Congresso

 

PARTECIPA sulla pagina Facebook, interagisci, condividi! (clicca qui) 

 

Scarica la mozione in formato PDF (clicca qui)

 

 

 

chiAMA Arcigay Napoli 4.0

PARTECIPA sulla pagina Facebook, interagisci, condividi! (clicca qui)  

 

Documento politico e programmatico per il Congresso territoriale del Comitato Arcigay “Antinoo” di Napoli

 

15 dicembre 2018

 

Premessa ed analisi dello stato attuale

 

L’Arcigay di Napoli da 35 anni rappresenta un patrimonio per il territorio, la città e la società tutta.

 

Nel tempo, la nostra associazione, un’organizzazione di volontariato, si è impegnata non senza difficoltà a custodire e valorizzare la storia ed i valori della comunità e della lotta per l’eguaglianza delle persone LGBTI+, evitando che si disperdessero, un’eventualità non improbabile in un collettivo, come quello attuale, che è diventato meno attento alle esigenze della comunità e ha talvolta confuso l’interesse di una parte con quella del tutto.

 

Amiamo questa associazione e ci interroghiamo con spirito critico, per imparare dagli errori compiuti, valutare i risultati ottenuti e rilanciare in maniera ancora più tenace la nostra azione di lotta per l’eguaglianza delle persone LGBTI+.

 

Negli ultimi tempi molte azioni hanno causato una diminuzione del flusso di nuov* soc* attivist* e hanno portato, per debolezza e per dinamiche di centralizzazione delle decisioni, all'allontanamento di molt* che partecipavano attivamente alla vita associativa (esprimendo talvolta le proprie posizioni con motivazioni serie e pesanti). Con la contraddizione ed il paradosso che il nostro Comitato, ospitato spesso sulle pagine dei giornali generalisti a cui venivano offerti scoop e trovate strabilianti, non viene riconosciuto più come il punto di riferimento affidabile per i bisogni della comunità LGBTI+ nella città e sul territorio.

 

Il disagio che si è avvertito in associazione è derivato dall’ accentramento delle attività di decisione e delle scelte politiche, che con spirito democratico e associativo, dovrebbero essere sempre assembleari.

 

I/le più giovani e/o potenziali soc* dell’Associazione, a dispetto di quanto avveniva anni fa, tendono ora a non sentirsi parte della comunità che dovrebbe rappresentarli e renderli consapevoli e responsabili.

 

Da una parte c’è l’enfasi e il sovradimensionamento dell’uso dei media, dall’altra il depauperamento dello spirito assembleare, l’assenza di consultazioni e di stimolo partecipativo, che ha generato una struttura verticistica, chiusa, e decisamente non orizzontale.

 

Tutto ciò è andato a discapito dei tanti progetti e di servizi che effettivamente, con fatica e in maniera continuativa, i soci e le socie hanno offerto alla comunità con il loro volontariato, senza clamori e urla da “notizia bomba”.

 

Crediamo che sia dunque il momento della responsabilità ed occorre correggere il tiro rispetto a strategie e dinamiche che non possiamo serenamente tacere, è il momento di rilanciare al massimo la partecipazione democratica all’interno dell’associazione, ascoltando, dal basso, le necessità e i desiderata che provengono dalla nostra comunità di riferimento, per esplicare al massimo la visione e la missione che abbiamo iscritte nel nostro statuto.

 

Per questo intendiamo discutere e far emendare questa stessa proposta a* soc* in assemblee da convocare dal momento della presentazione di questo documento fino al congresso, stimolando partecipazione e confronto.

 

Non crediamo alla logica della minoranza e della maggioranza, sappiamo che l’associazione è una ed una sola. Vogliamo però essere una voce critica ed esprimere liberamente il nostro dissenso costruttivo, le nostre posizioni, vogliamo metterci la faccia, vogliamo davvero far cambiare questa associazione affinchè sia la casa di tutt* e non un ristretto salotto in cui raccontarsela tra poch*.

 

Siamo dentro la casa comune di Arcigay, e lì vogliamo rimanere, convint* che il nostro lavoro collettivo sia oggi più che mai importante per i/le tant* che oggi là fuori aspettano di sapere che c’è un gruppo su cui poter contare per qualsiasi esigenza legata ad una o più delle proprie istanze legate ad una o più identità.

 

Desideriamo riportare al centro i soci, convocando assemblee periodiche in cui i protagonisti delle scelte siano essi stessi, determinando la vita politica ed associativa in prassi quanto più condivise rispetto al passato, avvicinando le persone ai momenti di elaborazione politica locale e nazionale, come ad esempio in seno al Consiglio Nazionale di Arcigay.

 

Vogliamo ribadire l’autonomia e l’indipendenza dell’associazione da qualsiasi formazione politica che si candidi alla guida del paese e/o degli enti locali dello Stato, offrendo al contempo stimolo e contenuto ma salvaguardando l’associazione da strumentalizzazioni, soprattutto all’avvicinarsi dei momenti elettorali. Per questo motivo, vogliamo proporre un emendamento allo Statuto che determini le dimissioni di chiunque ricopra cariche associative all’atto della presentazione di una candidatura politica verso qualsiasi carica elettiva.

 

Desideriamo che i verbali dei direttivi siano pubblici e accessibili a tutte e tutti, e che le decisioni siano condivise, e che la gestione economica e patrimoniale sia quanto più trasparente e pubblica.

 

 

Valorizzazione della sede sociale, assemblee e gruppi tematici, attività sociali e servizi integrati per la comunità.

 

Riteniamo indispensabile il rafforzamento di una rete di comunità partecipata: fatta di persone in carne ed ossa, libere di vivere la vita associativa nei suoi spazi, in cui proporsi e crescere, persone che siano spronate e coinvolte nell’elaborare la visione e le scelte politiche, per condividerne o meno l’elaborazione e l’orientamento.

 

Vogliamo abbandonare la «retorica dello spot ad effetto», dell’enunciazione della quale il giorno dopo non rimane nulla, vorremmo che siano strutturati con continuità e professionalità servizi dedicati ai bisogni della comunità, e che sia garantita la loro continuità nel tempo con l’impegno di volontar* e professionisti quanto più numerosi e competenti possibile.

 

Desideriamo sviluppare una rete di sostegno locale alla comunità LGBTI+,e non, in particolar modo riferita alle ancora troppe persone vulnerabili e deboli, di chi presenta bisogni speciali e complessi. Intendiamo implementare e coltivare l’incontro di persone e comunità, volontarie e strutturate, per permeare culture e storie, esperienze e buone prassi, promuovendo il dialogo intergenerazionale e di fede, per prevenire le solitudini, favorendo spazi di inclusione e di incontro.

 

Vogliamo garantire formazione e sapere di comunità: assicurare la piena promozione e il totale sostegno alle esperienze di formazione nazionali di Arcigay; momenti fondamentali per la crescita di attivist* e per la formazione delle nuove generazioni di militanti consapevoli di essere pari portatori di un sapere di comunità.

 

Desideriamo strutturare servizi alla comunità promuovendo pratiche di progettazione partecipata dal basso, che possano intercettare il sapere e le competenze che la comunità stessa esprime, favorendo la partecipazione attiva a progettazione e gestione di servizi che siano in coerenza ai i fini statutari dell’associazione.

 

Al fine di preservare modalità etiche di partecipazione democratica riteniamo incompatibili l’assunzione o la sola candidatura a cariche della Repubblica, ad enti pubblici o partecipati ad ogni livello, con i ruoli di presidente, vice-presidente componente del consiglio direttivo o in ogni caso delegato.

 

Vogliamo promuovere e garantire spazi di autodeterminazione e partecipazione alla vita associativa, avvicinare i/le soc* alla determinazione delle politiche associative ed alla sua governance, sia a livello locale sia nazionale in seno al Consiglio di Arcigay. Spazi di determinazione che siano quanto più possibile durante la settimana, che possano essere di crescita e sano confronto, che siano avvertiti come sicuri per i giovani della comunità LGBTI+ e per i soci tutt*, spazi quanto più inclusivi e aperti.

 

Spazi che siano di cultura e aggregazione LGBTI+, che sia riferimento per la comunità locale napoletana.

 

 

Vogliamo favorire la crescita nel percorso associativo interno e nazionale d* giovan* attraverso la promozione di formazioni, anche esterne al comitato stesso, finalizzate allo sviluppo delle competenze necessarie al supporto delle istanze LGBTI+.

 

Per questo saranno anche fissate assemblee dei soci in occasione di ogni Consiglio Nazionale, per una vera partecipazione della base associativa alla grande famiglia di Arcigay.

 

 

 

Coming out, scuola e giovani.

 

Coming out

 

Il Coming out rappresenta un momento fondamentale nella vita di una persona LGBTQI+, e le dinamiche legate a questo importante processo sono tante, è importante accompagnare le persone lungo un percorso di autodeterminazione costante prima, durante e dopo il Coming out, rafforzando momenti di incontro tra pari in cui poter narrare le proprie esperienze e necessità, per condividere bisogni e difficoltà, con il fine di combattere l’esclusione sociale e l’isolamento.

 

Vogliamo approfondire le problematiche che oggi possono portare il Coming out di un giovane LGBTQI+ ad essere motivo di “rottura”con i propri affetti ed intervenire, anche grazie all'aiuto ed alla collaborazione con altre associazioni LGBTI e professionisti, per implementare azioni di mediazione e incontro con le famiglie, per riscoprire la capacità di potersi accogliere ed amare nelle proprie specificità ed affetti, bisogni e rappresentazioni, liberi da pregiudizi ed etichette, offrendo occasioni di incontro e formazione, discussione e dialogo con e tra le famiglie.

 

Giovani

 

Il Gruppo Giovani di Arcigay Napoli ha subito una forte evoluzione nel corso degli ultimi anni, vedendo i ragazzi e le ragazze non solo come i principali attivisti e attiviste del comitato ma anche come persone sempre più coinvolte nella realizzazione di eventi e iniziative che hanno abbracciano le più importanti e attuali tematiche e bisogni avvertiti da loro stessi, attraverso l’autogestione e l’autodeterminazione delle attività da proporre. Ciò nonostante, molti giovani faticano ad avvicinarsi o a restare nell'associazionismo, non solo per problemi legati alla visibilità che talvolta questo comporta, ma anche per questioni legate alla gestione delle più svariate contingenze personali e bisogni.

 

Immaginiamo il gruppo giovani come l’incubatore di nuove prassi ed attività che portino alla consapevolezza di sè e del gruppo, stimolando l’autodeterminazione e facilitando il protagonismo di tutte e tutti, anche utilizzando attività di educazione non formale e di formazione continua sia in comitato, sia con le opportunità offerte dalla rete nazionale. Vogliamo indagare insieme le motivazioni che portano i/le partecipanti al gruppo a non rimanere in associazione e immaginare insieme nuovi strumenti di partecipazione attiva e dal basso.

 

 

Desideriamo portare avanti le attività fin ora sperimentate e rafforzare le occasionii di formazione, informazione e aggregazione in sede così come al di fuori, andando a costruire rapporti e collaborazioni con associazioni giovanili, gruppi studenteschi, associazioni di volontariato attive sul territorio locale.

 

Riteniamo necessario e fondamentale continuare il percorso avviato dalla rete Giovani dell’Associazione nazionale, invitando altre ed altri giovani a mettersi in gioco ed a confrontarsi oltre la propria visione territoriale, proponendo incontri e discussioni tematiche, occasioni di discussione e di crescita personale.

 

Scuola

 

Educare alle differenze in una scuola inclusiva e partecipata

 

Le energie del Comitato saranno indirizzate con forza verso attività di educazione, sensibilizzazione e formazione indirizzate a studenti, insegnanti e personale amministrativo nelle scuole di ogni ordine e grado, puntando all’istituzionalizzazione di queste attività con personale formato e qualificato. L’associazione sarà un presidio a contrasto di crociate come la “Guerra al Gender” o le paure motivate da ignoranza e atteggiamenti radicali e sessuofobici.

 

Viviamo un momento di importante trasformazione socioculturale.

 

Da una parte registriamo l’emersione in contesto scolastico di fenomeni come i coming out in età sempre più giovane, pratiche di sperimentazione identitaria(questioning), presenza di studenti figli di famiglie omo/transgenitoriali, o portatori di identità intersezionali, che pongono ai docenti, ai formatori ed anche ai genitori e parenti sfide sempre più complesse nell’assenza quasi totale di supporto istituzionale all’educazione alla sessualità, all’inclusione e alla salute, che lascia soli i nostri giovani LGBTI+.

 

D’altra parte assistiamo a correnti contrapposte a livello istituzionale: il tema dell’inclusione ha visto una fase di avvio in recenti riforme che vogliamo sostenere e sviluppare a livello territoriale, sostenendo le scuole, ovvero i singoli docenti che intendono iniziare un lavoro costante di inclusione nella scuola, e/o direttamente gli studenti stessi che desiderino mettere a nudo l’inerzia o l’ostilità istituzionale quando presenti.

 

Ci impegniamo a promuovere:

 

  • regolamenti antidiscriminatori per la tutela e il benessere delle persone LGBTI+ all’interno degli istituti scolastici scuole primarie e secondarie con particolare riferimento al diritto al rispetto dell’identità degli studenti e delle studentesse transgender/in transizione di genere.

 

  • attività di informazione e formazione per tutti gli attori dell’universo scuola

 

(alunne e alunni, insegnanti, genitori, dirigenti scolastici) in tema di bullismo e discriminazioni di stampo omo-transfobico in occasione delle ricorrenze LGBTI

 

 

(es. TdoR, IDAHOBIT, Giornata della Memoria) o convenzioni locali per i progetti di alternanza scuola-lavoro e pratiche laboratoriali.

 

Salute, prevenzione e lotta allo stigma

 

Il tema della salute e del benessere sessuale è oggi ancora più attuale a fronte del fallimento dei tentativi di informazione e prevenzione verso la comunità tutta, ed in particolare le nuove generazioni, che hanno vissuto un momento storico diverso e mutato sia per le nuove possibilità di cura offerte dalla ricerca scientifica sia per la difficoltà delle istituzioni preposte e delle agenzie educative di riuscire a comprendere e decodificare messaggi ed abitudini sessuali in continuo mutamento, legate a nuove identità ed espressioni affettive.

 

Oggi i dati in Campania, ed in particolare quelli che ci vengono espressi dall’ Ospedale Cotugno dell’AORN “Dei Colli” di Napoli ci descrive un aumento delle nuove diagnosi da HIV, con particolare attenzione sia alla fascia giovanile sia a tutte quelle persone che hanno una diagnosi tardiva, che scelgono di effettuare il test HIV solo dopo tempo dall’aver contratto il virus, con complicanze sia sulla salute personale che sulla salute collettiva.

 

Eppure la ricerca scientifica oggi ci racconta che, in tema HIV e rispetto ad un decennio fa, abbiamo conoscenze per vivere un benessere sessuale consapevolmente, come la TasP che è l’acronimo inglese di trattamento come prevenzione, che si traduce nell’impossibilità per una persona HIV+ di trasmettere il virus se questo è in terapia antiretrovirale aderente, e con carica virale azzerata da più di sei mesi, e strumenti quali la PrEP (in italiano Profilassi pre Esposizione) come strategia complementare che impedisce la replicazione del virus HIV quando se ne viene a contatto, con efficacia confermata da studi se usato perfettamente secondo prescrizione, e ribadendo l’esposizione a tutte le altre infezioni sessualmente trasmesse se alternativa al condom, e la PEP (Profilassi Post-Esposizione) quale terapia per evitare di contrarre HIV se si è corso un alto rischio, e da intraprendere entro 48 ore presso un pronto soccorso infettivologico.

 

Il condom resta ed è il migliore e più versatile strumento di protezione, avendo un’alta efficacia nel bloccare la trasmissione di tante infezioni, sottolineando l’importanza di usarlo sempre nei rapporti anali e vaginali occasionali. Ma parallelamente crediamo che l’autodeterminazione e la consapevolezza siano le vere possibilità per i singoli e la comunità per permettere alle persone di indossare il vestito che sentono più adatto, con il fine di proteggersi sempre, contro la logica dei tabù e della vergogna, per la costruzione di un benessere che non sia solo del singolo, ma di comunità.

 

 

Vogliamo lottare contro lo stigma nei confronti delle persone sieropositive, ancora invisibili nella comunità LGBTI+e nella società, con informazione e formazione strutturata sulle infezioni sessualmente trasmesse e su tutti gli strumenti di prevenzione oggi disponibili, distribuendo gratuitamente preservativi e lube, materiale informativo e sui servizi territoriali implementando momenti di discussione e informazione, di approfondimento tematico e di counselling specialistico.

 

Vogliamo rafforzare l’attività di testing HIV in sede associativa ed implementarne le uscite esterne in collaborazione con le realtà commerciali esistenti, luoghi di espressione aggregativa e ricreativa della comunità, per favorire l’emersione del sommerso di infezioni non diagnosticate e promuovendo le strategia di difesa esistenti. Solo quest’anno sono stati proposti due progetti specifici su questi temi, ma

 

  • necessario rilanciare la nostra azione anche attraverso la realizzazione di campagne permanenti strutturare sulla scia dei già esistenti checkpoint, in particolare sul modello bolognese (BLQ Checkpoint).

 

Vogliamo sostenere ed implementare ambulatori e servizi in tutti i territori di Napoli e provincia, con particolare attenzione:

 

  • ai centri di prevenzione vaccinale, per favorire l’accesso e la gratuita fruizione a tutte le categorie previste dal Piano Nazionale Prevenzione Vaccinale, recepito integralmente dalla Regione Campania, tra cui le persone gay, persone HIV+, sex workers, sostenendo ancor più ampia inclusione;

 

  • agli ambulatori dove poter accedere al test HIV in forma gratuita ed anonima, implementando la possibilità di poter accedere nelle stesse forme, ai test per altre infezioni sessualmente trasmesse quali sifilide ed epatite;

 

  • la possibilità di accedere a prestazioni ambulatoriali in maniera diretta, per patologie che possono costituire uno stigma o tabù per le persone affette, ad esempio legate alle complicanze del Papylloma Virus e relativo trattamento, implementando l’accesso al test citologico disponibile sia per uomini che donne;

 

  • sostenere e implementare ambulatori per l’accesso alla PEP ed alla PrEP, come di futura e a breve attivazione presso l’Ospedale Cotugno.

 

Vogliamo dialogare con le istituzioni preposte a tutti i livelli, a partire dalla Regione Campania ed il Ce.Rif.A.R.C (Centro di Riferimento A.I.D.S. Regione Campania) per proporre proposte operative di intervento, implementando buone prassi sperimentate altrove e modalità di offerta attiva ed innovative per il territorio. Desideriamo sostenere un approccio che sia integrato tra gli Enti locali e le Aziende Sanitarie Locali e con chi si occupa di ricerca pubblica su questi temi, che sia consapevole dell’universo sociale e sessuale della popolazione, delle esigenze di informazione e di formazione continua, a partire dai principi fondamentali di non discriminazione e di non giudizio, nella pratica sanitaria e non, dall’accesso alla presa in carico socio-sanitaria integrata.

 

Sosteniamo ed auspichiamo la proposta gratuita e attiva di condom e lubrificanti, informata e strutturata, proponendoci per un’interlocuzione che sia collaborativa e fattiva nella direzione di porsi nel solco della strategia 90-90-90 di UNAIDS: test hiv per il 90% della popolazione, 90% dei sieropositivi effettivamente in trattamento, 90% dei sieropositivi in trattamento in condizione di 'carica virale negativa' (rischio contagio zero).

 

Intergenerazionalità

 

All’eteronormatività ed al genderismo maschilista, si è aggiunto nel tempo il giovanilismo prepotente e sottilmente violento. Nell’immaginario comune anche della comunità LGBTI+ viene esaltato e desiderato non più solo il soggetto maschio bianco e ricco, ma anche giovane e palestrato. Questo genera sofferenza e solitudine, non solo per chi, giovane non “maschio”, non occidentale non riesce a allinearsi a questi modelli ma anche per chi subisce pratiche di etichettamento anagrafiche che limitano la partecipazione alla vita associativa e sono spesso motivo di esclusione attiva alla vita sociale.

 

Vogliamo rompere questo meccanismo e creare momenti di scambio intergenerazionale, di accompagnamento al coming out in ogni situazione anagrafica, di rafforzamento identitario rivolto ad omosessuali e trans* anziani ed anziane. L’associazione dovrà essere un luogo sicuro ed accogliente per le persone senior, che non solo potranno avere spazi di condivisione e svago, ma dovranno essere stimolate a partecipare ad ogni attività della vita sociale.

 

Ci impegniamo a creare un programma di attività specifico per quest* soc* e ad istituire servizi di sostegno e se è il caso di assistenza rivolti alla terza e quarta età, proiettando l’associazione nella rete dei servizi per gli anziani, condividendo esperienze ed attivando relazioni con le associazioni ed i centri sociali sul territorio, promuovendo pratiche, già sperimentate in altre città, di co-housing rainbow.

 

 

 

L’associazione come un Laboratorio di condivisione delle differenze

 

L’associazione è da sempre stata un laboratorio di incontro tra persone differenti: mondo T*, lesbiche, over 50, non binarity, queer, persone con hiv, genitori, amici delle persone LGBTI+.

 

Partendo dall’esperienza della Casa Comune delle Diversità, spazio insieme di incontro e di separazione, ove ciascun gruppo ha potuto trovare uno spazio sicuro di elaborazione politica ed empowermentda condividere poi con l’associazione, sosteniamo il bisogno di estendere questo modello all’intera società, in modo da rafforzare la critica ai modelli identitari dominanti, ai processi di etichettamento ed autoetichettamento e decostruendoli anche con logica intersezionale. La comunità LGBTI+ ha molteplici sfaccettature ma come gli arcobaleni che dopo le tempeste si stagliano compatti con i loro colori nel cielo, così la nostra comunità, diversa ed uguale, deve marciare unita ed insieme nello stesso spazio di lotta sociale.

 

Persone migranti LGBTI+ ed universo multiculturale

 

 

L’esperienza portata avanti in questi anni nell’accoglienza ed incontro di persone migranti LGBT+ ha permesso all’associazione di sviluppare lentamente e sul campo le proprie competenze nell’accoglienza accoglienza umana della persona e dei bisogni di cui sono portatori le identità migranti . L’esperienza consolidata dello sportello di accoglienza “Migra Antinoo”, portata avanti con il contributo volontario di specialisti nella mediazione linguistico culturale ed avvocati esperti nell’area dell’immigrazione, ha permesso che questo divenisse punto di riferimento non solo per ragazzi e ragazze migranti soli e/o accolti in strutture di accoglienza del territorio provinciale e regionale, ma anche per operatori del settore, per associazioni ed enti che accolgono all’interno del sistema SPRAR o Centri di Accoglienza Straordinaria e che negli anni hanno richiesto il nostro aiuto per meglio comprendere le specificità e le esigenze delle persone migranti LGBTI+.

 

L’attività ad oggi si è concentrata nella direzione di accoglienza umana alla persona della presa in carico dei bisogni principalmente legali, in risposta alle grandi difficoltà incontrate dalle persone migranti LGBTI+ di ricevere assistenza dedicata e orientata agli specifici bisogni, che possa narrare i percorsi di vita e le difficoltà che hanno portato le persone a migrare ed affrontare un lungo e pericoloso viaggio per poter essere liberi di vivere la propria vita ed i propri affetti. Spesso l’assistenza legale infatti si limita ad una sterile narrazione di eventi, senza la minima attenzione ai percorsi di vita ed ai traumi subiti nelle comunità di origine ed una visione globale della persona nelle sue relazioni, bisogni e storia personale. Assistiamo ad una richiesta in aumento di tesseramento da parte di migranti LGBTI+ o presunti tali, inviati talvolta dai propri legali a cui ci si è affidati, come se la sola tessera Arcigay possa testimoniare un universo di vita e di identità personale. Intendiamo approfondire ed invertire questa dinamica depauperante del significato intrinseco all’orgoglio di esser parte di un’organizzazione come Arcigay, accogliendo le specificità personali in un’ottica ed approccio relazione e di comunità, piuttosto che di sola erogazione di un servizio di assistenza.

 

Intendiamo mutuare prassi metodologiche sperimentate in altri territori, e rafforzare il confronto avviato in Arcigay all’interno del percorso avviato dal progetto “MigraNet”, il programma nazionale di messa in rete degli sportelli per migranti e richiedenti asilo LGBTI promosso dall’associazione nazionale, e che ha permesso quest’anno di poter lavorare congiuntamente su obiettivi comuni, stimolando confronto e gruppi di lavoro tematici, con il fine di aggiornarsi e potenziare le prassi locali, formando nuovi volontari e coinvolgendo le persone migranti stesse nella vita associativa, stimolando la partecipazione attiva e lavorando per abbattere le barriere linguistiche esistenti. E’ proprio da questa esperienza nazionale che avvertiamo la necessità di creare uno spazio aperto e di confronto tra migranti LGBTI+ e comunità tutta, al fine di praticare prassi di inclusione sociale che esulino dal solo percorso di assistenza materiale e legale.

 

 

L’attuale situazione politica in continua evoluzione, con il mutato quadro normativo che porterà necessariamente a nuove esclusioni e marginalità, ci obbliga a ripartire dalla storia dei flussi migratori e dalle necessità e competenze di cui le persone sono portatrici. È migrante chi si sposta per lavoro, chi viaggia per scoprire ed esplorare, chi raggiunge paesi con welfare più accessibili, chi parte e chi arriva, chi attraversa i confini. È migrante anche chi è costretto a spostarsi perché sfruttato dalla tratta di esseri umani legata alla prostituzione, LGBTI e non.

 

Riemerge la necessità di un discorso e di una visione intersezionale, che preveda sia le discriminazioni sia le lotte. E’ necessario rendere direttamente partecipi le soggettività migranti nell’elaborazione della propria autodeterminazione e dei propri percorsi di vita, liberando spazi a narrazioni per un’elaborazione politica che emerga dalle stesse persone che la vivono in prima persona.

 

Non possiamo chiudere gli occhi davanti all’ondata di odio xeno-razzista legittimato dalle istituzioni, che vede episodi sempre più forti e folli verso le persone LGBTI+. Spesso chi desidera e agisce una forte emancipazione sposta la paura del diversoin cima alle azioni, dimenticandosi l’importanza delle differenze. Per questo è fondamentale portare avanti azioni e rivendicazioni anti-xenorazziste, che siano simboliche o politiche, quanto più ampie e partecipate all’interno dei movimenti di lotta e reti di sostegno sociale, per un’accoglienza diffusa e reale, contro qualsiasi ghetto o recinto in cui rinchiudere soggettività altre.

 

Per questo motivo, intendiamo consolidare attività che tendano a:

 

  • rafforzare reti di comunità solidali, avviando azioni di dialogo strutturato ed informazione e confronto con le comunità straniere, le istituzioni nel solco dei percorsi già avviati e le realtà di associazionismo locale;

 

  • Evolvere da servizio di di assistenza e di presa in carico degli specifici bisogni psicologici e legali verso un approccio di comunità vissuta ed autodeterminata dalle stesse persone migranti LGBTI+, per favorire l’incontro e lo scambio, la permeabilità culturale, il riconoscimento dell’umanità insita in ognuno di noi, lavorando per abbattere le barriere linguistiche, la piena partecipazione a tutte le attività associative;

 

  • rafforzare le prassi attive, sperimentando nuove convenzioni (anche a titolo oneroso, come già avviene dal 2014 per il supporto legale ai progetti di

 

accoglienza dell’Arci Mediterraneo Sociale   che siano di supporto agli enti

 

impegnati nell’accoglienza, proponendo attività di formazione ed aggiornamento professionale agli operatori sociali e legali;

 

  • Formazione di nuovi volontari e aggiornamento professionale;

 

  • Aprire un canale di diagolo con l’Ordine degli Avvocati e la Prefettura di

 

Napoli, per sensibilizzare le istituzioni preposte agli specifici bisogni di cui le persone migranti LGBTI+ sono portatrici;

 

  • Avviare il dialogo con le commissioni territoriali competenti per l’esame delle domande di protezione internazionale;

 

 

  • rafforzamento del percorso avviato con l’Associazione nazionale verso un approccio integrato e validamente riconosciuto da tutte le realtà locali di Arcigay e che porti quale priorità la lotta contro ogni forma di discriminazione xenofoba e razzista;

 

  • Costituzione di una rete con associazioni estere e localmente situate nei paesi di origine e dell’area euro mediterranea.

