente sul percorso personale, scolastico o professionale intrapreso da ognuno. Quel che ci auguriamo è  che questo progetto sia, per i  giovani a cui si rivolge,  una scintilla in grado di stimolare lo svilupparsi di nuove idee e far rinascere in loro la voglia di mettersi in gioco.

Offrire a tanti giovani, ragazzi e ragazze l'opportunità di intraprendere un percorso formativo mediante metodi non formali, ma soprattutto dar loro la possibilità di poter essere sostenuti nel percorso di crescita ed autonomia, è oggi giorno, un progetto davvero importante - dichiara l'Assessore Chiara Marciani -  L'iniziativa Facciamo L'impresa, si ripropone proprio questo, realizzare le speranze dei nostri giovani. 

Apprendiamo con grande sconcerto la notizia dell’ennesimo episodio di violenza omofoba a Pianura (Napoli). Questa volta ai danni di un attivista LGBT, a Napoli proprio per partecipare al Pride, violentemente aggredito e pestato dopo aver partecipato sabato scroso al Mediterranean Pride of Naples.

Dalla descrizione che Andrea – questo il nome del ragazzo – fa dell’azione violenta sembrerebbe essere stata ampiamente premeditata: di ritorno dalla manifestazione, infatti, viene aggredito prima verbalmente e poi fisicamente da alcune persone; la sua colpa, a quanto pare sarebbe quella di essersi affacciato in mattinata per qualche secondo nudo al balcone dell’appartamento in cui alloggiava creando scandalo nella zona.

Esprimiamo tutta la nostra umana vicinanza ad Andrea, il quale è fortemente intenzionato a chiedere giustizia e a denunciare alla forze dell'ordine quanto è accaduto. Ci auguriamo venga fatta immediata chiarezza e giustizia su questo terribile episodio di violenza.

“L’intolleranza e l’odio contenuta nelle ultime esternazioni di che alcuni ministri della Repubblicadichiara Antonello Sannino, presidente di Arcigay Napoli – stanno inevitabilmente facendo crescere la violenza e l’insicurezza nel paese, le persone lesbiche, gay, bisessuali e transesuali, ma in generale i giovani sono sempre più esposti alla violenza in un clima generale di odio costruito da una classe dirigente irresponsabile e miope”

Dal primo giugno sono 32 i casi di omotransfobia in Italia, di cui ben 6 nell'area metropolitana di Napoli,

“Ancora una volta– conclude Sannino – chiediamo una rapida discussione e approvazione della Legge Regionale contro l’omotransfobia la quale contiene azioni concrete di intervento, anche sul piano culturale e formativo, che in questo momento a nostro avviso è il livello d'intervento principale”

In occasione del Pride di Marsiglia, che si è svolto ieri e giunto ormai alla 25a edizione, nella cittadina francese si sono riuniti già nei giorni scorsi gli organizzatori di alcuni dei Pride che si svolgono nei paesi che affacciano sul Mediterraneo: insieme a Algeria, Tunisia, Libano, Turchia, Francia, in rappresentanza dell’Italia era presente Antonello Sannino di Arcigay Napoli, tra le associazoni promotrici del Mediterranean Pride of Naples.

Al termine dell’incontro, promosso in solidarietà con le manifestazioni dell’ogoglio lgbt del Mediterraneo la cui organizzazione è stata repressa, è stato redatto un documento in cui si invitano i promotori dei Pride a fare fronte comune affinchè sia garantita la libertà di espressione, di manifestazione e della libera circolazione delle persone lgbti.

Ancora oggi infatti in molti paesi del Mediterraneo le persone lgbti sono condannate a morte, imprigionate, arrestate, maltrattate dalle forze dell’ordine, sottoposte a test medici violenti, oltre a essere vittime di discriminazione basata sul loro stato di salute e stigmatizzate sul lavoro così come dai mezzi di informazione.

