Il Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli ONLUS, organizzazione di volontariato, iscritta al registro regionale del volontariato, è “nata“ il 22 ottobre 2005, ma Arcigay è attiva a Napoli dal 1984. L'associazione ha fini solidaristici, di volontariato sociale ed opera con l'azione diretta, spontanea, personale e gratuita dei propri aderenti nel settore della tutela dei diritti civili, della prevenzione e recupero dell'emarginazione, della promozione della cultura e di attività ricreative. Si impegna nella promozione dei diritti delle persone gay, lesbiche, transessuali e transgender contribuendo ad accrescere nella società una visione positiva dell'essere omosessuale o transessuale. Come supporto alla comunità LGBT napoletana svolge i seguenti servizi: Sportello Legale, Telefono Amico, supporto- socio-Psicologico, Sportello Salute, Migranti.

Nella nostra sede, aperta alla partecipazione ed al contributo di tutti e tutte le, puoi trovare il Gruppo Giovani, Gruppo Lesbo, Gruppo Trans, Gruppo Genitori. Per qualsiasi informazione Contattaci.
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Aggiornamenti da Arcigay Nazionale

06 Aprile 2020

  • Settimana contro il razzismo, Arcigay lancia “Ohana”, sei racconti in video per parlare di migrazioni

    SETTIMANA CONTRO IL RAZZISMO, ARCIGAY LANCIA “OHANA”, SEI RACCONTI IN VIDEO PER PARLARE DI MIGRAZIONI
    Bologna, 18 marzo 2020 - In occasione della XVI Settimana d’azione contro il razzismo, promossa da UNAR dal 16 al 21 marzo, Arcigay lancia una campagna di sensibilizzazione - realizzata da Idem Adv  Grafica web comunicazione - per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema delle persone migranti lgbti. Al termine di un percorso di raccolta di storie di persone lgbti che risiedono nel nostro Paese, migranti o figlie di migranti, si è realizzato un filmato che raccoglie il racconto di sei di loro: David (Cina), Rawah (Paesi arabi) , Paolo (Italia, di madre eritrea), Ana (Romania), Suleiman (Palestina/Siria) e Paolo (Siria). Il filmato si intitola “Ohana”, una parola che nella cultura hawaiana significa famiglia, in un’accezione però molto più estesa di quella della parentela stretta contraddistinta dal legame di sangue, che comprende anche le relazioni elettive. Ohana è quindi la famiglia che ci scegliamo. Durante il percorso di realizzazione della campagna, i protagonisti si sono raccontati a partire dai propri vissuti, attraverso un viaggio a tappe nei luoghi della loro geografia, fatta soprattutto di relazioni umane significative. Riflettendo sui luoghi del cuore, della mente e dell’attivismo, ma anche sui luoghi che sentono non sicuri e su quelli che percepiscono come sicuri, David, Rawah, Paolo, Ana, Suleiman e Paolo sono arrivati a definire ciò che per loro è “Ohana”. Lo spot invita tutti e tutte a scoprire che i sogni, i legami e persino le paure, hanno il potere di farci sentire “ohana”, parte della stessa comunità.
    Sempre nell’ambito della Settimana d’azione contro il razzismo, Arcigay ha aderito alla campagna social lanciata da Unar “Il volto dell’umanità è l’unico che conosco #maipiurazzismo”, che invita le persone a disegnarsi sul volto una U ben visibile e a scattarsi una foto con l’hashtag #maipiurazzimo, da condividere sui propri profili social.
    Il progetto Ohana è realizzato nell’ambito delle attività promosse nella XVI Settimana di azione contro il razzismo 2020, finalizzate al contrasto delle discriminazioni fondate su motivi etnico-razziali anche con riguardo alle discriminazioni multiple, attraverso la cultura, le arti e lo sport, finanziata dal Dipartimento per le Pari Opportunità Ufficio per la promozione della parità di trattamento e la rimozione delle discriminazioni fondate sulla razza o sull'origine etnica.

    Qui il link del video integrale Ohana su YouTube: https://www.youtube.com/watch?v=L4qg_KkEjnA&feature=youtu.be



    In allegato: 

    Il segretario generale di Arcigay, Gabriele Piazzoni, e il presidente nazionale, Luciano Lopopolo, aderiscono alla campagna Unar “Il volto dell’umanità è l’unico che conosco #maipiurazzismo”




  • Diritti umani: l’Italia accetta 16 su 17 raccomandazioni per i diritti LGBTI all’ONU.

    Diritti umani: l’Italia accetta 16 su 17 raccomandazioni per i diritti LGBTI all’ONU.

