Un gruppo dell’Arruvutamma Pride ha bloccato il corteo scatenando il panico con lanci di liquido urticante contro l’associazione Keshet e gli organizzatori. Interviene la Polizia, annunciate denunce.
L’edizione di quest’anno del Napoli Pride ha registrato la consueta importante partecipazione democratica, confermandosi un vitale spazio di libertà. Purtroppo, la conclusione della manifestazione è stata segnata da un episodio di una gravità inaudita che la nostra organizzazione denuncia con la massima fermezza. All’inizio di Piazza Dante, si è verificata una vera e propria aggressione premeditata e preorganizzata, orchestrata e programmata da un gruppo di una ventina di persone facenti parte dell’Arruvutamma Pride ai danni del Napoli Pride, scatenata unicamente dalla presenza pacifica di quattro persone appartenenti all’associazione ebraica LGBT+ Keshet.
Il clima di rivendicazione e festa è stato bruscamente interrotto quando il corteo è stato fisicamente bloccato, dando il via a una serie di spintoni e insulti rivolti agli organizzatori del Napoli Pride. La situazione è rapidamente degenerata in atti di pura violenza e aperto antisemitismo, culminati con sputi e il lancio di palloncini d’acqua e liquido urticante. Durante queste aggressioni mirate e cariche d’odio, è stata persino strappata la kippah dal capo dei ragazzi ebrei presenti, accompagnando il gesto con pesanti offese. L’escalation non si è fermata lì: un gruppo di circa venti persone ha successivamente tentato di sfondare le transenne del palco del Napoli Pride lanciando palloni d’acqua e ulteriore liquido urticante, rendendo indispensabile il tempestivo intervento della Polizia.
Siamo di fronte a fatti intollerabili che non hanno assolutamente nulla da spartire con i valori di pace e rispetto che fondano il Pride. La pericolosità della situazione ha costretto gli organizzatori e l’associazione Keshet a rifugiarsi all’interno del backstage su precisa indicazione della DIGOS, rimanendo di fatto bloccati mentre decine di facinorosi ostruivano l’ingresso e provavano a forzare le recinzioni per continuare le aggressioni. Si tratta di un attacco ingiustificabile – così come a fine evento ha denunciato Antonello Sannino dal palco del Napoli Pride, insieme al Torino Pride, al Beirut Pride, all’Odessa Pride, a Vanni Piccolo e all’associazione Keshet – arrivato dopo settimane in cui la nostra organizzazione ha subito in silenzio violenze verbali sui social, senza mai alimentare polemiche o contestare l’evento dell’Arruvutamma Pride svoltosi la scorsa settimana con la partecipazione di alcune centinaia di persone.
L’odio e l’antisemitismo esplosi ieri rappresentano una vergogna assoluta che non lasceremo impunita. Denunceremo formalmente tutto quanto accaduto, fornendo alle autorità competenti nomi e cognomi dei responsabili. Parallelamente, chiederemo un incontro urgente al Prefetto, al Questore, al Sindaco e al Presidente Fico affinché le Istituzioni intervengano con decisione su questa gravissima vicenda. La nostra è una profonda e fondata preoccupazione: temiamo infatti che questa preoccupante deriva possa riversare ulteriore odio e violenza sulle nostre associazioni, che continueranno a battersi per i diritti di tutti ma che oggi necessitano di tutela e di risposte chiare.
Comitato Napoli Pride

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