Il tarallo che vedete in foto è il primo esemplare prodotto all’interno del carcere G. Salvia di Poggioreale nell’ambito del progetto “Fortunato” (promosso da Antinoo Arcigay Napoli, bando “E vado a lavorare” di Fondazione con il Sud, in partnership con Pride Vesuvio RainbowAssociazione HUMANS, La Fondazione GIC e Nefesh Onlus, Leo&Sister): un prodotto che siamo orgogliosi di mostrare perché frutto di un lavoro costante da parte di tutti gli addetti ai lavori che stanno prendendo parte al progetto.

La foto è solo il simbolo di un nuovo inizio per i partecipanti del progetto; un giorno importante perché dopo una serie di attività propedeutiche e complementari, finalmente i partecipanti mettono le mani in pasta, si attua il primo passo pratico per la messa in opera dei taralli.

Leopoldo Infante, figlio d’arte e detentore di storico sapere spiega che anche per lui è un giorno nel quale apprenderà nuove cose trovandosi ad operare in un laboratorio nuovo, opportunamente allestito per la formazione progettuale; nuova strumentazione, nuove materie prime, e perché no, una nuova ricetta da ideare e sperimentare assieme agli utenti ed “accordare” il tutto esattamente come accade agli strumenti musicali per produrre una melodia armonica.

Mettere a punto tutto questo richiederà svariate prove, errori, cambiamenti di ricette e nuovi tentativi per ideare, in gruppo, un tarallo frutto delle mani e del pensiero di tutti i partecipanti. Tutti gli ospiti del corso iniziano così a prendere confidenza con gli strumenti di lavoro: si sgrossano le mandorle , a turno, con il mattarello, una parte resta semi integra per la decorazione, un’ altra parte finisce nell’ impastatrice con tutti gli altri ingredienti. Dopo averla osservata in funzione, la macchina ci restituisce il primo impasto completo che manualmente viene diviso in piccole porzioni e rotato in taralli che, questa volta, riceveranno solo la prima cottura per un rapido assaggio volto, come riferimento per il palato, ad una rimodulazione futura delle proporzioni da adottare. Il tarallo definitivo prevede una seconda lunga cottura. L’attività viene svolta con interesse e partecipazione di un gruppo che è solo all’inizio di un viaggio che avrà molto da raccontare e che cercheremo di condividere anche grazie ai disegni di Carlo Knet.

To be continued…

Carlo Oneto (tutor d’aula)
Fabio Schiattarella (referente di progetto)