 

 

 

Comunicazione esterna

 

La comunicazione e la promozione del comitato Arcigay di Napoli sarà funzionale a proporre con crescente determinazione la centralità del ruolo culturale, sociale e politico nell’accezione apartitica del termine dell indirizzo e agire associativo nel proprio territorio di competenza, così come la promozione delle reti e realtà esterne istituzionali o meno, solidali e attive sulla promozione dei principi di inclusione e non discriminazione. Intendiamo fare un uso più consapevole e mirato della comunicazione in uscita, con particolare attenzione alla stampa ed al suo potenziale, ponendo più energie sul lavoro concreto che sulla sua rappresentazione.

 

In tutti i casi, immaginiamo una comunicazione delle attività e dei momenti di vita associativa che dovrà essere prioritariamente orientata:

 

  • sulla promozione strutturata delle attività e dei servizi offerti ai soci ed alla comunità, su più canali di comunicazione;

 

  • sull’implementazione di una gestione interna di filtro della comunicazione in entrata, per una migliore presa in carico delle domanda di supporto e segnalazioni;

 

  • sull’internazionalizzazione della comunicazione istituzionale dell’associazione ed abbattimento delle barriere per gruppi minoritari (es. adeguamento della comunicazione istituzionale per diversamente abili, per turisti ed utenti non parlanti italiano);

 

  • Sostegno alle campagne nazionali e regionali, implementazione di proprie campagne ad hoc su specifici temi di interesse locale;

 

  • Gestione dei social network, attraverso specifiche suite di social media management e centralizzazione della pubblicazione che sia più funzionale agli scopi statutari, realizzazione di calendari editoriali;

 

  • Forte attenzione alla Corporate Brand Image, attraverso la realizzazione di una chiara identità visuale, sia nelle attività di promozione che nella realizzazione di specifici servizi alla comunità.

 

 

 

 

Fund Raising e sostenibilità

 

 

Occorre pertanto attivare tutti i possibili canali per il reperimento dei fondi, nel rispetto del principio di autofinanziamento di ogni singolo progetto/attività per sostenere le attività correnti già attive e poterne programmare sempre di nuove.

 

Le attività e progetti non istituzionali dovrebbero essere scelti non solo in base alla sostenibilità tecnico-economica ma anche in base alla capacità di generare ritorni economici per l'associazione, utili a finanziare il suo efficace funzionamento. In quest'ottica risulta necessario organizzare, pianificare e programmare sulla base della relazione programmatica, le seguenti attività:

 

  • ricerca di sponsor corporate istituzionali;

 

  • ricerca di sponsor per singoli progetti e attività;

 

  • ricerca di sponsorizzazioni tecniche ( cancelleria, condoms, gadget, prodotti alimentari, hardware e software);

 

  • merchandising ( tshirt, adesivi, felpe, ) anche in partnership con altri soggetti (gruppi LGBTQI+ commerciali, personaggi celebri);

 

  • scouting e screening di bandi di gara, finanziamenti europei, nazionali, regionali anche per ricerca, innovazione, immobilizzazioni materiali e immateriali;

 

  • organizzazione di eventi a valore aggiunto;

 

  • ricerca di “donors” privati cittadini, fondazioni, gruppi LGBTQI*

 

  • ricerca di partnership e implementazioni convenzioni per l'associazione e gli associati con sistema cashback banche, assicurazioni, agenzie di viaggi, commercio);

 

  • Per il fundraising diventa fondamentale la scelta di progetti che abbiano il più rilevante impatto esterno tale da consentire il coinvolgimento di imprese, istituzioni, associazioni imprenditoriali, sindacali e di categoria, università e istituti scolastici, sistema sanitario, portando valore aggiunto sia in termini economici, sia in termini di immagine e sviluppo di relazioni (partnership, reti). Esempi: progetti di ricerca, progetto sul turismo LGBTQI+, corsi di formazione/master tipo diversity management, convegni e rassegne.

 

  • Più efficace, efficiente e organizzazione di eventi a carattere ricreativo, nonché di attività legate al progetto sul turismo LGBTQI*, approfondendo le possibilità di sostegno economico al comitato che tali attività possono generare, per riversare poi l’entrata economica nel sostegno di attività e servizi per la comunità ed il perseguimento dei fini statutari. A tal fine immaginiamo di lanciare uno studio di fattibilità tecnico-economica unitamente ad un'analisi costi benefici per il Comitato.

 

 

 

Turismo LGBTI+ e rapporti con governo locale e mercato

 

Il turismo si pone oggi come un altro dispositivo di riconoscimento della comunità LGBTI+. Il lavoro svolto da Arcigay Napoli in questi anni attraverso il progetto “Altri

 

 

Turismi” ha avuto come obiettivo quello di rendere Napoli e la città metropolitana una meta turistica rainbow-sensitive attraverso un impegno importante di risorse, progetti e servizi; interfacciandosi con molte delle realtà territoriali pubbliche e private al fine di realizzare una prassi visibile e attrattiva.

 

Gli obiettivi che intendiamo promuovere sono finalizzati a creare un turismo sociale e culturale come momento di incontro, di inclusione e di condivisione.

 

A diffondere attività artistiche, turistiche, culturali e sociali capaci di rispondere ad un diffuso bisogno di relazionalità.

 

A promuovere e diffondere buone prassi per un turismo sociale e culturale apertamente gay friendly.

 

Il progetto “Altri Turismi” va implementato a tutte una serie di attività Cultura, Arte, Natura, Ambiente, Trekking, Kayaking, Mare, Enogastronomia, Teatro, Cinema, Mostre, Concerti. Escursioni, Visite Guidate, Gite fuori porta, Viaggi sociali e Culturali, Picnic.

 

Sulla Piattaforma convenzioni Arcigay va rafforzata la rete di convenzioni, tra: Hotel, Ristoranti, luoghi di aggregazione, Bar, Discoteche, Saune, info point ecc.

 

Abbiamo in mente un vero e proprio Progetto per il Turismo LGBT a Napoli.

 

L’ obiettivo è Rendere Napoli una meta turistica internazionale LGBTI+.

 

Intendiamo realizzarlo attraverso alcuni strumenti di facile implementazione:

 

  1. Come già accennato sopra, adeguamento della rete di convenzioni, mediante adesione formale alla piattaforma nazionale:

 

  1. Delle convenzioni locali verrà realizzata una mappa georeferenziata sia cartacea che digitale nella quale saranno presenti tutte le attività gay e friendly. Sarà possibile acquistare degli spazi a pagamento sia sulla mappa cartacea che sulla versione digitale embeddata nel sito locale;

 

  1. Inserimento della città di Napoli su tutte le guide gay internazionali sia cartacee che digitali e supporto agli uffici tecnici della città metropolitana;

 

  1. Agli esercizi commerciali convenzionati sarà rilasciato un adesivo rainbow da affiggere fuori al locale, con un QR code che collegherà l’attività al circuito affiliato (riconoscibilità e sociabilità).

 

  1. Proposta di arredo urbano “rainbow-friendly” con specifico riferimento ad alcune aree della città di Napoli come Piazza Bellini.

 

Si comincerà in via sperimentale dal centro storico e poi si estenderà gradualmente al resto della città/regione.

 

 

I due starting point (info point) del centro storico, creando un percorso ideale di visita della città gay, saranno piazza bellini come luogo di ritrovo (con le convenzioni con i bar etc) e la sede arcigay napoli nei pressi del decumano che fungerà da HUB di raccordo e da infopoint, dove saranno presenti operatori turistici formati, gay friendly, e disponibili a parlare in almeno 5 lingue dell’unione europea oltre l’inglese.

 

Il riconoscimento da parte dell' amministrazione comunale della rilevanza strategica del comparto turistico per lo sviluppo economico della città di Napoli, unitamente alla sensibilità verso la comunità LGBTI+ rappresenta un’opportunità unica per cominciare ad impostare in partnership progetti con l'obiettivo prospettico di posizionare Napoli ed eventualmente altri slot ( sistemi locali di offerta turistica ) vicini ed interconnessi sul segmento di nicchia del turismo lgbt (omoturismo). L'opportunità va colta senza indugio in quanto può diventare un volano di sviluppo economico e sociale per la nostra città e per la comunità Igbt partonopea. Fondamentale dovrà essere una fase preliminare di studio/analisi di mercato che metta in evidenza il potenziale di Napoli di diventare un attrattore per il turista Igbt e pertanto di poter gareggiare con i numerosi competitors nazionali ed internazionali. Vanno in questa ottica mappati gli attrattori generali e sfecifici del territorio, volti ad evidenziare punti di forza e carenze e studiare best practice italiane ed estere in un' ottica di benchmarking. La fase di ricerca potrebbe essere aperta con un convegno/congresso sull' argomento con l'obiettivo di suscitare interesse da parte del tessuto produttivo LGBTI+ e non e dall' altro di acquisire conoscenza con i contributi di testimoni privilegiati e dei casi di successo. Occorre istituire un tavolo di lavoro con l' amministrazione comunale ed eventuali altri stakeholder per definire la strategia, i ruoli e le responsabilità e le fasi del macroprogetto che dovrà provvedere analisi di mercato/  studio  di fattibilità,  business  plan e  piano  di marketing territoriale. Nel breve periodo al livello locale il comitato dovrà attivare in collaborazione con imprenditori LGBTI+ e friendly tutte quelle azioni tese a valorizzare i fattori di attrazioni esistenti o a progettarne nuovi sulla base dell' impatto che possono avere in termini di presenze lgbt nella nostra città.

 

Nei periodi estivi, la segreteria del Comitato Arcigay di Napoli ha ricevuto numerosi contatti da turisti LGBTI+ che richiedevano informazioni sui luoghi di aggregazione e sulle attività dedicate presenti in città. In passato questo ci ha portato a produrre una serie di materiali accessibili anche in inglese (si pensi alla guida alla movida LGTBI+)

 

  • a fornire supporto in lingua inglese e francese e a distribuire numerose mappe prodotte dal comitato con l’indicazione dei luoghi di interesse. L’interesse dimostrato e accertato per il turismo LGBTI+ ci spinge ad andare oltre. Andranno siglati particolari protocolli d’intesa in primis con l’Assessorato al Turismo del Comune di

 

Napoli, al fine di garantire un servizio di accoglienza, supporto integrato e indirizzamento dei visitatori in linea con il sistema città tutto. Proponiamo alla realizzazione di guide, cercando ove possibile la sponsorizzazione di soggetti privati, e pensiamo soprattutto alle realtà aggregative già numerose e presenti sul territorio.

 

 

Questi strumenti di comunicazione dovranno mettere in connessione l’offerta ricreativa LGBTI+ con il resto delle attrattive presenti in città, immaginando la possibilità di lavorare di concerto con gli operatori del settore e gli enti istituzionali, promuovendo l’immagine di Napoli come meta strutturato per il turismo LGBTI+ internazionale. Immaginiamo di realizzare una mappatura (in parte già realizzata attraverso le numerose convenzioni stipulate) degli esercizi commerciali e strutture a vario titolo gay-oriented e friendly.

 

 

 

Progetti, università e ricerca scientifica.

 

I valori fondanti del movimento e dell’associazionismo LGBTI+ vanno fondati sul sapere. Una conoscenza più prossima alla realtà sociale rafforza e dà corpo alle opinioni, alle ideologie e alle discussioni fluide di cui spesso si compone la comunicazione e l’informazione della comunità omosessuale. Per questo la mozione insiste nell’alleanza con le organizzazioni e le piattaforme culturali e scientifiche locali, nazionali e sovranazionali; in tal senso va consolidato e rilanciato il dialogo con l’Università italiana quale centro di sapere per eccellenza e che resta ancora resistente agli studi di genere/LGBT*. L’obiettivo di medio termine è quello di confrontarsi con intellettuali, scienziati e ricercatori che si occupano di temi LGBTI+ e supportarli non solo nella ricerca empirica ma nella elaborazione di documenti, rapporti di ricerca, articoli, nonch in iniziative di dibattito pubblico. Ugualmente bisogna saldare il legame con ordini e società scientifiche: Giuristi, Psicologi, Medici, Sociologi, Pedagogisti ed esperti vari le cui competenze devono essere messe a servizio anche della nostra comunità. Altresì fondamentale il legame con le Università per la partecipazione ad iniziative progettuali sostenute economicamente e momenti di formazione seminariale per l’aggiornamento continuo sulle questioni LGBTI+.

 

 

 

Supporto Giuridico: diritti e comunità

 

La nostra mozione ha come stella cometa il diritto all’autodeterminazione, i nostri punti fermi di concreta rivendicazione politica e normativa sono:

 

  • La piena eguaglianza e parità di diritti con il matrimonio egualitario, l’accesso all’adozione e il pieno riconoscimento della genitorialità omosessuale.

 

  • Le persone trans devono poter scegliere liberamente e autonomamente il proprio percorso di transizione, l’iter legale deve essere quindi semplificato al massimo e senza oneri.

 

  • La lotta alla discriminazione delle persone LGBT+ può essere conseguito grazie ad una buona ed efficace legge contro l’omo-bi-transfobia, ma anche con azioni positive.

 

 

Il settore giuridico, lo sportello legale dell’Arcigay Napoli, ha lo scopo di difendere, tutelare e promuovere i diritti delle persone LGBT+.

 

In questa ottica devono essere anteposti sempre gli interessi dei componenti la comunità, le persone e i loro bisogni reali. E lo si fa non anteponendo sempre e in ogni caso il clamore mediatico, ma il reale interesse di chi chiede assistenza legale, protezione e tutela alla nostra associazione. Il che è possibile, mediante un approccio lungimirante, organizzato, competente, che oltre all’assistenza legale tecnica preveda anche un percorso di “benessere”, di inserimento sereno della persona nel contesto familiare, sociale, lavorativo, secondo i suoi reali bisogni.

 

Non basta la buona volontà dei singoli, o interventi spot, bisogna avere la capacità di dare risposte strutturate, concrete e durature, operiamo per il benessere delle persone, non possiamo prescindere dagli effetti nel tempo dei nostri interventi, è necessario dotarsi di strumenti e reti. Pertanto, oltre all’assistenza legale, oltre la denuncia pubblica (che ha senso se produce effetti positivi sulla persona e la comunità) , bisogna garantire, in base ai bisogni di chi si rivolge a noi: assistenza psicologica gratuita, collaborazione permanente con i servizi sociali, un rapporto stabile/organizzato con le strutture di accoglienza e cohousing mediante protocolli d’intesa.

 

Interventi articolati che hanno bisogno di fondi vincolati al benessere dei nostri assistiti , che possono essere reperiti sia con una progettualità specifica , sia con campagne di fundraisingpermanenti.

 

In questi anni molto è stato fatto sul piano dell’assistenza legale, abbiamo una  rete di avvocati capaci e preparati. Ciò che è emerso è che la domanda di assistenza e difesa legale è sempre maggiore, di pari passo ad una comunità LGBT+ che cresce in numeri, visibilità, diritti, coscienza e partecipazione.

 

La nuova frontiera da esplorare, il muro della marginalità da abbattere è intercettare la richiesta di aiuto dei soggetti LGBT+ invisibili: i minori ostaggio di famiglie omo-transfobiche, di chi ha problematiche complesse, chi vive l’esclusione/ la marginalità sociale per fattori economici, culturali e condizione personale e non ha neanche strumenti per far sentire la propria richiesta di aiuto. La soluzione possibile

 

  • promuovere azioni di educativa di strada, fare rete con le associazioni di avvocati e i soggetti del terzo settore che operano negli ambiti specifici della marginalità sopra elencati.

 

Costruire una comunità LGBT+, essere attori e portatori delle istanze della comunità e quindi di diritti, significa lavorare insieme alle altre associazioni LGBT+ che operano in ambito locale e regionale. Le richiesta di una legge regionale contro l’omo-transfobia, le richieste alle istituzioni e alla politica di azioni positive per bisogni della comunità possono essere efficaci solo se sono il frutto di una strategia condivisa per contenuti e metodi di rivendicazione. Da soli si va più veloci, ma insieme si va più lontani.

 

PRIDE!

 

 

Il comitato dispone ormai di una consolidata esperienza più che decennale nell’organizzazione della più importante manifestazione per la visibilità e l’orgoglio delle persone LGBTI+. Assodato che ormai il Mediterranean Pride of Naples viene considerato un appuntamento fisso in città, nonché organizzativamente autosufficiente, in qualità di capoluogo di regione ci impegniamo a supportare il Pride regionale nelle realtà che più necessitano di una “cura arcobaleno” e ci impegniamo a coordinarci con le azioni nazionali intraprese per mettere a sistema tutti i pride locali nella cornice di Onda Pride, insieme a tutte le organizzazioni locali così come da prassi consolidata.

 

 

 

CANDIDATURE COLLEGATE ALLA PROPOSTA DI DOCUMENTO ALLE SOCIE E SOCI:

 

 

Presidente: Marco Marocco

 

Vice-Presidente: Antonio Auriemma

 

Tesoriere: Luca Martone

 

Consiglieri: Carmine Urciuoli (Scuola e Intergenerazionalità) - Luigi Giove (Turismoe Aggregazione Culturale) - Andrea Esposito (Sportello Migra_Antinoo e intercultura) - Fabrizio Sorbara (Amministrazione, Fund Raising e Social Media) - Raffaele Junior Aliberti (Salute e lotta allo stigma HIV+) - Michele Adriano Brunaccini (Identità Visiva)

 

 

Firme a sostegno:

 

 

 

Nome

Cognome

Numero Tessera

 

 

 

 

1

Marco

Marocco

41302674

 

 

 

 

2

Antonio

Auriemma

41714074

 

 

 

 

3

Luca

Martone

41533501

 

 

 

 

4

Fabio

Ragosta

41755547

 

 

 

 

5

Fabio

Corbisiero

41533665

 

 

 

 

6

Carmine

Urciuoli

41755665

 

 

 

 

7

Fabrizio

Sorbara

41714647

 

 

 

 

8

Michele Adriano

Brunaccini

41714710

 

 

 

 

 

9

Salvatore

Simioli

41714083

 

 

 

 

10

Raffaele Junior

Aliberti

41755356

 

 

 

 

11

Antonio

D’Angelo

41755592

 

 

 

 

12

Maurizio

Riccio

41714638

 

 

 

 

13

Alfredo

Sorbara

40848738

 

 

 

 

14

Luigi

Giove

41533429

 

 

 

 

15

Andrea

Esposito

41518301

 

 

 

 

16

Simone

Manfrellotti

41755147

 

 

 

 

17

Giuliano

Brunaccini

41755983

 

 

 

 

18

Nicola

Piedimonte

41755165

 

 

 

 

19

Valter

Catalano

12232456

 

 

 

 

20

Nadia

Scafaro

41714956

 

 

 

 

21

Matteo

Gabriele

41301538

 

 

 

 

22

Gaetano

Agliata

41755138

 

 

 

 

23

Pasquale

Violetti

228071

 

 

 

 

24

Giulio

Macrì

41755992

 

 

 

 

25

Angela

Visconti

41714274

 

 

 

 

26

Rita

Pagano

40848710

 

 

 

 

27

Antonio

D’Anania

41714665

 

 

 

 

28

Lucrezia

Longobardi

41533992

 

 

 

 

29

Marcaurelio

Sorbara

40848729

 

 

 

 

30

Emiliano

Abate

41714238

 

 

 

 

31

Angela

Visconti

41714274

 

 

 

 

32

Ivano

Falciatori

11905629

 

 

 

 

33

Antonio

Brunaccini

41714329

 

 

 

 

34

Anna

Schettini

41533983

 

 

 

 

35

Icilio

Martire

41755583

 

 

 

 

36

Anna

Esposito

41820829

 

 

 

 

 

37

Mariagrazia

Mariani

41261410

 

 

 

 

38

Benedetta

Marocco

41714283

 

 

 

 

39

Giuseppe

Auriemma

41820838

 

 

 

 

40

Annamaria

Martire

41714310

 

 

 

 

41

Maria Beatrice

Cirà

41820801

 

 

 

 

42

Vincenzo

Brunaccini

41755601

 

 

 

 

43

Domenico

Libretti

41820792

 

 

 

 

44

Michele

De Luca Cicale

41714174

 

 

 

 

45

Emanuela

Trisolini

41755110

 

 

 

 

46

Alessia

Barbato

41714256

 

 

 

 

47

Lucrezia

Alberti

41755656

 

 

 

 

48

Raffaela

Paudice

41755610

 

 

 

 

49

Volodymyr

Polak

41755274

 

 

 

 

50

Serena

Orano

41714729

 

 

 

 

 

Scarica la mozione in formato PDF (clicca qui)

 

*******************

 

Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli

 

La Lotta Continua 

Documento politico e programmatico per il Congresso del Comitato Antinoodi

Napoli.

 15 dicembre 2018

 

“La libertà è una lotta costante” 

Angela Davis

 

“O si è felici o si è complici” 

Nino Gennaro

 

 

Premessa 

La Lotta Continua.

 

La Lotta Continua non è solo una formula che rievoca, quasi come un mantra, l’atteggiamento intellettuale di necessaria resistenza che la comunità LGBT+ deve contrapporre, dal punto di vista politico e sociale, al clima pericolosamente reazionario e oscurantista di questi tempi.

La Lotta Continua è il senso stesso della nostra missione di volontari e militanti quotidianamente impegnati in una concreta azione di emancipazione e liberazione della comunità LGBT+, al di là di qualsiasi interesse materiale e di qualsiasi interpretazione dogmatica.

La Lotta Continua è un vero e proprio modus operandi, il nostro modus operandi, quello con cui ci si predisporrà, con la stessa determinazione di ieri, a perseverare in un processo di rinnovamento culturale dalla cui incisività dipenderà l’esito stesso delle nostre urgenze politiche: dal raggiungimento di una legge per il Matrimonio Egualitario ad una legge che riconosca e tuteli il diritto alla genitorialità delle coppie omosessuali, dal varo di una legge regionale e/o nazionale contro l’omotransfobia alla realizzazione di una legge funzionale alla riattribuzione anagrafica dell’identità di genere, dalla necessità di ottenere strumenti adeguati per contrastare lo stigma perpetrato sui luoghi di lavoro alla necessità di fruire di spazi e strutture per accogliere soggetti in stato di verificabile precarietà sociale.

La Lotta Continua ci porterà a creare, con sempre maggiore convinzione, rapporti di relazione importanti con le Istituzioni Scolastiche, per supportare il lavoro dei docenti che combattono ogni giorno contro bullismo e cyberbullismo.

La Lotta Continua ci spingerà a consolidare in maniera robusta ed efficace i rapporti di relazione con i corpi diplomatici e con le maggiori associazioni LGBT+ internazionali, al fine di marcare la vocazione dichiaratamente cosmopolita del nostro comitato.

La Lotta Continua investirà, insomma, tutti i campi dell’agire politico in cui, in virtù di una matrice interpretativa intersezionale e pluralista, l’apporto del Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli, in linea con quanto realizzato negli ultimi sei anni, potrà essere ancora decisivo e determinante in un processo di crescita e liberazione della società tutta da qualsiasi forma di dipendenza, mortificazione e oppressione.

La mozione “ Lotta Continua” intende operare pertanto sul sentiero tracciato dal gruppo dirigente negli ultimi sei anni (che ha portato risultati straordinari ) e in continuità con le linee programmatiche delle mozioni approvate nel 2012 e nel 2015, Napoli Fiera Differenza, adeguando queste linee al mutato scenario socio-politico del Paese per ridare ulteriore slancio all’azione del Comitato su scala locale, nazionale e internazionale.

 

Cultura e Scuola

Partendo dall’idea che qualsiasi processo politico è sempre l’esito di un’attenta e consapevole elaborazione culturale, si rende sempre più necessario e urgente, nella società contemporanea, implementare il lavoro di valorizzazione e diffusione di una dimensione culturale che affermi in maniera chiara e precisa l’immaginario delle persone LGBT.

In tale prospettiva, il lavoro del nostro circolo culturale, come già avvenuto in passato, riterrà centrale e qualificante l’impegno nel sostenere e divulgare la cultura LGBT+ reiterando esperienze importanti, come quella di Poetè o del Kju Festival, proponendo convenzioni con teatri e cinema per la fruizione di convenzioni ad hoc per spettacoli e proiezioni a tematica LGBT+, continuando e, ove possibile, consolidando il dialogo sempre proficuo con intellettuali e artisti del territorio.

Un segmento di particolare rilevanza è quello relativo al lavoro nelle scuole, segmento che ha già visto, negli ultimi 6 anni, gli operatori volontari del nostro comitato lavorare alacremente all’interno di numerose istituzioni scolastiche, stabilendo relazioni preziose con dirigenti e docenti, incontrando diverse centinaia di alunni e intervenendo in maniera tempestiva ed efficace in

contesti e situazioni delicate, recuperando allo studio e alla socializzazione, adolescenti in difficoltà, spiazzati dalla natura del proprio orientamento sessuale o della propria identità di genere.

In tal senso, oltre ai molteplici interventi non strutturati, è fondamentale ricordare il ruolo da protagonista che il Comitato ha rivestito nell’ambito del Forum Internazionale della Culture con un progetto che saldava, in maniera “rivoluzionaria”, la cultura LGBT+ nelle sue diverse declinazioni (teatro, letteratura, scrittura, arte) e il mondo della scuola.

 

Organizzazione dei Servizi

La centralità dell’azione del Comitato Arcigay Antinoo di Napoli risiede nella specificità, nell’efficacia e nella capillarità dei servizi che eroga alla propria utenza, consolidandosi come associazione leader in materia di accoglienza e supporto alle minoranze.

 

In tale prospettiva, grande responsabilità risiede in una razionale e coerente organizzazione dei servizi proposti, organizzazione che deve considerare come priorità sia lo standard qualitativo della prestazione, sia l’immediatezza con cui l’utenza può accedere alle prestazioni stesse, in maniera veloce, gratuita e, ove necessario, anonima.

 

Dallo sportello psicologico, luogo d’ascolto sicuro e rispettoso della privacy, alle attività di accoglienza, prima fra tutte quella del Telefono Amico, dall’Assistenza Legale, realizzata da professionisti esperti nella tutela dei diritti LGBT+, al ricchissimo Centro di Documentazione intitolato alla memoria di Paolo Poli, passando per lo Sportello Salute, avamposto fondamentale nella prevenzione e nel consolidamento del benessere delle persone LGBT+ e per Lo sportello Migra Antinoo, dedicato alle persone provenienti da Paesi esteri, in particolare ai richiedenti protezione internazionale, l’impegno del Comitato, relativamente ai servizi proposti, è stato e sarà sempre la sua mission centrale e più importante.

A tal fine, volendo intercettare un’utenza quanto più vasta possibile, l’organizzazione dei servizi sarà accompagnata da una produttiva azione di comunicazione che, come già dimostrato in passato, poggia su un’apprezzabile e marcata vitalità “social” e “mediatica” del Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli.

 

Politiche trans* e popolazione non binaria

Nuove e profonde consapevolezze stanno scardinando la cultura secolare del binarismo di genere, costruendo una rielaborata idea del sé e dei corpi, finalmente liberi da ideali di definizione. Gli spazi prendono nuove forme per inglobare nuove e autentiche esigenze scevre di condizionamenti, e in essi si determinano originali bisogni che rivendicano il principio inalienabile umano dell’autodeterminazione.

E’ in questa disposizione Naturale che rivendichiamo un necessario bisogno di generare politiche di supporto, che incrocino istituzioni ed enti di formazione di vario grado per creare buone prassi e divulgare la cultura delle differenze, per ristabilire una democratica e sana socialità che non esclude, che non sia generativa di marginalità.

Definiremo, insieme alle associazioni LGBT+ territoriali, strategie comuni per migliorare eventuali azioni di emergenza, provando ad elaborare linee guida.

