Il Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli ONLUS, organizzazione di volontariato, iscritta al registro regionale del volontariato, è “nata“ il 22 ottobre 2005, ma Arcigay è attiva a Napoli dal 1984. L'associazione ha fini solidaristici, di volontariato sociale ed opera con l'azione diretta, spontanea, personale e gratuita dei propri aderenti nel settore della tutela dei diritti civili, della prevenzione e recupero dell'emarginazione, della promozione della cultura e di attività ricreative. Si impegna nella promozione dei diritti delle persone gay, lesbiche, transessuali e transgender contribuendo ad accrescere nella società una visione positiva dell'essere omosessuale o transessuale. Come supporto alla comunità LGBT napoletana svolge i seguenti servizi: Sportello Legale, Telefono Amico, supporto- socio-Psicologico, Sportello Salute, Migranti.

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Aggiornamenti da Arcigay Nazionale

26 Marzo 2019

  • “NON FA RIDERE”: Online il Video della Campagna di Arcigay per contrastare l’Hate Speech

    “NON FA RIDERE”: ONLINE IL VIDEO DELLA CAMPAGNA DI ARCIGAY PER CONTRASTARE L’HATE SPEECH

    L’iniziativa è inserita nel progetto europeo Accept realizzato assieme alla Fondazione Bruno Kessler. Monitorati più di 500mila contenuti in rete.

     

    Bologna, 21 marzo 2019 -  Si intitola “Non fa ridere” la campagna socialche Arcigay lancia per contrastare il discorso d’odio on line (hate speech), in particolare quello che maschera omofobia, lesbofobia, transfobia, bifobia con il velo dell’ironia, in modo da renderli socialmente accettabili e perfino virali sul web. L’iniziativa è inserita all’interno del progetto europeo Accept realizzato da Arcigay assieme alla Fondazione Bruno Kessler di Trento e che ha monitorato, grazie a una piattaforma progettata ad hoc dai tecnici della fondazione, per un anno (da marzo 2018 a febbraio 2019) quasi 530mila contenuti, tra tweet, news e post su facebook. Un gruppo di valutatrici e valutatori (diversi per provenienza geografica, sesso, orientamento sessuale, età, e livello di istruzione ma accomunati dalla dichiarata appartenenza a posizioni socio-politiche liberali, progressiste e democratiche). si è occupato di classificare i tweet (positivi se mostravano una posizione aperta e inclusiva nei confronti delle persone LGBTI, negativi se escludenti, discriminatori e offensivi, dubbi se il messaggio era ambiguo o poco decifrabile). L’analisi ha scremato il materiale e ha portato alla definizione di un campione di  5.189 tweet che hanno permesso di trarre alcune prime considerazioni: innanzitutto, i messaggi contenenti odio si possono dividere in tre cluster: mondo dello spettacolo, dibattito pubblico e attualità, diritti e temi etici. Le parole più ricorrenti nei messaggi negativi sono: ricchione, propaganda, ordine, natura. Quelle più ricorrenti nei messaggi positivi sono: cittadini, gruppo, associazioni, sociali. Nei messaggi dubbi troviamo: privilegio, battuta, scherzo, opinione. E ancora: i tweet più polarizzanti, ovvero quelli in cui i valutatori sono stati maggiormente in disaccordo, camuffano le parole di odio con intenti sarcastici. Una persona su dieci esprime posizioni discriminatorie quando tratta argomenti LGBTI, mentre quattro persone su dieci esprimono posizioni ambigue, almeno nella metà dei casi attribuibili ad un linguaggio ironico nella forma, offensivo negli intenti.

    Sulla base di queste considerazioni, con l’aiuto dell’agenzia di comunicazione Pavlov, si è scelto di produrre una contronarrativa focalizzata sul  confine labile che esiste tra scherzo e offesa, tra libera opinione e linguaggio discriminatorio, mettendo in evidenza pericolosità e contraddizioni che si muovono su quel confine. L’odio si annida laddove si lascia passare il messaggio che esista un gruppo sociale più meritevole di un altro, in virtù del supposto possesso di caratteristiche migliori. Il video #nonfaridere cerca infatti di far emergere la parte razionale, estremizzando le dinamiche di quello che è accettato come “battuta”, ma che invece si configura come offesa gratuita.Il filmato stesso, condiviso sui social network, sarà oggetto di monitoraggio per misurare quantitativamente e qualitativamente le reazioni degli utenti del web alla contronarrativa. Il 15 aprile prossimo, infine, alla sede della Rappresentanza dell Commissione europea, in Palazzo Campanari a Roma, il progetto Accept sarà raccontato nel metodo e nel merito, con i dati, il video e tutte le analisi che ne conseguono.

