Il Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli ONLUS, organizzazione di volontariato, iscritta al registro regionale del volontariato, è “nata“ il 22 ottobre 2005, ma Arcigay è attiva a Napoli dal 1984. L'associazione ha fini solidaristici, di volontariato sociale ed opera con l'azione diretta, spontanea, personale e gratuita dei propri aderenti nel settore della tutela dei diritti civili, della prevenzione e recupero dell'emarginazione, della promozione della cultura e di attività ricreative. Si impegna nella promozione dei diritti delle persone gay, lesbiche, transessuali e transgender contribuendo ad accrescere nella società una visione positiva dell'essere omosessuale o transessuale. Come supporto alla comunità LGBT napoletana svolge i seguenti servizi: Sportello Legale, Telefono Amico, supporto- socio-Psicologico, Sportello Salute, Migranti.

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Aggiornamenti da Arcigay Nazionale

21 Marzo 2019

  • Verona, Congresso mondiale famiglie a fine mese. Arcigay chiama alla mobilitazione: “Nessun passo indietro sui diritti”

    VERONA, CONGRESSO MONDIALE FAMIGLIE A FINE MESE. ARCIGAY CHIAMA ALLA MOBILITAZIONE: "NESSUN PASSO INDIETRO SUI DIRITTI" Bologna, 12 marzo 2019 - "Quel congresso è quanto di più retrogrado e medievale sia mai passato nel nostro Paese: siamo pronti alla mobilitazione": Gabriele Piazzoni, segretario generale Arcigay, si scaglia contro il Congresso mondiale delle famiglie in programma dal 29 al 31 marzo a Verona. "Il premier Conte - prosegue Piazzoni - ha disposto poco fa il ritiro del logo del Governo e questa è una notizia che accogliamo positivamente. Tuttavia ci lascia ancora sbalorditi il fatto che quel contenitore, che racchiude il peggio pensiero omotrasfobico e misogino, arrivi in Italia, primo paese dell'Europa occidentale ad ospitarlo . Un fatto senza precedenti, spaventoso, che non lascia presagire nulla di buono in tema di riconoscimento dei diritti umani e civili. A quell'appuntamento prenderanno parola ministri importanti di questo governo, Salvini, Bussetti e Fontana. Il Governo non può girarsi dall'altra parte, ma deve porre argini alla deriva oscurantista che da mesi ormai denunciamo. Dai relatori invitati a Verona il nostro Paese non ha nulla da imparare ed è inquietante che membri del governo aprano un'interlocuzione con chi in ogni parte del mondo pratica l'oppressione di donne, omosessuali, transessuali. In questo senso, ringraziamo i parlamentari che in questi giorni stanno rappresentando in aula l'indignazione del Paese nei confronti di questa iniziativa e ci uniamo al coro di quanti e quante stanno chiamando alla mobilitazione. Anche Arcigay il 30 marzo sarà a Verona: a quella compagine di carnefici dei diritti mostreremo il nostro orgoglio e la nostra libertà", conclude Piazzoni
  • HIV, dal Garante via libera a test HIV per i minori senza consenso obbligatorio dei genitori. Arcigay: “Ottima notizia. Ora subito nuove norme”

    HIV, DAL GARANTE VIA LIBERA A TEST HIV PER I MINORI SENZA CONSENSO OBBLIGATORIO DEI GENITORI. ARCIGAY: “OTTIMA NOTIZIA. ORA SUBITO NUOVE NORME” Bologna, 26 febbraio 2019 - “Il via libera da parte del Garante dell’Infanzia al Ministro della Sanità Giulia Grillo per una nuova regolamentazione dell’accesso al test HIV da parte dei minori, che non obblighi al consenso genitoriale, è un’ottima notizia che dà risposta a quanto chiediamo da tempo”: così Gabriele Piazzoni, segretario generale Arcigay. Che prosegue: “Già il PNAIDS (Piano Nazionale AIDS) del Ministero, prezioso documento di indirizzo sull'HIV elaborato anche grazie alle associazioni, prevede il superamento dell'obbligo del consenso genitoriale, ma attendevamo proprio il via libera del Garante dell'Infanzia per iniziare un percorso normativo innovativo”. “L’obbligo del consenso genitoriale, come ha opportunamente detto la ministra Grillo - prosegue Michele Breveglieri, responsabile Salute nella segreteria di Arcigay - è di fatto un ostacolo al test, ma lo è tanto più per minori LGBTI che aggiungono alla difficoltà di aprirsi con i genitori sulla propria vita sessuale e i rischi eventualmente corsi, anche quella di aprirsi in relazione al proprio orientamento sessuale o identità di genere. Auspichiamo che la definizione di una norma più adeguata ai tempi avvenga ora con un dialogo serrato con le associazioni, anche tramite i percorsi già intrapresi nei tavoli del Comitato Tecnico Sanitario, al fine di evitare che ad un meccanismo oggi di fatto ostativo per i minori se ne sostituisca un altro magari non del tutto ostacolante ma solo diversamente farraginoso e disincentivante. Al giorno d’oggi è tempo di prendere atto che sempre più minorenni hanno una vita sessuale e che quindi è importante per tutti, ma soprattutto per loro stessi, che abbiano tutti gli strumenti per mantenere il controllo sulla propria salute sessuale”, conclude Breveglieri.
  • Omofobia, recudescenze in Cecenia e in Algeria. Arcigay: “Governo italiano e europarlamento rompano il silenzio”

    OMOFOBIA, RECUDESCENZE IN CECENIA E IN ALGERIA. ARCIGAY: "GOVERNO ITALIANO E EUROPARLAMENTO ROMPANO IL SILENZIO" Bologna, 14 febbraio 2019 - "Le gravi notizie di violenze omotransfobiche che in queste settimane ci giungono dalla Cecenia e dall'Algeria non possono passare sotto silenzio nel nostro Paese e ancora di più nelle sedi dell'Unione europea": così Gabriele Piazzoni, segretario generale Arcigay. Che prosegue: "Nei giorni scorsi uno studente di 21 anni è stato sgozzato nel suo appartamento ad Algeri e il suo sangue è stato utilizzato per marchiare con la scritta gay le pareti di quella stanza. Pochi giorni prima, il primo ministro algerino Ouyahia aveva rilasciato un'intervista nella quale respingeva categoricamente i tentativi di modificare la legge di quel Paese, che attualmente considera l'omosessualità un reato. Analogamente, negli ultimi giorni ha ripreso forza la violenta ondata di repressione ai danni delle persone lgbti in Cecenia: stando alle cronache, dall'inizio dell'anno oltre 40 persone sono state arrestate e torturate in quel Paese perché ritenute omosessuali. Su queste vicende non è possibile restare indifferenti - protesta Piazzoni -, anzi sono quantomeno doverose una presa di parola ufficiale e azioni diplomatiche per contrastare questi fenomeni. Ad oggi solo gli attivisti delle reti internazionali sono mobilitati, in totale solitudine. La politica resta silente e questo è inaccettabile", conclude.
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