Solleciteremo aziende e imprenditori a strutturare un tavolo di confronto per riadattare il complicato e pregiudizievole mercato del lavoro alle esigenze di tutti i cittadini e le cittadine, provando a scardinare una selezione che non distingue per merito.

Attiveremo uno sportello d’ascolto per persone Trans e non binarie per favorire un confronto tra pari e per supportare al meglio e individualmente le persone afferenti ad esso. Continueremo ad implementare le nostre azioni di monitoraggio e buone prassi tra gli enti sanitari e di detenzione, dove maggiormente si alimentano i disagi conseguenti alla negazione delle soggettività plurali.

Sarà fondamentale riconfermare un’azione politica condivisa e nazionale per l’attivazione di piani di accoglienza attraverso strutture adibite.

 

Prostituzione

Particolare attenzione sarà posta sul fenomeno della prostituzione consapevole e indotta che incide profondamente sulla nostra comunità.

Stiamo assistendo ad un profondo radicamento di sentimenti d’odio, ad una politica di repressione che non tolleriamo e che aprirà l’handicap del divario sociale.

Un fenomeno che non dobbiamo e possiamo tralasciare e di cui si devono fare carico le istituzioni che non sono regolate da norme morali e che hanno il diritto di garantire ai cittadini pari diritti e dignità, e certo non confermare i marciapiedi esistenziali.

Per questo, nella tutela dei valori liberali democratici, ci impegneremo a monitorare e riconoscere meglio il fenomeno, a stabilire un dialogo con le istituzioni onesto per organizzare piani di tutela nella difesa delle libertà individuali e nel controllo dei conseguenti fenomeni di tratta e subordinazione.

 

Carceri

Considerando il grande lavoro svolto nel carcere di Poggioreale, attraverso il mantenimento dello sportello “Al di là del muro”, amplieremo le attività di monitoraggio verso la popolazione LGBT e ci impegneremo a migliorare le buone prassi all’interno del carcere succitato e di altri enti di detenzione attraverso eventi culturali e progetti atti ad incrementare la socialità e a costruire una cultura delle differenze e dell’affettività e contro qualsiasi violenza di genere.

Ci impegneremo, attraverso operatori pari LGBT, a mantenere un confronto stabile con la popolazione detenuta LGBT per abbassare i conflitti pertinenti alla convivenza forzata con altr* detenut* e alle possibili altre criticità situazionali.

Ci impegneremo a mantenere e costruire una mediazione tra le persone detenute, familiari e legali, istituzione carceraria, affinché siano garantiti i diritti inviolabili di dignità e umanità, e a costruire percorsi alternativi alla detenzione, quando possibile, per rendere effettivo un percorso di reinserimento sociale.

Si continueranno a realizzare momenti di informazioni sulle malattie sessualmente trasmissibili e a costruire reti con enti sanitari per una necessaria e radicale operazione di buone prassi.

Sarà formulata una scheda per l’utenza dello sportello che sia peculiare alla trascrizione di più

ampie e specifiche annotazioni, cosi da avere maggiori e dettagliate informazioni e sarà proposto di realizzare un coordinamento nazionale di Arcigay e diverse associazioni che operano nel merito.

 

Grafica e comunicazione visiva

La comunicazione visiva sociale è la comunicazione vocata a promuovere i diritti e le istanze delle persone LGBT+, è la comunicazione che ha per obiettivo la diffusione di significati, di idee e di pratiche ispirati a valori di equità e inclusione. Si intende quindi strutturare, in linea con quanto già proposto negli ultimi sei anni, una comunicazione dedita a “fare società” con tutte le plurali declinazioni dell’identità di genere e dell’orientamento sessuale, con l’intenzione di creare e definire immagini improntate a diffondere criteri e sentimenti di eguaglianza, con particolare attenzione ai bisogni e ai diritti dei soggetti vulnerabili e svantaggiati, in una comunicazione che si propone di contrastare gli eccessi dell’individualismo e di qualsiasi forma di fascismo.

  

Politiche Giovanili

I giovani e le giovani LGBT+ devono essere sempre più protagonisti di un nuovo modo di vivere una comunità, più aperta ed inclusiva, femminista, antirazzista, non binaria, contro ogni discriminazione. Bisogna sostenere la presenza di una gioventù capace di opporsi apertamente alla pericolosa deriva autoritaria, repressiva e a tratti neofascista della politica nazionale ed internazionale, opponendo ad essa un'altra società più libera e più giusta. Una gioventù che si lancia nel futuro con ambizione senza mai dimenticare la storia di questo paese e della nostra comunità, che trova il suo posto in questo nuovo pezzo di storia, che studia, che si aiuta. Dobbiamo metterci al servizio dei tantissimi ragazzi e delle tantissime ragazze che hanno bisogno del nostro aiuto, del nostro supporto e dei nostri servizi; ma dobbiamo anche captare le tantissime energie giovani di cui il nostro territorio dispone, per creare una comunità sempre più forte, ampia ed empatica, in grado di darsi obiettivi sempre più importanti, di interfacciarsi con le istituzioni e di radicarsi nel territorio locale e non solo. Costruire una comunità di giovani LGBT+ in grado di alzare la testa e prendere parola nel nostro territorio e nel nostro Paese è, senza dubbio, una nostra priorità.

 

Migranti LGBT+

La mission dell'associazione è il contrasto alle discriminazioni basate su orientamento sessuale e/o identità di genere, ma tra le persone lesbiche, gay, bisessuali, trans e non binarie ce ne sono alcune con background migratorio, che portano con sé discriminazioni multiple. L'omofobia e la transfobia si sommano al razzismo, per cui la condizione di minoranza della minoranza comporta uno stress maggiore. Le persone migranti LGBT spesso provengono da contesti in cui vigono ordinamenti giuridici nei quali l'omosessualità è criminalizzata, per cui, una volta giunti in Europa, continuano ad avere il problema del coming out nelle comunità di provenienza e allo stesso tempo si inseriscono in un contesto culturalmente diverso che può discriminarle per il colore della pelle, la religione e altri fattori. L'associazione si pone di offrire servizi ad hoc, favorendo l'interazione, prevedendo uno sportello migranti, già attivo e denominato Migra_Antinoo, che prevede una mediazione linguistica e culturale e un supporto legale al fine di garantire i diritti di protezione in caso di commissione o vengano richieste altre forme di tutela.

 

Intersezionalità

Partendo dal presupposto che tutte le forme di oppressione ed esclusione non agiscono in maniera indipendente ma sono interconnesse, creando e reiterando un sistema oppressivo di ingiustizie e diseguaglianze, lo sguardo che caratterizzerà l’azione del comitato sarà uno sguardo intersezionale e analitico e contemplerà:

  1. il monitoraggio delle attività e delle iniziative politiche in atto nel territorio dell’area metropolitana su molteplici temi quali: femminismi, lavoro, migranti, giovani, senzatetto.
  2. il contatto attraverso partecipazione attiva alle iniziative di confronto.
  • l’organizzazione delle attività di lotta.

Salute

 

Relativamente all’attenzione che, da sempre, il nostro comitato rivolge alle questione legate alla salute e al benessere delle perone LGBT+, si individuano le seguenti priorità programmatiche:

  1. Strutturazione di un check point per portare I test per la salute sessuale fuori dall’ambito ospedaliero, in modo da garantire una maggiore accessibilità. Il check point è inoltre un luogo in cui gli utenti possono ricevere informazioni e supporto mediante un approccio “alla pari”.
  2. Partecipazione alla commissione regionale AIDS prevista dalla legge 135/90, per il monitoraggio della qualità dei servizi di assistenza nei diversi entri della regione, e per la partecipazione alle formazioni previste dalla legge .

Azioni volte alla implementazione della cd. “Medicina di genere” nelle pratiche sanitarie delle strutture pubbliche. La nostra azione deve inoltre avere come obiettivo di riferimento il benessere complessivo della persona, includendo quindi anche il campo del benessere psicologico.

 

Pride

A 50 anni da Stonewall, proponiamo di valorizzare il modello Onda Pride, nato proprio dal nostro comitato di Napoli e che in brevissimo tempo si è ampliato, diventando un moltiplicatore di esperienze territoriali, da 5 pride nel 2013 ai 28 del 2018, con tante prime volte, capace di portare ogni anno oltre 1 milione e mezzo di persone nelle strade e nelle piazze delle grandi città, ma anche dei piccoli centri. Onda Pride è oggi in Italia forse il più grande movimento popolare di piazza, che però ha bisogno di una struttura di rete reale, così come era stato pensato, a partire dalla possibilità di strutturare una piattaforma politica/programmatica condivisa da tutti. Il modello diffuso dell'Onda Pride non deve essere però l'unico modello Pride e, in un momento storico estremamente delicato, bisogna anche pensare di poter immaginare la possibilità di un grande evento nazionale, complementare all'onda stessa. Bisogna infine assolutamente mettere in rete i nostri Pride con tutti i pride europei e mediterranei, così come con il World Pride e l'Euro Pride. Bisogna inoltre continuare nella strada tracciata nel 2012 a Salerno e che poi è passata per Caserta, Benevento, Avellino, ma anche ovviamente per Bagnoli e Pompei, percorso straordinario che negli ultimi 6 anni ha permesso di diffondere le nostre istanze di libertà e eguaglianza ovunque. Noi siamo ovunque come recitava uno degli slogan più famosi di Stonewall, dobbiamo essere ovunque, soprattutto dove il Pride, oggi probabilmente la più grande manifestazione popolare nel nostro Paese, può generare reti territoriali pronte a difendere i nostri diritti, i diritti civili e sociali di tutti e di tutte.

Memoria

La comunità LGBT+ italiana ha la necessità di storicizzare quanto rapidamente è accaduto da Stonewall ad oggi e soprattutto deve ritrovare nella sua storia e nelle persone che quella storia hanno contribuito a scriverla, non solo un momento di orgoglio, ma soprattutto un faro d'ispirazione costante per le azioni futuro: non possiamo sempre immaginare di partire da un anno zero. Protagonisti nella storia di questo paese e consapevoli dell'importanza della nostra storia. Attraverso anche la messa in rete dei centri di documentazione dei Comitati, bisogna assolutamente restituire il diritto alla conoscenza e alla memoria alle persone LGBT+, ai soci e alle socie di Arcigay. Per il Comitato è di assoluta priorità la valorizzazione e l'implementazione del centro di documentazione Paolo Poli.

Sede

In questi ultimi 6 anni la sede del Comitato Arcigay Antinoo di Napoli ha conosciuto una vera e propria rinascita sia a livello operativo, diventando luogo importante d’aggregazione e punto di riferimento per tante persone LGBT+, sia a livello infrastrutturale, grazie agli interventi di recupero degli ambienti che, in precedenza, erano stati abbandonati in uno stato di sostanziale inagibilità. Oggi, dopo una lunga e necessaria azione di riqualificazione strutturale, fortemente voluta dal direttivo guidato da Antonello Sannino, la sede storica del Comitato Arcigay Antinoo di Napoli è nuovamente viva e fruibile dall’intera comunità.

 

Welfare e Lavoro

Uno snodo cruciale è affrontare l’argomento del welfare o, meglio, quei diritti che, garantiti dalla costituzione, sono, comunque di difficile accesso per una parte della comunità LGBT+. Come prima cosa l’accesso al lavoro per tutte quelle persone la cui non conformità allo standard binario è evidente, che si allontanino dallo standard del gay in giacca e cravatta un po’piccolo borghese e per le quali, in un momento di generale crisi del lavoro, l’apertura di nuove possibilità sembra sempre più difficile. Lavoro che va difeso contro tutte le forme di discriminazione sia come possibilità di far valere le proprie capacità e di essere pagati secondo le mansioni svolte, sia come pura difesa dello stesso non solo per le fasce giovanili ma anche per tutte quelle persone LGBT+ in età più avanzata sacrificabili. Altra questione di grave urgenza è la difesa di tutte quelle persone in età avanzata le quali, per contesti familiari difficili, spesso per paura non difendono i propri diritti.In questo contesto esistono situazioni di estrema difficoltà economica ed abitativa per le quale necessario creare un rapporto con le istituzioni ed una rete di solidarietà. A questo si aggiungono, come in qualche modo si è cercato di fare nell’ultimo anno, tutte quelle iniziative rivolte a sottrarre gli anziani LGBT+ alla solitudine in cui li si vorrebbe confinati.

 

Progettazione e fundraising

Il nostro Comitato è molto cresciuto negli ultimi 6 anni nel settore della progettazione, aggiudicandosi come capofila o come partner progetti importanti, di carattere europeo, nazionale, regionale e locale, sia con enti pubblici che con privati, però sentiamo la necessità di rivedere il nostro operare nell'ambito della progettazione e della ricerca di risorse e finanziamenti utili all'implementazione delle proprie attività ed in grado di fuoriuscire da logiche personalistiche e clientelari per rivolgersi ad una progettazione volta a rispondere alle reali esigenze reali della popolazione GLBT+.

Programmare la progettazione in tale direzione è primariamente una questione di metodo per cui si farà riferimento alla metodologia nota a livello internazionale come Project Cycle Management (PCM, in italiano: gestione del ciclo di progetto).

Tale riferimento si basa su una chiara dinamica che coinvolge tutti i protagonisti della programmazione e della progettazione. In linea generale: 

  • i decisori politici, portatori di valori e di linee programmatiche, sulla base del mandato dei cittadini 

(Nel nostro caso il consiglio direttivo eletto dalla assemblea dei soci sulla base delle linee programmatiche esplicitate); 

  • gli esperti, portatori di know-how tecnico-specialistico e orientati a fornire soluzioni; 
  • i beneficiari e gli altri soggetti coinvolti in una determinata situazione, definiti attori-chiave o stakeholder. Questi di solito sono portatori soprattutto di problemi, di bisogni cui dare risposte (comunità LGBT+).

Il coinvolgimento, nella programmazione e nella progettazione di tutti i soggetti coinvolti rappresenta, quindi, oltre che una metodologia di lavoro internazionalmente valida anche uno strumento di tutela e promozione di una progettazione realmente attenta alle esigenze e alle istanze della popolazione GLBT+.

In linea generale le questioni sulla quale si concentrerà la progettazione saranno: l'implementazione dei servizi alle persone (sugli assi: Salute, Scuola, Formazione, Cultura, Lavoro, Casa) anche come scelta strategica volta alla crescita del comitato;

l'esplicita lotta continua alle dinamiche di oppressione, violenza e negazione dell'altro, in un'ottica intersezioanale (il capitale, il sesso, la razza, l’identità di genere, l'orientamento sessuale l’abilità, l'et);

La strutturazione del comparto di progettazione prevede 3 fasi fondamentali;

L'individuazione preliminare, mediante il coinvolgimento di tutti i protagonisti coinvolti, degli assi di lavoro da programmare, progettare, realizzare e promuovere; 

La formazione di un team di programmazione e progettazione mediante l'individuazione di volontarie e volontari da formare e coinvolgere nel team; 

la ricerca di partnership, fonti di finanziamento, fondi e donazioni, pubbliche, private e di crowdfunding sull’esempio di altre organizzazioni estere: non è pensabile che si possa fondare le proprie azioni esclusivamente su futuri fondi locali e ministeriali; questi ultimi in particolare che probabilmente verranno brutalmente ridiscussi da questo governo.

 

Sessualità e affettività delle persone con disabilità

In Italia il diritto alla sessualità e alla affettività alle persone con disabilità è ancora del tutto negato.

Più che negato, possiamo affermare che è cancellato, non esiste, è un tabù.

Il Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli deve affrontare questa tematica perché Arcigay lotta per valori sacrosanti come l'uguaglianza e la libertà. Ci piace pensare che da questo direttivo, 

il primo ed unico direttivo Arcigay ad avere una delega specifica per la sessualità e l’affettività delle persone disabili, continuino a diffondersi buone prassi in questa direzione: siamo qui perché dobbiamo dare pari opportunità e pari diritti a tutti e a tutte, anche a quelli che vivono una vita piena di costrizione e di limitazioni.

****************

 

Candidature collegate alla mozione “ La Lotta Continua

Presidente: Daniela Lourdes Falanga

Tesoriere: Mariano Fusaro

Consiglio Direttivo: Claudio Finelli, Antonello Sannino, Massimo Aceti, Carmela Ferrara, Luciano Correale,Adriano Dinacci, Corrado Curato, Maria Rosaria Malapena, Salvatore D’Agostino, Francesco Garzillo, Gianluca Paudice

 

Firme a sostegno della mozione " La Lotta Continua "

N.

NOME

COGNOME

NUMERO TESSERA

RINNOVO TESSERA

 

 

 

 

 

1

Daniela Lourdes

Falanga

41302129

19.06.2018

 

 

 

 

 

2

Claudio

Finelli

41714047

19.03.2018

 

 

 

 

 

3

Antonello

Sannino

12232201

19.02.2018

 

 

 

 

 

4

Mariano

Fusaro

41756856

05.06.2018

 

 

 

 

 

5

Carmela

Ferrara

41714065

19.03.2018

 

 

 

 

 

6

Maria Rosaria

Mapalena

41714438

12.10.2018

 

 

 

 

 

7

Corrado

Curato

41755329

12.10.2018

 

 

 

 

 

8

Luciano

Correale

41755310

12.10.2018

 

 

 

 

 

9

Adriano

Dinacci

41755674

09.09.2018

 

 

 

 

 

10

Massimo

Aceti

41714010

23.02.2018

 

 

 

 

 

11

Danilo Beniamino

Di Leo

41714801

09.04.2018

 

 

 

 

 

12

Paolo

Valerio

41261674

19.06.2018

 

 

 

 

 

13

Antonella

Cilento

41756538

16.10.2018

 

 

 

 

 

14

Ilario

Arena

41756765

12.10.2018

 

 

 

 

 

15

Rosa

Rubino

12232410

30.07.2018

 

 

 

 

 

16

Andrea Axel

Nobile

12233001

19.06.2018

 

 

 

 

 

 

17

Salvatore

D’Agostino

41756092

30.07.2018

 

 

 

 

 

18

Francesco

Garzillo

41714701

22.11.2018

 

 

 

 

 

19

Gianluca

Paudice

41756592

13.10.2018

 

 

 

 

 

20

Concetta

Sorrentino

41756156

02.08.2018

 

 

 

 

 

21

Vincenzo

Veneruso

41756829

05.05.2018

 

 

 

 

 

22

Fabio

Caruso

41533356

19.06.2018

 

 

 

 

 

23

Andrea

Furgiuele

41714610

01.08.2018

 

 

 

 

 

24

Tommaso

Wenner

41714147

06.04.2018

 

 

 

 

 

25

Vincenzo

Capuano

00160617

16.10.2018

 

 

 

 

 

26

Tanya

Di Martino

41714810

02.06.2018

 

 

 

 

 

27

Giovanni

Caccavale

41533165

01.08.2018

 

 

 

 

 

28

Gennaro(Rino)

Sorrentino

11348065

30.07.2018

 

 

 

 

 

29

Carlo

Oneto

41714338

09.05.2018

 

 

 

 

 

30

Alessia

Schisano

41261438

19.06.2018

 

 

 

 

 

31

Emilia

Strazzullo

41301529

02.08.2018

 

 

 

 

 

32

Serena

Alfieri

41756129

01.08.2018

 

 

 

 

 

33

Paola

Sannino

41756083

30.07.2018

 

 

 

 

 

34

Emilio

Ascione

41756583

13.10.2018

 

 

 

 

 

35

Felice

Romano

41714547

01.08.2018

 

 

 

 

 

36

Vincenzo

Morlando

41755429

06.10.2018

 

 

 

 

 

37

Andrea

Di Matteo

41756665

13.10.2018

 

 

 

 

 

38

Stefania

Zenga

41756101

30.07.2018

 

 

 

 

 

39

Gianluca

Della Corte

41641092

16.10.2018

 

 

 

 

 

40

Pietro

Tortora

41820683

25.10.2018

 

 

 

 

 

41

Giancarlo

Nobile

41756274

16.10.2018

 

 

 

 

 

42

Lucia

Rachiero

41714947

13.10.2018

 

 

 

 

 

43

Luigi

Vigna

41756183

16.10.2018

 

 

 

 

 

 

44

Gennaro

Casalino

41755365

11.10.2018

 

 

 

 

 

45

Luca

Nardone

41756574

13.10.2018

 

 

 

 

 

46

Giuseppina(Pina)

Cavaliere

41756147

01.08.2018

 

 

 

 

 

47

Lucia

Ariano

41756110

01.08.2018

 

 

 

 

 

48

Giovanni

Arossa

41755129

16.10.2018

 

 

 

 

 

49

Maria Laura

Sabatino

41756029

29.07.2018

 

 

 

 

 

50

Raffaela

Borzacchiello

41533247

19.06.2018

 

 

 

 

 

 

E' stato convocato a norma di Statuto del Comitato Antinoo e di Arcigay Nazionale, il Congresso del Comitato Territoriale Arcigay Antinoo di Napoli: in prima convocazione venerdì 14 dicembre 2018 alle ore 23:00 presso la sede associativa sala “Casa comune delle diversità”, Vico San Geronimo n.17- Napoli e in seconda convocazione Sabato 15 Dicembre  2018 alle ore 14.00, presso “Casa Comune delle Diversità” in vico San Geronimo 17 – Napoli. Dopo l'accredito presso Vico San Geronimo, 17, il Congresso continuerà i suoi lavori presso la Sala Tommaso Campanella in piazza del Gesù Nuovo a Napoli, adiacente al complesso monumentale del chiostro di Santa Chiara.

Il Congresso è convocato con il seguente ordine del giorno:

  1. discussione ed approvazione delle proposte di modifica dello Statuto del Comitato Provinciale;
  2. discussione ed approvazione del progetto associativo e delle linee generali del programma di attività del Comitato Antinoo (documento politico-programmatico);
  3. elezione del o della Presidente;
  4. elezione organi sociali;
  5. elezione del Consiglio Direttivo;
  6. elezione del Collegio dei Revisori dei Conti o del Revisore dei conti;
  7. elezione di eventuali altri organi sociali e/o cariche associative.


Hanno diritto di voto attivo e passivo nei Congressi provinciali le socie ed i soci in regola con il pagamento della quota sociale all’apertura del Congresso provinciale.

Hanno altresì diritto di voto attivo o passivo le socie e i soci iscritti/e alla data di convocazione del congresso (16 ottobre) e sono ammessi/e a rinnovare la tessera e partecipare ai lavori congressuali le socie e i soci già iscritti al comitato e che rinnovano la tessera entro e non oltre la prima votazione.

E’ possibile accreditarsi entro e non oltre la prima votazione. La presente convocazione sarà pubblicata in sede nelle apposite bacheche, sul sito ufficiale del Comitato www.arcigaynapoli.org, sulle pagine social e data notizia all’associazione nazionale e al suo Presidente in carica.

Non è ammesso il voto su delega.

Regolamento congressuale

Statuto Arcigay Napoli e documenti: http://www.arcigaynapoli.org/documenti-associazione 

info congresso: http://arcigaynapoli.org/congresso

Mozione La Lotta Continua

Mozione ChiAMA Arcigay Napoli 4.0

 

Napoli, 16 ottobre 2018

Il Presidente
Ing. Antonello Sannino

ARCIGAY NAPOLI
Napoli Fiera Differenza 2015

fieradiff2015

Documento politico e programmatico per il Congresso territoriale del Comitato Arcigay “Antinoo” di Napoli
17 ottobre 2015

*****

Ma io credo ca pe' sta' bbuono a stu munno
o tutte ll'uommene avarriano 'a essere femmene
o tutt''e ffemmene avarriano 'a essere uommene
o nun ce avarriano 'a essere
né uommene né femmene
pe' ffa' tutta na vita cuieta...
...e haggio ritto bbuono!
(da “La Gatta Cenerentola” di Roberto de Simone)

Premessa

Il 17 ottobre, lo storico Comitato Arcigay Antinoo di Napoli, dopo aver festeggiato il suo trentennale, con due iniziative nazionali importantissime, “Diritti alla Meta 1 e 2”, si appresta a rilanciare, attraverso l’esercizio democratico del rinnovo delle sue cariche sociali, l’impegno sul territorio in difesa delle istanze e dei diritti delle persone Gay, Lesbiche, Bisessuali, Trans, Intersessuali e Queer: presidio di libertà e uguaglianza per tutta la cittadinanza, non solo per la comunità LGBTQI*, luogo di confronto umano e politico, fucina costante di nuove idee, di arte e di gioia.

Pertanto, l’attuale Consiglio Direttivo ha deciso di rinnovare il proprio impegno in continuità con quanto fatto in questi tre anni, provando a rendere Napoli sempre più cuore pulsante nel mediterraneo per il diritti delle persone LGBTQI*, Napoli è ancora oggi: “ Fiera Differenza”.

1.0 Rapporto con le Istituzioni – reti territoriali e nazionali.

Proseguiremo sulla strada della stretta e fattiva collaborazione con le Istituzioni locali, con la politica territoriale, con gli enti locali nelle loro varie articolazioni: Comuni, Città Metropolitana e Regione Campania, anche attraverso l’implementazione della attuale rete associativa e sindacale, nell’ottica di attivare nuovi interventi e servizi che diano la piena cittadinanza a tutte e a tutti, consolidando le buone prassi già esistenti e già avviate. In questo ambito ci riteniamo sempre più convinti della necessità di rilanciare il percorso che ha portato alla nascita del Coordinamento regionale LGBTQI* “Campania Rainbow”, soggetto che già neonato, può vantare una serie di obiettivi centrati, soggetto per il quale ci piace sottolineare la forte spinta propulsiva sia in fase di creazione che di azione, ricevuta da parte della nostra associazione. 
Il Comitato si è impegnato nel costruire, come si diceva sopra, una forte dialogo con gli enti locali, che ha portato a dei risultati eccezionali: Napoli è stata la prima grande città d’Italia a consentire la trascrizione dei matrimoni contratti all’estero tra persone dello stesso sesso; l’estensione della rete READY contro le discriminazioni legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere, rete che si è estesa da prima a grandi comuni dell’area metropolitana, come Portici e Pompei per poi vedere l’adesione della Regione Campania e prossimamente anche della stessa Città metropolitana di Napoli. L’azione di costruzione di rapporti con gli enti locali non si è fermata al Comune di Napoli, prova che ben 9 comuni (circa il 10% contro il 2% su base nazionale, con Napoli circa il 50% della popolazione dell’area metropolitana può accedere al riconoscimento di coppia attraverso un registro comunale delle Unioni Civili) della ex provincia di Napoli hanno adottato il registro delle Unioni Civili: Portici, Pozzuoli, Torre del Greco, Casoria, Ischia, Forio, Anacapri, Torre Annunciata, Melito ed altri si apprestano a fare altrettanto.
Durante l’ultima tornata elettorale per la prima volta tutti i candidati governatori hanno sottoscritto la piattaforma politica, avanzata dal nostro Comitato insieme a le altre associazioni e collettivi LGBT campani.
Ottimi i risultati anche in termini di dialogo con la politica nazionale, che è passata per Napoli con delle iniziative “ Diritti alla Meta” , in occasione del trentennale del nostro Comitato, iniziative che hanno visto il dialogo sulla legge per le Unioni Civili e il Matrimonio Egualitario tra le associazioni LGBT del sud, esponenti delle associazioni nazionali LGBT, convocate per l’occasione, i parlamentari, da sinistra a destra, esponenti del Governo, Presidente della Commissione Giustizia del Senato, e parlamentari europei. Il Comitato ha aperto, in modo coraggioso, anche importanti interlocuzioni politiche nazionali con esponenti politici, storicamente ostili alle istanze della comunità LGBT, e con il mondo cattolico, ribadendo con chiarezza e concretamente l’equidistanza e l’apartiticità dell’associazione e la sua profonda vocazione politica. Arcigay Napoli è una associazione apartitica, ma non apolitica, che interloquisce in modo critico con tutti i soggetti pronti dialogo politico in città e nel Paese. Arcigay Napoli associazione di servizi per la comunità LGBTQI* e per la cittadinanza, ma Arcigay è anche presidio democratico di libertà, partecipazione ed elaborazione politica.

