Il Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli ONLUS, organizzazione di volontariato, iscritta al registro regionale del volontariato, è “nata“ il 22 ottobre 2005, ma Arcigay è attiva a Napoli dal 1984. L'associazione ha fini solidaristici, di volontariato sociale ed opera con l'azione diretta, spontanea, personale e gratuita dei propri aderenti nel settore della tutela dei diritti civili, della prevenzione e recupero dell'emarginazione, della promozione della cultura e di attività ricreative. Si impegna nella promozione dei diritti delle persone gay, lesbiche, transessuali e transgender contribuendo ad accrescere nella società una visione positiva dell'essere omosessuale o transessuale. Come supporto alla comunità LGBT napoletana svolge i seguenti servizi: Sportello Legale, Telefono Amico, supporto- socio-Psicologico, Sportello Salute, Migranti.

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Aggiornamenti da Arcigay Nazionale

29 Gennaio 2020

  • Regionali, l’appello di Arcigay per Emilia-Romagna e Calabria: “Diritto al voto conquistato col sangue, esercitiamolo e difendiamo i valori della Costituzione”

    REGIONALI, L'APPELLO DI ARCIGAY PER EMILIA-ROMAGNA E CALABRIA: "DIRITTO AL VOTO CONQUISTATO COL SANGUE,  ESERCITIAMOLO E DIFENDIAMO I VALORI DELLA COSTITUZIONE"
    Bologna, 24 gennaio 2020 - "In quest'ultima giornata di campagna elettorale, prima del rituale silenzio e dell'apertura delle urne, non possiamo non rivolgere un accorato appello alle persone lgbti che vivono in Calabria e in Emilia-Romagna e a tutte le altre persone che hanno a cuore la cultura dei diritti, della libertà e dell'autodeterminazione": così Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: "In questa tornata elettorale, che si svolge alla vigilia della Giornata della Memoria, non possiamo non ricordare che il diritto universale al voto e i valori della nostra Costituzione furono conquistati con il sangue, scacciando dal nostro Paese il totalitarismo fascista. Votare, perciò, non è solo un diritto ma, come dice l'articolo 48 della nostra Carta, un dovere civico. Dobbiamo perciò sentire il dovere di andare domenica a votare. Nel farlo, è necessario essere consapevoli della responsabilità particolare, dettata dal contesto in cui si svolgono queste elezioni e dagli scenari che aprono. Non possiamo non esprimere il nostro sdegno e la nostra condanna nei confronti tanto delle citofonate  squadriste dell'ex Ministro degli Interni Matteo Salvini nella periferia di Bologna, quanto delle becere battute sessiste di Silvio Berlusconi in Calabria. La destra esibisce senza contegno il suo modello di società, che tradisce ogni conquista democratica della nostra storia repubblicana e promette anni bui per il nostro Paese, specie per le persone che vivono, per qualsiasi motivo, in una condizione di fragilità. L'auspicio è che la comunità lgbti si mobiliti e senta la necessità di giocarsi un protagonismo nel determinare l'esisto di queste elezioni, respingendo col voto omotransfobia, razzismo, xenofobia, misoginia e ogni forma di discriminazione", conclude Piazzoni. 



  • Omofobia, Arcigay: “Dalla cronaca un bollettino di guerra. Venerdì incontro a Ferrara con la Ministra Bonetti”

    OMOFOBIA, ARCIGAY: "DALLA CRONACA UN BOLLETTINO DI GUERRA. VENERDì A FERRARA INCONTRO CON LA MINISTRA BONETTI"
    Bologna, 13 gennaio 2020 - "In tema di omotransfobia, la cronaca aggiorna ormai quotidianamente un vero e proprio bollettino di guerra che ci allarma e sul quale vogliamo richiamare l'attenzione del Governo, del Parlamento e delle istituzioni locali": così Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: "Pochi giorni fa abbiamo letto della chiusura delle indagini relative a un'aggressione avvenuta lo scorso 10 agosto a Lecce ai danni di una persona omosessuale, che è stata picchiata con tale violenza da staccargli il lobo di un orecchio. Secondo la procura, è senza dubbio l'omofobia il movente di quella terribile aggressione. Poi, solo due giorni fa, un'altra grave violenza si è consumata ad Altopascio, nella provincia di Lucca, dove un ragazzo gay è stato picchiato, assieme agli amici che tentavano di difenderlo,  da alcuni avventori di un locale. Accanto a questi due fatti eclatanti, registriamo continuamente altre aggressioni e discriminazioni di cui danno notizia le cronache locali. Insomma, siamo di fronte a un vero e proprio acuirsi del fenomeno, sollecitato ad arte dalla politica: nei giorni scorsi, ad esempio, Fabio Tuiach,  consigliere comunale della destra triestina, si è reso protagonista di reiterate esternazioni omofobe, grevi e violente, che sono senza dubbio una legittimazione e uno stimolo alle violenze a cui assistiamo in questi giorni. Di tutto questo, e della rabbia e della preoccupazione che ne conseguono, parlerò alla Ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti, che incontrerò venerdì 17 gennaio alle 17 nell'evento pubblico in programma nell'Aula Magna del dipartimento di Giurisprudenza dell'Università di Ferrara (Corso Ercole I d'Este 37). Alla Ministra consegnerò l'appello a un impegno concreto della maggioranza di governo per l'approvazione rapida del testo di legge contro l'omotransfobia, depositato di recente in Parlamento.", conclude Piazzoni.



