gender

  • TEATRO PICCOLO BELLINI
     
    Via Conte di Ruvo, 14
     
    80135 - Napoli (NA)
     
    UN ESCHIMESE IN AMAZZONIA 

    ideazione e testi Liv Ferracchiati

    dal 12 al 17 febbraio 

     
     
    Ultimo capitolo della Trilogia sull'Identità, progetto ideato da Liv Ferracchiati e realizzato con la sua compagnia The Baby Walk, Un Eschimese in Amazzonia ha vinto il Premio Scenario 2017. Lo spettacolo porta in scena un confronto tra una persona transgender – l’Eschimese – e la società, qui rappresentata dal Coro. Il titolo, che prende spunto da una dichiarazione dell’attivista e sociologa Porpora Marcasciano, fa riferimento a quel contesto socio-culturale che «compromette, ostacola e falsifica un percorso che potrebbe essere dei più sicuri e dei più tranquilli»: la presenza degli “eschimesi” nella società chiede di rimettere in discussione le regole. Il Coro, metafora della società, conforme alla Norma, parla all’unisono con una gestualità a tratti robotica e viene contrastato dall’Eschimese, che si sforza di avere una visione autentica della propria vita, senza però essere immune da altri convenzioni e luoghi comuni. Una pièce in cui la parola, come spiega Liv Ferracchiati, «diventa metafora della fragilità di qualsiasi forma scegliamo per noi stessi».
     
    BIGLIETTI IN SUPER PROMO ARCIGAY A 10 €
     
  • Don't give discrimination a chance! L'omofobia, l'LGBTqia-fobia e l'esclusione di genere, sono purtroppo all'ordine del giorno! Il progetto Culture.World.Diversity, ha l'obiettivo di coinvolgere 30 giovani europei, provenienti da diversi contesti cuturali per contribuire al dibattito sulla discriminazione e la violazione dei diritti umani, troppo spesso esclusa o marginalizzata dall'agenda politica europea!

    Culture.World.Diversity è uno scambio giovanile che si svolge a San Giorgio (Napoli) dal 7 al 16 settembre e riunirà 30 giovani (di età compresa tra 16 e i 25 anni) di 6 paesi diversi (Spagna, Ucraina, Germania, Italia, Russia, Bielorussia) per sensibilizzare contro le discriminazioni e le violazioni dei diritti umani con un focus principale sui diritti di genere e LGBT.

    Durante lo scambio giovanile i partecipanti lavoreranno insieme usando metodi creativi e interattivi di educazione non formale con particolare attenzione ai metodi del teatro come il "Teatro degli Oppressi" di Augusto Boal. Durante i giorni dello scambio, i giovani condivideranno le loro culture, padroneggeranno le loro competenze e impareranno gli uni dagli altri. Come risultato di questo scambio giovanile, svilupperemo una rappresentazione teatrale sui diritti di genere e LGBT.

    COSTI e CONDIZIONI

    Il costi di organizzazione, vitto e alloggio, nei giorni del progetto (7-16 settembre) sono interamente coperti dall'organizzazione. I costi di viaggio in Italia, dal luogo di residenza del partecipante al luogo di svolgimento del progetto sono rimborsati dopo la fine del progetto, e fino ad un massimo di 180 euro. Il progetto prevede una fee facoltativa di sostegno all'organizzazione di 20 euro.

    CIBO E ALLOGGIO

    I partecipanti al progetto saranno ospitati e dormiranno con gli altri partecipanti, in camerate condivise in una strutta a San Giorgio a Cremano. Vivremo tutti insieme durante l'intera durata del progetto. Saranno serviti 3 pasti al giorno + due pause caffè tra le attività. Uno al mattino e uno al pomeriggio. I costi per il cibo sono coperti dall'organizzazione. Richieste speciali (dieta vegetariana, allergie, e così via, saranno prese in considerazione dall'organizzazione).

    PROFILO PARTECIPANTE

    Età: 16-25 anni

    Motivato a diffondere e condividere i risultati del progetto e acquisire conoscenze

    Desideroso di esplorare diverse culture e lavorare con i metodi del teatro

    Interessato alle tematiche dei diritti umani, discriminazione, tematiche lgbt.

    Se vuoi candidarti compilare il form di selezione al seguente indirizzo

    https://forms.gle/duQin3K2Jv1aA8Wf6

    La candidatura va inviata entro 16 luglio 2019.

  • Giovedì 14 novembre 2019
    ore 18.30

     

    Chiaja Hotel de Charme

    Via Chiaia 216 - Napoli

     

    LIBRIAMOCI A POETE’

    perché leggere è un viaggio d’amore


    Presenta

    ORIENTAMENTO SESSUALE E IDENTITA’ DI GENERE.