Grandi risultati nella creazione di una fitta rete territoriale si sono avuti anche in termini di collaborazioni con le associazioni e collettivi LGBTQI* (e non) del territorio e nazionali, ma anche con altri enti come le ASL, le Università, le scuole del territorio, le associazioni studentesche, la Consulta provinciale degli Studenti, con i Sindacati (protocollo con la UIL), nel riuscire a essere parte attiva delle Consulte pari opportunità di alcune Municipalità di Napoli. Inoltre va sottolineato la collaborazione con le associazioni che si occupano di scambio internazionale di volontari, che hanno prodotto insieme alle studentesse provenienti dalle Università di Napoli (protocolli di intesa con Università Federico II e Orientale), il rilancio del nostro importante Centro di Documentazione.

In ambito Arcigay il Comitato ha dato un importante contributo, anche in termini critici, all’attuale segreteria nazionale e si propone di poter lavorare nel prossimo triennio in sinergia con l’associazione nazionale. Ampliatala rete territoriale con la nascita del Coordinamento regionale Arcigay e del primo circolo in provincia, “Vesuvio Rainbow”.

Il Comitato ha sostenuto anche l’apertura di nuovi circoli in regione confinante con la nostra, come è stato per il Comitato Arcigay Basilicata “Marco Bisceglia” e come sta accadendo nel sostegno alla nascita del primo comitato Arcigay in Molise ad Isernia. Abbiamo ospitato il Consiglio nazionale e ci apprestiamo ad ospitare, per la prima volta a sud, il Congresso nazionale il prossimo novembre. Il nuovo Consiglio Direttio rinnova il proprio impegno per la nascita di nuovi Comitati Arcigay nelle province di Avellino, Benevento e Caserta) in sinergia costante con l’ampliamento della rete territoriale di associazioni, sindacati e movimenti in modo da costituire sempre più un baluardo sociale e politico contro ogni forma di discriminazione, uno sprono continuo alla politica affinché si possa giungere finalmente ad ottenere una piena laicità delle istituzioni democratiche e quella vera  inclusione sociale, che passa attraverso il riconoscimento dei diritti civili, che da sempre rivendica il movimento di liberazione omosessuale.

2.0 Contrasto a tutte le forme di discriminazione.

La difesa di ogni identità offesa, la promozione della parità di trattamento ed il contrasto ad ogni discriminazione fondata sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’appartenenza etnica, sulla religione, sull’età, sulle disabilità fisiche e su ogni altra condizione sociale, economica e personale è una necessità etica prima ancora che politica. La grande sfida da vincere è quella di dimostrare la maturità del nostro movimento, capace oggi non solo di lottare per i propri diritti, ma anche di saper partecipare da protagonista in tutti quei processi sociali che lotteranno nei prossimi anni per ricostituire un nuovo welfare più giusto ed equo e soprattutto che rivendicheranno con forza quei nuovi diritti civili che daranno piena cittadinanza a tutte e tutti.

3.0 Comunicazione e rapporti con i mass media.

Il Comitato Arcigay di Napoli ritiene centrale la presenza delle questioni LGBTQI* sui media, sui social, in rete e nel dibattito pubblico, in termini di immagine, reputazione e credibilità, e si impegna ad attuare un programma che permetta all’associazione, alle tematiche LGBTQI*, ai singoli ed alle famiglie omo/trans-sessuali, di essere rappresentati con oggettività, senza pregiudizi e stereotipi. A tal fine il Comitato continuerà a farsi promotore di molteplici iniziative dirette verso i soggetti pubblici ed i professionisti che compongono il sistema di comunicazione locale.

Il progetto relativo alla comunicazione ed alla promozione del comitato Arcigay di Napoli, in continuità con quanto già espresso dal precedente direttivo, sarà tendenzialmente funzionale a proporre con crescente determinazione la centralità del ruolo culturale, sociale e politico della più grande associazione di persone LGBTQI* presente in Italia.

La costante presenza del Comitato sui media locali e nazionali e il confronto critico sul territorio, così come avvenuto in sede al “Il Mattino” di Napoli con il Direttore, Massimo Villone e Aldo Masullo, risulta centrale nell’azione politica della nostra Associazione.

Pertanto, le azioni di comunicazione e promozione saranno tutte tese a perseguire l’idea della visibilità; essa, infatti, in tutte le sue accezioni semantiche, sarà la parola d’ordine intorno alla quale s’incardinerà l’intero sistema di comunicazione e di amplificazione delle diverse attività svolte dall’associazione nel nostro territorio.

Dacché visibilità significa accessibilità, il Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli si impegnerà ad implementare il sistema di comunicazione, puntando in particolar modo sul miglioramento del sito web e rendendo l’associazione più visibile e accessibile a chi volesse partecipare alle attività, a chi necessitasse di confrontarsi con altre persone che vivono la medesima condizione e a chi volesse semplicemente avere notizie relative alla vita sociale, politica e culturale della comunità LGBTQI* del territorio.

Visibilità significa anche comprensibilità e, senza dubbio, delle campagne di comunicazione incisive e ben articolate, potranno favorire una progressiva integrazione delle persone omosessuali e un progressivo radicamento della considerazione sociale delle persone omosessuali nell’immaginario collettivo, in linea con uno dei principi base del nostro patrimonio di associazione: La tutela e la promozione dell’ immagine, della cultura e dei diritti delle persone LGBTQI*.

Infine, visibilità significa dignità, poiché inequivocabilmente le campagne di comunicazione e promozione delle attività politiche e culturali svolte dalla nostra associazione, rilanceranno l’immagine della comunità LGBTQI* e restituiranno ai singoli individui maggiore consapevolezza e una più forte identità sociale.

Alcune azioni di promozione al momento ipotizzabili:

· Comunicazione e promozione delle attività interne ed esterne dell’associazione organizzate dagli altri settori dell’associazione;

· Rafforzamento del servizio di ufficio stampa che permetta al Comitato Arcigay di Napoli di poter intervenire efficacemente nel dibattito pubblico locale e nazionale;

· Miglioramento del sito con moltiplicazione della presenza sui social media, generalisti e tematici;

· Internazionalizzazione della comunicazione istituzionale dell’associazione ed abbattimento delle barriere per gruppi minoritari (es. adeguamento della comunicazione istituzionale per diversamente abili, per turisti ed utenti non parlanti italiano);

· Attività di comunicazione e promozione degli eventi che verranno realizzati per il calendario nazionale di eventi LGBTQI*: giornata del 1° dicembre e del 17 maggio (ormai alle terza edizione il “Maschio Angioino che si illumina di Rosa” e tutte le numerose iniziative a contorno nell’intera area metropolitana), del Transgender day of Remembrance (TDOR), della Giornata della Memoria - Omocausto (27 Gennaio), della Candelora (2 Febbraio), della giornata nazionale del Coming-Out, la settimana di azione contro il razzismo con le scuole e di tutte le altre date di rilievo celebrativo e oltre;

· Comunicazione e promozione Mediterranean Pride 2016, provinciale e/o regionale, indipendentemente dalla sede di svolgimento di quest’ultimo;

· Sostegno alle campagne nazionali e regionali che avvieranno raccolte di firme a favore di leggi di iniziativa popolare per la tutela dei diritti delle persone gay lesbiche e trans.

4.0 Azioni di lobbying.

Risulterà fondamentale per l’efficacia dell’azione politica e sociale di questo Comitato Arcigay strutturare azioni di lobbying. Bisognerà quindi stringere rapporti strettissimi con gli ordini professionali,     medici, farmacisti, avvocati, psicologi.

Le risorse umane sulle quali può contare il volontariato sono contingentate e rimesse alla buona volontà dei singoli, pertanto bisognerà necessariamente ricercare e costruire nuovi rapporti con professionalità LGBTQI*, valorizzando l’esistente e promuovendo ad esempio una campagna di adesione di professionisti all’associazione, sempre nell’ottica di lobbying e in-house.

In tal senso andrà intensificato e ristrutturato il rapporto con la classe media, spesso assente alle grandi manifestazioni LGBTQI* (pride in primis) e di sovente assente nel dibattito politico associativo. Bisognerà necessariamente ampliare la partecipazione alla vita associativa, cercando di recuperare quante più risorse umane e professionali, cercando di scindere, lì dove occorrerà e sarà possibile, i luoghi ed i momenti che caratterizzeranno l’azione della nostra associazione, che da una parte resta pur sempre un’associazione generalista e di servizi e dall’altra un comitato politico per la rivendicazione di diritti civili non ancora acquisiti nel nostro Paese.

Occorrerà quindi consolidare meccanismi di solidarietà e collaborazione con soggetti appartenenti alla comunità LGBTQI* per favorire l’erogazione di servizi, oltre a generare una nuova capacità di replicare questa articolazione anche al di fuori della comunità LGBTQI* costruendo  strutture di relazione con soggetti espressione di ambiti diversi (industria, economia, università, pubbliche amministrazioni, spettacolo) e soprattutto che tutto questo possa diventare un patrimonio comune e durevole per l’associazione.

5.0 Coming out, scuola e giovani.

La visibilità delle persone LGBTQI* costituisce oggi l’elemento chiave fondamentale di un passaggio storico che sul piano socio-culturale vede sempre più persone eterosessuali alleate quotidiane di persone LGBTQI* in quanto loro amiche, famigliari, conoscenti, colleghi, mentre sul piano giuridico si tradurrà presto probabilmente in qualche forma di riconoscimento degli affetti e delle unioni tra persone dello stesso sesso.

Tuttavia il lavoro e la funzione che siamo chiamati a svolgere in questo ambito non può dirsi conclusa. Lo spazio sociale (e personale) di questa “alleanza quotidiana” va ampliato e rafforzato.

Molte persone ancora non sono visibili, non sono coscienti dei benefici che avrebbero se non fossero più costrette a mentire, omettere e dissimulare, o semplicemente ritengono di non poterselo permettere in base ai contesti di vita quotidiana.

Riconosciamo il valore fondamentale del fare coming-out come gesto non-neutro: da un lato esso è uno strumento di fortissimo empowerment personale, che fa della visibilità stessa uno strumento di rivendicazione, dall’altro esso dà la possibilità alle nostre associate e associati, vivendo con maggiore serenità la propria vita, di essere maggiormente attivi in quanto attivist* all’interno del comitato.

Il compito che ci assumiamo è di dare forza e voce a chi ancora non ne ha in tutto o in parte, non solo aderendo, partecipando e promozionando la giornata nazionale del “coming out”, ma con un’azione di campaigning permanente sullo stile di campagne efficaci già sperimentate all’estero che hanno invaso, tra gli altri, i canali web coinvolgendo persone e costruendo alleanze a tutti i livelli(pensiamo per esempio a “it get’s better” negli Stati Uniti).

Il coming-out sarà un rinnovamento strumento di partecipazione che proporremo in ogni contesto e in ogni attività.

5.1 Scuola

L’azione del Comitato Arcigay di Napoli continuerà a sviluppare con grande determinazione la propria vocazione ad interagire con gli operatori della scuola, insegnanti e dirigenti, con la consapevolezza che gli adolescenti LGBTQI* sono la “categoria” più esposta ai rischi dell’esclusione e della discriminazione. E’ dunque indispensabile creare una rete di ascolto, sostegno e protezione in grado di creare un ambiente scolastico inclusivo e sgombro da qualsiasi pregiudizio e qualsiasi stigma; è indispensabile creare sinergie costruttive ed efficaci con gli stessi studenti e le famiglie, oltre che con i docenti e i dirigenti per fare chiarezza su la crociata antiscientifica che è dietro ad una vera e propria azione di terrorismo culturale e sociale che si chiama “teoria del gender”.

D’altronde non è possibile affatto ignorare che il tanto “discusso” comma 16 del ddl Buona Scuola, introducendo come prioritaria, nel il piano triennale dell'offerta formativa, l'attuazione dei princìpi di pari opportunità e di promozione dell'educazione alla parità tra i sessi, alla prevenzione della violenza di genere e a tutte le discriminazioni, introduce in maniera chiara anche il contrasto all’omotransfobia.

Dunque, sarà obbligo per le scuole introdurre nel PTOF l’attivazione di prassi educative finalizzate a contrastare ogni discriminazione fondata sull’orientamento sessuale e l’identità di genere.

D’altronde l’azione di informazione e prevenzione allo stigma nelle scuole ha già condotto l’associazione a realizzare alcuni progetti di grande successo, tra cui è bene segnalare, il progetto nazionale ATS scuole, il progetto DIVERCITY (che ha visto il comitato impegnato in oltre 12 scuole della città, incontrando migliaia di ragazzi e centinaia di docenti) e il Progetto realizzato in partnership con il Liceo Scientifico Miranda nell’ambito del Forum Universale delle Culture. Inoltre, molteplici interventi nelle scuole non strutturati in progetti, sono stati realizzati dai volontari di Arcigay Napoli anche fuori regione.

Una collaborazione proficua e stimolante è stata stretta, poi, con il Liceo Artistico Boccioni-Palizzi di Napoli e un importante protocollo d’intesa è stato redatto con la Consulta Provinciale degli Studenti.

Infine è bene ricordare che, anche grazie all’appoggio convinto dell’amministrazione comunale e regionale, il Pride metropolitano del 2015 è stato dedicato proprio alla scuola, luogo di formazione e crescita di una società nuova, più sensibile e solidale alle istanze dell’uguaglianza e della pari dignità: “ noi non abbiamo paura”.

5.2 Giovani.

Nell’ultimo triennio i giovani hanno ripreso con vigore presenza all’interno dell’associazione. La loro presenza è stata sempre più crescente durante le numerose attività svolte dal comitato, diventandone la vera e propria colonna portante. Molte e molti dei volontar* e attivist* proviene e frequenta il gruppo giovani, ormai appuntamento fisso di ogni venerdì.

Va consolidata la buona prassi di avere più di un referente per il gruppo giovani e che almeno uno sia presente all’interno del consiglio direttivo. Va valutata la possibilità di estendere il numero dei momenti dedicati ai giovani e vagliata la possibilità di alternare settimanalmente il giorno degli incontri per permettere la maggiore partecipazione possibile.

L’azione del settore giovani proseguirà in continuazione con il settore scuole.
Le centinaia di laboratori realizzati nelle scuole, sia in proprio che tramite specifici progetti, ha permesso da un lato di consolidare le competenze interne e dall’altro si è dimostrato un valido strumento per connettersi alla società civile e per far conoscere l’associazione. A contorno va valorizzato ulteriormente il ruolo del coming out come pratica di benessere ed al contempo di rivendicazione politica, in particolar modo in occasione della giornata internazionale dell’11 Ottobre.

Sarà proseguito in tal senso l’ottimo lavoro di raccordo avviato con le associazioni e i collettivi studenteschi.

Tutto il lavoro del settore giovani sarà inoltre improntato all’implementazione delle linee guida nazionali prodotte dall’ Agorà di Arcigay Giovani nel novembre 2014 e già approvate dal Consiglio Nazionale di Arcigay, con particolare riferimento alle proposte tematiche che vedono il gruppo giovani intersecarsi trasversalmente con le varie aree specifiche, quali salute, lavoro, esteri, donne, diritti, scuola etc.

Sarà garantito uno stretto livello di raccordo tra il gruppo locale e il coordinamento nazionale di Arcigay Giovani, divenendone parte attiva, condividendo le buone prassi locali e importando quelle positive che si prospetteranno da altre realtà.

6.0 Donne.

Arcigay Napoli è da sempre l’associazione di tutte le persone LGBTQI*.

Consolidando le buone prassi già avviate, intendiamo riproporre le azioni rivolte alle donne, in particolare, re-istituendo iniziative di buone prassi del passato, come ad esempio il “Gruppo Donne” facendo in modo che diventi punto d’ incontro, d’ascolto e di scambio di idee, affinché anche questa specificità rimanga parte attiva del nostro comitato.

Gli interventi saranno, appunto, volti a formare un gruppo lesbo che possa dar luogo ad azioni di discussione ma anche di promozione sociale, quali la realizzazione di iniziative pubbliche. 
Alle donne di Arcigay Napoli sarà garantito il proprio spazio di autonomia ed autodeterminazione, al quale si dovrà far corrispondere una rinnovata spinta alla partecipazione. Al contempo, sia nell’utilizzo del linguaggio, che nella pianificazione delle attività e delle campagne andrà garantita la pari rappresentatività alle donne. In particolare per quanto riguarda il settore salute, esso si farà carico di integrare l’informazione e gli strumenti di prevenzione dedicati alle donne all’interno della propria attività, valorizzando la diffusione dell’uso del dental dam e del guanto, riservando una particolare attenzione alle patologie che possono riguardare le donne, come ad esempio l’HPV, promuovendo anche ove possibile, la sigla di protocolli d’intesa con i soggetti competenti al fine della pubblicizzazione e accesso al vaccino anti-HPV. Inoltre proseguiremo sulla strada di una collaborazione sempre più intensa con l’Associazione Arcilesbica Napoli “Le Maree” cercando momenti di confronto aperto e contando sull’ aiuto reciproco per la realizzazione di obiettivi comuni.

7.0 Universo Transessuale

Istruiti da un'esperienza sul campo, addentro alle questioni che drammaticamente toccano le persone trans, abbiamo tradotto nel pratico quanto ci proponevamo di ottenere, creando i preliminari di un tempo avvenire che, speriamo, prosegua i traguardi raggiunti e risolva situazioni oggi meno complesse.

In tre anni abbiamo prestato una collaborazione che ci ha visti calpestare i diversi corridoi degli enti più complicati della città napoletana per le persone che vivono la propria identità con orgoglio e coraggio. Ci siamo spesso ritrovati nei diversi presidi ospedali, dove abbiamo assistito moralmente, fisicamente e politicamente pazienti in gravissime condizioni, quasi morenti, e addirittura non rispettati nel loro diritto di appartenenza identitaria, contribuendo a ristabilire equilibri mai del tutto realizzati e sostenuti nel sistema sociale napoletano, guadagnandoci una immediata reazione dell'amministrazione locale che ha visto coinvolto il sindaco nel sollecitare, con una direttiva, ad un'accoglienza dignitosa e rispettosa dell'identità individuale. Abbiamo creato relazioni tra gli Enti, Associazioni, Cooperative ed Università che operano nella regione Campana per pianificare progetti, eventi e incontri atti a fornire conoscenza e inclusione sociale.

Diversi i progetti realizzati in itinere tenendo in considerazione le necessità primarie delle persone trans, tutti improntanti sull'accoglienza, il diritto al lavoro, alla salute, all'istruzione.

Non pochi sono stati i soggetti coinvolti in "Diversity on the job", programma sperimentale nato per la promozione dell’inserimento lavorativo di soggetti fortemente discriminati e svantaggiati, e realizzato dal Dipartimento Pari Opportunità – Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali (UNAR) in collaborazione con Italia Lavoro.

Lo sportello di ascolto e consulenza "Divercity" che offre accoglienza, consulenza psicologica e legale gratuita e sito all'interno dell'Università Federico II. Uno sportello di ascolto e consulenza LGBT attivato nell'ambito di un ampio programma che ha visto realizzare attività di formazione, informazione e sensibilizzazione relativi alla prevenzione ed al contrasto dell'omo-transfobia, con la creazione di momenti di incontro rivolti a docenti, educatori e studenti, alle forze dell'ordine, agli operatori istituzionali e del privato sociale.



Il progetto "POSTI" Città Amica del Comune di Napoli, nato con l'obiettivo di migliorare la fruibilità e vivibilità degli spazi urbani da parte delle donne e delle persone LGBT, realizzato attraverso azioni diversificate che, in vario modo, impattano sulla percezione della sicurezza delle donne e delle persone LGBT, sulla cultura e sulla capacità degli attori istituzionali, pubblici e privati, di garantire modalità e livelli di sicurezza urbana in ottica di genere.

Lo sportello per informazioni e l'ascolto su tematiche socio-sanitario LGBT che ha visto uniche protagoniste, insieme al progetto Posti, operatrici trans, per l'ascolto delle problematiche e dei bisogni sanitari, sociali e psicologici connessi all’identità di genere, informazioni circa la prevenzione e lo screening delle malattie a trasmissione sessuale e counseling ed orientamento rivolto a persone omosessuali, bisessuali e trans.

Il progetto "Nails star's" per sette persone trans, un tirocinio formativo in manicure, pedicure, nails art, che consentirà una immediata inclusione nel mercato del lavoro, dalla durata di 600 ore.
Tanti gli eventi realizzati in merito alla questione, iniziando dall'annuale incontro per ricordare le vittime di odio trasfobico, TDOR, sempre realizzato in via Toledo, strada importante di Napoli e punto d'incrocio delle diverse estrazioni sociali e culturali dei passanti.

L'iniziativa "Orgoglio Trans", concepita per favorire il TDOR e che prende vita esattamente sette giorni prima, in cui i maggiori esponenti dell'amministrazione cittadina si fanno fotografare con un manifesto che fa chiaro riferimento all'Orgoglio T, e che mette in luce la vicinanza e il contributo di questi alle persone che maggiormente subiscono lo stigma sociale, spronando un importante e propositivo cambiamento culturale.

"Divergenti Film Festival", evento internazionale dedicato specificamente al tema del transessualismo/transgenderismo, realizzato dal MIT di Bologna e riproposto a Napoli.

Di rilevante importanza la collaborazione con i sindacati locali, in special modo con la UIL, che ci vede protagonisti di innumerevoli eventi e incontri di formazione e sensibilizzazione in sede;
Federconsumatori, che offre consulenze, informazioni ed assistenza alle persone trans; le associazioni ATN e MIT col quale collaboriamo senza sosta; la cooperativa sociale Dedalus, impegnata da sempre nelle dinamiche trattate; l'Universita Federico II, con quale realizziamo gli importanti progetti rivolti all'accoglienza e per eventi, formazione e sensibilizzazione; l'ASL 1.

Contribuendo a realizzare importanti protocolli d'intesa, abbiamo permesso un'interazione tra parti che mai, in precedenza, avrebbero considerato di aprirsi alle buone prassi iniziate.

È, quindi, da tutto quanto abbiamo ottenuto che cercheremo di mantenere, innanzitutto, stabili i contributi delle parti considerate e qualsiasi traguardo raggiunto in merito agli spazi di inclusione e accoglienza, preparandoci a confermare stabilità e raggiungere nuovi obiettivi, che quest'anno maggiormente prenderanno in considerazione la questione dell'istruzione, ben consapevoli di un numero ancora drammaticamente alto di persone trans poco scolarizzate, impegnandoci nella realizzazione d nuovi progetti che porranno i loro pilastri nelle fondamenta di percorsi di formazione ed istruzione e in piani di inclusione lavorativo.

Continueremo nell'importantissimo impegno di promuovere una sana educazione ai sentimenti nelle scuole, come già fatto negli anni precedenti, con la stessa strenuità. Un lavoro continuo, un'impresa non facile e frenetica che ci ha aperto le porte al di là della metropoli napoletana, per una vera opera di sana contaminazione.

Ci impegneremo a creare relazioni con la Regione Campania, caposaldo di un equilibrio, in parte realizzato, da mantenere e fortificare.

8.0 Welfare, lavoro e migranti LGBTQI* - Prostituzione e detenuti LGBTQI*.

La situazione economica e sociale di Napoli e della sua provincia non è mai stata una questione semplice da affrontare, ma soprattutto non ha mai trovato interventi seri ed incisivi che potessero innestare dinamiche di sviluppo produttivo e di crescita occupazionale.

Che siano endemiche e stagnanti le alte percentuali di disoccupazione, inoccupazione, migrazione interna al Bel Paese, ma anche estera dovute alla crisi strutturale della città o che siano aggravate nel contesto della più generale crisi che stiamo vivendo da 4 anni e che attanaglia l’Italia e i paesi del Sud Europa, non possiamo fare a meno anche nell’ambito LGBTQI* di dare prioritaria attenzione alla regressione sul piano delle tutele e dei diritti che la stessa crisi economica sta attuando. Una vera e propria ristrutturazione del modello sociale del Paese che fa leva soprattutto su tre tematiche che vediamo strettamente interconnesse e difficilmente scindibili fra loro, tenendo presente anche i cambiamenti demografici in atto nel nostro Paese divenuti, ormai, strutturali e irreversibili: lavoro – welfare state – discriminazione (persone LGBTQI* /migranti/migranti LGBTQI*).

Siamo convinti che Napoli necessiti di misure idonee e coraggiose relative al lavoro e alle prospettive di sviluppo sociale e civile, portate innanzi e sostenute da forze sociali, dalle associazioni o reti di associazioni, da movimenti e da partiti per assicurare un futuro migliore alla nostra città ed ai giovani che vivono il territorio napoletano. Ogni anno, e per tutto l’anno, le associazioni LGBTQI* lottano per abbattere il pregiudizio e la discriminazione nei confronti di omosessuali e transessuali. Da sempre le stesse associazioni e i politici omo/transessuali hanno portato innanzi al Parlamento italiano le istanze del movimento, chiedendo pari diritti e l'approvazione di leggi contro l’omo/transfobia e l'introduzione di aggravanti per le aggressioni a sfondo omo/transfobico, facendo in ciò appello al rispetto dell’art 3 della Costituzione Italiana.

Napoli rappresenta il laboratorio della sperimentazione di nuove forme di sfruttamento che dall’illegalità (lavoro nero) diventano legali attraverso la legiferazione: che cosa è un contratto precario senza tutele e diritti se non una forma di sfruttamento o la legalizzazione del <>? La correlazione fra lavoro-welfare-discriminati (persone LGBTQI* /migranti/migranti LGBTQI*) è attraversata proprio dall’accettazione di una forma contrattuale precaria, di un lavoro dequalificato e/o con minori diritti e tutele, proprio perché il grado di ricattabilità occupazionale (persone discriminate) è molto alto. Così un individuo più ha bisogno di avere un reddito ed è senza protezioni sociali, più facilmente sarà soggetto a forme di sfruttamento e discriminazione con contratti <> o soggetto a licenziamenti, mobbing o a lavoro nero. La presenza del Comitato nell’Osservatorio del Lavoro del Comune di Napoli è un passaggio cruciale per poter dialogare non solo con le Istituzioni, ma con i Sindacati, gli ordini professionali e di categoria, e il mondo imprenditoriale.

Discorso a parte merita tutto il fenomeno della prostituzione maschile e transessuale, soprattutto con lo sviluppo del chat e di una prostituzione sempre più presente in rete.

Merita un importante approfondimento e una riflessione che va colta insieme alla cittadinanza e alle istituzioni locali, la questione legata ai luoghi storici ( e nuovi) della prostituzione maschile, vanno bene intesi i confini dello sfruttamento e dell’illegalità con quanto invece risponde all’autodeterminazione delle singole persone che né fanno una scelta e non una costrizione.

Per gli migranti non comunitari la ricattabilità è ancora più alta perché subalterni per la necessità di un lavoro stabile e duraturo ai fini del <>. L’immobilità sociale e la precarietà producono i fenomeni di migrazione da e verso l’Italia. Due fattori preoccupanti per il futuro non solo immediato del Paese; infatti, l’Italia si trova di fronte ad una discontinuità storica: le persone con una età compresa tra i 25 e i 40 anni rappresentano la prima delle generazioni nate nel corso del ‘900 a rivelarsi impossibilitate a migliorare la propria posizione sociale rispetto a quella dei propri genitori. Insomma, la competitività sul lavoro basata sulla contrazione dei costi e, quindi, dei diritti piuttosto che sulla qualità dei prodotti/servizi, oltre a non produrre crescita economica ha provocato un allargamento del bacino di lavoro instabile: precario, quando non irregolare o fortemente sfruttato detto anche 3D (dirty-dangerous-difficult).

Per questo abbiamo attivato lo sportello Migra_Antinoo che collabora con Arci nel progetto SPRAR (Sistema Protezione Richiedenti Asilo e Rifugiati).

Lo sportello “Migra_Antinoo” è dedicato alle persone provenienti da Paesi esteri, in particolare ai richiedenti protezione internazionale, rifugiati ed in generale ai cittadini/e stranieri/e ammessi/e alla protezione sussidiaria, con una specifica attenzione per le persone LGBTI (Lesbiche, Gay, Bisex, Trans e Intersex).