  • Verona, Congresso mondiale famiglie a fine mese. Arcigay chiama alla mobilitazione: “Nessun passo indietro sui diritti”

    VERONA, CONGRESSO MONDIALE FAMIGLIE A FINE MESE. ARCIGAY CHIAMA ALLA MOBILITAZIONE: "NESSUN PASSO INDIETRO SUI DIRITTI" Bologna, 12 marzo 2019 - "Quel congresso è quanto di più retrogrado e medievale sia mai passato nel nostro Paese: siamo pronti alla mobilitazione": Gabriele Piazzoni, segretario generale Arcigay, si scaglia contro il Congresso mondiale delle famiglie in programma dal 29 al 31 marzo a Verona. "Il premier Conte - prosegue Piazzoni - ha disposto poco fa il ritiro del logo del Governo e questa è una notizia che accogliamo positivamente. Tuttavia ci lascia ancora sbalorditi il fatto che quel contenitore, che racchiude il peggio pensiero omotrasfobico e misogino, arrivi in Italia, primo paese dell'Europa occidentale ad ospitarlo . Un fatto senza precedenti, spaventoso, che non lascia presagire nulla di buono in tema di riconoscimento dei diritti umani e civili. A quell'appuntamento prenderanno parola ministri importanti di questo governo, Salvini, Bussetti e Fontana. Il Governo non può girarsi dall'altra parte, ma deve porre argini alla deriva oscurantista che da mesi ormai denunciamo. Dai relatori invitati a Verona il nostro Paese non ha nulla da imparare ed è inquietante che membri del governo aprano un'interlocuzione con chi in ogni parte del mondo pratica l'oppressione di donne, omosessuali, transessuali. In questo senso, ringraziamo i parlamentari che in questi giorni stanno rappresentando in aula l'indignazione del Paese nei confronti di questa iniziativa e ci uniamo al coro di quanti e quante stanno chiamando alla mobilitazione. Anche Arcigay il 30 marzo sarà a Verona: a quella compagine di carnefici dei diritti mostreremo il nostro orgoglio e la nostra libertà", conclude Piazzoni
  • HIV, dal Garante via libera a test HIV per i minori senza consenso obbligatorio dei genitori. Arcigay: “Ottima notizia. Ora subito nuove norme”

    HIV, DAL GARANTE VIA LIBERA A TEST HIV PER I MINORI SENZA CONSENSO OBBLIGATORIO DEI GENITORI. ARCIGAY: “OTTIMA NOTIZIA. ORA SUBITO NUOVE NORME” Bologna, 26 febbraio 2019 - “Il via libera da parte del Garante dell’Infanzia al Ministro della Sanità Giulia Grillo per una nuova regolamentazione dell’accesso al test HIV da parte dei minori, che non obblighi al consenso genitoriale, è un’ottima notizia che dà risposta a quanto chiediamo da tempo”: così Gabriele Piazzoni, segretario generale Arcigay. Che prosegue: “Già il PNAIDS (Piano Nazionale AIDS) del Ministero, prezioso documento di indirizzo sull'HIV elaborato anche grazie alle associazioni, prevede il superamento dell'obbligo del consenso genitoriale, ma attendevamo proprio il via libera del Garante dell'Infanzia per iniziare un percorso normativo innovativo”. “L’obbligo del consenso genitoriale, come ha opportunamente detto la ministra Grillo - prosegue Michele Breveglieri, responsabile Salute nella segreteria di Arcigay - è di fatto un ostacolo al test, ma lo è tanto più per minori LGBTI che aggiungono alla difficoltà di aprirsi con i genitori sulla propria vita sessuale e i rischi eventualmente corsi, anche quella di aprirsi in relazione al proprio orientamento sessuale o identità di genere. Auspichiamo che la definizione di una norma più adeguata ai tempi avvenga ora con un dialogo serrato con le associazioni, anche tramite i percorsi già intrapresi nei tavoli del Comitato Tecnico Sanitario, al fine di evitare che ad un meccanismo oggi di fatto ostativo per i minori se ne sostituisca un altro magari non del tutto ostacolante ma solo diversamente farraginoso e disincentivante. Al giorno d’oggi è tempo di prendere atto che sempre più minorenni hanno una vita sessuale e che quindi è importante per tutti, ma soprattutto per loro stessi, che abbiano tutti gli strumenti per mantenere il controllo sulla propria salute sessuale”, conclude Breveglieri.
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