  • OMOTRANSFOBIA, PARLAMENTO UE APPROVA RISOLUZIONE. ARCIGAY: “DA STRASBURGO SOLLECITO PER UNA LEGGE A CONTRASTO DELL’ODIO”

    OMOTRANSFOBIA,  PARLAMENTO UE APPROVA RISOLUZIONE. ARCIGAY: "DA STRASBURGO SOLLECITO PER UNA LEGGE A CONTRASTO DELL'ODIO"
    Bologna, 27 dicembre 2019- "Dal Parlamento europeo ci giungono analisi e solleciti sul fenomeno dell'omotransfobia che è opportuno che il governo italiano, così come gli altri governi degli Stati membri, raccolgano con molta attenzione": Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay, commenta la risoluzione approvata lo scorso 18 dicembre da un'ampia maggioranza del Parlamento europeo (463 i voti a favore, qui il documento: http://www.europarl.europa.eu/doceo/document/TA-9-2019-0101_EN.pdf), attraverso la quale si esprime condanna nei confronti delle cosiddette "LGBTI free zones" propagandate in Polonia e apprensione per i sempre più frequenti fenomeni di omotransfobia, anche istituzionale, che si registrano negli Stati che compongono l'Unione europea. "Nella risoluzione - spiega Roberto Muzzetta, delegato alle politiche internazionali nella segreteria di Arcigay - si affronta in modo esplicito il problema degli attacchi omotransfobici provenienti da politici di Paesi europei che spesso, in modo irresponsabile e spregiudicato, utilizzano un linguaggio violento e discriminatorio per guadagnare facile consenso. La risoluzione, tuttavia, ha un obiettivo chiaro: la proliferazione in Polonia della deprecate “free LGBTI zones”. Negli ultimi mesi in Polonia attacchi verbali e fisici nei confronti della comunità LGBTI locale sono stati giustificati come un tentativo di resistenza e liberazione della nazione polacca dai dannosi influssi della cosiddetta ideologia LGBTI. È perciò un segnale importante la condanna che il Parlamento europeo ha espresso, con una maggioranza ampia e trasversale, nei confronti di questa deriva, inscrivendola in un contesto generale allarmante e da non sottovalutare. La risoluzione riconosce infatti, nelle premesse, che il fenomeno della violenza omotransfobica purtroppo riguarda tutto il continente e tutti gli ambiti sociali e politici. Questi attacchi, si legge nell'istanza, rappresentano una minaccia seria ai diritti fondamentali nell'Unione europea e vanno di pari passo con gli attacchi rivolti alle donne e alle minoranze. Non solo: essi, assieme alla propaganda xenofoba, contribuiscono a creare un clima insicuro per tutti e tutte e in particolare per le persone che si battono per l'affermazione di questi diritti. E ancora: il Parlamento europeo, attraverso questa risoluzione, denuncia l'assenza di un monitoraggio sistematico di questi crimini, e il persistere di rischi e paure legati allo svelamento dell'orientamento sessuale e dell'identità di genere, fenomeno che rappresenta un potente deterrente alla denuncia dei crimini".
    "Nelle passate settimane - riprende Piazzoni - si è avviato nel nostro Parlamento l'iter per la discussione di una legge contro l'omotransfobia: questa risoluzione può rappresentare un contributo importante e concreto a questo percorso. Le cosiddette "lgbti free zones" non sono un mito lontano: durante il passato Governo, il Conte 1, abbiamo toccato con mano, in occasione del Congresso delle Famiglie a Verona, la saldatura oscura tra alcuni partiti italiani e i movimenti che in Polonia reiterano pratiche e discorsi d'odio ai danni delle persone LGBTI. E sappiamo che esiste un network internazionale che organizza questi movimenti, anche nel nostro Paese. Più che legittima quindi la preoccupazione degli euodeputati, che è anche la nostra e che ci auguriamo sia anche quella degli eletti e delle elette del Parlamento italiano", conclude.


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