Lo sportello si propone come servizio di accoglienza umana della persona, improntata su di una dialettica empatica tesa all’espressione dei proprio bisogni, di orientamento verso i servizi integrati del territorio di cui il cittadino/a straniero/a può avvalersi e di supporto nell’iter legale necessario per beneficiare delle misure di tutela, con particolare attenzione nel chiarire la normativa di riferimento, con riferimento alle procedure di asilo e di tutela ulteriore prevista ed alle relative pratiche da espletare.

Obiettivo è la conoscenza delle opportunità del territorio sotto molteplici punti di vista: dall’espressione della socialità attraverso momenti di animazione socio-culturale che favoriscano un positivo inserimento all’integrazione con e tra le comunità, straniere ed italiana, per il consolidamento di una rete volontaria di sostegno e conoscenza interculturale, per prevenire  l’insorgere di fenomeni di esclusione ed emarginazione; dall’accesso ai corsi di alfabetizzazione linguistica offerti dal territorio, primo passo per l’inclusione nel contesto sociale e di acquisizione di  strumenti per l’inserimento nel sistema economico verso la riconquista della propria autonomia, al ricorso alle prestazioni sanitarie, alle agevolazione ed ai servizi dedicati.

Per questo il Comitato organizza con le scuole, l’Università e l’UNAR la settimana d’azione contro il razzismo ( a marzo) con l’appuntamento “I Have a Dream”.

Obiettivo ulteriore dell’impegno del Comitato nella tutela dei diritti della popolazione straniera è la strutturazione ed il consolidamento di azioni di advocacy verso gli organi dello Stato, dagli operatori di Polizia all’universo Giustizia.

Intervento cardine sarà il dialogo, inteso in termini di scambio reciproco e conoscenza, con il supporto e la cooperazione con le Associazioni territoriali ed in termini di sensibilizzazione nelle comunità straniere presenti in Regione, per il contrasto di episodi di omotransofobia e di multidiscriminazione.
Alla diseguaglianza sociale bisogna affiancare la distribuzione diseguale delle opportunità e delle risorse ( diritti di cittadinanza per le persone LGBTQI*) fra i membri di uno o più gruppi sociali, infatti, non riguarda solo la distribuzione del reddito e della ricchezza, ma anche la possibilità di beneficiare di assistenza sanitaria e sociale, di scuole, di case, di lavoro ecc.; su questi temi le differenze tra generi, orientamenti sessuali, classi, gruppi etnici, nazioni, continuano a essere profonde.
Nei paesi industrializzati, la distribuzione del reddito e della ricchezza attraverso il mercato produce un'elevata diseguaglianza.

Per questo, nonostante la crisi economica abbia preso di mira il diritto e le tutele dei lavoratori da una parte e lo smantellamento del welfare state dall’altro andando verso la dismissione del servizio pubblico con conseguente privatizzazione o necessità di coperture assicurative in futuro per vedersi garantiti salute, istruzione, più in generale servizi sociali. Apprezziamo l’opera deliberativa iniziata dalla giunta del Comune di Napoli con il Registro delle Unioni Civili, o per la «prevenzione e lotta ad ogni forma di discriminazione legata all’orientamento sessuale e alla identità di genere» e per il riconoscimento simbolico della cittadinanza italiana a bambini stranieri nati a Napoli.

Ma siamo convinti che in azioni congiunte a partire dal Comune di Napoli, i Sindacati e da altre associazioni che condividono la nostra mission sia possibile poter costruire modelli di network management sul territorio, volti al superamento delle discriminazioni sia nei confronti delle persone LGBTQI* che immigrate, lavorando così in sinergia per migliorare il welfare state ( con particolare attenzione anche alle persone sole ed anziane LGBTQI* attraverso l’assistenza sociale e non soltanto mero assistenzialismo), ma anche per agevolare le condizioni lavorative di questi stessi soggetti attraverso pratiche di <>, ovvero “programmi o procedure sistematiche e pianicate che sono progettate (a) per favorire linterazione tra persone diverse, specialmente persone di etnia, genere o cultura diversa; e (b) per fare di questa diversità una fonte di creatività, complementarietà e maggiore efcacia organizzativa, piuttosto che una fonte di tensioni, conitti, cattiva comunicazione o vincoli allefcacia, sviluppo e soddisfazione dei dipendenti.

Infine vogliamo porre attenzione sul penoso stato in cui versa il nostro sistema penitenziario ed in particolare sulla situazione nelle carceri per migliaia di persone lesbiche, gay e trans (spesso ultimi tra gli ultimi). Infatti, non esiste alcuno studio a riguardo ed è scarso l’interesse delle associazioni LGBTQI*. Quindi auspichiamo studi di settore, in collaborazione con associazioni e gli enti pubblici e morali che da sempre si occupano delle problematiche relative alla situazione carceraria italiana. Proporremo delle visite ai detenuti, con personale formato, per porre l’annoso problema all’attenzione dell’opinione pubblica e per cercare di ridurre il tasso di violenza fisiche e psichica con la quale convivono spesso le persone LGBTQI* nelle nostre carceri, dove sovente non esiste neanche distinzione tra identità di genere ed orientamento sessuale, sosterremo anche tutte le  iniziative di leggi che portino a tutelare i diritti di tutte/i  (le/i)detenute/i.

9.0 Cultura LGBTQI*.

L’assunto di base da cui intende partire un’azione tesa a potenziare ed amplificare il progetto culturale della nostra associazione, è quello di insistere sulla necessità di demarcare e definire lo specifico culturale della dimensione di genere e – nella fattispecie – della dimensione LGBTQI*.

Troppo spesso, infatti, si confonde il bisogno di integrare gli universi sociali, garantendo secondo costituzione pari eguaglianza e dignità agli individui, a prescindere dal loro orientamento di genere, con la pretesa assurda – e tutta italiana – di non consegnare alla cultura omosessuale un proprio statuto di riconoscimento, una propria dignità peculiare; accade così che solo in Italia non esistano cattedre universitarie che si interessino in maniera scientifica ed esclusiva della cultura gay, in nome di un’indifferenziazione che, invece di rafforzare la coscienza della collettività LGBTQI*, ne cancella, di fatto, il carattere distintivo.

La lotta per i diritti e per l’emancipazione sociale e politica della collettività LGBTQI*, deve necessariamente transitare attraverso la determinazione con cui le associazioni omosessuali, permeando con visibili azioni culturali il tessuto umano dell’intero corpo sociale, possono consolidare la consapevolezza dei singoli, poiché la cultura è l’unico strumento valido per contrastare l’omofobia e la discriminazione, il pregiudizio e il disprezzo che gli stessi omosessuali, in seguito ad una prolungata e silente interiorizzazione, riversano sulla propria condizione di vita.

L’integrazione delle persone omosessuali passa attraverso l’impegno concreto, attraverso un’azione intellettuale che ne sottolinei la forza caratterizzante e la particolarità della propria costellazione culturale. In tale prospettiva, si immagina un progetto che preveda sì, momenti disgiunti diretti al mondo dell’università o della scuola, ma anche eventi che possano creare una convergenza tra diverse aree di specificità. Per quanto concerne l’Università, si immagina di lavorare in continuità con quanto già ottimamente realizzato in seguito ai proficui e costruttivi rapporti di collaborazione stretti tra i precedenti direttivi e il dipartimento TEOMESUS della Facoltà di psicologia (progetto HERMES in fieri) e con il dipartimento di sociologia “Gino Germani”, entrambi dell’Università di Napoli Federico II. In tale prospettiva si intenderà non solo proseguire il lavoro precedentemente intrapreso ma valorizzare ulteriormente le competenze esterne, pianificando e realizzando nuove strategie e sinergie che consolidino il processo di radicamento della nostra presenza all’interno dei dipartimenti universitari.

Inoltre, sarebbe necessario creare uno o più poli di studi di genere, all’interno delle diverse facoltà umanistiche campane, lavorando in partnership con cattedre che abbiano affinità di studio e che si mostrino disponibili a strutturare seminari di cultura omosessuale, invitando autori ed esponenti del mondo LGBTQI* nazionale. Anche all’interno delle scuole, sarà necessario creare degli incontri di cultura omosessuale, dei format che, attraverso il coinvolgimento dinamico di autori e attori, e grazie alla sinergia tra parola scritta e performance, avvicinino i ragazzi e i docenti al mondo LGBTQI*, e creino un corto circuito virtuoso tra sensibilità di genere e rispetto della differenza.

Il mondo dell’università e della scuola potrà – poi – essere coinvolto, insieme al mondo delle associazioni omosessuali e a tutta la collettività omosessuale ed eterosessuale, nella

partecipazione ad eventi di cultura LGBTQI* già consolidati in città:

POETE’ – letture poetiche (e non solo) infuse di teina al Chiaja Hotel De Charme.

BARCOLLANDO BARCOLLANDO – presentazioni e aperitivi al BarcolloLoungeBar

Collaborazione con ARTELESIA – rassegna internazionale di cinema sociale.

Premio Antinoo.

Infine, alcune importanti sinergie culturali sono già state realizzate con l’Istituto di Cultura Francese di Napoli, con il Consolato di Francia a Napoli, con il Consolato degli Stati Uniti a Napoli e con il Consolato del Venezuela a Napoli, con il Teatro San Carlo, con il Nuovo Teatro Sanità, con il Teatro San Ferdinando, con il Teatro Sancarluccio, con il teatro Bellini, con il Teatro Bolivar ed anche con le case editrici Caracò, Marchese e Milena nonché con i laboratori di scrittura Lalineascritta e con la libreria Healthy, con NEA e con il caffè letterario IntraMoenia.

10.0 Fund Raising.

L'associazione versa in una storica situazione economica che non le consente di finanziare adeguatamente le proprie attività istituzionali e non e di valorizzare la sede a disposizione. 
Occorre pertanto attivare tutti i possibili canali per il reperimento dei fondi, nel rispetto del principio di autofinanziamento di ogni singolo progetto/attività. Le attività e progetti non istituzionali dovrebbero essere scelti non solo in base alla sostenibilità tecnico-economica ma anche in base alla capacità di generare ritorni economici per l'associazione, utili a finanziare il suo efficace funzionamento. In quest'ottica risulta necessario organizzare, pianificare e programmare sulla base della relazione programmatica, le seguenti attività:

  • ricerca di sponsor corporate istituzionali;
  • ricerca di sponsor per singoli progetti e attività;
  • ricerca di sponsorizzazioni tecniche ( cancelleria, condoms, gadget, prodotti alimentari, hardware e software);
  • merchandising ( tshirt, adesivi, felpe, ) anche in partnership con altri soggetti (comune, società sportive come Calcio Napoli, gruppi LGBTQI*, personaggi celebri);
  • scouting e screening di bandi di gara, finanziamenti europei, nazionali, regionali anche per ricerca, innovazione, immobilizzazioni materiali e immateriali;
  • organizzazione di eventi a valore aggiunto;
  • ricerca di donazioni ( privati cittadini, fondazioni, gruppi LGBTQI* )
  • rinegoziazione con l'associazione nazionale di una quota del tesseramento a favore dei comitati;
  • ricerca di partnership e convenzioni per l'associazione e gli associati ( banche, assicurazioni, agenzie di viaggi, commercio);
  • Per il fundraising diventa fondamentale la scelta di progetti che abbiano il più rilevante impatto esterno tale da consentire il coinvolgimento di imprese, istituzioni, associazioni imprenditoriali, sindacali e di categoria, università e istituti scolastici, sistema sanitario, portando valore aggiunto sia in termini economici, sia in termini di immagine e sviluppo di relazioni (partnership, reti). Esempi: progetti di ricerca, progetto sul turismo LGBTQI*, corsi di formazione/master tipo diversity management, convegni e rassegne, studi e ricerche finanziati sulle discriminazioni (es. con UNAR e DPO). Per la più efficace, efficiente e organizzazione di eventi a carattere ricreativo, nonché di attività legate al progetto sul turismo LGBTQI* va considerata l'opzione di costituire un soggetto giuridico autonomo ma collegato (sul genere di join the Gap, muccassassina, cassero o seguendo una via originale). A tal fine andrebbe lanciato uno studio di fattibilità tecnico-economica unitamente ad un'analisi costi benefici per il Comitato.

11.0 Turismo LGBTQI* e rapporti con l’imprenditoria LGBTQI* e non.

Il riconoscimento da parte dell'amministrazione comunale della rilevanza strategica del comparto turistico per lo sviluppo economico della città di Napoli, unitamente alla sensibilità verso la comunità LGBT rappresenta un'opportunità unica per incominciare ad impostare in partnership progetti con l'obiettivo prospettico di posizionare Napoli ed eventualmente altri slot (sistemi locali di offerta turistica ) vicini ed interconnessi, sul segmento di nicchia del turismo lgbt (omoturismo). l'opportunità va colta senza indugio in quanto puó diventare un volano di sviluppo economico e sociale per la nostra città e per la comunità lgbt partenopea. Fondamentale dovrà essere una fase preliminare di studio/analisi di mercato che metta in evidenza il potenziale di Napoli di diventare un attrattore per il turista lgbt e pertanto di poter competere con i numerosi competitor nazionali ed internazionali. Vanno in questa ottica mappati gli attrattori generali e specifici del territorio, volti ad evidenziare punti di forza e carenze e studiate best practice italiane ed estere in un'ottica di benchmarking. La fase di ricerca potrebbe essere aperta con un convegno/congresso sull'argomento con l'obiettivo di suscitare interesse da parte del tessuto produttivo LGBT e non e dall'altro di acquisire conoscenza con I contributi di testimoni privilegiati e dei casi di successo. Occorre istituire un tavolo di lavoro con l'amministrazione comunale ed eventuali altri stakeholder per definire la strategia, i ruoli e le responsabilità e le fasi del macroprogetto che dovrà prevedere : analisi di mercato/studio di fattibilità, business plan e piano di marketing territoriale.  Nel breve periodo Al livello locale il comitato dovrà attivare in collaborazione con imprenditori LGBT e friendly tutte quelle azioni tese a valorizzare I fattori di attrazione esistenti o a progettarne nuovi sulla base dell'impatto che possono avere in termini di aumento delle presenze di turisti lgbt nella nostra città ( eventi culturali, pride, village, gaygames ). A tal fine occorre redigere un codice etico al quale i diversi soggetti imprenditoriali coinvolti dovranno attenersi nel rispetto di principi fondamentali quali la trasparenza, la legalità, la non discriminazione, la qualità e la sostenibilità. Il Comitato potrà nell'ottica di fornire servizi di qualità alla comunità locale e al turista ipotizzare la creazione di un soggetto giuridico collegato focalizzato sull'organizzazione di eventi, manifestazioni, rassegne, serate nonché sulla gestione diretta di servizi ricreativi e non. In concerto con l'amministrazione occorre anche valorizzare dei luoghi simbolo (piazza bellini )per la comunità lgbt napoletana, garantirne fruibilità e sicurezza  e farne nucleo di attrazione fondamentale. E' immaginabile il lancio di un concorso per la scelta di un "monumento rainbow" da realizzare a Piazza Bellini a carattere identificativo o commemorativo del movimento LGBT. 
Nei periodi estivi, la segreteria del Comitato Arcigay di Napoli ha ricevuto numerosi contatti da turisti LGBTQI* che richiedevano informazioni sui luoghi di aggregazione e sulle attività dedicate presenti in città. In passato questo ci ha portato a produrre una serie di materiali accessibili anche in inglese (si pensi alla guida alla movida LGTBQI*) , a fornire supporto in lingua inglese e francese e a distribuire numerose mappe prodotte dal comitato con l’indicazione dei luoghi di interesse. L’interesse dimostrato e accertato per il turismo LGBTQI* ci spinge ad andare oltre. Andranno siglati particolari protocolli d’intesa in primis con l’Assessorato al Turismo del Comune di Napoli, al fine di garantire un servizio di accoglienza, supporto integrato e indirizzamento dei visitatori in linea con il sistema città tutto. Proponiamo alla realizzazione di guide, cercando ove possibile la sponsorizzazione di soggetti privati, e pensiamo soprattutto alle realtà aggregative già numerose e presenti sul territorio. Questi strumenti di comunicazione dovranno mettere in connessione l’offerta ricreativa LGBTQI* con il resto delle attrattive presenti in città, immaginando la possibilità di lavorare di concerto con gli operatori del settore e gli enti istituzionali, promuovendo l’immagine di Napoli come meta strutturato per il turismo LGBTQI* internazionale. Immaginiamo di realizzare una mappatura (in parte già realizzata attraverso le numerose convenzioni stipulate) degli esercizi commerciali e strutture a vario titolo gay-oriented e friendly, prevedendo ove possibile l’inserimento in un circuito riconoscibile, ad esempio attraverso l’esposizione di un certificato di appartenenza al programma, oltre alla classica bandierina rainbow.

11.1 Le realtà aggregative LGBTQI* commerciali.

Con l’obiettivo di allargare il nostro bacino di utenza, per avvicinare più persone e far conoscere loro Arcigay, per evitare anche il rischio di parlare solo “tra di noi” , non ultimo per cercare fonti di finanziamento per l’associazione, lavoreremo anche nel settore cosiddetto ricreativo (locali, discoteche, club). Continueremo sulla strada già intrapresa di forte collaborazione con i locali c.d. commerciali, che sono il luogo dove si riscontra la maggior presenza di socie e di soci. Essi dovranno essere un luogo privilegiato del nostro agire politico. Presso le loro strutture, con una calendarizzazione folta e accurata, promuoveremo iniziativa culturali e politiche, cercando passo dopo passo di far avvicinare anche coloro i quali hanno rapporto con la nostra associazione unicamente attraverso di loro; queste azioni saranno promosse in continuità con quanto di buono già fatto, ad esempio con la realizzazione di stand informativi e momenti di pubblicizzazione delle iniziative pubbliche organizzate in città, quali ad esempio la campagna di adesione al registro delle unioni civili. Esse d’altro canto potranno fungere da sostegno economico nella realizzazione delle attività dell’associazione.

Anche il rapporto con le realtà non Arcigay andrà proseguito: dovremo dialogare certamente anche con quelle realtà, coinvolgendo loro, e i loro utenti nei nostri processi; ci faremo portatori delle nostre istanze presso di loro e instaureremo una fattiva collaborazione, in un processo di osmosi continua. Sarà anche nelle realtà ricreative tutte che si dispiegherà la nostra azione politica e la ricerca di nuovi soci. Pensiamo alla possibilità di realizzare presso queste strutture momenti di ascolto della base e recepimento di proposte. Produrremo una carta dei servizi provinciali che dovrà essere distribuita presso tutte le strutture di Arcigay presenti in regione, da consegnarsi all’atto dell’iscrizione, nella quale il nuovo socio e la nuova socia possano comprendere il valore della loro adesione ed essere resi edotti della possibilità di fruire dei numerosi servizi messi a disposizione da parte del Comitato Provinciale (Attività, sportello psicologico, consulenza legale, etc). Continueremo il nostro ruolo di prevenzione e informazione sulle mst con distribuzione di materiale di prevenzione presso tutte le strutture aggregative ricreative.

12.0 Progetti , università e ricerca scientifica.

Il rapporto tra il circolo territoriale di Napoli e l’Ateneo federiciano ha rappresentato uno dei capisaldi di attività più tenaci e fertili dell’associazione. Importante anche il protocollo con l’Università Orientale di Napoli e la collaborazione con il CIRB (Comitato Interuniversitario Ricerca Bioetica) e con gli altri atenei.

Negli ultimi tre anni sono state progettate, finanziate ed implementate diverse ricerche e progetti su alcuni degli aspetti della vita delle persone LGBTQI* (stili di vita, reti, sessualità, salute, turismo, omofobia, quali ad esempio “DiverCIty”) che hanno visto la collaborazione con il mondo accademico, anche a livello internazionale con diverse pubblicazioni che hanno visto la partecipazione del nostro Comitato.

Affinché questo capitale culturale non vada sprecato, il circolo si propone di reiterare questa tradizione di collaborazione scientifica, in maniera particolare con il Centro Sinapsi e l’Osservatorio LGBT.

In tal senso l’Associazione ha già disposto convenzioni con i singoli Dipartimenti territoriali più vicine alla questione omosessuale (sociologia, psicologia, medicina, giurisprudenza, pedagogia) e fare, altresì, da catalizzatore perché la ricerca scientifica si apra all’associazionismo locale, come attualmente accade con alcuni dipartimenti tra quelli citati. Similmente, verranno sperimentate forme di workshop formativi itineranti per portare, fuori e dentro le università, alla presenza di accademici e studenti, le principali tematiche sociali che gravano particolarmente sulle persone LGBTQI* (stigma, diversity management, omofobia, inclusione sociale…) e attivare processi formativi su tema. L’obiettivo è quello di creare un canale di capitale culturale in cui mondo della ricerca e associazionismo LGBTQI* creino strumenti e momenti di diffusione e sensibilizzazione dei topic omosessuali. Il tema della ricerca e della formazione appare particolarmente rilevante se si riflette sul peggioramento della pedagogia sociale (sia a scuola che in università), che mancano di materie o corsi “dedicati”, lasciati alla volontaria capacità dei singoli docenti.
L'attività di ricerca con focus sulle tematiche LGBTQI* assume una rilevanza fondamentale sia per l’informazione, sensibilizzazione ed educazione dei nostri interlocutori esterni, sia per la documentazione e formazione delle risorse umane del comitato secondo l'approccio di una learning organization.

A tale scopo occorre in primis rendere fruibile a tutti il capitale storico di conoscenza in possesso del comitato ( ricerche, dati, testi, saggi, documenti, articoli) attraverso un'idonea archiviazione e catalogazione che da una parte garantisca identificabilità e tracciabilità e dall'altra consenta di individuare i gap e i fabbisogni informativi. Questo in parte è stato già fatto attraverso la catalogazione e possibilità di consultazione online sul sito dell’associazione dell’archivio di testi disponibili presso il nostro “Centro di Documentazione Antinoo”, uno dei più forniti e antichi d’Italia, ma bisogna andare oltre; in prospettiva sarà necessario continuare l’opera di catalogazione, estendendola al resto del materiale presente quali ad esempio le riviste internazionali, le rassegne stampa dagli anni 60 ad oggi, il folto archivio di poster e campagne di comunicazione, oltre a tutto quanto altro presente presso il centro di documentazione. 
Fermo restando la necessità di organizzare il filone di ricerca sulla base dei fabbisogni e delle opportunità di partnership e bandi di ricerca, nell'ottica di una partnership strutturata con Unar e DPO ( antenna territoriale) potrebbe essere utile approfondire le tematiche delle discriminazioni legate all'identità sessuale secondo un approccio che prenda in considerazione le tipologie di discriminazione, gli ambiti di discriminazione e i luoghi di discriminazione. La copertura informativa graduale di queste aree, unitamente alla creazione di un sistema di misurazione della DIS (discriminazione legata all'identità sessuale ) attraverso indicatori elementari e indici di sintesi della discriminazione e dell'inclusione sociale possono costituire la base per un modello di Osservatorio territoriale sulla discriminazione verso la comunità LGBTQI*. I dati per alimentare modello di misurazione e osservatorio potranno venire da: fonti interne (telefono amico, consultorio), fonti esterne in possesso di enti e organismi (ISTAT, ministero interno, ministero grazia e giustizia, ove possibile), indagini desk ed indagini field ad hoc. Particolare attenzione dovrà essere tenuta per la conservazione e divulgazione dei dati, trattandosi di dati sensibili.

Ad integrazione dell'osservatorio ci si propone di implementare anche una raccolta di buone prassi relative ai diversi ambiti di discriminazione come nucleo di una futura banca dati sulle buone prassi per il contrasto delle discriminazioni verso la comunità LGBTQI* .

13.0 Valorizzazione della sede sociale, gruppi tematici, attività sociali e servizi integrati per la comunità.

Per rendere più efficace l’azione socio politica del Comitato occorrerà strutturare l’azione del comitato attraverso una serie di iniziative cercando ove possibile di realizzare una calendarizzazione oculata e ricorrente, soprattutto delle attività più richieste dalla base associativa. Occorre poter ridare un nuovo stile ed una nuova organizzazione alla sede storica e provare a capire se vi sono spazi per ottenere una sede di rappresentanza in un luogo maggiormente accessibile e visibile della città, magari un luogo di rappresentanza non solo per Arcigay ma per tutto l’associazionismo LGBTQI* partenopeo.

Si propongono di seguito alcune attività e buone prassi da mantenere, da ristrutturare e da avviare:

  • Come già fatto in passato, attraverso il coinvolgimento del maggior numero di volontarie e volontari possibile, andrà garantita l’apertura della sede, puntando all’obiettivo di un’accessibilità sette giorni su sette;
  • Realizzazione di una articolata campagna di tesseramento;
  • Attraverso la valorizzazione delle risorse esistenti, garantire il funzionamento della linea di ascolto e telefono amico, prevedendo compatibilmente con le risorse disponibili e in concerto con l’area progetti, la formazione di nuovi operatori e operatrici;
  • Garantire il mantenimento dell’attuale sportello di ascolto e consulenza psicologica individuando ove possibile nuove risorse umane da affiancare a quelle esistenti;
  • Assicurare l’operatività dell’attuale sportello di supporto legale, valorizzando il suo attuale patrimonio di conoscenza in particolare nel campo delle istanze di richiesta asilo politico a migranti LGBTQI* e supporto alle persone trans nel percorso giudiziario di ri-attribuzione anagrafica e di genere, individuando anche qui nuove risorse da affiancare a quelle esistenti;
  • Implementazione, valorizzazione e, ove non esistenti, attivazione, di gruppi di mutuo sostegno alla pari, quali ad esempio: Giovani, Genitori, Terza Età, Donne, Trans, Lavoratori, Gruppi Professionali;
  • Realizzazione di nuovi momenti di aggregazione (mostre, serate ludiche,) e valorizzazione degli attuali (FreeID, cene sociali, aperitivi, cinema LGBTQI*);
  • Garantire l’organizzazione e la partecipazione a tutti gli eventi locali, regionali e nazionali (pride etc.);
  • Realizzazione di attività rivolte ai diversamente abili (gruppi di auto-ascolto e iniziative di aggregazione);
  • Realizzazione di attività rivolte ai soci e alle socie anzian*, anche attraverso gruppi alla pari;
  • Realizzazione di campagne di prevenzione sulle mst e hiv, con particolare attenzione sull’accesso ai test e allo stigma che vivono le persone sieropositive LGBTQI* all’interno della stessa comunità.
  • Realizzazione di progetti di informazione alla affettività e sessualità consapevole e sensibilizzazione sui temi della non-discriminazione rivolti a scuole e Università, a partire dagli istituti secondari di primo grado (scuole medie);
  • Assistenza legale e psicologica alle coppie omo-transgenitorali;

14.0 Salute e prevenzione.

Garantire il benessere psico-fisico delle persone LGBTQI* significa da un lato continuare ad erogare servizi, quali ascolto, counseling, accoglienza e informazione, dall’altro promuovere serie campagne di comunicazione, in particolare targettizzate sugli MSM in quanto comunità a rischio, oltre alla celebrazione delle giornate internazionali. La realizzazione di questi servizi proseguirà, seguendo la buona prassi consolidata del ricorso a progettualità specifiche disegnate ad hoc, quali ad esempio i progetti Cosa ne Sai, svolto in collaborazione con NPS, La ricerca-azione di Sialon II, Napoli Divercity e così via.

Premesso che riteniamo che un completo benessere debba partire da una condizione psicologica di stabilità, garantita dall’ ascolto, dall’aiuto e dall’empowerment alla persona, non possiamo non riconoscere che in questi ultimi tempi si sta verificando una recrudescenza dei casi di infezioni da MST.