Tra le richieste espresse nel documento la possbilità delle associazioni di costituirsi parte civile nei processi che riguardano casi di omo-transfobia e una gestione adeguata dei richiedenti asilo lgbti. Le associazioni inoltre si impegnano nel denunciare funzionari pubblici, politici e media che favoriscono la discriminazione omo-transfobica e tutti quei casi in cui le autorità non intervengono adeguatamente

invito

conferenza stampa di presentazione del

Mediterranean Pride of Naples 2018

 

Lunedì 9 luglio ore 11.00

Sala Giunta del Comune di Napoli – piazza Municipio

 

Si terrà Lunedì 9 luglio alle ore 11.00 presso la Sala Giunta del Comune di Napoli la conferenza stampa di presentazione del Mediterranean Pride of Naples 2018, la manifestazione per la rivendicazione dei diritti civili della comunità lgbtqi che si svolgerà sabato 14 luglio (concentramento alle ore 16.30 in piazza Dante).

Interverranno: Simona Marino (Delegata Pari Opportunità Comune di Napoli), Annamaria Palmieri (Assessore all’Istruzione, Comune di Napoli), Nino Daniele (Assessore alla Cultura, Comune di Napoli), Isabella Bonfiglio (Consigliera di Parità, Città Metropolitana), Antonella Capone (Portavoce Napoli Pride 2018 e Presidente Ass. Alfi “Le Maree” Napoli), Claudio Finelli (Delegato Cultura Arcigay), Loredana Rossi (Vice Presidente ATN – Associaizone Trans Napoli) e Cinzia Mirabella (regista dello Spot Napoli Pride 2018)

Inserita nella rete dell’Onda Pride nazionale, il claim di questa edizione è Libertà, Uguaglianza, Fratellanza e Pride!.

Il Mediterranean Pride of Naples, che ha per tema, appunto, il Mediterraneo: (il Mare Nostrum come ponte di culture e conoscenze che unisce popoli solo apparentemente distanti) si inserisce così nel panorama dei pride internazionali che alla fine di giugno rievocano i leggendari moti di Stonewall che nel lontano 1969 diedero il via alle lotte di rivendicazione della comunità lgbt in tutto il mondo.

La manifestazione è stata anticipata nei giorni scorsi da una campagna di affissioni (su progetto grafico di Luciano Correale, con un’illustrazione di Marco Gaucho Filippi e foto di Marco Tancredi) e da uno spot scritto e diretto dall’attrice e regista napoletana Cinzia Mirabella e sostenuto e condiviso da Arcigay Napoli e diffuse sui mezzi e nelle stazioni della rete di trasporti regionali. La giornata si concluderà, infine, con il party ufficiale organizzato dal gruppo Same The Party.

Organizzato dal Comitato Campania Rainbow e dal Comune di Napoli, il Mediterranean Pride of Naples 2018 è realizzato con il patrocinio del Comune di Napoli e della Regione Campania, della Città Metropolitana di Napoli e della Consigliera di Parità della Città Metropolitana, del Consolato Generale degli Stati Uniti d’America per il Sud Italia, dell’Istituto di Cultura Francese, del Consolato Generale di Spagna a Napoli, del Consulado de Venezuela en Nápoles, dell’Osservatorio LGBT e del Centro di Ateneo Sinapsi dell’Università degli Studi di Napoli - Federico II e con il sostegno di EAV, ANM e Metronapoli

Il Comitato Campania Rainbow è composto da Arcigay Antinoo di Napoli, Arcigay Marcella di Folco di Salerno, APS “Le Maree” Napoli, ATN Associazione Trans Napoli, Maschile Plurale, Famiglie Arcobaleno Napoli, Arcigay Vesuvio Rainbow, Arcigay Caserta Rain, I’m gay any problem?, a.s.d. Pochos 2012-Gaycs, Wand Benevento, Omondo, Fondazione GIC, NPS Napoli, Certi Diritti Napoli e altre associazioni, gruppi e collettivi lgbt e non.

 
Mancano ormai poche ore al Pompei Pride che si svolgerà sabato 30 giugno (concentramento alle 15.30 in piazza Falcone e Borsellino, partenza alle 16.30, arrivo previsto in serata in piazza Esedra).
 
C’è attesa, entusiasmo e fermento in cittá per il corteo. Il tratto finale del percorso (in via Plinio) è già addobbato con le bandiere Rainbow così come accade nelle grandi cittá europee che ospitano la parata dell’orgoglio lgbt.
 
