Leadership and gender equality, the role of NUSFS & CUSFS”  la tavola rotonda organizzata dalla FISU (Federazione Internazionale dello Sport Universitario) per l'Universiade estiva di Napoli giorno 11 luglio alle ore 18:00 presso il villaggio degli atleti alla Stazione marittima di Napoli.

Un momento di riflessione e confronto importante e attualissimo, voluto dalla FISU, con atleti, tecnici, dirigenti internazionali, giunti a Napoli per questi giochi universitari, e con le Università e le associazioni del territorio sul tema dell’eguaglianza di genere e delle contrasto alle discriminazioni in ambito sportivo.

La UISP – Unione Italiana Sport Per tutti, Arcigay  Antinoo di Napoli, la Fondazione GIC - Genere Identità e Cultura, il Centro Sinapsi dell’ Università Federico II e il Dipartimento di scienze motorie e del benessere dell’Università Parthenope con il supporto del Comune di Napoli parteciperanno alla tavola portando alla discussione un contributo sintesi del lavoro svolto insieme in questi anni sul tema della parità di genere nello sport, una “carta di Napoli”, un decalogo  per il contrasto alle discriminazioni di genere nel mondo dello sport.

Formazione sulle questioni di genere e di orientamento sessuale nelle scuole, a partire dei primi cicli scolastici, formazione a tecnici, addetti ai lavori, giornalisti ed atleti per promuovere una vera cultura delle differenze nello sport contro ogni forma di discriminazione. Maggiore ricerca per una più accurata conoscenza delle dinamiche discriminatorie nello sport, maggior attenzione agli spazi comuni negli impianti sportivi, l’istituzione della giornata internazionale dedicata alle pari opportunità nello sport  saranno alcune delle proposte che avanzeremo a questo tavolo di confronto. Lavorare di fatto perché si possa stabilire che la legislazione sulle questioni relative al genere e all'orientamento sessuale di una data nazione diventi un criterio decisivo per l'assegnazione di eventi internazionali, come i Giochi Universitari, Mondiali o i Giochi Olimpici.

È necessario, a nostro avviso quindi, avviare un'importante azione formativa su diversi livelli volta a decostruire la divisione rigidamente binaria, maschile e femminile, della pratica sportiva. Una grande rivoluzione culturale che parte dall'educazione sportiva dei bambini non più costretti a scegliere già da piccoli uno sport ritenuto adatto ad un genere piuttosto che ad un altro.

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