In tal senso la nostra azione sarà dettata da due direttrici principali:

1. Prevedere momenti di informazione e sensibilizzazione nei luoghi della comunità sui temi delle MST ed in particolare HIV, ponendo l’accento sulla necessità di superare lo stigma che vivono le persone con HIV anche all’interno del contesto LGBT, cercando di favorire più possibile il superamento di questo stigma e garantendo la piena inclusione delle persone con HIV all’interno del contesto associativo, ove possibile favorendone la visibilità;

2. Promuovere campagne e momenti di sensibilizzazione relativamente alla promozione e alla facilitazione dell’accesso al test HIV e per le altre MST;

3. Fare pressione politica e azione di lobbying per ottenere il passaggio al DSM V e IC 10 della sanità pubblica, dal Ministero alle ASL locali, per la depatologizzazione della disforia di genere.

In particolare relativamente al punto 2, soprattutto in raccordo con Regione, comune e ASL locali andranno individuate le risorse ed i luoghi che possano permettere di realizzare anche a Napoli un Check Point Community Based per lo screening di HIV e altre MST sulla scia della buona prassi del modello Bolognese.

Va in ogni caso garantita la diffusione dell’uso del preservativo per gli uomini e del dental dam e guanto per le donne anche nei rapporti stabili con distribuzione sia di materiale informativo gratuito e di facile comprensibilità che, per quanto possibile, la distribuzione stessa degli stessi strumenti di prevenzione attraverso risorse dedicate in bilancio e la previsione di apposite

15.0 Tempo libero e sport.

Il mondo dello sport resta uno degl'ultimi baluardi del machismo, dell'ipocrisia, dell'omofobia e, purtroppo, anche del bullismo, nelle palestre come nelle scuole. Bisogna dire che se da una parte però in molte discipline sportive come tennis, canottaggio, ginnastica, pattinaggio, nuoto e perfino rugby o football americano, sono molti gli atleti che hanno fatto coming out seguendo a ruota l'esempio di pionieri quali Martina Navratilova, Billy Jean King, Gregg Louganis, dall’altra parte in altre discipline sportive, come il calcio, bisogna purtroppo annoverare continue dichiarazioni omofobe, come quelle di Marcello Lippi e Antonio Cassano, anche se le recenti esternazioni di Cesare Prandelli e Claudio Marchisio fanno ben sperare che anche nel mondo del calcio qualcosa sta finalmente cambiando. In un Paese, che grida “Italia, Italia” solo ad un mondiale di calcio, risulta quindi fondamentale la visibilità delle persone gay, lesbiche e transgender nel mondo dello sport. Attraverso l’intesa con gli assessorati di competenza, il CONI e con i vertici delle società sportive napoletane e campane, cercheremo di organizzare iniziative contro l’omo-transfobia ed attività sportive rivolte alle persone LGBT.

Continueremo la collaborazione con la neonata a.s.d. Pochos, e con l’università che hanno prodotto la prima importanti iniziative sportive, anche nazionali, contro le discriminazioni, la seconda una importante riflessione con il CIRB, la UISP e il mondo dello sport con l’iniziativa “Terzo Tempo – Fair play”. Sosteremmo le iniziative nazionale come fatto per “allacciamoli” voluta da Paddy Power, da Arcigay e Arcilesbica.

16.0 Mediterranean Pride of Naples e Campania Pride e ruolo del Sud.

Il Comitato continuerà sostenere e a sviluppare l’idea che, all’interno dell’Onda Pride (proposta nata proprio da Napoli, complementare e non alternativa al Pride nazioanle) Napoli possa ospitare il Pride del Mediterraneo, cercando di ampliare la rete con le altre associazioni del Paesi che hanno sbocco sul Mediterraneo.

Contemporaneamente troviamo vincente l’idea del pride regionale itinerante, che dopo Salerno e Benevento dovrà portare le istanze della Comunità LGBTQI* non solo negli altri capoluoghi di provincia, ma in tutta la regione (“EnterPride”). Fondamentale per il Comitato lo sviluppo di una reale e fattiva collaborazione con i Comitati Arcigay del sud e con le associazioni e i collettivi LGBTQI* dall’Abruzzo alla Sicilia.

CANDIDATURE COLLEGATE AL DOCUMENTO:

Presidente: Antonello Sannino

Vice-Presidente: Fabrizio Sorbara

Tesoriere: Mariano Fusaro

Consiglieri: Fabio Corbisiero, Luciano Correale, Claudio Finelli, Fabio Caruso, Daniela Lourdes Falanga, Fabio Ragosta, Rosario Ferro, Carlo Rossi, Carmen Ferrara, Raffaella Borzacchiello

Firme a sostegno della piattaforma:

1. Antonello Sannino

2. Fabrizio Sorbara

3. Mariano Fusaro

4. Fabio Corbisiero

5. Luciano Correale

6. Claudio Finelli

7. Fabio Caruso

8. Daniela Lourdes Falanga

9. Fabio Ragosta

10. Rosario Ferro

11. Carlo Rossi

12. Carmen Ferrara

13. Vanni Piccolo

14. Danilo Beniamino Di Leo

15. Valter Catalano

16. Rosa Rubino

17. Giulio Giordano

18. Carmine Urciuoli

19. Salvatore Simioli

20. Daniele Attanasio

21. Gennaro de Luca

22. Ciro Lavezza

23. Marco Aurelio Sorbara

24. Alfredo Sorbara

25. Rita Pagano

26. Matteo Gabriele

27. Tommaso Gabriele

28. Vincenzo Veneruso

29. Luigi Giove

30. Marco Marocco

31. Luca Mercogliano

32. Maria Luisa Mazzarella

33. Simone Castaldo

34. Mario Alajeandro Jimenez

35. Fortunato Richiamo

36. Axel Andrea Nobile

37. Alessandro Grieco

38. Andrea Esposito

39. Angela Sorrentino

40. Luca Martone

 

 

Normal 0 false 14 false false false IT X-NONE X-NONE

 

La commissione congressuale 2015 è composta da Fabrizio Sorbara, Salvatore Simioli, Mariano Fusaro e Maria Luisa Mazzarella.
E' presieduta da Fabrizio Sorbara.

Contatti:

Fabrizio Sorbara - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Salvatore Simioli - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Mariano Fusaro - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Marialuisa Mazzarella - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Indirizzo e-mail commissione: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Indirizzo segreteria:

COMITATO PROVINCIALE ARCIGAY "ANTINOO" DI NAPOLI
VICO SAN GERONIMO 17
80134 - NAPOLI

Tel. 081.552.88.15 Fax. 081.552.88.15

Cellulare 349.75.84.462


Regolamento congressuale dell’ARCIGAY di NAPOLI

Art. 1
E' stato convocato a norma di Statuto del Comitato Antinoo e di Arcigay Nazionale, il Congresso del Comitato Territoriale Arcigay Antinoo di Napoli: in prima convocazione venerdì 16 ottobre 2015 alle ore 14:00 presso la sede associativa sala “Casa comune delle diversità”, Vico San Geronimo n.17- Na-poli e in seconda convocazione Sabato 17 Ottobre 2015 alle ore 14.00, in via provvisoria presso “Casa Comune delle Diversità” in vico San Geronimo 17 – Napoli. I lavori congressuali continue-ranno, dalle 15.00, in luogo che verrà comunicato in apertura della seconda convocazione. Il Congresso è convocato con il seguente ordine del giorno:
1) discussione ed approvazione del progetto associativo e delle linee generali del programma trienna-le di attività del Comitato Antinoo;
2) discussione ed approvazione delle proposte di modifica dello Statuto del Comitato Provinciale;
3) elezione del o della Presidente;
4) elezione del o della Vice-presidente;
5) elezione del Tesoriere
6) elezione del Consiglio Direttivo;
7) elezione del Collegio dei Revisori dei Conti o del Revisore dei conti;
8) elezione di eventuali altri organi sociali e/o cariche associative;
9) Presentazione della/e mozione/i, del XV Congresso Nazionale Arcigay, dei relativi documenti, pro-poste di modifica allo statuto, odg, ed eventuali indicazioni di indirizzo;
9) Elezione dei delegati del Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli al XV Congresso Nazio-nale Arcigay;
10) Elezione dei candidati del Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli al Consiglio Nazionale di Arcigay
Hanno diritto di voto attivo e passivo nei Congressi provinciali le socie ed i soci in regola con il paga-mento della quota sociale all’apertura del Congresso provinciale.
E’ possibile accreditarsi entro e non oltre la prima votazione.
Ogni socio o socia ha facoltà di delegare per iscritto il proprio voto ad un socio o socia in regola con il pagamento della quota associativa alla data di convocazione del congresso, ovvero in regola con il ver-samento della quota associativa al 4 settembre 2015. Non è possibile avere più di una delega per socio o socia.
Contestualmente alla convocazione del Congresso provinciale, dovrà essere data comunicazione della data alla Segreteria nazionale che la pubblicherà sul sito nazionale dell’associazione.

Art. 2
E’ costituita la Commissione Congressuale con il compito di organizzare il Congresso di cui all’art.1, dirimere ogni controversia che dovesse sorgere nell’applicazione del presente Regolamento, verificare la validità del tesseramento, recepire i documenti politici congressuali ed attendere ad ogni altra in-combenza necessaria all’applicazione del presente Regolamento.
L’assemblea dei soci elegge la commissione congressuale composta da Fabrizio Sorbara, Salvatore Simioli, Marialuisa Mazzarella, Mariano Fusaro e presieduta da Fabrizio Sorbara.

Art. 3
La Commissione per il Congresso, all’atto dell’apertura del Congresso pone in votazione la proposta di Presidenza congressuale da approvarsi a maggioranza dei presenti. Insediata la Presidenza la Commis-sione perde ogni funzione e consegna alla prima l’elenco dei soci aventi diritto a partecipare al lavoro congressuale con l’indicazione di quelli che abbiano diritto di voto.

Art. 4
I documenti politici da sottoporre al Congresso Provinciale del Comitato Antinoo di Napoli devono essere presentati da almeno 30 soci con diritto di voto almeno 20 giorni prima della apertura del Con-gresso presso la Commissione o il Commissario Congressuale (entro le ore 24 del 27 settembre). Gli emendamenti al documento possono essere presentati da almeno tre soci con diritto di voto, solo in caso di presentazione di un unico documento politico sino all’insediamento della Presidenza del Con-gresso, gli ordini del giorno devono essere presentati alla Presidenza del Congresso secondo i tempi e le modalità da essa stabilite.
I documenti politici e gli emendamenti possono essere ritirati in qualunque momento antecedente all’apertura delle votazioni, previa comunicazione di tutti i firmatari. Ogni socio può firmare un solo documento politico.
I documenti devono essere inviati a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o al fax 0815528815
Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli O.N.L.U.S. – www.arcigaynapoli.org
Tel. 081-552.88.15 Fax 081-197.121.78- Cell.+39/349.75.84.462 - email: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Art. 5
Dopo il suo insediamento, la Presidenza dichiara aperti i lavori congressuali sottoponendo all’approvazione del congresso i tempi e le modalità per il dibattito e le votazioni.

Art. 6
Il primo firmatario di ogni documento politico presenta alla Presidenza del Congresso la candidatura alla Presidenza del Comitato Provinciale ed una lista di candidati al Consiglio Direttivo.
In caso di presentazione di un solo documento politico, la Presidenza pone in votazione il documento politico unitamente alla candidatura alla Presidenza e quindi chiede l’approvazione delle candidature degli altri organi dirigenti. Qualora il Congresso dovesse rigettare a maggioranza le candidature propo-ste per il Consiglio Direttivo o qualora il primo firmatario ritenesse opportuno aggiungere nuove can-didature, il primo firmatario presenta al Congresso una lista di candidati pari al numero dei suoi com-ponenti aumentato almeno di due unità. In tal caso il Congresso elegge con metodo proporzionale i membri del direttivo, secondo le modalità stabilite dalla Presidenza.
In caso di presentazione di più documenti politici la Presidenza pone in votazione i singoli
documenti. In tal caso risultano eletti il candidato alla presidenza e i candidati agli altri organi
dirigenti collegati al documento che abbiano riportato più voti.

Art.7
( Presentazione della/e mozione/i, del XV Congresso Nazionale Arcigay dei relativi documenti, pro-poste di modifica allo statuto, odg, ed eventuali indicazioni di indirizzo ed Elezione dei delegati del Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli al XV Congresso Nazionale Arcigay)
Per quanto compatibili si applicano gli articoli 3,4,5 del presente regolamento. Gli iscritti che vogliano partecipare al Congresso sono tenuti ad accreditarsi presso la Presidenza del Congresso prima dell’apertura delle votazioni. Agli accreditati verrà consegnata una scheda elettorale dove potranno esprimere massimo tre preferenze (ovvero in numero pari ai delegati congressuali che il Comitato di Napoli può esprimere)

Art. 8
Chiunque voglia candidarsi dovrà far pervenire il proprio nominativo al Commissario Congressuale ed al presidente dell’associazione entro le ore 24 del 27 settembre alle mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. e Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. o al fax 0815528815.
Verrà eletto, con sistema proporzionale, chi riceve più voti, i candidati non eletti come delegati al con-gresso nazionale saranno inseriti come supplenti.

Art. 9
Dopo il suo insediamento, la Presidenza dichiara aperti i lavori congressuali sottoponendo all’approvazione del congresso i tempi e le modalità per il dibattito e le votazioni, con riferimento ai documenti e la presentazione dei delegati del Congresso Nazionale Arcigay . Gli ordini del giorno de-vono essere presentati alla Presidenza del Congresso secondo i tempi e le modalità da essa stabilite.
I documenti politici e gli emendamenti possono essere ritirati in qualunque momento antecedente all’apertura delle votazioni, previa comunicazione di tutti i firmatari.

Art. 10
Alla fine della presentazione delle mozioni si passerà al dibattito ed alla discussione delle stesse, in-tanto saranno aperte le votazioni a scrutinio segreto relative alle sole elezione dei delegati al congresso, dopo la discussione e l’approvazione degli ordini del giorno proposti o sostenuti dal Comitato Antinoo per alzata di mano e voto palese, si passerà alla conta dei voti riferita alla elezione dei delegati ed alla proclamazione degli eletti e dei supplenti, i cui nominativi saranno inseriti nei verbali e comunicati al Nazionale.

Art. 11
Il presente regolamento potrà essere modificato anche in sede congressuale, se in contrasto con le norme statutarie dell’Arcigay Nazionale e/o del Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli.
Ogni disposizione di questo regolamento è vincolante, fatto salvo lo Statuto del Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli e quanto dispone lo statuto Nazionale Arcigay.
………………………………………………………………………………………………………
Regolamento congressuale approvato dal Direttivo e dall’Assemblea dei soci in Napoli il giorno 4 settembre 2015 alla unanimità (a modifica e sostituzione di quello datato 30 luglio 2012).

Alle associate e agli associati
del Comitato territoriale Arcigay Antinoo di Napoli
Vico San Geronimo, 17 – Napoli
C.F. 95076550631

E' convocato, a norma di Statuto del Comitato Antinoo e di Arcigay Nazionale, il Congresso del Comitato Territoriale Arcigay Antinoo di Napoli: in prima convocazione venerdì 16 ottobre 2015 alle ore 14:00 presso la sede associativa sala “Casa comune delle diversità”, Vico San Geronimo n.17- Napoli e in seconda convocazione  Sabato 17 Ottobre 2015 alle ore 14.00in via provvisoria presso “Casa Comune delle Diversità” in vico San Geronimo 17 – Napoli. I lavori congressuali continueranno, dalle 15.00, in luogo che verrà comunicato in apertura della seconda convocazione. Il Congresso è convocato con il seguente ordine del giorno:

1) discussione  ed approvazione del progetto associativo e  delle linee generali del programma triennale di attività del Comitato Antinoo;

2) discussione  ed approvazione delle proposte di modifica dello Statuto del Comitato Provinciale;

3) elezione del o della Presidente;

4) elezione del o della Vice-presidente;

5) elezione del Tesoriere;

6) elezione del Consiglio Direttivo;

7) elezione  del  Collegio dei Revisori dei Conti o del Revisore dei conti;

8) elezione di eventuali altri organi sociali e/o cariche associative;

9) Presentazione della/e  mozione/i, del XV Congresso Nazionale Arcigay, dei relativi documenti, proposte di modifica allo statuto, odg,  ed eventuali indicazioni di indirizzo;

9) Elezione dei delegati del Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli al  XV Congresso Nazionale Arcigay;

10) Elezione dei candidati del Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli al Consiglio Nazionale di Arcigay.

E’ possibile accreditarsi entro e non oltre la prima votazione.

Ogni associata o associato ha facoltà di delegare per iscritto il proprio voto ad un associata o un associato in regola con il pagamento della quota associativa alla data di convocazione del congresso, ovvero in regola con il versamento della quota associativa al 4 settembre 2015. Non è possibile avere più di una delega per associato o associata.

Contestualmente alla convocazione del Congresso provinciale, dovrà essere data comunicazione della data alla Segreteria nazionale che la pubblicherà sul sito nazionale dell’associazione.

Si ricorda che l'Assemblea, in prima convocazione, è regolarmente costituita con la presenza di più di metà de* associat* e delibera a maggioranza assoluta. In seconda convocazione non è previsto un quorum costitutivo e l'assemblea delibera a maggioranza assoluta de* associat* presenti.

Hanno diritto al voto tutte le associate e gli associati regolarmente tesserati al Comitato Arcigay di Napoli  ed in regola con la quota associativa.

E' possibile iscriversi e/o rinnovare la tessera non oltre la prima votazione.

Tutte le altre disposizioni in merito allo svolgimento del Congresso sono riportate nel regolamento congressuale approvato dall’Assemblea dei soci giorno 04.09.2015.

pdfScarica convocazione del Congresso del Comitato Territoriale di Napoli

pdfScarica convocazione del Congresso territoriale di Napoli per il Congresso nazionale di Arcigay

pdfScarica Regolamento Congressuale 2015

Napoli, lì 04/09/2015

Ing. Antonello Sannino
Presidente Comitato provinciale Arcigay Antinoo di Napoli ONLUS
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
mobile: +393922468663

arcigaynapoli

Alle associate e agli associati
del Comitato territoriale Arcigay Antinoo di Napoli
Vico San Geronimo, 17 – Napoli
C.F. 95076550631

E' convocato, a norma di Statuto del Comitato Antinoo e di Arcigay Nazionale, il Congresso del Comitato Territoriale Arcigay Antinoo di Napoli: in prima convocazione venerdì 16 ottobre 2015 alle ore 14:00 presso la sede associativa sala “Casa comune delle diversità”, Vico San Geronimo n.17- Napoli e in seconda convocazione  Sabato 17 Ottobre 2015 alle ore 14.00in via provvisoria presso “Casa Comune delle Diversità” in vico San Geronimo 17 – Napoli. I lavori congressuali continueranno, dalle 15.00, in luogo che verrà comunicato in apertura della seconda convocazione. Il Congresso è convocato con il seguente ordine del giorno:

1) discussione  ed approvazione del progetto associativo e  delle linee generali del programma triennale di attività del Comitato Antinoo;

2) discussione  ed approvazione delle proposte di modifica dello Statuto del Comitato Provinciale;

3) elezione del o della Presidente;

4) elezione del o della Vice-presidente;

5) elezione del Tesoriere;

6) elezione del Consiglio Direttivo;

7) elezione  del  Collegio dei Revisori dei Conti o del Revisore dei conti;

8) elezione di eventuali altri organi sociali e/o cariche associative;

9) Presentazione della/e  mozione/i, del XV Congresso Nazionale Arcigay, dei relativi documenti, proposte di modifica allo statuto, odg,  ed eventuali indicazioni di indirizzo;

9) Elezione dei delegati del Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli al  XV Congresso Nazionale Arcigay;

10) Elezione dei candidati del Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli al Consiglio Nazionale di Arcigay.

E’ possibile accreditarsi entro e non oltre la prima votazione.

Ogni associata o associato ha facoltà di delegare per iscritto il proprio voto ad un associata o un associato in regola con il pagamento della quota associativa alla data di convocazione del congresso, ovvero in regola con il versamento della quota associativa al 4 settembre 2015. Non è possibile avere più di una delega per associato o associata.

Contestualmente alla convocazione del Congresso provinciale, dovrà essere data comunicazione della data alla Segreteria nazionale che la pubblicherà sul sito nazionale dell’associazione.

Si ricorda che l'Assemblea, in prima convocazione, è regolarmente costituita con la presenza di più di metà de* associat* e delibera a maggioranza assoluta. In seconda convocazione non è previsto un quorum costitutivo e l'assemblea delibera a maggioranza assoluta de* associat* presenti.

Hanno diritto al voto tutte le associate e gli associati regolarmente tesserati al Comitato Arcigay di Napoli  ed in regola con la quota associativa.

E' possibile iscriversi e/o rinnovare la tessera non oltre la prima votazione.

Tutte le altre disposizioni in merito allo svolgimento del Congresso sono riportate nel regolamento congressuale approvato dall’Assemblea dei soci giorno 04.09.2015.

pdfScarica convocazione del Congresso del Comitato Territoriale di Napoli

pdfScarica convocazione del Congresso territoriale di Napoli per il Congresso nazionale di Arcigay

pdfScarica Regolamento Congressuale 2015

Napoli, lì 04/09/2015

Ing. Antonello Sannino
Presidente Comitato provinciale Arcigay Antinoo di Napoli ONLUS
e-mail: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.
mobile: +393922468663

ARCIGAY NAPOLI 3.0
Napoli Fiera Differenza

img_mozione_3.0

SCARICA IL DOCUMENTO COMPLETO IN FORMATO PDF (clicca qui)

Documento politico e programmatico per il Congresso provinciale del Comitato Arcigay “Antinoo” di Napoli
29.settembre 2012

*****

“La rivoluzione , come tutto l’universo, è in continua evoluzione, non è statica, ma fluida: assumeva altri aspetti, nuovi contorni, viaggiava su canali sconosciuti e si spostava verso nuove dimensioni; tendenza che sfuggì a molti, a tutti coloro che, continuando a guardare il dito, si dimenticarono della luna”
(da AntoloGaia di Porpora Marcasciano)

Premessa

Il prossimo congresso provinciale del Comitato Arcigay Antinoo di Napoli interviene in un periodo cruciale per la città di Napoli, per la comunità LGBTQI* napoletana, ma più in generale per il nostro Paese e per il movimento di liberazione omosessuale italiano.

Napoli sarà nel 2013 la capitale mondiale delle culture, ospitando la terza edizione del Forum Universale delle Culture, una grande festa del dialogo interculturale, capace di restituire alla nostra città un ruolo di meritato protagonismo attraverso un ricco calendario di conferenze, concerti, mostre, spettacoli. Oltre un migliaio di eventi e manifestazioni, in tre mesi, per fare di Napoli il punto di riferimento internazionale della cultura.

Napoli città del sole, di luoghi di democrazia e partecipazione diretta, di inclusione sociale, di una rinata voglia di legalità e trasparenza nei processi decisionali, di rispetto di tutte le identità, Napoli città dei nuovi diritti civili, Napoli avanguardia culturale e democratica in un’Italia rinnovata, sempre più laica ed europea.

La parità dei diritti tra le persone, il contrasto ad ogni forma di discriminazione, il riconoscimento e la tutela dell’omo-transgenitorialità entreranno di prepotenza nel dibattito politico anche in considerazione dell’approssimarsi dell’appuntamento elettorale per il rinnovo del Parlamento.

Tutto questo non può e non deve trovarci impreparati, la politica nazionale passerà per le grandi città, la politica nazionale passerà per Napoli, in un percorso che dovrà sicuramente fare i conti con il protagonismo e la storia del Movimento di liberazione omo/trans-sessuale del Sud Italia, che in questi ultimi anni si è configurato sempre di più come attore sociale attivo, capace di dialogare con tutti gli altri movimenti e forze politiche, che in un percorso di osmosi continua con le istanze di quest’ultimi, ha saputo imporre le priorità del movimento per tradurle in atti concreti operati dalle istituzioni locali e dagli enti a vario titolo attivi sul territorio. Il Comitato Arcigay di Napoli, con la sua ricca e pluridecennale storia (durante il prossimo mandato triennale, questo comitato festeggerà i suoi primi trent’anni di storia 1984-2014) sarà un luogo di partecipazione democratica, un laboratorio di idee, ma soprattutto, consolidando la buona prassi attivata negli ultimi anni, un interlocutore serio ed affidabile per la politica locale e nazionale.

 

1.0 Rapporto con le Istituzioni – reti territoriali.

Proseguiremo sulla strada della stretta e fattiva collaborazione con le Istituzioni locali, con la politica territoriale, nelle sue varie articolazioni, anche attraverso l’implementazione della attuale rete associativa e sindacale, nell’ottica di attivare nuovi interventi e servizi che diano la piena cittadinanza a tutte e a tutti, consolidando le buone prassi già esistenti e già avviate. In questo ambito ci riteniamo sempre più convinti della necessità di continuare il percorso che circa un anno e mezzo fa portò alla nascita del Coordinamento regionale LGBTQI* “Campania Rainbow”, soggetto che già neonato, può vantare una serie di obiettivi centrati, soggetto per il quale ci piace sottolineare la forte spinta propulsiva sia in fase di creazione che di azione, ricevuta da parte della nostra associazione.
Consapevoli della necessità dell’estensione territoriale della nostra azione, che trova riscontro ad esempio posteriormente allo svolgimento del Pride Nazionale del 2010 nella ricostituzione del Comitato Arcigay di Salerno, intendiamo perseguire la collaborazione sempre più stretta con tutte le associazioni LGBTQI* cittadine e regionali (Il Comitato si impegnerà per la nascita di nuovi Comitati Arcigay nelle province di Avellino, Benevento e Caserta) in sinergia costante con l’ampliamento della rete territoriale di associazioni, sindacati e movimenti in modo da costituire sempre più un baluardo sociale e politico contro ogni forma di discriminazione, uno sprono continuo alla politica affinché si possa giungere finalmente ad ottenere una piena laicità delle istituzioni democratiche e quella vera  inclusione sociale, che passa attraverso il riconoscimento dei diritti civili, che da sempre rivendica il movimento di liberazione omosessuale.

 

 

 

2.0 Contrasto a tutte le forme di discriminazione.

La difesa di ogni identità sin’oggi offesa, la promozione della parità di trattamento ed il contrasto ad ogni discriminazione fondata sul genere, sull’orientamento sessuale, sull’appartenenza etnica, sulla religione, sull’età, sulle disabilità fisiche e su ogni altra condizione sociale, economica e personale è una necessità etica prima ancora che politica. La grande sfida da vincere è quella di dimostrare la maturità del nostro movimento, capace oggi non solo di lottare per i propri diritti, ma anche di saper partecipare da protagonista in tutti quei processi sociali che lotteranno nei prossimi anni per ricostituire un nuovo welfare più giusto ed equo e soprattutto che rivendicheranno con forza quei nuovi diritti civili che daranno piena cittadinanza a tutte e tutti.

 

3.0 Comunicazione e rapporti con i mass media.

Il Comitato Arcigay di Napoli ritiene centrale la presenza delle questioni LGBTQI* sui media e nel dibattito pubblico, in termini di immagine, reputazione e credibilità, e si impegna ad attuare un programma che permetta all’associazione, alle tematiche LGBTQI*, ai singoli ed alle famiglie omo/trans-sessuali, di essere rappresentati con oggettività, senza pregiudizi e stereotipi. A tal fine il Comitato si farà anche promotore di iniziative dirette verso i soggetti pubblici ed i professionisti che compongono il sistema di comunicazione locale.

Il progetto relativo alla comunicazione ed alla promozione del nuovo comitato Arcigay di Napoli, in continuità con quanto già espresso dai precedenti direttivi, sarà tendenzialmente funzionale a proporre con crescente determinazione la centralità del ruolo culturale, sociale e politico della più grande associazione di persone LGBTQI* presente in Italia.

Pertanto, le azioni di comunicazione e promozione saranno tutte tese a perseguire l’idea della visibilità; essa, infatti, in tutte le sue accezioni semantiche, sarà la parola d’ordine intorno alla quale s’incardinerà l’intero sistema di comunicazione e di amplificazione delle diverse attività svolte dall’associazione nel nostro territorio.