    Bologna, 9 marzo 2020 - Le Nazioni unite hanno reso noto le risposte del governo italiano alle raccomandazioni fatte dalle delegazioni di oltre 120 Paesi nell’ambito della Revisione Periodica Universale (Universal Periodic Review – UPR) lo scorso 4 novembre. L’Italia ha accettato 292 raccomandazioni su 306. Tra queste quelle sulla creazione di un’Istituzione nazionale per i diritti umani indipendente  e 16 delle 17 raccomandazioni sui diritti umani delle persone LGBTI. Tra queste, quelle riguardanti una legge contro l’omotransfobia, il divieto di interventi chirurgici cosmetici su bambini intersex e la protezione dei rifugiati LGBTI. Il governo si è limitato invece a prenderne nota della raccomandazione 171, fatta dall’Islanda, che chiede una legge che riconosca entrambi i genitori dello stesso sesso e l’accesso all’istituto dell’adozione per le coppie dello stesso sesso. «L’accettazione di 16 raccomandazioni sui diritti umani delle persone LGBTI è uno straordinario successo del nostro lavoro. Ora occorre subito una Road Map per l’implementazione delle raccomandazioni accolte con il pieno coinvolgimento della società civile, come richiesto anche dalle Nazioni Unite. Delude profondamente, invece, la scelta dell’Italia di limitarsi a prender nota della raccomandazione dell’Islanda sulle adozioni e la genitorialità arcobaleno. Sul diritto all’uguaglianza e dei figli dei genitori dello stesso sesso ad avere entrambi i genitori riconosciuti non si transige e continueremo a batterci per ottenerlo», dice Yuri Guaiana, presidente dell’Associazione Radicale Certi Diritti e coordinatore del lavoro di advocacy relativo al terzo ciclo dell’UPR svolto da una coalizione composta da Arcigay, Associazione Radicale Certi Diritti, Centro Risorse LGBTI, Gaycs e OII-Italia. « È sconfortante - dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale Arcigay - registrare ancora oggi una così evidente resistenza da parte della politica italiana ad affrontare il tema dell’omogenitorialità, come se fosse un’opzione da valutare col tempo e non una realtà già diffusa nel nostro Paese, priva da sempre di un riconoscimento. Non ci stancheremo mai di dirlo: quel rifiuto a trattare il tema e a colmare questa lacuna ricade sulla testa di famiglie e in particolare di minori, ai quali viene negato il diritto a una famiglia solida, con due genitori investiti allo stesso modo delle stesse responsabilità. Nonostante l’Italia abbia recepito dall’Onu 16 dei 17 rilievi mossi nell’ambito della tutela dei diritti delle persone lgbti, dimostrando pertanto quantomeno una consapevolezza del lavoro da svolgere, non può non deludere la mancanza di coraggio sul tema dell’omogenitorialità, che infierisce su un ritardo che da anni denunciamo essere insostenibile» , conclude Piazzoni.


  • Omotransfobia, il 30 marzo il pdl calendarizzato alla Camera. Arcigay: “Attendiamo testo base”

    OMOTRANSFOBIA, IL 30 MARZO IL PDL CALENDARIZZATO ALLA CAMERA. ARCIGAY: "ATTENDIAMO TESTO BASE"
    Bologna, 28 febbraio 2020 - "Accogliamo con favore la notizia della rapida calendarizzazione del pdl sull'omotransfobia, che approderà alla Camera, dopo aver concluso il suo passaggio in Commissione Giustizia, il prossimo 30 marzo": lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. Che prosegue: "I tempi serrati, come ha detto il relatore, l'onorevole Alessandro Zan, sono un segnale di ampio sostegno alla norma e in quanto tale lo cogliamo con ottimismo. Con altrettanto ottimismo auspichiamo che venga presto reso pubblico un testo base, che sia la sintesi tra i diversi testi depositati, valorizzati negli aspetti più efficaci e progrediti. E che sia anche base di dibattito pubblico, aperto ai miglioramenti che l'aula saprà far emergere, selezionati non sulla base del posizionamento ideologico o della contrattazione delle parti, ma nell'ottica di approvare la legge che meglio corrisponda ai bisogni di contrasto e prevenzione legati al fenomeno dell'omotransfobia. Questa legge è attesa da moltissimi anni e ha già visto in passato diverse false partenze: il passato, allora,  ci serva da lezione e investa tutti e tutte della responsabilità di portare all'approvazione un testo adeguato e corrispondente alle aspettative che le persone lgbti, che dell'omotransfobia sono bersaglio ogni giorno, hanno da molto tempo", conclude Piazzoni.



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