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Il Comitato Provinciale Arcigay Antinoo di Napoli ONLUS, organizzazione di volontariato, iscritta al registro regionale del volontariato, è “nata“ il 22 ottobre 2005, ma Arcigay è attiva a Napoli dal 1984. L'associazione ha fini solidaristici, di volontariato sociale ed opera con l'azione diretta, spontanea, personale e gratuita dei propri aderenti nel settore della tutela dei diritti civili, della prevenzione e recupero dell'emarginazione, della promozione della cultura e di attività ricreative. Si impegna nella promozione dei diritti delle persone gay, lesbiche, transessuali e transgender contribuendo ad accrescere nella società una visione positiva dell'essere omosessuale o transessuale. Come supporto alla comunità LGBT napoletana svolge i seguenti servizi: Sportello Legale, Telefono Amico, supporto- socio-Psicologico, Sportello Salute, Migranti. Nella nostra sede, aperta alla partecipazione ed al contributo di tutti e tutte le, puoi trovare il Gruppo Giovani, Gruppo Lesbo, Gruppo Trans, Gruppo Genitori. Per qualsiasi informazione Contattaci. Per tesserarsi ad Arcigay Clicca qui. |
Ultimi Comunicati Stampa
- Antinoo Arcigay Napoli parte civile nel processo per l’omicidio di Maria Paola Gaglione
- Antinoo d’oro 2020 all’Ospedale Cotugno. Dall’HIV al Covid, oggi come ieri in prima linea contro il virus.
- l Comune di Napoli assegna la storica sede ad Antinoo Arcigay Napoli Premio Antinoo d’oro all’Ospedale Cotugno di Napoli e al prof. Paolo Valerio (Università Federico II)
- Antinoo Arcigay Napoli condanna il post di Padre Patriciello. Falanga: Patriciello diffonde cultura eteronormata. Sannino: Patriciello scarica odio contro le nostre famiglie
- Panchine rainbow a Portici, presente all'inaugurazione anche il Sindaco Cuomo
- Il 10 dicembre online la “Maratona dei Diritti” Libertà civili, immigrazione, diritti LGBT e delle donne.
Aggiornamenti da Arcigay Nazionale
21 Settembre 2026
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Onda Pride, due cortei oggi ai Campi Flegrei e a Vercelli. Piazzoni (Arcigay): «In Turchia una repressione feroce e coordinata contro il movimento LGBTQIA+. Il Parlamento europeo non può restare in silenzio»
Onda Pride, due cortei oggi ai Campi Flegrei e a Vercelli. Piazzoni (Arcigay): «In Turchia una repressione feroce e coordinata contro il movimento LGBTQIA+. Il Parlamento europeo non può restare in silenzio»
19 settembre 2026 – Prosegue l'Onda Pride 2026, la grande mobilitazione nazionale a sostegno dei diritti delle persone LGBTQIA+ organizzata da Arcigay e dalle altre associazioni locali e nazionali, con due appuntamenti: il Pride dei Campi Flegrei si ritrova alle 17 al Belvedere del Castello, mentre il Vercelli Pride si concentra alle 15 in Piazza Roma. «Oggi siamo a Vercelli e ai Campi Flegrei - dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay -, in due piazze italiane che si riempiono di orgoglio e di rivendicazione. Ma il nostro pensiero non può che andare alla Turchia, dove da giorni è in corso una repressione feroce e coordinata contro il movimento LGBTQIA+. Decine di persone attiviste arrestate, associazioni storiche come Kaos GL messe alla gogna, una giornalista come TuğbaTekerek finita in carcere per il suo lavoro. Non è una semplice operazione di polizia: è un attacco frontale alla democrazia, ai diritti umani, alla libertà di associazione e di espressione. È il tentativo di cancellare un'intera comunità dalla scena pubblica, di ridurla al silenzio e alla paura. Non è solo un fatto locale. è parte di un progetto autoritario che attraversa l'Europa e il Mediterraneo, che usa l'odio contro alcuni gruppi sociali come collante politico e come strumento di consenso. Lo vediamo in Ungheria, dove il Pride è stato vietato. Lo vediamo in Italia, dove il governo Meloni respinge le raccomandazioni delle Nazioni Unite. Lo vediamo in Turchia, dove il governo Erdogan ha trasformato la lotta all'HIV e ai diritti LGBTQIA+ in un crimine. Di fronte a tutto questo, l'Unione Europea non può e non deve restare in silenzio. Rivolgo un appello accorato al Parlamento europeo: condanni senza ambiguità le violenze e gli arresti in Turchia, chieda il rilascio immediato di tutte le persone detenute per il solo fatto di essereLGBTQIA+ o di difendere i diritti umani. Non si può continuare a parlare di allargamento, di partenariato, di dialogo politico con un governo che incarcera persone per il loro orientamento sessuale e la loro identità di genere», conclude Piazzoni.