D’altronde, visibilità significa accessibilità, ed un attento sistema di comunicazione renderà l’Arcigay di Napoli più accessibile a chi volesse partecipare alle attività e a chi necessitasse di confrontarsi con altre persone che vivono la medesima condizione, con l’obiettivo sia di essere da supporto alla persone, ma al contempo creando le condizioni per permettere una sana e forte partecipazione alla vita associativa, cercando di esplicitare il senso di forza sociale nell’essere comunità che lotta per i propri diritti.

Visibilità significa comprensibilità e, senza dubbio, delle campagne di comunicazione incisive e ben articolate, potranno favorire una progressiva integrazione delle persone omosessuali e un progressivo radicamento della considerazione sociale delle persone omosessuali nell’immaginario collettivo, in linea con uno dei principi base del nostro patrimonio di associazione: La tutela e la promozione dell’ immagine, della cultura e dei diritti delle persone LGBTQI*.

Infine, visibilità significa dignità, poiché inequivocabilmente le campagne di comunicazione e promozione delle attività politiche e culturali svolte dalla nostra associazione, rilanceranno l’immagine della comunità LGBTQI* e restituiranno ai singoli individui maggiore consapevolezza e una più forte identità sociale.

Alcune azioni di promozione al momento ipotizzabili:

  • Comunicazione e promozione delle attività interne ed esterne dell’associazione organizzate dagli altri settori dell’associazione;
  • Creazione di un ufficio stampa che permetta al Comitato Arcigay di Napoli di poter intervenire efficacemente nel dibattito pubblico locale e nazionale;
  • Riprogettazione del sito con nuova declinazione grafica e miglioramento della presenza sui social media, generalisti e tematici;
  • Internazionalizzazione della comunicazione istituzionale dell’associazione ed abbattimento delle barriere per gruppi minoritari (es. adeguamento della comunicazione istituzionale per diversamente abili, per turisti ed utenti non parlanti italiano);
  • Attività di comunicazione e promozione degli eventi che verranno realizzati per il calendario nazionale di eventi LGBTQI*: giornata del 1° dicembre e del 17 maggio, del Transgender day of Remembrance (TDOR), della Giornata della Memoria - Omocausto (27 Gennaio), della Candelora (2 Febbraio), della giornata nazionale del Coming-Out e di tutte le altre date di rilievo celebrativo e oltre;
  • Campagna Natalizia Queer di forte impatto sulla città;
  • Comunicazione e promozione Pride 2013, provinciale o regionale, indipendentemente dalla sede di svolgimento di quest’ultimo;
  • Sostegno alle campagne nazionali e regionali che avvieranno raccolte di firme a favore di leggi di iniziativa popolare per la tutela dei diritti delle persone gay lesbiche e trans.

 

 

4.0 Azioni di lobbying e il coinvolgimento della “middle class”.

Risulterà fondamentale per l’efficacia dell’azione politica e sociale di questo Comitato Arcigay strutturare azioni di lobbying. Bisognerà quindi stringere rapporti strettissimi con gli ordini professionali,     medici, farmacisti, avvocati, psicologi.

Le risorse umane sulle quali può contare il volontariato sono contingentate e rimesse alla buona volontà dei singoli, pertanto bisognerà necessariamente ricercare e costruire nuovi rapporti con professionalità LGBTQI*, valorizzando l’esistente e promuovendo ad esempio una campagna di adesione di professionisti all’associazione, sempre nell’ottica di lobbying e in-house.

In tal senso andrà intensificato e ristrutturato il rapporto con la classe media, spesso assente alle grandi manifestazioni LGBTQI* (pride in primis) e di sovente assente nel dibattito politico associativo. Bisognerà necessariamente ampliare la partecipazione alla vita associativa, cercando di recuperare quante più risorse umane e professionali, cercando di scindere, lì dove occorrerà e sarà possibile, i luoghi ed i momenti che caratterizzeranno l’azione della nostra associazione, che da una parte resta pur sempre un’associazione generalista e di servizi e dall’altra un comitato politico per la rivendicazione di diritti civili non ancora acquisiti nel nostro Paese.

Occorrerà quindi consolidare meccanismi di solidarietà e collaborazione con soggetti appartenenti alla comunità LGBTQI* per favorire l’erogazione di servizi, oltre a generare una nuova capacità di replicare questa articolazione anche al di fuori della comunità LGBTQI* costruendo  strutture di relazione con soggetti espressione di ambiti diversi (industria, economia, università, pubbliche amministrazioni, spettacolo) e soprattutto che tutto questo possa diventare un patrimonio comune e durevole per l’associazione.

 

5.0 Coming out, scuola e giovani.

 

La visibilità delle persone LGBTQI* costituisce oggi l’elemento chiave fondamentale di un passaggio storico che sul piano socio-culturale vede sempre più persone eterosessuali alleate quotidiane di persone LGBTQI* in quanto loro amiche, famigliari, conoscenti, colleghi, mentre sul piano giuridico si tradurrà presto probabilmente in qualche forma di riconoscimento degli affetti e delle unioni tra persone dello stesso sesso.

Tuttavia il lavoro e la funzione che siamo chiamati a svolgere in questo ambito non può dirsi conclusa. Lo spazio sociale (e personale) di questa “alleanza quotidiana” va ampliato e rafforzato.

Molte persone ancora non sono visibili, non sono coscienti dei benefici che avrebbero se non fossero più costrette a mentire, omettere e dissimulare, o semplicemente ritengono di non poterselo permettere in base ai contesti di vita quotidiana.

Riconosciamo il valore fondamentale del fare coming-out come gesto non-neutro: da un lato esso è uno strumento di fortissimo empowerment personale, che fa della visibilità stessa uno strumento di rivendicazione, dall’altro esso dà la possibilità alle nostre associate e associati, vivendo con maggiore serenità la propria vita, di essere maggiormente attivi in quanto attivist* all’interno del       comitato.

Il compito che ci assumiamo è di dare forza e voce a chi ancora non ne ha in tutto o in parte, non solo aderendo, partecipando e promozionando la giornata nazionale del “coming out”, ma con un’azione di campaigning permanente sullo stile di campagne efficaci già sperimentate all’estero che hanno invaso, tra gli altri, i canali web coinvolgendo persone e costruendo alleanze a tutti i livelli(pensiamo per esempio a “it get’s better” negli Stati Uniti).

Il coming-out sarà un rinnovamento strumento di partecipazione che proporremo in ogni contesto e in ogni attività.

 

 

5.1 Giovani.

 

Bisogna partire dalla difficoltà di coinvolgimento sia nei momenti ricreativi che assembleari, dei giovani.

Nel tempo, infatti, essi si sono sempre più disinteressati sia dell’associazione, sostituendola con luoghi commerciali aggregativi, sia dalla consapevolezza di dover lottare per i propri diritti. Questo è sicuramente in linea con il disinteresse generale e generalizzato dei giovani per la “politica” che affligge il nostro paese, ma per fronteggiare questo fenomeno, partendo dalla considerazione che i soggetti oppressi dovrebbero essere a maggior ragione i primi ad attivarsi per il miglioramento della propria condizione, possono essere messe in campo delle strategie e delle azioni che da un lato garantiscano la partecipazione dei giovani alla vita associativa, dall’altro assicurino il naturale ricambio generazionale di cui un’associazione di volontariato come la nostra ha sempre bisogno.

Partiamo dall’esistente; il “gruppo giovani”è una buona prassi della nostra associazione, ormai consolidata a livello nazionale, da tempo. Esso punta sull’auto-aiuto e sullo scambio continuo che possono fornire gli altri gruppi giovani alla pari presenti negli altri comitati italiani. E’un progetto che si fonda principalmente sull’intensificazione e valorizzazione della partecipazione giovanile. Intensificare tale partecipazione richiede un lavoro costante di gruppo, attraverso una concreta pianificazione e calendarizzazione degli appuntamenti. Seppur in maniera, per il momento, esterna al consiglio direttivo, andranno individuate una o preferibilmente, più figure, che si occupino della creazione del gruppo, della gestione delle sue riunioni e della partecipazione ai momenti nazionali formativi e di scambio con la rete giovani nazionale.

L’azione del settore giovani sarà agita in stretta collaborazione con il settore scuole.
Ancora oggi purtroppo in quelli che dovrebbero essere luoghi di educazione al rispetto delle differenze si assiste a gravissimi episodi di omo-transfobia. In modo particolare è da sottolineare come sia proprio l ‘ istituzione scolastica ad essere  il fulcro di queste violenze: gli studenti  LGBTQI* sempre più spesso non denunciano le discriminazioni subite, temendo possibili ritorsioni dai propri docenti e colleghi di scuola. Molto spesso inoltre i dirigenti scolastici, al verificarsi di episodi di omofobia, nel comunicare con i genitori, anziché denunciare l’accaduto pongono particolare attenzione sugli orientamenti sessuali dei ragazzi, rendendogli più difficili eventuali percorsi di coming-out e di accettazione. Al fine di arginare  questa grave situazione Arcigay Napoli attuerà una serie di interventi, intessendo rapporti di  collaborazione  con le associazioni dei genitori, i sindacati , le associazioni dei docenti , dei dirigenti scolastici , e in modo particolare con le associazioni studentesche. Arcigay Napoli ha in passato sperimentato proficue esperienze con i collettivi studenteschi all’interno delle scuole portando avanti progetti per contrastare il bullismo omofobico. Intendiamo farci portatori delle istanze LGBTQI* all’interno delle scuole sfruttando gli sportelli già esistenti e ove non presenti, proponendone l’attivazione.

Proponiamo inoltre l’attivazione di progetti dedicati, al fine di garantire, da un lato, l’evitarsi di situazioni di discriminazione, e dall’altro, fornire gli strumenti per elaborare una piena consapevolezza di sé unitamente ad un percorso che si fondi sulla reciprocità tra gli studenti LGBTQI* e le rispettive famiglie. Intendiamo inoltre porre in essere delle iniziative artistiche e sportive a tematica LGBTQI* per incidere sulla popolazione studentesca tutta, aggregandoci ove possibile, alla giornata “della creatività e dell’arte studentesca” che ogni anno è realizzata dalla Consulta Provinciale degli Studenti.

 

 

 

 

 

6.0 Donne.

 

Arcigay Napoli è da sempre l’associazione di tutte le persone LGBTQI*.

Consolidando le buone prassi già avviate, intendiamo riproporre le azioni rivolte alle donne, in particolare, re-istituendo iniziative di buone prassi del passato, come ad esempio il “Gruppo Donne” facendo in modo che diventi punto d’ incontro, d’ascolto e di scambio di idee, affinché anche questa specificità rimanga parte attiva del nostro comitato.

Gli interventi saranno, appunto, volti a formare un gruppo lesbo che possa dar luogo ad azioni di discussione ma anche di promozione sociale, quali la realizzazione di iniziative pubbliche.
Alle donne di Arcigay Napoli sarà garantito il proprio spazio di autonomia ed autodeterminazione, al quale si dovrà far corrispondere una rinnovata spinta alla partecipazione. Al contempo, sia nell’utilizzo del linguaggio, che nella pianificazione delle attività e delle campagne andrà garantita la pari rappresentatività alle donne. In particolare per quanto riguarda il settore salute, esso si farà carico di integrare l’informazione e gli strumenti di prevenzione dedicati alle donne all’interno della propria attività, valorizzando la diffusione dell’uso del dental dam e del guanto, riservando una particolare attenzione alle patologie che possono riguardare le donne, come ad esempio l’HPV, promuovendo anche ove possibile, la sigla di protocolli d’intesa con i soggetti competenti al fine della pubblicizzazione e accesso al vaccino anti-HPV. Inoltre proseguiremo sulla strada di una collaborazione sempre più intensa con l’Associazione Arcilesbica Napoli “Le Maree” cercando momenti di confronto aperto e contando sull’ aiuto reciproco per la realizzazione di obiettivi comuni.

 

7.0 Universo Transessuale

Sono passati più di quarant’anni dai moti di Stonewall, quando da un gesto di Silvia Rivera cambiò la storia del movimento LGBT mondiale, riconosciamo alle persone transessuali/transgender di essere la vera avanguardia del movimento di liberazione omosessuale.
Napoli, inoltre,  con la sua area metropolitana, ospita la più grande ed antica comunità transessuale dell’area mediterranea, un patrimonio immenso di storia, cultura e tradizione popolare. Vogliamo che T* non sia più l’ultima lettera dell’acronimo LGBT, ma che venga dato all’universo transessuale/trans gender il meritato protagonismo.
Il Comitato Arcigay di Napoli intende riuscire a collaborare in maniera sempre più stretta ed efficace  con la rete di Associazioni, Enti, Istituzioni, Università che operano nella città di Napoli ed in regione Campania(Università Federico II, le associazioni ATN, MIT, Altri Luoghi della Dedalus).
La comunità transessuale/transgender è quasi sempre la parte della comunità LGBT più esposta all’esclusione sociale, alle persone transessuali, di fatto,  l’accesso al lavoro, alla casa, ai diritti sono tutt’oggi completamente sbarrati. Saremo in prima linea per difendere i diritti delle persone transessuali/transgendere, assicurando assistenza legale a quante/i accedano alle procedure di rassegnazione anagrafica ai sensi della legge 164/82 ed alla luce delle recenti interpretazioni della norma che limitano il ricorso del giudice ai CTU (periti nominati dal giudice), e contrastando ogni forma di violenza e di esclusione sociale a danno delle persone transessuali/transgender.

 

8.0 Welfare, lavoro e migranti LGBTQI* - Detenuti LGBTQI* in Italia.

La situazione economica e sociale di Napoli e della sua provincia non è mai stata una questione semplice da affrontare, ma soprattutto non ha mai trovato interventi seri ed incisivi che potessero innestare dinamiche di sviluppo produttivo e di crescita occupazionale.

Che siano endemiche e stagnanti le alte percentuali di disoccupazione, inoccupazione, migrazione interna al Bel Paese, ma anche estera dovute alla crisi strutturale della città o che siano aggravate nel contesto della più generale crisi che stiamo vivendo da 4 anni e che attanaglia l’Italia e i paesi del Sud Europa, non possiamo fare a meno anche nell’ambito LGBTQI* di dare prioritaria attenzione alla regressione sul piano delle tutele e dei diritti che la stessa crisi economica sta attuando. Una vera e propria ristrutturazione del modello sociale del Paese che fa leva soprattutto su tre tematiche che vediamo strettamente interconnesse e difficilmente scindibili fra loro, tenendo presente anche i cambiamenti demografici in atto nel nostro Paese divenuti, ormai, strutturali e irreversibili: lavoro – welfare state – discriminazione (persone LGBTQI* /migranti/migranti LGBTQI*).

Siamo convinti che Napoli necessiti di misure idonee e coraggiose relative al lavoro e alle prospettive di sviluppo sociale e civile, portate innanzi e sostenute da forze sociali, dalle associazioni o reti di associazioni, da movimenti e da partiti per assicurare un futuro migliore alla nostra città ed ai giovani che vivono il territorio napoletano. Ogni anno, e per tutto l’anno, le associazioni LGBTQI* lottano per abbattere il pregiudizio e la discriminazione nei confronti di omosessuali e transessuali. Da sempre le stesse associazioni e i politici omo/transessuali hanno portato innanzi al Parlamento italiano le istanze del movimento, chiedendo pari diritti e l'approvazione di leggi contro l’omo/transfobia e l'introduzione di aggravanti per le aggressioni a sfondo omo/transfobico, facendo in ciò appello al rispetto dell’art 3 della Costituzione Italiana. Quest'anno, tuttavia, davanti ad una gravissima recessione sui diritti non abbiamo potuto apprezzare una netta presa di posizione di tutto il movimento: il cosiddetto governo tecnico, presieduto da Mario Monti con il suo braccio destro, la Ministra Elsa Fornero, e sostenuto dal voto dei partiti PD – Terzo Polo – PDL, ha smantellato l’art. 18 dello Statuto dei Lavoratori con la sua controriforma del lavoro. L'art. 18 era l’unico strumento reale esistente che tutelava le persone LGBTQI* dai licenziamenti discriminatori. Un articolo che, pur essendo stato fortemente voluto e conquistato dal movimento operaio e non da quello LGBTQI*, garantiva l’applicazione reale dell'art. 3 della Costituzione Italiana almeno in ambito lavorativo, tutelando anche le persone LGBTQI*. Siamo convinti che l’art. 18 sia uno strumento utile ed assolutamente da ripristinare e da estendere a tutte le forme contrattuali esistenti per un avanzamento della società nei diritti e nelle tutele delle persone, oltre a prevedere nelle normative dei CCNL articoli specifici ( come per il genere) che combattono la discriminazione nei confronti delle persone LGBTQI*.
Napoli rappresenta il laboratorio della sperimentazione di nuove forme di sfruttamento che dall’illegalità (lavoro nero) diventano legali attraverso la legiferazione: che cosa è un contratto precario senza tutele e diritti se non una forma di sfruttamento o la legalizzazione del <<lavoro nero>>? La correlazione fra lavoro-welfare-discriminati (persone LGBTQI* /migranti/migranti LGBTQI*) è attraversata proprio dall’accettazione di una forma contrattuale precaria, di un lavoro dequalificato e/o con minori diritti e tutele, proprio perché il grado di ricattabilità occupazionale (persone discriminate) è molto alto. Così un individuo più ha bisogno di avere un reddito ed è senza protezioni sociali, più facilmente sarà soggetto a forme di sfruttamento e discriminazione con contratti <<atipici>> o soggetto a licenziamenti, mobbing o a lavoro nero. Per gli migranti non comunitari la ricattabilità è ancora più alta perché subalterni alla Bossi-Fini per la necessità di un lavoro stabile e duraturo ai fini del <<permesso di soggiorno>>. L’immobilità sociale e la precarietà producono i fenomeni di migrazione da e verso l’Italia. Due fattori preoccupanti per il futuro non solo immediato del Paese; infatti, l’Italia si trova di fronte ad una discontinuità storica: le persone con una età compresa tra i 25 e i 40 anni rappresentano la prima delle generazioni nate nel corso del ‘900 a rivelarsi impossibilitate a migliorare la propria posizione sociale rispetto a quella dei propri genitori. Insomma, la competitività sul lavoro basata sulla contrazione dei costi e, quindi, dei diritti piuttosto che sulla qualità dei prodotti/servizi, oltre a non produrre crescita economica ha provocato un allargamento del bacino di lavoro instabile: precario, quando non irregolare o fortemente sfruttato detto anche 3D (dirty-dangerous-difficult).

Se da anni eravamo disastrosamente abituati all’immagine dell’uomo immigrato (che ha sostituito il <<guaglione>>) soggetto al caporalato, sono anni ormai che oltre alla prostituzione femminile, assistiamo anche ad un forte aumento della prostituzione maschile. Storicamente, soprattutto nella Napoli del fine ’800 inizio del ‘900, il turismo omosessuale culturale era molto forte non solo per l’offerta culturale e paesaggistica, ma anche perché gli <<scugnizzi>> erano coloro che per poche lire vendevano i propri corpi ai turisti. Oggi non solo assistiamo a scene di prostituzione maschile ad opera degli migranti, ma c’è anche un grande ritorno della prostituzione strettamente del sottoproletariato partenopeo. Di sicuro la prostituzione maschile avrà anche delle motivazioni di non accettazione o di omosessualità latente, ma la motivazione economica del non lavoro o di non avere abbastanza soldi ( sia fra maschi eterosessuali che omosessuali ) affinché "lo stato emotivo, mentale, fisico, sociale e spirituale di ben-essere consenta alle persone di raggiungere e mantenere il loro potenziale personale nella società (O.M.S.)" è la causa dominante.
Una delle caratteristiche peculiari dello stato costituzionale contemporaneo è l’aver incluso nel suo sistema quello che ormai si usa definire con il termine anglosassone di welfare state e che viene tradotto come stato del benessere, stato sociale, stato assistenziale: lo Stato garantisce un soddisfacente livello di vita ai suoi cittadini e cerca sia di ridurre le ineguaglianze che di attuare l’integrazione sociale attraverso una redistribuzione del reddito nazionale. Non si tratta solo di un dato di fatto: la nozione di “benessere” è entrata ormai nel novero di quelle che si ritiene debbano essere tutelate dai diritti fondamentali. È lo Stato stesso che deve fornire ragionevoli garanzie affinché siano assicurate a tutti le principali condizioni materiali per una buona esistenza (la salute, l’istruzione, la tutela delle “età deboli” dell’uomo come infanzia e vecchiaia, una minima sicurezza economica contro il rischio di povertà, ecc.). La tutela di questo tipo di “benessere” viene ormai considerata a tal punto parte della garanzia dei diritti fondamentali, che si discute se si tratti di un diritto riservato solo ai membri di una comunità politica, cioè a coloro che sono legati ad essa da un rapporto di cittadinanza, o se si tratti di un diritto fondamentale che va riconosciuto a tutti gli uomini in quanto tali, indipendentemente dalla sussistenza o meno di un legame di appartenenza allo stato che deve erogare i servizi necessari per rendere quelle garanzie effettive.
Alla diseguaglianza sociale bisogna affiancare la distribuzione diseguale delle opportunità e delle risorse ( diritti di cittadinanza per le persone LGBTQI*) fra i membri di uno o più gruppi sociali, infatti, non riguarda solo la distribuzione del reddito e della ricchezza, ma anche la possibilità di beneficiare di assistenza sanitaria e sociale, di scuole, di case, di lavoro ecc.; su questi temi le differenze tra generi, orientamenti sessuali, classi, gruppi etnici, nazioni, continuano a essere profonde.
Nei paesi industrializzati, la distribuzione del reddito e della ricchezza attraverso il mercato produce un'elevata diseguaglianza. Poiché la redistribuzione delle risorse attraverso i sistemi di assistenza e previdenza concerne di solito una quota pari al 20% del reddito complessivo, lo stato sociale, che avrebbe lo scopo di assicurare l'eguaglianza, non riesce invece a eliminare i notevoli squilibri che permangono nella società. Infatti, laddove il 10% più ricco della popolazione detiene in media il 40% del reddito totale, il 10% più povero detiene molto meno del 10% del reddito complessivo. La tendenza attuale nei paesi capitalisti è dunque costituita da un incremento generalizzato della diseguaglianza, a eccezione di alcuni paesi come Svezia, Danimarca e Austria. Vedi          anche             Terzo   Mondo.
Per questo, nonostante la crisi economica abbia preso di mira il diritto e le tutele dei lavoratori da una parte e lo smantellamento del welfare state dall’altro andando verso la dismissione del servizio pubblico con conseguente privatizzazione o necessità di coperture assicurative in futuro per vedersi garantiti salute, istruzione, più in generale servizi sociali. Apprezziamo l’opera deliberativa iniziata dalla giunta del Comune di Napoli con il Registro delle Unioni Civili, o per la «prevenzione e lotta ad ogni forma di discriminazione legata all’orientamento sessuale e alla identità di genere» e per il riconoscimento simbolico della cittadinanza italiana a bambini stranieri nati a Napoli.

Ma siamo convinti che in azioni congiunte a partire dal Comune di Napoli, dalla CGIL e da altre associazioni che condividono la nostra mission sia possibile poter costruire modelli di network management sul territorio, volti al superamento delle discriminazioni sia nei confronti delle persone LGBTQI* che immigrate, lavorando così in sinergia per migliorare il welfare state ( con particolare attenzione anche alle persone sole ed anziane LGBTQI* attraverso l’assistenza sociale e non soltanto mero assistenzialismo), ma anche per agevolare le condizioni lavorative di questi stessi soggetti attraverso pratiche di <<diversity management>>, ovvero “programmi o procedure sistematiche e pianificate che sono progettate (a) per favorire l’interazione tra persone diverse, specialmente persone di etnia, genere o cultura diversa; e (b) per fare di questa diversità una fonte di creatività, complementarietà e maggiore efficacia organizzativa, piuttosto che una fonte di tensioni, conflitti, cattiva comunicazione o vincoli all’efficacia, sviluppo e soddisfazione dei dipendenti.”
Infine vogliamo porre attenzione sul penoso stato in cui versa il nostro sistema penitenziario ed in particolare sulla situazione nelle carceri per migliaia di persone lesbiche, gay e trans (spesso ultimi tra gli ultimi). Infatti, non esiste alcuno studio a riguardo ed è scarso l’interesse delle associazioni LGBTQI*. Quindi auspichiamo studi di settore, in collaborazione con associazioni e gli enti pubblici e morali che da sempre si occupano delle problematiche relative alla situazione carceraria italiana. Proporremo delle visite ai detenuti, con personale formato, per porre l’annoso problema all’attenzione dell’opinione pubblica e per cercare di ridurre il tasso di violenza fisiche e psichica con la quale convivono spesso le persone LGBTQI* nelle nostre carceri, dove sovente non esiste neanche distinzione tra identità di genere ed orientamento sessuale, sosterremo anche tutte le  iniziative di leggi che portino a tutelare i diritti di tutte/i  (le/i)detenute/i.

 

 

9.0 Cultura LGBTQI*.

 

L’assunto di base da cui intende partire un’azione tesa a potenziare ed amplificare il progetto culturale della nostra associazione, è quello di insistere sulla necessità di demarcare e definire lo specifico culturale della dimensione di genere e – nella fattispecie – della dimensione LGBTQI*.

Troppo spesso, infatti, si confonde il bisogno di integrare gli universi sociali, garantendo secondo costituzione pari eguaglianza e dignità agli individui, a prescindere dal loro orientamento di genere, con la pretesa assurda – e tutta italiana – di non consegnare alla cultura omosessuale un proprio statuto di riconoscimento, una propria dignità peculiare; accade così che solo in Italia non esistano cattedre universitarie che si interessino in maniera scientifica ed esclusiva della cultura gay, in nome di un’indifferenziazione che, invece di rafforzare la coscienza della collettività LGBTQI*, ne cancella, di fatto, il carattere distintivo.

La lotta per i diritti e per l’emancipazione sociale e politica della collettività LGBTQI*, deve necessariamente transitare attraverso la determinazione con cui le associazioni omosessuali, permeando con visibili azioni culturali il tessuto umano dell’intero corpo sociale, possono consolidare la consapevolezza dei singoli, poiché la cultura è l’unico strumento valido per contrastare l’omofobia e la discriminazione, il pregiudizio e il disprezzo che gli stessi omosessuali, in seguito ad una prolungata e silente interiorizzazione, riversano sulla propria condizione di vita.

L’integrazione delle persone omosessuali passa attraverso l’impegno concreto, attraverso un’azione intellettuale che ne sottolinei la forza caratterizzante e la particolarità della propria costellazione culturale. In tale prospettiva, si immagina un progetto che preveda sì, momenti disgiunti diretti al mondo dell’università o della scuola, ma anche eventi che possano creare una convergenza tra diverse aree di specificità. Per quanto concerne l’Università, si immagina di lavorare in continuità con quanto già ottimamente realizzato in seguito ai proficui e costruttivi rapporti di collaborazione stretti tra i precedenti direttivi e il dipartimento TEOMESUS della Facoltà di psicologia (progetto HERMES in fieri) e con il dipartimento di sociologia “Gino Germani”, entrambi dell’Università di Napoli Federico II.  In tale prospettiva si intenderà non solo proseguire il lavoro precedentemente intrapreso ma valorizzare ulteriormente le competenze esterne, pianificando e realizzando nuove strategie e sinergie che consolidino il processo di radicamento della nostra presenza all’interno dei dipartimenti universitari.

Inoltre, sarebbe necessario creare uno o più poli di studi di genere, all’interno delle diverse facoltà umanistiche campane, lavorando in partnership con cattedre che abbiano affinità di studio e che si mostrino disponibili a strutturare seminari di cultura omosessuale, invitando autori ed esponenti del mondo LGBTQI* nazionale. Anche all’interno delle scuole, sarà necessario creare degli incontri di cultura omosessuale, dei format che, attraverso il coinvolgimento dinamico di autori e attori, e grazie alla sinergia tra parola scritta e performance, avvicinino i ragazzi e i docenti al mondo LGBTQI*, e creino un corto circuito virtuoso tra sensibilità di genere e rispetto della differenza.