E di interesse nazionale si sta rilevando la manifestazione su un piano politico: Vincenzo Spadafora (sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei Ministri con delega alle Pari Opportunità) rappresenterà il Governo alla parata; Mara Carfagna, (vicepresidente della Camera dei Deputati) ha inviato un messaggio di vicinanza agli organizzatori; politici locali, onorevoli e deputati di ogni estrazione politica (PD, M5S, Potere al Popolo, Liberi e Uguali, Dema, Radicali Italiani) hanno annunciato la loro presenza, così come la Regione Campania e i Sindaci dei Comuni campani che hanno patrocinato l’evento a cominciare dal Sindaco di Napoli Luigi De Magistris; ha annuciato la sua presenza anche la Senatrice Monica Cirinnà, firmataria del testo delle Unioni Civili approvato ormai un anno fa.
 
A sostenere il Pompei Pride c’è inoltre la rete dei trasporti regionali: EAV, ANM e Metronapoli hanno infatti promosso una campagna pubblicitaria su tutti i loro mezzi pubblici. Ma anche l’imprenditoria locale si è mostrata attenta: da Aox a Dobedoo passando per molti esercizi commerciali del territorio; Legea, marchio di abbigliamento sportivo (con sede proprio a Pompei) dedicherà una sua campagna di comunicazione al Pride.
 

Il Consiglio nazionale di Arcigay, a Bologna, nella giornata odierna 23 giugno, ha formalmente riconosciuto l’affiliazione di VesuviAmo, Associazione LGBT* vesuviana con sede legale a Cercola (NA). 

Abbiamo visto nascere questo gruppo eccezionale di ragazze e di ragazzi - commenta il Presidente di Arcigay Napoli, Antonello Sannino - e li abbiamo fortemente sostenuti e appoggiati dall'istante zero, anzi ancor prima che si costituissero come associazione. Nel 2010 in tre regioni del sud, Campania, Basilicata e Molise, Arcigay era presente con il solo Comitato di Napoli; in Molise e Basilicata non vi era mezzo presidio LGBT. Oggi Arcigay cresce nell’area metropolitana di Napoli, come in nessun’altra parte del Paese, in Campania e in tutto il sud.

Nel 2010 riprese vita il comitato Arcigay a Salerno dedicato a Marcellona di Folco, e dal 2012 abbiamo lavorato per favorire la nascita di nuovi presidi territoriali. Arcigay in Campania oggi è presente a Napoli, a Salerno, a Caserta, nell'area metropolitana di Napoli con Vesuvio Rainbow a Torre Annunziata, e ora con VesuviAmo a Cercola, mentre si sta strutturando un gruppo LGBT nella penisola sorrentina. Abbiamo sostenuto e aiutato le amiche lucane e gli amici lucani perché potessero dar vita all'Arcigay Basilicata, l'Arcigay che porta il nome del suo fondatore, Marco Bisceglia, e le amiche e gli amici molisani per la nascita di Arcigay Molise.

Questi nuovi presidi di libertà, in pochi anni hanno dato vita a centinaia di iniziative, ai pride di Napoli, Salerno, Caserta, Benevento, Bagnoli di Napoli, Potenza, tra pochi giorni quello di Pompei e ancora quello molisano del prossimo 28 luglio, per non dimenticare il consueto appuntamento annuale con il Pride del Mediterraneo di Napoli del prossimo 14 luglio; una grande e travolgente ONDA PRIDE, nata proprio dal quello principio di moltiplicatore di Pride e di costruzione di un rete, rivelatosi poi un enorme effetto domino che, dai territori, ha travolto il Paese e la politica nazionale. 

Per tutto questo e per altri motivi siamo orgogliosi  - continua Sannino - che le associazioni nate in questi anni, anche grazie al supporto e all'azione territoriale del nostro Comitato, abbiano avuto presidenti tante donne transessuali: Ottavia Voza, Nadia Girardi, Morena Rapolla, Daniela Falanga e  Luce Visco, che hanno dato energia, passione, intelligenza, amore, competenze, onestà e favolosità alla nostra azione. 

Arcigay gode, quindi, di ottima salute, una associazione che cresce dal basso, con tanta la passione e con tanta la generosità. In un momento delicatissimo per i diritti civili, per la democrazia e le libertà individuali nel nostro Paese, oggi più che mai abbiamo bisogno di presidi di libertà come quello di VesuviAmo.

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