- Scomparsa Emma Bonino, il ricordo di Arcigay: “Le sue battaglie hanno segnato profondamente la storia del nostro Paese”
Scomparsa Emma Bonino, il ricordo di Arcigay: "Le sue battaglie hanno segnato profondamente la storia del nostro Paese"
Bologna, 11 settembre 2026 - "Con la scomparsa di Emma Bonino, l’Italia perde una figura politica che ha contribuito, nel corso di decenni di impegno pubblico, ad affermare la centralità dei diritti civili, delle libertà individuali e dell’autodeterminazione nel dibattito democratico del nostro Paese": lo dichiara Gabriele Piazzoni, segretario generale di Arcigay. "Le sue battaglie - prosegue - hanno attraversato e segnato profondamente la storia politica e civile italiana, contribuendo ad ampliare gli spazi di libertà e a rendere i diritti una questione fondamentale dell’azione politica. La difesa della laicità delle istituzioni, della libertà di scelta e della dignità delle persone ha rappresentato un tratto costante del suo percorso e un riferimento importante per generazioni di attiviste e attivisti. Per Arcigay, Emma Bonino è stata anche un’alleata nei percorsi verso la piena uguaglianza delle persone LGBTQIA+, all’interno di una visione più ampia dei diritti civili come patrimonio universale e indivisibile. Una visione che ha contribuito a costruire un terreno politico e culturale sul quale molte delle battaglie per il riconoscimento, la libertà e l’uguaglianza hanno potuto crescere e trovare spazio. Ne ricordiamo il rigore, la determinazione e la capacità di portare, anche nei passaggi più complessi della vita pubblica italiana, le libertà fondamentali e i diritti delle persone al centro del confronto politico. Alla sua figura e alla sua lunga storia di impegno civile va il nostro riconoscimento. Alle persone che le sono state accanto, la nostra vicinanza e il nostro cordoglio", conclude Piazzoni.- Onda Pride, tre cortei oggi a Savona, Brescia e Portici.
Onda Pride, tre cortei oggi a Savona, Brescia e Portici. Piazzoni (Arcigay ): «L'onda di femminicidi e violenze familiari ci impone una riflessione profonda sullo stato di salute del Paese»
5 settembre 2026 – Prosegue l'Onda Pride 2026, la grande mobilitazione nazionale a sostegno dei diritti delle persone LGBTQIA+ organizzata da Arcigay e dalle altre associazioni locali e nazionali, con tre appuntamenti oggi che attraversano il Paese da nord a sud. Savona, Brescia e Portici ospitano tre cortei in una giornata che unisce la rivendicazione dei diritti alla denuncia di una deriva violenta che sta attraversando il Paese. Il Savona Pride si ritrova alle 14.30 al Parco delle Nazioni Unite, il Brescia Pride si concentra alle 15.30 a Campo Marte, e il Vesuvio Pride a Portici, infine, si ritrova alle 16 presso la spiaggia "Cirotto" al Parco a Mare.
«Oggi siamo a Savona, a Brescia e a Portici - dichiara Gabriele Piazzoni, Segretario Generale di Arcigay -, tre piazze che si ritrovano per rivendicare diritti, per stare insieme, per resistere. Ma mentre le nostre bandiere sventolano, in questo Paese le notizie che arrivano dalla cronaca sono un bollettino di guerra. Femminicidi, omicidi-suicidio, violenze familiari. Un'onda che non accenna a fermarsi. Solo nell'ultima settimana abbiamo assistito all'ennesima scia di sangue: donne uccise da mariti, compagni, ex partner. Ragazze che non hanno fatto in tempo a chiedere aiuto. Famiglie distrutte. Questo non è un fenomeno marginale: è una piaga sociale che ci impone una riflessione profonda sullo stato di salute del nostro Paese e della nostra società. Un Paese in cui, nonostante le parole di circostanza e le commemorazioni di rito, i numeri continuano a salire. Un Paese in cui la cultura patriarcale e maschilista – la stessa che decide chi ha il diritto di esistere e chi no – viene alimentata da chi, come Vannacci e il suo progetto di "patriarcato mediterraneo", la vuole trasformare in programma politico.Per questo, oggi più che mai, scendiamo in piazza. Per dire che questa violenza non è inevitabile. Per dire che la cultura del dominio e del possesso va smontata pezzo per pezzo. Per chiedere che le istituzioni facciano la loro parte. Il Pride non è solo una festa, è un grido di allarme ed è la promessa che non abbasseremo la testa.», conclude Piazzoni.
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