    IMMIGRAZIONE E ACCOGLIENZA

    di Carmela Ferrara

    (Pandemos)

     

       Interverrànno:

       Carmela Ferrara

     

            Daniela Lourdes Falanga

             (Presidente Arcigay Napoli)

     

            Daniela La Foresta

             (Docente di Geopolitica)

     

           Ottavia Voza

           (Editrice Pandemos)

         Modera Claudio Finelli

  •  

    "...Vi faremo credere che il crocifisso è Conchita Wurst che fa l’aeroplano. Riscriveremo i testi sacri, tutti. Per i musulmani,
    non ci saranno più le settantadue vergini ad aspettare i guerrieri della jihad in paradiso, ma altrettanti go-go boys. Eva non sarà più nata da una costola di Adamo, ma da un orecchino di Vladimir Luxuria. Dio non ha mai distrutto Sodoma, ha solo ristrutturato il privé. I buddisti della Soga Gakkai non reciteranno più “nam myoho renge kyo”, ma balleranno con fomento YMCA..."

  •  
    DEBUTTA AL NTFI MIMì E LE RAGAZZE DELLA PALLAVOLO IL NUOVO SPETTACOLO DI SARA SOLE NOTARBARTOLO ISPIRATO ALLA VERA STORIA DI TIFFANY DE ABREU

    Venerdì 14 giugno, alle ore 21,00, presso il Teatro Sannazzaro debutta in prima assoluta lo spettacolo "Mimì e le ragazze della pallavolo- laddove Mimì sta per Domenico" scritto e diretto da Sara Sole Notarbartolo.
  • L’umorismo sanremese, nel corso della seconda serata, è stato affidato al Mago Forest che, probabilmente a corto di brillantezza, ha deciso di dare prova di sessismo e maschilismo condito della consueta e drammatica transfobia.

    Il comico, salito sul palco del Teatro Ariston - evocando una sorta di roulette russa umana - ha esordito dicendo “Di solito noi prendiamo cinque trans e una donna vera, lo sfigato che perde si cucca la donna vera, perché non vieni anche tu Claudio?”.
    Questa battuta - e l’intero sketch esplicitamente sessista - ha provocato una giusta ondata di riprovazione sui social.

    A tal proposito, Daniela Lourdes Falanga, delegata di Arcigay Napoli alle politiche trans e presidente di Arcigay Vesuvio Rainbow, ha dichiarato: “Essere donne o uomini non è un’ambizione né una peculiarità cromosomica, ma una caratteristica della mente che genera fantasie, speranze e rappresentazioni che lega all’uno o all’altro genere. Le donne sono donne quindi e non si distinguono, come ha ironizzato il Mago Forrest, in vere e false, ma si connaturano all’espressione dell’intelletto.
    Usare a sproposito, e in un contenitore televisivo quale quello di Sanremo, il dolore e il coraggio delle persone trans per generare comicità, è una negazione di quei principi racchiusi negli inalienabili diritti umani che preservano l’umanità da qualsiasi tipo di sopruso. Bisogna smetterla con questa irresponsabilità. Questo tipo di azioni sono vergognose e manifestano ignoranza.”

    “Le persone lgbt - aggiunge Claudio Finelli delegato cultura di Arcigay - sono vittime di quotidiane discriminazionI, anche apparentemente ‘innocue’ che ne trasformano l’esistenza in una via crucis di piccole e grandi mortificazioni”

    Proprio oggi, Arcigay Napoli ha raccolto la segnalazione di un tipico caso di discriminazione legata all’identità di genere. La vittima è una giovane associata gender-fluid  che voleva acquistare una felpa nel reparto maschile dello store Alcott di Via Toledo a Napoli. Uno store che propone i suoi capi d’abbigliamento a un’utenza giovane e che, dunque, dovrebbe intercettare più facilmente le esigenze di giovani generazioni che si vogliono liberare delle gabbie di genere e degli stereotipi comportamentali.

    La giovane è stata mortificata dalla commessa che le ha imposto di misurarsi la felpa nei camerini del reparto donna, nonostante fossero collocati ad un altro piano.

    Il siparietto televisivo del Mago Forest e quanto accaduto in un negozio del centro di Napoli sono collegati da un filo rosso che bisogna assolutamente recidere, un filo rosso che ci racconta di quanta omotransfobia e di quanti pregiudizi legati all’identità di genere sia ancora pregna la nostra società e di quante piccole e continue mortificazioni debbano subire le persone lgbt, sia nella rappresentazione mediatica che durante un semplice momento di svago, come quello dello shopping.

f t g