Il mondo dell’università e della scuola potrà – poi – essere coinvolto, insieme al mondo delle associazioni omosessuali e a tutta la collettività omosessuale ed eterosessuale, nella

partecipazione ad eventi di cultura LGBTQI* già consolidati in città:

  • POETE’ – letture poetiche (e non solo) infuse di teina al Chiaja Hotel De Charme.
  • PRIDE TIME – Incontri di cultura LGBTQI* al Penguin Cafè di Napoli.

Infine, si propone la realizzazione dei seguenti format:

  • Rassegna di Teatro omosessuale, da pianificare nella primavera del 2013, che coinvolga non solo realtà locali, ma anche compagnie di altre regioni. Lo spazio in cui ipotizzare l’evento potrebbe essere concordato con l’Assessorato alla cultura e l’Assessorato al patrimonio del Comune di Napoli, per esempio il Succorpo della Real Casa dell’Annunziata o la Galleria Principe di Napoli.  In assenza di soluzioni valide, ci si potrebbe accordare anche con i privati.

 

 

10.0 Fund Raising.

 

L'associazione versa in una storica situazione economica che non le consente di finanziare adeguatamente le proprie attività istituzionali e non e di valorizzare la sede a disposizione.
Occorre pertanto attivare tutti i possibili canali per il reperimento dei fondi, nel rispetto del principio di autofinanziamento di ogni singolo progetto/attività. Le attività e progetti non istituzionali dovrebbero essere scelti non solo in base alla sostenibilità tecnico-economica ma anche in base alla capacità di generare ritorni economici per l'associazione, utili a finanziare il suo efficace funzionamento. In quest'ottica risulta necessario organizzare, pianificare e programmare sulla base della relazione programmatica, le seguenti attività:

  • ricerca di sponsor corporate istituzionali;
  • ricerca di sponsor per singoli progetti e attività;
  • ricerca di sponsorizzazioni tecniche ( cancelleria, condoms, gadget, prodotti alimentari, hardware e software);
  • merchandising ( tshirt, adesivi, felpe, ) anche in partnership con altri soggetti (comune, società sportive come Calcio Napoli, gruppi LGBTQI*, personaggi celebri);
  • scouting e screening di bandi di gara, finanziamenti europei, nazionali, regionali anche per ricerca, innovazione, immobilizzazioni materiali e immateriali;
  • organizzazione di eventi a valore aggiunto;
  • ricerca di donazioni ( privati cittadini, fondazioni, gruppi LGBTQI* )
  • rinegoziazione con l'associazione nazionale di una quota del tesseramento a favore dei comitati;
  • ricerca di partnership e convenzioni per l'associazione e gli associati ( banche, assicurazioni, agenzie di viaggi, commercio);
  • Per il fundraising diventa fondamentale la scelta di progetti che abbiano il più rilevante impatto esterno tale da consentire il coinvolgimento di imprese, istituzioni, associazioni imprenditoriali, sindacali e di categoria, università e istituti scolastici, sistema sanitario, portando valore aggiunto sia in termini economici, sia in termini di immagine e sviluppo di relazioni (partnership, reti). Esempi: progetti di ricerca, progetto sul turismo LGBTQI*, corsi di formazione/master tipo diversity management, convegni e rassegne, studi e ricerche finanziati sulle discriminazioni (es. con UNAR e DPO). Per la più efficace, efficiente e organizzazione di eventi a carattere ricreativo, nonché di attività legate al progetto sul turismo LGBTQI* va considerata l'opzione di costituire un soggetto giuridico autonomo ma collegato (sul genere di join the Gap, muccassassina, cassero o seguendo una via originale). A tal fine andrebbe lanciato uno studio di fattibilità tecnico-economica unitamente ad un'analisi costi benefici per il Comitato.

 

 

11.0 Turismo LGBTQI* e rapporti con l’imprenditoria LGBTQI* e non.

Il riconoscimento da parte dell'amministrazione comunale della rilevanza strategica del comparto turistico per lo sviluppo economico della città di Napoli, unitamente alla sensibilità verso la comunità LGBT rappresenta un'opportunità unica per incominciare ad impostare in partnership progetti con l'obiettivo prospettico di posizionare Napoli ed eventualmente altri slot (sistemi locali di offerta turistica ) vicini ed interconnessi, sul segmento di nicchia del turismo lgbt (omoturismo). l'opportunità va colta senza indugio in quanto puó diventare un volano di sviluppo economico e sociale per la nostra città e per la comunità lgbt partenopea. Fondamentale dovrà essere una fase preliminare di studio/analisi di mercato che metta in evidenza il potenziale di Napoli di diventare un attrattore per il turista lgbt e pertanto di poter competere con i numerosi competitor nazionali ed internazionali. Vanno in questa ottica mappati gli attrattori generali e specifici del territorio, volti ad evidenziare punti di forza e carenze e studiate best practice italiane ed estere in un'ottica di benchmarking. La fase di ricerca potrebbe essere aperta con un convegno/congresso sull'argomento con l'obiettivo di suscitare interesse da parte del tessuto produttivo LGBT e non e dall'altro di acquisire conoscenza con I contributi di testimoni privilegiati e dei casi di successo. Occorre istituire un tavolo di lavoro con l'amministrazione comunale ed eventuali altri stakeholder per definire la strategia, i ruoli e le responsabilità e le fasi del macroprogetto che dovrà prevedere : analisi di mercato/studio di fattibilità, business plan e piano di marketing territoriale.  Nel breve periodo Al livello locale il comitato dovrà attivare in collaborazione con imprenditori LGBT e friendly tutte quelle azioni tese a valorizzare I fattori di attrazione esistenti o a progettarne nuovi sulla base dell'impatto che possono avere in termini di aumento delle presenze di turisti lgbt nella nostra città ( eventi culturali, pride, village, gaygames ). A tal fine occorre redigere un codice etico al quale i diversi soggetti imprenditoriali coinvolti dovranno attenersi nel rispetto di principi fondamentali quali la trasparenza, la legalità, la non discriminazione, la qualità e la sostenibilità. Il Comitato potrà nell'ottica di fornire servizi di qualità alla comunità locale e al turista ipotizzare la creazione di un soggetto giuridico collegato focalizzato sull'organizzazione di eventi, manifestazioni, rassegne, serate nonché sulla gestione diretta di servizi ricreativi e non. In concerto con l'amministrazione occorre anche valorizzare dei luoghi simbolo (piazza bellini )per la comunità lgbt napoletana, garantirne fruibilità e sicurezza  e farne nucleo di attrazione fondamentale. E' immaginabile il lancio di un concorso per la scelta di un "monumento rainbow" da realizzare a Piazza Bellini a carattere identificativo o commemorativo del movimento LGBT. 
Nei periodi estivi, la segreteria del Comitato Arcigay di Napoli ha ricevuto numerosi contatti da turisti LGBTQI* che richiedevano informazioni sui luoghi di aggregazione e sulle attività dedicate presenti in città. In passato questo ci ha portato a produrre una serie di materiali accessibili anche in inglese (si pensi alla guida alla movida LGTBQI*) , a fornire supporto in lingua inglese e francese e a distribuire numerose mappe prodotte dal comitato con l’indicazione dei luoghi di interesse. L’interesse dimostrato e accertato per il turismo LGBTQI* ci spinge ad andare oltre. Andranno siglati particolari protocolli d’intesa in primis con l’Assessorato al Turismo del Comune di Napoli, al fine di garantire un servizio di accoglienza, supporto integrato e indirizzamento dei visitatori in linea con il sistema città tutto. Proponiamo alla realizzazione di guide, cercando ove possibile la sponsorizzazione di soggetti privati, e pensiamo soprattutto alle realtà aggregative già numerose e presenti sul territorio. Questi strumenti di comunicazione dovranno mettere in connessione l’offerta ricreativa LGBTQI* con il resto delle attrattive presenti in città, immaginando la possibilità di lavorare di concerto con gli operatori del settore e gli enti istituzionali, promuovendo l’immagine di Napoli come meta strutturato per il turismo LGBTQI* internazionale. Immaginiamo di realizzare una mappatura (in parte già realizzata attraverso le numerose convenzioni stipulate) degli esercizi commerciali e strutture a vario titolo gay-oriented e friendly, prevedendo ove possibile l’inserimento in un circuito riconoscibile, ad esempio attraverso l’esposizione di un certificato di appartenenza al programma, oltre alla classica bandierina rainbow.

 

11.1 Le realtà aggregative LGBTQI* commerciali.

Con l’obiettivo di allargare il nostro bacino di utenza, per avvicinare più persone e far conoscere

loro Arcigay, per evitare anche il rischio di parlare solo “tra di noi” , non ultimo per cercare fonti di

finanziamento per l’associazione, lavoreremo anche nel settore cosiddetto ricreativo (locali,

discoteche, club). Continueremo sulla strada già intrapresa di forte collaborazione con i locali

c.d. commerciali, che sono il luogo dove si riscontra la maggior presenza di socie e di soci. Essi dovranno essere un luogo privilegiato del nostro agire politico. Presso le loro strutture, con una

calendarizzazione folta e accurata, promuoveremo iniziativa culturali e politiche, cercando passo

dopo passo di far avvicinare anche coloro i quali hanno rapporto con la nostra associazione

unicamente attraverso di loro; queste azioni saranno promosse in continuità con quanto di buono già fatto, ad esempio con la realizzazione di stand informativi e momenti di pubblicizzazione delle iniziative pubbliche organizzate in città, quali ad esempio la campagna di adesione al registro delle unioni civili. Esse d’altro canto potranno fungere da sostegno economico nella realizzazione delle attività dell’associazione.

Anche il rapporto con le realtà non Arcigay andrà proseguito: dovremo dialogare certamente anche con quelle realtà, coinvolgendo loro, e i loro utenti nei nostri processi; ci faremo portatori delle nostre istanze presso di loro e instaureremo una fattiva collaborazione, in un processo di osmosi continua. Sarà anche nelle realtà ricreative tutte che si dispiegherà la nostra azione politica e la ricerca di nuovi soci. Pensiamo alla possibilità di realizzare presso queste strutture momenti di ascolto della base e recepimento di proposte. Produrremo una carta dei servizi provinciali che dovrà essere distribuita presso tutte le strutture di Arcigay presenti in regione, da consegnarsi all’atto dell’iscrizione, nella quale il nuovo socio e la nuova socia possano comprendere il valore della loro adesione ed essere resi edotti della possibilità di fruire dei numerosi servizi messi a disposizione da parte del Comitato Provinciale (Attività, sportello psicologico, consulenza legale, etc). Continueremo il nostro ruolo di prevenzione e informazione sulle mst con distribuzione di materiale di prevenzione presso tutte le strutture aggregative ricreative.

 

 

12.0 Progetti , università e ricerca scientifica.

Il rapporto tra il circolo territoriale di Napoli e l’Ateneo federiciano ha rappresentato uno dei capisaldi di attività più tenaci e fertili dell’associazione.

Negli ultimi tre anni sono state progettate, finanziate ed implementate diverse ricerche su alcuni degli aspetti della vita delle persone omosessuali(stili di vita, reti, sessualità, salute, turismo, omofobia, quali ad esempio la ricerca “Mind The Social Gap”, quella relativa al progetto Liber/Azione che è stata anche oggetto di pubblicazione e la ricerca condotta insieme alla Seconda Università degli Studi di Napoli, Dipartimento di Medicina Statistica su HPV e omo-transfobia, anch’essa recentemente pubblicata su una rivista scientifica internazionale) che hanno visto la collaborazione con il mondo accademico, anche a livello internazionale (ad esempio il progetto Hermes con il quale si arriverà alla produzione di  una pubblicazione di carattere internazionale).
Affinché questo capitale culturale non vada sprecato, il circolo si propone di reiterare questa tradizione di collaborazione scientifica, reificandola in un “Osservatorio Gay*” (delle persone LGBTQI*) il cui obiettivo sarà quello di rendere strutturato e permanente il rapporto di collaborazione già in atto. Attualmente è già attiva la pagina facebook osservatoriogay.it nata in collaborazione con il Dipartimento di Sociologia della Federico II e destinata a pagina web permanente. In tal senso l’Associazione si propone di siglare convenzioni con i singoli Dipartimenti territoriali più vicine alla questione omosessuale (sociologia, psicologia, medicina, giurisprudenza, pedagogia) e fare, altresì, da catalizzatore perché la ricerca scientifica si apra all’associazionismo locale, come attualmente accade con alcuni dipartimenti tra quelli citati. Similmente, verranno sperimentate forme di workshop formativi itineranti per portare, fuori e dentro le università, alla presenza di accademici e studenti, le principali tematiche sociali che gravano particolarmente sulle persone LGBTQI* (stigma, diversity management, omofobia, inclusione sociale…) e attivare processi formativi su tema. L’obiettivo è quello di creare un canale di capitale culturale in cui mondo della ricerca e associazionismo LGBTQI* creino strumenti e momenti di diffusione e sensibilizzazione dei topic omosessuali. Il tema della ricerca e della formazione appare particolarmente rilevante se si riflette sul peggioramento della pedagogia sociale (sia a scuola che in università), che mancano di materie o corsi “dedicati”, lasciati alla volontaria capacità dei singoli docenti.
L'attività di ricerca con focus sulle tematiche LGBTQI* assume una rilevanza fondamentale sia per l’informazione, sensibilizzazione ed educazione dei nostri interlocutori esterni, sia per la documentazione e formazione delle risorse umane del comitato secondo l'approccio di una learning organization.

A tale scopo occorre in primis rendere fruibile a tutti il capitale storico di conoscenza in possesso del comitato ( ricerche, dati, testi, saggi, documenti, articoli) attraverso un'idonea archiviazione e catalogazione che da una parte garantisca identificabilità e tracciabilità e dall'altra consenta di individuare i gap e i fabbisogni informativi. Questo in parte è stato già fatto attraverso la catalogazione e possibilità di consultazione online sul sito dell’associazione dell’archivio di testi disponibili presso il nostro “Centro di Documentazione Antinoo”, uno dei più forniti e antichi d’Italia, ma bisogna andare oltre; in prospettiva sarà necessario continuare l’opera di catalogazione, estendendola al resto del materiale presente quali ad esempio le riviste internazionali, le rassegne stampa dagli anni 60 ad oggi, il folto archivio di poster e campagne di comunicazione, oltre a tutto quanto altro presente presso il centro di documentazione.
Fermo restando la necessità di organizzare il filone di ricerca sulla base dei fabbisogni e delle opportunità di partnership e bandi di ricerca, nell'ottica di una partnership strutturata con Unar e DPO ( antenna territoriale) potrebbe essere utile approfondire le tematiche delle discriminazioni legate all'identità sessuale secondo un approccio che prenda in considerazione le tipologie di discriminazione, gli ambiti di discriminazione e i luoghi di discriminazione. La copertura informativa graduale di queste aree, unitamente alla creazione di un sistema di misurazione della DIS (discriminazione legata all'identità sessuale ) attraverso indicatori elementari e indici di sintesi della discriminazione e dell'inclusione sociale possono costituire la base per un modello di Osservatorio territoriale sulla discriminazione verso la comunità LGBTQI*. I dati per alimentare modello di misurazione e osservatorio potranno venire da: fonti interne (telefono amico, consultorio), fonti esterne in possesso di enti e organismi (ISTAT, ministero interno, ministero grazia e giustizia, ove possibile), indagini desk ed indagini field ad hoc. Particolare attenzione dovrà essere tenuta per la conservazione e divulgazione dei dati, trattandosi di dati sensibili.

Ad integrazione dell'osservatorio ci si propone di implementare anche una raccolta di buone prassi relative ai diversi ambiti di discriminazione come nucleo di una futura banca dati sulle buone prassi per il contrasto delle discriminazioni verso la comunità LGBTQI* .

 

13.0 Valorizzazione della sede sociale, gruppi tematici, attività sociali e servizi integrati per la comunità.

Per rendere più efficace l’azione socio politica del Comitato occorrerà strutturare l’azione del comitato attraverso una serie di iniziative cercando ove possibile di realizzare una calendarizzazione oculata e ricorrente, soprattutto delle attività più richieste dalla base associativa. Occorre poter ridare un nuovo stile ed una nuova organizzazione alla sede storica e provare a capire se vi sono spazi per ottenere una sede di rappresentanza in un luogo maggiormente accessibile e visibile della città, magari un luogo di rappresentanza non solo per Arcigay ma per tutto l’associazionismo LGBTQI* partenopeo.

Si propongono di seguito alcune attività e buone prassi da mantenere, da ristrutturare e da avviare:

  • Come già fatto in passato, attraverso il coinvolgimento del maggior numero di volontarie e volontari possibile, andrà garantita l’apertura della sede, puntando all’obiettivo di un’accessibilità sette giorni su sette;
  • Realizzazione di una articolata campagna di tesseramento;
  • Attraverso la valorizzazione delle risorse esistenti, garantire il funzionamento della linea di ascolto e telefono amico, prevedendo compatibilmente con le risorse disponibili e in concerto con l’area progetti, la formazione di nuovi operatori e operatrici;
  • Garantire il mantenimento dell’attuale sportello di ascolto e consulenza psicologica individuando ove possibile nuove risorse umane da affiancare a quelle esistenti;
  • Assicurare l’operatività dell’attuale sportello di supporto legale, valorizzando il suo attuale patrimonio di conoscenza in particolare nel campo delle istanze di richiesta asilo politico a migranti LGBTQI* e supporto alle persone trans nel percorso giudiziario di ri-attribuzione anagrafica e di genere, individuando anche qui nuove risorse da affiancare a quelle esistenti;
  • Implementazione, valorizzazione e, ove non esistenti, attivazione, di gruppi di mutuo sostegno alla pari, quali ad esempio: Giovani, Genitori, Terza Età, Donne, Trans, Lavoratori, Gruppi Professionali;
  • Realizzazione di nuovi momenti di aggregazione (mostre, serate ludiche,) e valorizzazione degli attuali (FreeID, cene sociali, aperitivi, cinema LGBTQI*);
  • Garantire l’organizzazione e la partecipazione a tutti gli eventi locali, regionali e nazionali (pride etc.);
  • Realizzazione di attività rivolte ai diversamente abili (gruppi di auto-ascolto e iniziative di aggregazione);
  • Realizzazione di attività rivolte ai soci e alle socie anzian*, anche attraverso gruppi alla pari;
  • Realizzazione di campagne di prevenzione sulle mst e hiv, con particolare attenzione sull’accesso ai test e allo stigma che vivono le persone sieropositive LGBTQI* all’interno della stessa comunità.
  • Realizzazione di progetti di informazione alla affettività e sessualità consapevole e sensibilizzazione sui temi della non-discriminazione rivolti a scuole e Università, a partire dagli istituti secondari di primo grado (scuole medie);
  • Assistenza legale e psicologica alle coppie omo-transgenitorali;

 

 

14.0 Salute e prevenzione.

 

Intendiamo garantire il benessere psico-fisico delle persone LGBTQI* attraverso l’erogazione di servizi integrati, ove possibile, nonostante i tagli regionali alla sanità Campana, proseguendo gli ottimi rapporti di collaborazione con le strutture sanitarie locali (ASL), continuando ad interfacciarci anche con le strutture universitarie che si occupano di salute e prevenzione, e cercando di attivare nuovi rapporti sia con gli ordini professionali dei medici e degli psicologi, sia con le loro associazioni di categoria (pensiamo ad esempio alla FNOMCEO), attivando inoltre protocolli d’intesa e concertando linee guida e di programma per il supporto alle persone LGBTQI*.  Accanto a queste considerazione di carattere generale sono da porre in essere, così come già fatto in passato una serie di misure concrete per il contenimento della diffusione delle MTS, per garantire il supporto ai pazienti, accompagnare chi si avvia verso percorsi di terapia e garantire la massima diffusione dei test e della cultura della prevenzione.

In questo senso và ampliata la diffusione dell’uso del preservativo per gli uomini e del dental dam e guanto per le donne anche nei rapporti stabili con distribuzione sia di materiale informativo gratuito e di facile comprensibilità che, per quanto possibile, la distribuzione stessa degli stessi strumenti prevenzione (profilattici, dental dam e guanti).

Va assicurata la diffusione del test HIV, anonimo e gratuito, per aumentare il numero di persone che possono così accedere alle terapie in tempi utili ed al contempo usufruire di un percorso di accoglienza nella loro nuova condizione di persone sieropositive.

A tal riguardo va prestata maggiore attenzione alla comunicazione circa le altre MST, in particolare l’HPV che spesso, soprattutto per gli uomini, può essere indicativa di altre patologie, per questo l’approccio al test HIV e agli altri test deve essere il più possibile “integrato“ ed inglobare il panorama della salute a 360 gradi in ogni occasione.

Va pianificata la diffusione della mammografia e del paptest tra le donne lesbiche e la prevenzione delle candidosi e delle infezioni da papillom virus.

Particolare attenzione va posta al tema delle persone sieropositive, troppo spesso stigmatizzate dalla stessa comunità, che in questo modo vivono una doppia discriminazione. In quest’ottica andranno realizzate delle campagne sociali comunicative per la riduzione del pregiudizio e si propone l’istituzione di un gruppo tematico dedicato di auto-ascolto, nel pieno rispetto delle garanzie sulla privacy, che possa essere sia un punto di contatto con l’associazione che un luogo dove le varie esperienze HIV+ possano confrontarsi e sentirsi parte davvero integrante dell’associazione.
Per quanto attiene il benessere psichico, va garantita la prevenzione del disagio psicologico tra le persone LGBTQI*, con particolare riguardo al danno prodotto dalle terapie riparative; questa azione si realizzerà sia attraverso l’erogazione dei servizi di ascolto e accoglienza già esistenti che attraverso la creazione di gruppi alla pari dedicati. La “Salute” quindi, per gay, lesbiche, trans gender e transessuali non può che essere vista sotto l’ottica propria dell’OMS del “raggiungimento attivo del benessere sociale, psicologico e fisico” tramite “prevenzione, cura e riabilitazione”.

  • Le relazioni sociali, familiari e con i propri partner, così come il Coming Out e poi in futuro il raggiungimento dei diritti civili per le coppie e le famiglie LGBTQI* sono fattori importantissimi ed indicatori della salute.
  • L’abuso di sostanze, l’alcolismo ed il tabagismo sono molto maggiori tra le persone LGBTQI* che nella popolazione generale, soprattutto tra le persone lesbiche ed MtF.
  • Le persone MtF e gay sono maggiormente a rischio, invece, di contrarre malattie sessualmente trasmissibili tra cui l'HIV, per il quale non fanno adeguata prevenzione.
  • Le persone FtM e lesbiche hanno, per quanto ne sappiamo, lo stesso rischio delle donne eterosessuali di tumori mammari o uterini, ma, soprattutto nel meridione, non mettono in atto alcuna prevenzione.
  • Le persone LGBTQI* hanno riferito tanto in MODI DI quanto all’ISTAT di subire gravi discriminazioni da parte del SSN e di trovare pertanto difficile l’accesso ai servizi, ma secondo gli studi ISTAT anche i professionisti della salute LGBTQI* sono a loro volta discriminati gravemente in Italia ed infine l'assenza di voci anagrafiche sulle persone LGBTQI* impedisce la realizzazione di seri studi epidemiologici.

Arcigay Napoli, in collaborazione con altri enti ed associazioni del territorio intende procedere a specifici progetti su questi temi, coinvolgendo soprattutto i professionisti LGBTQI* ed un congruo gruppo di volontari e volontarie.

 

 

15.0 Tempo libero e sport.

 

Il mondo dello sport resta uno degl'ultimi baluardi del machismo, dell'ipocrisia, dell'omofobia e, purtroppo, anche del bullismo, nelle palestre come nelle scuole. Bisogna dire che se da una parte però in molte discipline sportive come tennis, canottaggio, ginnastica, pattinaggio, nuoto e perfino rugby o football americano, sono molti gli atleti che hanno fatto coming out seguendo a ruota l'esempio di pionieri quali Martina Navratilova, Billy Jean King, Gregg Louganis, dall’altra parte in altre discipline sportive, come il calcio, bisogna purtroppo annoverare continue dichiarazioni omofobe, come quelle di Marcello Lippi e Antonio Cassano, anche se le recenti esternazioni di Cesare Prandelli e Claudio Marchisio fanno ben sperare che anche nel mondo del calcio qualcosa sta finalmente cambiando. In un Paese, che grida “Italia, Italia” solo ad un mondiale di calcio, risulta quindi fondamentale la visibilità delle persone gay, lesbiche e transgender nel mondo dello sport. Attraverso l’intesa con gli assessorati di competenza, il CONI e con i vertici delle società sportive napoletane e campane, cercheremo di organizzare iniziative contro l’omo-transfobia ed attività sportive rivolte alle persone LGBT

 

16.0 Una proposta concreta: SeptemberMore, Napoli fiera differenza.

Napoli è da sempre stata una delle capitali del movimento LGBTQI*,  da sempre è stata capace di creare eventi innovativi, non solo manifestazioni aggregative e rivendicative della comunità LGBTQI*, ma anche occasioni ludiche,  di confronto e dialogo con la città e la società civile, occasioni di contaminazione con mondi altri da quello strettamente omosessuale. Eventi come lo sono stati: il “San Valentino Gay”, “ Napolirainbow”, “Maggiodeimovimenti”; eventi organizzati da Arcigay Napoli  che hanno avuto un grande impatto empatico, mediatico e culturale sulla città.

I Pride sono eventi fondamentali sia ai fini della rivendicazione dei diritti che per l’affermazione della dignità e l’orgoglio di essere LGBTQI*, ma non basta sfilare per le strade, occorre creare l’occasione per far capire e condividere i nostri valori e alle nostre istanze anche a chi non è omosessuale, valori quali: l’uguaglianza, la solidarietà, la libertà, la legalità, il valore delle differenze .

Negli anni si è andato consolidando un calendario di eventi  LGBTQI* nazionali (in particolare i Pride e i Village),  che si concentrano dalla tarda primavera all’estate inoltrata.  Napoli, per il clima e per la sua vasta platea LGBTQI*, può diventare il palcoscenico ideale per una manifestazione nazionale annuale che si tenga a fine settembre, nel solco della tradizione accennata, ovvero quello della sperimentazione e innovazione.

Manifestazione che potrà essere articolata in un serie di eventi concentrati in 3/4 giorni, in modo che chi venga da altre città abbia la possibilità di trovare un calendario fitto, fatto di: mostre, conferenze, presentazioni di libri, spettacoli teatrali, percorsi guidati, flash mob, con la caratteristica comune di non rivolgersi ad un pubblico esclusivamente omosessuale e di non delimitare gli eventi in un zona circoscritta o delimitata della città.

Insomma, proponiamo una manifestazione cittadina che sia attrattiva  per le persone LGBTQI*, ma anche partecipata da chi omosessuale non è, in modo  di ridare a Napoli un ruolo  di locomotiva politica/culturale nel movimento LGBTQI* nazionale e di un sud privo di grandi eventi e che sia, allo stesso  tempo, occasione per un  profondo rinnovamento sociale e culturale di tutta la città.

 

 

CANDIDATURE COLLEGATE AL DOCUMENTO:

Presidente: Antonello Sannino

Vice-Presidente: Fabrizio Sorbara

Tesoriere: Mariano Fusaro

Consiglieri: Gianmarco Cesario, Fabio Corbisiero, Luciano Correale, Claudio Finelli, Maximiliano Gambardella, Neri Lauro, Ciro Lavezza, Maria Luisa Mazzarella, Carmine Urciuoli, Mario Zazzaro

 

 

 

 

 

 

 

 

 

La commissione congressuale 2012 è composta da Fabrizio Sorbara, Salvatore Simioli e Mariano Fusaro.
E' presieduta da Fabrizio Sorbara.

Contatti:

Fabrizio Sorbara - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Salvatore Simioli - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Mariano Fusaro - Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Indirizzo e-mail commissione: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Indirizzo segreteria:

COMITATO PROVINCIALE ARCIGAY "ANTINOO" DI NAPOLI
VICO SAN GERONIMO 19
80134 - NAPOLI

Tel. 081.552.88.15 Fax. 081.197.121.78

Cellulare 349.75.84.462

f t g